martedì 12 ottobre 2010

Mamme in attesa/1

Vivere l'esperienza di una gravidanza all'estero - tanto più se si tratta della prima, dove tutto è ignoto e da scoprire - è qualcosa che potrebbe destare più di qualche preoccupazione: avere a che fare con persone che parlano una lingua di cui non si ha la completa padronanza, essere presi in carico da un sistema sanitario che funziona in modo diverso da come si è abituati in Italia, impegnarsi a capire le regole della maternità/paternità per i genitori che lavorano, e alla fine far nascere un bambino in un ambiente già di per sé poco familiare (l'ospedale) e per di più straniero. 
Per quanto mi riguarda, parto da una posizione piuttosto privilegiata: l'ospedale dove mi faccio seguire è quello dove lavoro (con l'ulteriore vantaggio di non dover spostarmi di molto per raggiungere l'ambulatorio ostetrico); dopo un anno e mezzo qui ho capito come funziona il sistema sanitario e degli standard a cui si fa riferimento; infine con la lingua non mi sento più a disagio. 
I controlli in gravidanza vengono effettuati nella stragrande maggioranza dei casi in ambito pubblico, e sono del tutto gratuiti. Esistono poi in quasi tutte le città di medie-grandi dimensioni (e quindi anche qui a Norrköping) anche degli ambulatori privati che offrono gli stessi controlli fatti in ospedale, con le stesse scadenze, anche qui gratuitamente, ricevendo una sovvenzione dallo stato.
Alla prima visita viene fornito gratuitamente un sostanzioso "pacchetto informativo" che comprende due libri che spiegano in dettaglio le varie fasi della gravidanza e del puerperio (molto ben fatti, a mio parere), e una serie di altri opuscoli che tra l'altro illustrano i controlli previsti durante i 9 mesi (soprattutto il significato dei controlli ecografici) e le regole vigenti per il congedo di maternità/parternità.
Il programma "standard", per chi non ha problemi particolari durante la gravidanza, consiste in una serie di controlli con annessi esami del sangue e delle urine effettuati da un'ostetrica a scadenze predeterminate (rispettivamente alla 9a - 25a - 29a - 32a - 35a - 37a e 39a settimana di gravidanza) più due ecografie (una prima tra la 11a e la 13a settimana, abbinata a specifici esami del sangue per valutare il rischio di cromosomopatie, e una seconda tra la 18a e la 20a settimana - la cosiddetta "morfologica").
E qui arriva la prima osservazione: a meno di particolari problemi, se tutto procede come deve e gli esami sono normali, non c'è bisogno di fare la visita da un medico. Dopotutto, per misurare la pressione e interpretare gli esami del sangue standard, non c'è bisogno di una competenza superspecialistica, o no ? Le ostetriche sono d'altra parte preparate e se sorge qualche problema o complicazione l'aiuto del medico è dietro l'angolo. Anche le ecografie non vengono effettuate da un medico, ma da un'ostetrica specializzata in ecografia.
Altra differenza sostanziale: gli esami effettuati qui sono estremamente basilari, ma totalmente gratuiti. E  vi è la garanzia che tutte le donne vengano seguite nei tempi stabiliti.
 Il principio vigente è quello che solo ciò che è strettamente necessario viene previsto dai controlli, mentre il superfluo non viene effettuato. Qualche esempio pratico:
- il sesso del nascituro non viene indagato (si perde tempo durante l'ecografia nel cercare di identificarlo correttamente, meglio limitarsi a guardare quello che è veramente importante; poi ci possono essere problemi con pazienti che non vogliono figli di un sesso o dell'altro - ricordiamo che l'aborto in Svezia è legale e ottenibile senza dover addurre spiegazioni fino alla 18ma settimana).
- 2 ecografie bastano: a meno di problemi particolari (la cui possibile insorgenza viene monitorata con controlli diversi dall'ecografia), è importante sapere solo se si tratta di uno o più bimbi, se c'è il sospetto di cromosomopatie o se vi sono grossolane malformazioni e se la placenta è posizionata correttamente. Punto. Quindi niente "un'ecografia al mese" come spesso accade in Italia.
- gli esami del sangue sono ridotti allo stretto indispensabile (niente test per citomegalovirus o toxoplasmosi o fibrosi cistica: può suonare barbaro - ed è la prima cosa che ho pensato anch'io - ma ragionandoci sopra ha il suo perchè).
- le indagini "invasive" (amniocentesi o villocentesi) vengono effettuate solo su stretta indicazione, e non su richiesta della paziente (nemmeno a pagamento !).
- la percentuale di parti cesarei è molto più bassa che in Italia dal momento che vengono anche questi effettuati su stretta indicazione medica; nonostante questo la mortalità materno-infantile correlata al parto è di molto inferiore a quella registrata in Italia (e qui il pensiero va alle ultime notizie di cronaca...)
Insomma l'impressione è che qui la gravidanza venga considerata in modo molto più naturale e molto meno medicalizzato che in Italia.
Bene, queste le prime impressioni a cui ne seguiranno altre a mano a mano che il nostro viaggio procede !

