lunedì 31 agosto 2009

Un matrimonio e via...

Quella appena passata è stata per noi la prima vera occasione di trascorrere una settimana lontani dalla nostra casa svedese ed anche dalla Svezia stessa, per una vacanza che abbiamo passato tra Olanda, Germania ed Italia.
Avremo sicuramente l'occasione per parlare un po' delle nostre brevi vacanze europee che ci hanno offerto anche degli spunti di riflessione ed un'altra occasione per valutare se la decisione che abbiamo preso diversi mesi fa (quella di trasferirci in Svezia) sia stata giusta oppure no.
Nel post precedente mi ero sfogato su degli inconvenienti che mi avevano innervosito al rientro in Italia, ma sono contento di aver stimolato anche degli interessanti commenti. Ho avuto anche modo di sentire dalla voce di amici ulteriori considerazioni sui post più accesi di questi mesi e così prossimamente dedicherò un post per rispondere alla questione emigrare si/emigrare no, spiegando il mio punto di vista personale.

Per fortuna però il weekend italiano, dopo gli iniziali inceppi burocratici è filato tutto perfettamente liscio. Abbiamo trascorso una bella serata assieme ad amici riassaporando il gusto di un'ottima pizza italiana (a Norrköping purtroppo c'è una sola pizzeria italiana con un vero pizzaiolo italiano, il resto sono tutte pizzerie-kekab gestite da personale turco) e cosa ancor più bella, sabato abbiamo partecipato ad un bellissimo matrimonio, sul Collio friulano.
Nonostante qualche goccia di pioggia, un paio di tuoni ed uno splendido arcobaleno, tutto si è svolto nel migliore dei modi e grazie alla privilegiata "postazione" da testimone, ho potuto assaporare tutti i dettagli e le sottili sfumature della giornata.
Una giornata che ha permesso a me ed alla Silvia, di rivivere tutte le emozioni di quel 21 giugno di poco più di un anno fa, quando anche noi ci siamo sposati, in una giornata che ricordiamo sempre con immensa gioia.

Ieri sera abbiamo nuovamente abbandonato il traffico del rientro nell'autostrada Venezia-Trieste per imbarcarci nel solito volo Ryanair della domenica sera che ci ha riportato qui.
La Svezia ci ha accolta con il buio della notte ma i 60 chilometri che separano l'aeroporto di Skavsta da casa nostra, sono scivolati sotto le ruote del Discovery in un lampo, vuoi per il paesaggio illuminato dalla Luna che appoggiata sulla cima degli alberi che fitti costeggiano l'autostrada sembrava enorme, vuoi per la piacevole scarsità di macchine (in tutto il tragitto ci hanno sorpassato solo un paio di autovetture e devo dire che non ho mai superato il limite di 110 km/h !).

giovedì 27 agosto 2009

Italia: bastano 12 ore per "arrabbiarsi"

Vorrei raccontare cose belle, come la nostra piccola vacanza in Europa, ma vista la scarsità di tempo e il fatto che stiamo sfruttando la connessione e il computer gentilmente messi a disposizione dai nostri amici Chiara e Massimo, sarò rapido e conciso giusto per sfogarmi un attimo. Da lunedì poi saremo nuovamente a Casa in Svezia e avremo tutto il tempo per raccontare meglio la nostra esperienza tra Olanda, Belgio e Germania.
Quello che vorrei esprimere qui ora è il mio disappunto: sono bastate 12 ore in Italia per farci "incavolare".
Primo episodio: avevo un piccolo rimborso di 19 euro da parte del gestore dell'acquedotto in Italia da ritirare in banca tramite un assegno; scadenza dell'assegno 25 agosto, nessuna possibilità di concedere deleghe per il ritiro.
Vado in banca, spiegando che ero rientrato solo stamattina dalla Svezia e che avevo appena visto l'assegno quindi. L'impiegato mi dice che essendo l'assegno non trasferibile e scaduto per poterlo incassare mi avrebbero trattenuto 15 euro. Ma mi prendete in giro?
Secondo episodio: Silvia trascorre la mattina a Padova per salutare colleghi in ospedale poi tenta un rientro in treno ma il treno viene soppresso dopo che lo aveva atteso inutilmente un'ora!!!
Per fortuna domenica sera c'è un aereo che ci aspetta... Italia, per un pò di mesi non ci vedrai !
Chiediamo a tutti coloro che ci hanno scritto in privato o tramite dei commenti sul blog di pazientare finché rientreremo in Svezia, domenica sera. poi risponderemo a tutti.

