Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Berlusconi. Mostra tutti i post

domenica 1 novembre 2009

Ho sbagliato tutto: dovevo fare la velina

Ieri sera, alle 22 e 30, al termine della proiezione del film Videocracy, per la prima volta da quando ad aprile abbiamo solcato le strade d'Europa alla ricerca della nostra nuova casa al nord, mi sono sentito TRISTE. Avrei voluto quasi piangere... una sensazione che non provavo da un bel po'. E per chi, per cosa? Per il mio Bel Paese che di bello ha ormai solo quelle immense opere d'arte che i nostri antenati ormai lontani ci hanno lasciato, personaggi dai nomi altisonanti che hanno fatto della nostra Italia un tesoro di arte, letteratura, architettura e chi più ne ha più ne metta.

Ma quello che, a malincuore, ho assistito ieri sera è stata una coltellata al proprio essere italiano, al proprio orgoglio e al proprio amore per una patria che ora non è più la tua. Il film, non è un film su Berlusconi, ma è un documentario su come, in trent'anni, il mondo della televisione da lui inventato ha letteralmente modificato il modo di pensare, di vedere le cose di noi italiani.
Quella scatola magica, la televisione, con il suo devastante potere di entrare in tutte le case, può plasmare le menti delle persone, condizionandone gli interessi, le passioni e persino i sogni e le aspirazioni personali. Mi verrebbe da pensare che la colpa siamo anche noi, la colpa è anche di chi guarda; ma poi mi rendo conto che siamo solo degli uccelli chiusi in gabbia che vedono sempre lo stesso paesaggio, quello che vedono tutti giorni dalla stessa finestra. E' ovvio che si può fare anche a meno di guardare, ma è difficile. Spegnere la tv, pubblica o privata che sia, è pur sempre difficile.



Di tutte queste cose te ne rendi conti quando inizi a guardare le cose come attraverso la lente grandangolare di una macchina fotografica, perdi i dettagli ma cogli l'insieme. Vivere all'estero ti offre questa possibilità... guardare le cose da un altro punto di vista, perdere il contatto con la tv che hai guardato fin da bambino e magari scoprire con un pizzico di sollievo che alle 11 di sera se vuoi fare un po' di zapping non sei costretto a sorbirti solo improbabili rete televisive private con tette, culi e numeri telefonici erotici.
Ma poi, quando decidi di andare al cinema a vedere una forte testimonianza come quella di Videocracy, allora questo ti fa male e riesci quasi a vergognarti di essere vissuto fino a l'altro ieri in un paese dove ha successo un Corona che finisce in galera e scrive libri, pubblica dischi o vende t-shirt o dove ambire a fare la velina è uno desideri più accarezzati dalle teenagers nostrane.

Apparire, diventare famosi, guadagnare soldi facili, magari fregando se possibile anche il prossimo; questi sono i valori che la tv oggi nel Bel Paese passa... ieri sera ero molto triste, amareggiato, diciamo pure quasi incazzato... triste perché non vedo una via di fuga da tutto questo. Come dice Davide, la cui lettera a Beppe Severgnini del Corriere è stata pubblicata oggi su Italians con il titolo: "L'Italia rimane lì, indolente, lumacosa", forse le cose dovrebbero peggiorare veramente perché qualcosa possa forse cambiare. E' brutto dirlo, ma non penso che quello che dice non sia poi tanto lontano dalla verità. Davide oggi per me è un nuovo amico conosciuto la settimana scorsa a Stoccolma, ma nella realtà dei fatti è un ricercatore bolognese emigrato per necessità di lavoro.
La televisione contribuisce inesorabilmente a farcire il "Bel Paese" con un sapiente mix di "Tragedie e Commedie" alternando immagini e notizie di frane, delitti, omicidi, malasanità a momenti di falsa felicità con i reality show, le partite di calcio e i teatrini politici: "panem et circenses" (questa me l'ha suggerita la Silvia dall'alto del suo Liceo Classico).
Stamattina la tristezza non è ancora del tutto scomparsa perché il mio pensiero è ancora là, ma per lo meno sono interiormente felice e profondamente convinto della nostra scelta.

sabato 31 ottobre 2009

Halloween e Videocracy

Oggi è Halloween e già da un paio di settimane la nostra zucchetta fa bella mostra di sé in terrazzo. Ogni sera la accendiamo con un piccolo lumino all'interno e nel buio della notte scandinava è proprio carino vedere questo piccolo tremolante punto di arancio. Un paio di giorni fa nel giardino sotto casa è comparsa anche una zucca in carne e ossa, anzi in polpa e semi... qualcuno la aveva intagliata a dovere e sistemata alla base di un albero ed una sera è stata anche illuminata.

Per la giornata di oggi abbiamo in programma due cose, una delle quali piuttosto sugosa: la visione del film Videocracy realizzato da un regista italiano ma trasferitosi in Svezia da più di 20 anni ormai. So già che non ci sarà nulla da ridere... e che purtroppo ne usciremo con le ossa rotte dal cinema. Non è questione di come la si pensi, se si parteggia per la destra o per la sinistra, la questione è che il film-documentario racconta come la televisione italiana ha modificato i comportamenti, gli atteggiamenti e il pensiero degli italiani; per riprendere alcune parole del regista, "non è un film su Berlusconi ma sull'Italia berlusconiana".
Per il dopo-cena invece ci aspetta la festa dei tirocinanti dell'ospedale. Un'altra ottima occasione per conoscere gente e chissà... stringere nuove amicizie internazionali.
Nel frattempo la Silvia è appena rientrata dal turno di notte in ospedale e ha dovuto togliere un sottilissimo strato di brina dal parabrezza, facendo buon uso della spazzola acquistata di recente. Ormai al mattino le temperature se il cielo non è troppo nuvoloso arrivano allo zero...