35 commenti:

Kata ha detto...

Aborto libero fino alla 18esima settimana?!? Pensavo che il limite fosse la 12esima settimana ovunque (cioè dove è ammessa l'interruzione della gravidanza). Credevo che dopo la 12esima settimana diventasse troppo rischiosa. Non è così?
Un grosso in bocca al lupo per tutto!

Morgaine le Fée ha detto...

Da quello che riporti credo che la prassi vari da regione a regione. Ad esempio da noi c'é solo un'ecografia prevista per le normali gravidanze, mentre misembra che nello Skåne ce ne siano 3 (una per trimestre). Noi ne abbiamo fatte di piú avendo fatto l'amniocentesi (nel nostro caso prima dei miei 35 anni per altre cose, anche se dopo i 35 amniocentesi o, ultimamente, translucenza nucale, sono suggerite a tutte le gestanti).
Sul chiedere del sesso alla morfologica dipende da ostetrica a ostetrica: nel nostro caso, abbiamo chiesto, e il tipo diplomaticamente ci ha semplicemente fatto vedere la schermata in posizione giusta chiedendoci: voi cosa credete che sia? (la risposta era in primo piano :D).
In altri casi ho sentito di rifiuti categorici.
Io sarei d'accordo con le due ecografie come nel vostro län, perché aspettare fino alla 18-19 (quando magari é giá tardi) per vedere come stanno le cose mi sembra eccessivo.

Giulia ha detto...

Bel post, da mamma che ci è già passata mi permetto alcune osservazioni (commento lungo e tecninco, se non vi interessa passate oltre)
Anche in Italia tutti i controlli per la gravidanza sono gratuiti se effettuati nel sistema sanitario pubblico. Quando aspettavo Riccardo sono stata seguita in un consultorio pubblico e mi sono trovata benissimo. L'unico problema è l'ecografia del primo trimestre, per cui i tempi di attesa sono tali che bisognerebbe prenotarla prima di concepire! Per cui è d'obbligo ricorrere al privato (e pagare).
Invece "un'ecografia al mese", salvo casi particolari, ovviamente non è affatto necessaria ed è il sistema escogitato, temo non solo in Italia, da alcuni medici privati per far soldi sulla naturale inquietudine delle coppie in attesa.
Io invece non ho capito perchè non vengano effettuati i test per CMV, toxo e soprattutto per la fibrosi cistica, che tra l'altro nei Paesi Scandinavi ha un'incidenza più alta che in Italia. Ok, per la toxo bisogna stare attente comunque e per il CMV, si può ragionare che una sieroconversione non significa automaticamente che il bambino è contagiato, ma potrebbero ben dare ai genitori la possibilità di decidere se fare i test o no. Per la fibrosi cistica proprio non me lo spiego. Secondo me è una questione di spietata costo-efficacia, cioè i test per i problemi più rari non si fanno e basta perchè non convengono economicamente. E qui entra in gioco la differenza tra sistema sanitario pubblico, uguale per tutti e spietatamente costo-efficace, e sistema privato, ingiusto, inefficiente (vedi USA) ma che garantisce a chi può permetterselo più libertà di scelta (detto per inciso, io sono per il pubblico).
I dati sui cesarei sono strabilianti, il 18% in Svezia contro il 30% in Italia, con punte del 50% al Sud (ricordo che secondo le stime dell'OMS è realmente necessario il cesareo in un parto su 10, quindi ancora meno che in Svezia, segno che anche qui il cesareo viene spesso usato "per prudenza" e non su indicazione stringente).
I dati dell'OMS sulla mortalità perinatale che ho guardato qualche tempo fa erano sostanzialmente uguali per Italia e Svezia (come per la maggior parte dei Paesi europei), tu da che fonte li hai presi? Comunque sia, resta il punto fondamentale che meno cesarei (e meno medici in sala parto) non significa più complicazioni, come da tempo vanno dicendo le ostetriche anche in Italia. (continua)