lunedì 24 agosto 2009

La piu' alta densita' di popolazione in Europa

Abbiamo trascorso una splendida domenica d'estate ad Amsterdam, in una citta' invasa da turisti dove abbiamo nuovamente iniziato a sentire parlare italiano. L'impatto con l'Olanda per noi e' una specie di ritorno ai ritmi accelerati del "vecchio continente". Qui ci si rende veramente conto che la densita' di popolazione in Olanda e' la piu' alta d'Europa con 397 abitanti per chilometro quadrato e la 23a al mondo comprese citta' come San Marino, Citta' del Vaticano e Singapore.
L'Italia a confronto e' 55a e la nostra Svezia per fortuna e' al 188mo posto con soli 20 abitanti per chilometro quadrato.
Una folla sconfinata e multietnica quella a passeggio per i viali e i ponti di Amsterdam. In Olanda abbiamo visitato due grandi citta' fino ad ora: la capitale ed Utrecht e girare in auto, nonostante il preziosissimo supporto del navigatore satellitare, non e' proprio la cosa piu' semplice del mondo e tra l'altro molto lenta a causa dell'incredibile numero di semafori.
Fortunatamente gli olandesi cercano di organizzarsi con dei grandi parcheggi a silos in pieno centro, peccato pero' che il costo sia a dir poco proibitivo: 26 euro per una notte !
"Ma la Svezia e' cara", questa e' una tipica frase che ci sentiamo ripetere spessissimo... qui in Olanda ci sembra che la vita sia piu' costosa rispetto a quanto siamo abituati noi a Norrkoeping.
Dopo il ritmo accelerato delle citta' oggi cerchiamo di riappropriarci di un po' di Natura e di verde che tanto ci manca: meta la costa del Mare del Nord e il grande delta del sud, dove avremo la possibilita' di vedere i tipici paesaggi a cui siamo tutti abituati dalle pagine dei libri di geografia o delle guide turistiche: mulini a vento e tulipani.

sabato 22 agosto 2009

Olanda, Germania e Italia

E' giunta anche per noi l'ora delle vacanze, anche se saranno brevi per ora. L'obiettivo è rientrare in Italia per il matrimonio del mio testimone di nozze (dove sarò a mia volta testimone) che si terrà in Friuli. Ma prima ci sarà il tempo per andare a trovare due amici.
Il primo incontro lo faremo oggi pomeriggio in Olanda vicino ad Utrecht, dove abita un mio nuovo amico, conosciuto quest'anno negli Stati Uniti d'America durante il progetto di ricerca sui tornado denominato VORTEX2. Abbiamo trascorso 50 giorni fianco fianco dividendo tutte le grandi emozioni che il progetto sul campo ci ha regalato.
Il secondo incontro avverrà la prossima settimana poco ad est di Colonia in Germania, dove andremo a trovare un'amica della Silvia con marito e bimbo di sei mesi in pancia.
Nel frattempo avremo il tempo per visitare anche un po' di Olanda !

venerdì 21 agosto 2009

Serata di relax in riva al lago

Quello di ieri pomeriggio è stato uno di quei momenti che quando sei avvolto dallo stress del lavoro e della vita in città (cose che comunque noi abbiamo dimenticato da un pezzo) desideri più di ogni cosa.
Tramite un amico italiano attore e registra di teatro che tanto ama la Svezia abbiamo conosciuto una coppia svedese di mezza età e dopo averli ospitati tutti a cena a casa nostra alcune sere fa, ieri abbiamo fatto noi visita a loro. Una coppia che possiamo dire vivere in perfetta sintonia con la Natura; casa costruita a partire da una piccola capanna in legno su uno sperone roccioso della sponda orientale del lago Ensjön, un piccolo laghetto di 2 x 1 km appena fuori dal centro di Norrköping, verso sud.
Lei fa del teatro per bambini e conosce bene l'italiano, lui lavora in ospedale, una passione per il kayak, per la musica, per la lettura... due figli ormai grandi che studiano e lavorano altrove... ogni giorno al lavoro in bicicletta, estate ed inverno, sole o pioggia. Sanno cosa vuol dire usare l'auto solo da tre anni, ma è stata acquistata soprattutto per trasportare il kayak oltre il confine del lago, fino al mare.

Tra i diversi racconti e le storie di vita vissuta ce ne siamo stati accomodati sulla veranda-terrazzo in legno per quasi tre ore, a sorseggiare un delizioso vino bianco neozelandese e a spiluccare pane fatto in casa e formaggio Piave (si quello veneto ! - lei è una grande appassionata di formaggi italiani). Il sole piano piano, con una pendenza che solo al nord può essere così dolce, ci ha regalato un tramonto spettacolare, mentre la superficie del lago si increspava sotto qualche soffio di vento; uno rumoroso stormo di oche in formazione di volo ha attraversato il nostro campo visivo e noi, come bambini non abituati a tali spettacoli, con il naso in su a scattare foto.
Anche Alessandra e Giovanni, giunti alla loro ultima serata svedese (stamattina infatti sono ripartiti per la "surriscaldata" Italia), hanno apprezzato oltremodo questi momenti di assoluta tranquillità e piacevole compagnia, tra storie poche conosciute di Astrid Lindgren e la sua Pippi Långstrump (Pizzi Calzelunghe) e discussioni sulla Svezia di oggi e di ieri.
I protagonisti del video mi perdoneranno questa intrusione, ma penso che solo così si possa gustare, anche per pochi secondi, la magnifica atmosfera che abbiamo vissuto ieri sera.

mercoledì 19 agosto 2009

Nuovi amici e nuova bandiera

Oggi c'è stato un altro piccolo angolo di Veneto che è entrato nella nostra nuova casa svedese. Delle bottiglie di vino, tra cui un Fior d'Arancio dei Colli Euganei che mi ricorda tanto il nostro punto di partenza, l'inizio della storia di questo blog.
Qualcuno si chiederà cosa c'è di strano... nulla, se non che queste bottiglie si sono fatte un bel viaggetto in macchina da Padova fino a Copenaghen, Oslo, Stoccolma e stamattina sono approdate a Norrköping. E con loro sono arrivati anche due nostri nuovi amici, che hanno deciso di spendere le loro vacanze estive nel modo che personalmente ritengo essere il migliore: on-the-road.

Chiara e Marco, questi i loro nomi, nelle loro innumerevoli tappe nei paesi nordici, hanno scelto, spinti dalla curiosità che i nostri racconti hanno instillato in loro, proprio Norrköping come una di queste tappe. Abbiamo trascorso delle belle ore assieme, parlando dei loro progetti futuri che prevedono una fuga all'estero e delle motivazioni che hanno spinto noi a venire quassù.
Nel pomeriggio, mentre i nuovi arrivati si gustavano la città in una splendida giornata di sole e cielo blu, Ale e Giovanni (gli ospiti oramai "veterani") rientravano dalla loro gita in bicicletta con l'omaggio di bandierina svedese che ora ha trovato la giusta collocazione sul terrazzo di casa. E poi ho avuto l'occasione di fare nuove conoscenze.
Infatti oggi era l'ultimo giorno disponibile per prendere visione di un appartamento nella torre di fronte alla nostra abitazione. Vi chiederete perché andiamo in cerca di un appartamento quando abitiamo nel nostro da soli pochi mesi...
In verità l'alloggio non è per noi, ma bensì per Giulia e Marco, i nostri amici padovani che tra ottobre e novembre faranno anche loro il grande salto. Il sistema di ricerca degli appartamenti da loro usato è stato lo stesso utilizzato da noi (Hyresbostader) a suo tempo e prevede che l'appartamento venga mostrato solo a quattro-cinque persone interessate.

E nella visita dell'appartamento ho conosciuto gli attuali inquilini. Una giovane coppia inglese con due figli di 10 e 14 anni e un bel maremmano bianco che vive in Svezia da 4 anni. Ci siamo scambiati numeri di telefono con l'intento di trovarci presto tutti assieme, visto che la Silvia oggi lavorava in ospedale e non ha potuto conoscere i nuovi amici d'Inghilterra !
La Svezia continua giorno dopo giorno a riservarci piccole piacevoli sorprese...

martedì 18 agosto 2009

Così antico, così moderno...

Ecco un luogo molto amato dagli svedesi, nonché piuttosto comune nelle case estive di vacanza: il gabinetto esterno. Non solo esterno, ma anche comune: giusto così, se vi sentite soli e avete voglia di scambiare quattro chiacchiere durante questo fondamentale ed inevitabile momento di relax... Attenzione alla puzza però !



lunedì 17 agosto 2009

Un affollato weekend

Un altro weekend è alle spalle. Ieri abbiamo avuto visite, diciamo pure "le prime" di amici che venivano direttamente dall'Italia in macchina. E le ho definite non a caso le prime perché martedì prossimo, grazie a questo blog, conosceremo una coppia di ragazzi padovani che durante la loro programmazione delle vacanze estive nel nord Europa, hanno deciso proprio di fermarsi una notte qui a Norrköping per incontrarci. Ovviamente questo ci fa molto piacere e li aspettiamo con trepidazione, per ascoltare i loro racconti di viaggio e le impressioni sul grande nord.
Nel frattempo con la piacevole visita della cugina di Silvia con il marito e due figli al seguito (anche loro impegnativi in una vacanza on-the-road nel nord Europa, di quelle che piacciono tanto anche a noi), nella giornata di ieri abbiamo avuto la possibilità di mostrare la nostra città con una piacevole passeggiata in centro e pranzare a Soderköping, la piccola cittadina sullo Göta Kanal a quindici minuti di auto da casa.
Una delle cose più simpatiche della giornata di ieri è stata la sorpresa che ci ha colti, quando seduti a tavola in un bel ristorante con ampio parco, il cameriere, un signor sulla sessantina ci ha offerto i menù in perfetto accento napoletano che ci ha lasciati stupefatti. A fine pranzo stavamo già parlando della sua vita in Svezia (arrivà nel 1984) e della nostra avventura iniziata da qualche mese. Enzo, questo il suo nome, abita anche lui a Norrköping e si lamentava del fatto che non c'erano più persone in città in grado di insegnare l'italiano ai figli loro e delle altre famiglie di italiani che qui hanno dato alla luce la loro prole... che quel paio di insegnanti che c'erano una volta ora sono troppo vecchi... c'è bisogno di forze fresche !
Rientrati in città nel pomeriggio abbiamo "recuperato" alla stazione del treno gli amici che per due settimane sono ospiti da noi (Giovanni ed Alessandra) e che nel frattempo avevano trascorso un periodo a Stoccolma. Tutti assieme non abbiamo perso l'occasione di andare a vedere le seconda più vasta collezione di graffiti sulla roccia della Svezia che risale all'era del bronzo (1800 a.C.).

Si tratta di circa 7000 incisioni rupestri nella roccia dei quali la concentrazione più elevata (1600 circa) si trova ad Himmelstalund, in un grande parco della città di Norrköping disposto lungo il fiume, il sogno di grandi e piccoli. Ieri lo abbiamo percorso per la metà, giocando a pallone con il più piccolo della compagnia, mentre le poche presenza umane si perdevano all'orizzonte, chi provando qualche colpo di golf, chi facendo jogging e nella sua grandezza il parco ci è sembrato veramente grande: infatti è un lungo rettangolo di erba con i lati di 1 km x 400 metri !

sabato 15 agosto 2009

Privacy sì, privacy no... Tasse e dintorni

Ricordate quando in Italia furono pubblicati i dati relativi ai redditi di ognuno, con file scaricabili da internet che sollevarono un polverone di proteste, con conseguente ritiro dei documenti ufficiali ? Ebbene, qui in Svezia poter conoscere reddito, patrimonio, debiti del vicino di casa così come di chiunque altro è una cosa assolutamente normale. Ed è tutto molto semplice. Esistono diversi servizi che, a pagamento, forniscono le informazioni richieste. Il prezzo chiaramente dipende dal numero di informazioni richieste: gratis se si tratta di nome, cognome, indirizzo, data di nascita e stato civile, meno di una decina di euro per vedere tutto il resto. La "vittima" in certi casi viene avvisata di chi ha richiesto le informazioni (quando queste sono molto dettagliate), ma alcuni servizi vengono erogati anonimamente.  
L'abitudine di effettuare queste ricerche è molto diffusa, tanto che i fornitori di servizi (come internet, TV digitale, ecc) la prevedono di regola prima di approvare qualsiasi contratto. 
Personalmente non saprei dire se la cosa sia negativa: di certo l'evasione fiscale è quasi inesistente (non a caso gli svedesi dicono che nella vita solo due cose sono certe: morire e pagare le tasse), e questo sistema di controllo è in un certo modo un deterrente (senza contare il fatto che qui le ricerche del fisco sono implacabili).
Un'ultima cosa: qui gli evasori vanno in galera, per davvero !


giovedì 13 agosto 2009

Questo è un piccolo passo per l'uomo ma...

Eccoci qua con il nostro nuovo motivo d'orgoglio svedese: una bella carta d'identità elettronica con tanto di chip, foto e firma digitali.
In mezza giornata abbiamo realizzato a tempo di record tutte le seguenti pratiche burocratiche:
a) visita all'ufficio tasse per il ritiro delle nuove carta d'identità e per richiedere informazioni sulle pratiche da fare per l'apertura di una ditta (se dovesse servire si fa tutto via internet senza muoversi da casa);
b) apertura di un conto corrente in banca. Per prima cosa mi hanno chiesto se avevo un documento d'identità valido e con grande orgoglio ho sfoggiato per la mia carta d'identità nuova fiammante. A suo tempo (in aprile) la Silvia aveva incontrato maggiori difficoltà visto che la prima volta non le avevano accettato il passaporto italiano come documento valido... questa volta invece è andato tutto liscio e dopo aver apposto le solite firme avevamo già il conto attivo su internet;

c) passaggio alla scuola di lingue per immigrati dove io ho fatto la domanda per il corso base e la Silvia per un corso di perfezionamento... tempo di attesa massimo: tre mesi, ma molto probabilmente verremo chiamati prima, intanto continua lo studio autonomo della lingua;
d) ritorno a casa per l'attivazione del conto corrente della banca via internet e della E-legitimation. Quest'ultimo si tratta di un certificato elettronico criptato che ti permette di stampare direttamente dal computer di casa una miriade di certificati che altrimenti dovresti andare a chiedere ogni volta nei rispettivi uffici comunali o regionali;
e) mettiamo subito in pratica la E-legitimation stampando un bel certificato per uso patente;
f) compiliamo il modulo (sempre scaricato via internet) per la trasformazione della patente italiana in quella svedese. La mia scadrà ad inizio gennaio 2010 e così abbiamo deciso di procedere con la trasformazione. Da quello che abbiamo letto in giro, dal momento in cui si spedisce la patente originale all'ufficio preposto al momento in cui torna indietro la nuova patente svedese, passano circa tre mesi (ovviamente perché di mezzo ci sono gli uffici in Italia...). Intanto mi sono fatto una bella scansione e stampa a colori della patente originale da tenere sempre con me...
g) spedizione della raccomandata con il certificato e la patente originale.
Beh direi che aver fatto tutto questo in qualche ora non è proprio male questa "burocrazia informatizzata" svedese !

lunedì 10 agosto 2009

Un weekend tra santi e re

Una splendida giornata d'estate all'insegna di cultura e natura alla scoperta dell'Östergötaland, in compagnia di Alessandra e Giovanni, ospiti per un paio di settimane: ecco in poche parole il nostro weekend. In due giorni abbiamo percorso quasi 400 chilometri spingendoci sabato ad est verso il mare e domenica ad ovest verso il lago Vättern. Il sole e le temperature intorno ai 26-28 gradi ci hanno riempito di energia, accompagnandoci costantemente nel nostro peregrinare a destra e a sinistra.
Sabato l'intento era quello di visitare il promontorio che si estende a partire da Norrköping verso est per circa 40 chilometri fino a raggiungere il mare aperto nella località di Arkösund. Un luogo costellato da una miriade di isole e isolotti, molti dei quali riserve naturali ed ai quali in determinati periodi dell'anno non è possibile nemmeno avvicinarsi. Ad Arkösund eravamo determinati a noleggiare dei kayak per poter visitare nel modo migliore quel paradiso di isolotti; purtroppo però bisognava prenotare in anticipo i mezzi di trasporto e così ci siamo dovuti accontentare di un pic-nic in riva al mare appollaiati come gli svedesi su massi e scogli. Qualche temerario locale si rinfrescava pure dalla "calura" tuffandosi in mare, nuotando in mezzo alle anatre e ad altri pennuti.

C'è da dire che qui in Svezia, anche quando si arriva in un luogo "gettonato" non c'è mai la ressa alla quale si è abituati sulle spiagge dell'Adriatico, non devi mai lottare fianco a fianco con il vicino per stendere l'asciugamano o per guadagnarti uno spazio vitale.
Nel pomeriggio di sabato abbiamo percorso lunghi tratti tra boschi e campagne in un continuo dolci saliscendi, finendo a mostrare il funzionamento delle chiuse sullo Göta Kanal ai nostri amici nei pressi di Norsholm.
Per domenica invece il programma prevedeva la visita della bella cittadina di Vadstena sul lago Vättern. Anche se oggigiorno per "città" in Svezia si intendono località con almeno 10.000 abitanti, l'appellativo le era stato donato nel 1400 in quanto località molto importante per il tempo. Infatti Vadstena è famosa per due costruzioni che ivi si trovano ancor oggi. Il monastero di Santa Brigitta del 1350 circa, protettrice di Svezia e dell'Europa ed il castello di Vadstena appunto, uno dei meglio conservati e fatto costruire non meno che dal Re Gustav Vasa nel XVI secolo.

Visitando il museo del monastero e la imponente chiesa in riva al lago, grazie alla splendida ricostruzione storica ci si addentra nel XIV secolo alla scoperta della storia di questa santa e della vita monastica del tempo. Brigitta una donna che, dopo aver partorito otto figli ed in seguito alla morte del marito, si dedicò interamente alla vita religiosa percorrendo in lungo mezza Europa nel suo peregrinare. Morì a Roma nel 1373 dopo aver ottenuto il permesso da Papa Urbano V di fondare un ordine di suore, le brigittine e di costruire un monastero. Una delle sue figlie ne fu la prima badessa. Nel 1999 Papa Giovanni Paolo II elesse Santa Brigida a protettrice d'Europa.

Di tutt'altro genere invece la storia che sta dietro la costruzione del castello Vadstena voluto dal Re Gustav I Vasa per difendere i territori svedesi dagli attacchi danesi. L'abile guida del castello, una ragazza svedese con tanto di vestito tipico, ci ha fatto strada nelle immense stanze del castello coinvolgendoci con le storie del tempo riguardo al Vasa, re che diede inizio alla scissione della chiesa, confiscandone tutti i beni. Un Re che ha avuto tre mogli ed undici figli.
In particolare dopo la morte della seconda moglie, dalla quale aveva avuto 10 figli in soli 13 anni, Re Gustav ormai quasi sessantenne sposò la terza moglie, una ragazza di 19 anni e di 40 anni più giovane di lui. Le nozze si tennero il 22 agosto 1552 proprio al castello Vadstena dove la giovane sposa arrivò attraversando il lago Vättern in barca. Il suo abito completamente rosso contrastava con l'abito completamente bianco del Re Vasa che, andando incontro alla futura sposa a cavallo percorrendo un viale completamente cosparso di rose cercava, invano, di sembrare più giovane.


Nel resto della giornata abbiamo immerso i piedi nel lago Vättern con l'acqua alla temperatura di 18°C (mentre qualche svedese faceva tranquillamente il bagno), visitato un sito preistorico contraddistinto da una grande ellisse di enormi pietre conficcate a simboleggiare una nave per rientrare infine a Norrköping percorrendo il lato nord del lago Roxen, lo stesso lago che qualche giorno prima avevamo fiancheggiato in bicicletta !

sabato 8 agosto 2009

Italia toccata e fuga

Ho passato quattro giorni in Italia e devo dire che al rientro ieri pomeriggio all'aeroporto di Skavsta ha tirato come una specie di sospiro di sollievo. Non che in Italia, o meglio in Friuli, mi sia trovato male in questa "toccata e fuga italiana", anzi devo dire che incontrare amici e parenti è sempre piacevole quando sei lontano dalla tua vecchia patria, ma rientrare "a casa", qui nella mia nuova patria in Svezia, mi ha ridonato la serenità.
Ebbene sì, da quando lunedì scorso sono atterrato a Treviso e poi ho imboccato l'autostrada A27 e la famigerata A4 per dirigermi verso est, non ho potuto fare a meno di notare alcune cose: la mancanza di verde (e pensare che non mi sto riferendo alle metropoli di Milano o Roma), il traffico, l'afa col termometro che supera i 30°C e la negligenza degli automobilisti nei confronti degli attraversamenti pedonali. Cose alle quali mi ero felicemente disabituato vivendo in quello che ora mi sembra un paradiso terrestre.
E' proprio vero che si abitua molto velocemente alle cose belle e che poi quando queste vengono a mancare le consideri ancor di più. Fortunatamente sono molto conscio di tutto ciò e da quando sono qui ho iniziato ad apprezzarlo molto di più. Ho iniziato a godere delle cose semplici, come il ritornare ad utilizzare gli atlanti stradali su carta al posto del navigatore gps, fare il picnic su un prato invece di cercare un posto "figo" dove pranzare, andare in bicicletta con la sguardo che si perde all'orizzonte invece che incollato alla strada per non finire sotto una macchina.
Sapete qual'è una delle cose per cui adesso qui vale la pena di dire "questo non ha prezzo"? Leggere le solite notizie disastrose sull'Italia dal Corriere.it o la Repubblica.it pensando: "per fortuna sono riuscito a mettere 2.000 chilometri tra me e tutto questo!", ma poi il mio pensiero va a quelli che ogni giorno continuano a lottare tra le mille difficoltà o a quelle persone che ci scrivono le email cercando in noi un aiuto prima di fare il grande salto.
Non è facile mollare tutto e partire come non è facile continuare a lottare ogni giorno, ma ancora una volta non smetterò mai di dire: "se avete un sogno, continuate ad inseguirlo sempre, non mollate mai, prima o poi l'occasione arriva, basta saperla cogliere al volo".

mercoledì 5 agosto 2009

Il paziente svedese

Il paziente svedese va in ospedale solo se sta veramente molto male. Non usa il pronto soccorso come la succursale del medico di base per risparmiare tempo. Anche perchè lo rispedirebbero indietro.

Il paziente svedese, d'altra parte, non ha paura dell'ospedale: sa che lì si prenderanno cura di lui, e sa di essere in buone mani.

Il paziente svedese, anche piuttosto anziano, conosce a menadito tutti i farmaci che prende, e il relativo motivo per cui li prende. 

Il paziente svedese non conosce a menadito tutti gli effetti collaterali elencati nel bugiardino dei farmaci. E soprattutto, non è convinto di soffrire di persona almeno della metà di questi.

Il paziente svedese non ha paura dei prelievi del sangue, nè è terrorizzato da altri esami invasivi. Semplicemente, se sono stati prescritti ci sarà stato pure un motivo. 

Il paziente svedese non ha la febbre se la temperatura corporea non arriva almeno a 38°C. 

Il paziente svedese, di fronte ad una diagnosi grave, non reagisce: annuisce, e razionalmente chiede spiegazioni, come se la cosa riguardasse qualcun altro. E questo un po' mi spiazza.

Il paziente svedese si fida dell'organizzazione sanitaria pubblica: non deve muovere un muscolo, non deve affannarsi a ritirare referti e a trasportarli da un medico all'altro nè da un ospedale all'altro, e non si imbarca in viaggi della speranza. Al paziente svedese pensa il personale sanitario. 

Il paziente svedese, soprattutto, si fida dei medici, li rispetta, ed è rispettato. Cosa ormai di altri tempi.






domenica 2 agosto 2009

Tutt'attorno al lago Roxen: ciò che non uccide fortifica

Eccoci di ritorno dal più lungo giro in bici che mai abbiamo fatto di persona: una 2-giorni nella campagna svedese, tutt'attorno al Roxensjö, uno dei laghi più grandi della regione dell'Östergötland.

Partenza tardino, verso le 11 di ieri, non prima di una visita al negozio di bici per premunirci contro eventuali forature e guasti tecnici. E poi via, in direzione ovest, con un vento contrario di 4 m/s che non ci ha mai abbandonato per tutta la giornata, introducendo un'ulteriore difficoltà.

Il giro prevedeva nella prima giornata un percorso leggermente ondulato nella campagna che si estende a sud del lago fino a Linköping, e poi la risalita della sponda occidentale fino alle famose chiuse di Berg, sullo Göta Kanal, con infine pernottamento in un vandrarhem (una specie di ostello) a Ljungsbro. Quest'ultima località è anche famosa per una grande fabbrica di cioccolato che putroppo (e soprattutto per me) non siamo riusciti a visitare perchè chiusa il week-end.
La seconda giornata consisteva invece nel pedalare lungo boschi e un paesaggio decisamente più ondulato lungo la sponda nord del lago, e successivamente lungo un breve tratto di canale, prima del rientro a casa.

Le soste, soprattutto nella prima giornata, sono state varie, per concederci una tregua dal vento insistente e per ammirare paesaggi, animali e costruzioni lungo il percorso. A Norsholm, all'estremo punto orientale del lago dove quest'ultimo si riduce ad un canale (sempre lo Göta Kanal), ieri ci siamo fermati a pranzare al sacco nei pressi di una delle numerose chiuse che si trovano lungo il canale, che include anche un ponte ferroviario e un ponte stradale, entrambi mobili. E' stato particolarmente divertente vedere la strada girare su se stessa e, cosa ancora più impressionante e al limite della credibilità, la ferrovia piegarsi a 90° per lasciare passare le barche ! Nella mezz'ora che abbiamo trascorso lì, sono passati ben 6 treni, quindi c'è da dire che il coordinamento dev'essere ben preciso e l'azione veloce. Godetevi il video ("ocio" al commento di Gabry non proprio in veneto):

video

Nel pomeriggio, dopo un drive-through nella periferia di Linköping, abbiamo fatto visita ai nostri amici che abitano proprio sulla sponda sud-occidentale del lago, ed abbiamo affrontato (con quadricipiti dalla consistenza ormai marmorea) le ultime salite per chiudere la giornata a 79 Km.
Dopo aver preso possesso della nostra camera, ed ammirato con non poca invidia i nostri vicini che grigliavano l'impossibile nel giardino dell'ostello, ci siamo trascinati (sempre in bici ovviamente) nel centro del paese di Ljungsbro per una meritatissima "pizza" + kebab salad, all'aperto e con il sole ancora alto.
Dopo 12 ore di sonno, alle 9:30 eravamo nuovamente in sella ai nostri mezzi. Al nostro risveglio il primo pensiero è stato in realtà un dubbio: come avrebbero reagito i nostri muscoli una volta scesi dal letto ? L'alternativa più codarda sarebbe stata quella di ritornare a Linköping, caricare le bici sul treno e rientrare mestamente a casa. La seconda ovviamente era quella di proseguire lungo l'itinerario previsto, con l'incognita della consistenza delle salite, e quindi il rischio di "crollare" esausti a metà strada, senza mezzi di trasporto alternativi.

I primi passi nel giardino e la colazione ci hanno confortato, dandoci la giusta carica per proseguire come previsto (anche perché non ce lo saremmo mai perdonati).
In realtà, seppur il percorso fosse più impegnativo dal punto di vista altimetrico rispetto a quello del giorno precedente, l'assenza del vento ha reso il tutto più facile. Il paesaggio, che ieri era solo di campagna con coltivazioni di tutti i tipi ed i colori, oggi era costituito principalmente da boschi con meravigliosa e pressochè costante vista sul lago. Oltre alle canoniche mucche e ai cavalli, oggi abbiamo potuto ammirare anche pecore (bianche e nere), una volpe e tantissimi uccelli tra cui questi due splendidi esemplari di cui non conosciamo il nome (magari qualcuno ci può aiutare):

All'arrivo a casa i km odierni sono stati 63. Per noi, il cui ultimo giro in bici "serio" e comunque non più lungo di un pomeriggio, risaliva a più di 1 anno fa, è stata un po' una scommessa: 142 km tra saliscendi e strade in parte sterrate hanno messo a dura prova le nostre gambe e il nostro apparato cardiovascolare. Ma ne siamo usciti con onore, e molta soddisfazione: oltre alla bella abbronzatura, la nostra condizione "atletica" sta decisamente migliorando (riusciamo ancora ad alzarci tranquillamente dal divano da cui vi stiamo scrivendo !).

sabato 1 agosto 2009

Ore di luce: aggiornamento.

Viste le diverse richieste che mi sono giunte sul blog e via mail ho pensato di mettere a disposizione di tutti il file Excel per il calcolo della durata del crepuscolo.
Ho sistemato al meglio il file in modo da renderlo comprensibile a tutti. E' sufficiente inserire le coordinate geografiche (la latitudine) dei due luoghi da confrontare e il gioco è fatto.
Qui potete trovare il file. Ringrazio Antonio Nicoli che ha contribuito con i grafici.

Adesso scappo, qui a Norrköping la giornata è nuvolosa, ci sono 15 gradi ma il tempo migliorerà ed uscirà il sole e così oggi ci apprestiamo a compiere la nostra prima escursione di due giorni in bicicletta.
In pratica si tratta del giro del Lago Roxen con vista e diverse chiuse sullo Göta Kanal e qualche castello. Dormiremo in un bed&breakfast e domani sera saremo di ritorno con nuove avventure da raccontare.