Giulia ha detto...

(continua) Sui recenti casi di malasanità in Italia vorrei dire che accadono dappertutto (tranne i due medici che si prendono a pugni in sala parto, il che da queste parti è francamente inimmaginabile, dato il carattere flemmatico degli autoctoni). La malasanità deriva nella stragrande magioranza dei casi da cattiva organizzazione. Qui in Svezia ci sono routine migliori che prevengono molti possibili errori, tipicamente le infezioni ospedaliere che infatti sono molto minori e anche il fatto che un'apparecchiatura essenziale non funzioni per mancato controllo o manutenzione è pressochè inaudito. Tuttavia ci sono altri rischi, il sistema è molto spartano e cerca sempre di risparmiare risorse e ciò in alcuni casi può portare a valutazioni troppo frettolose.
Comunque nessun sistema è perfetto e da quello che vedo, qui funziona nel complesso piuttosto bene. Potrei fare però un'appunto su un'altra tipica spietatezza nordica: casi di minaccia di aborto alla 6-7 settimana in cui non si fa un'ecografia perchè "tanto se la gravidanza si interrompe nessuno ci può fare niente"... dal punto di vista scientifico ed economico ok, ma...e all'ansia della mamma non ci pensano?
Infine sono assolutamente d'accordo che una donna sana, con una gravidanza normale, non ha alcun bisogno del medico. Anche le ostetriche italiane sarebbero tranquillamente in grado di prendersi questa responsabilità (alcune privatamente già lo fanno), se solo cambiasse un po' la mentalità generale.
Sarebbe forse anche il caso di parlare della cosiddette "gravidanze a rischio" e dell'uso troppo liberale che si fa in Italia di questo concetto, mentre in Svezia si sta a casa solo per problemi seri... ma questo forse è un altro capitolo!

gattosolitario ha detto...

Comunque sia ad Uppsala che a Stoccolma si fa solo una ecografia a circa 5 mesi, non due.

Giulia ha detto...

@ Kata: è vero, dopo la 12 settimana è più complicato e più rischioso. In Svezia la quasi totalità delle interruzioni di gravidanza si fanno entro la 12, ma ci sono alcune eccezioni sopreattutto per gravidanze che vengono riconosciute tardivamente.
@ Gatto: a Uppsala e Stoccolma offrono la KUB (ecografia e screening biochimico per le anomalie cromosomiche, che si fa verso la 12 sett) gratuitamente alle donne sopra i 35 anni, a pagamento a quelle più giovani. In Östergötland è meglio perchè si offre gratuitamente a tutte indipendentemnte dall'età e si può anche fare l'ecografia senza lo screening, se si è contrari.

Anonimo ha detto...

Ciao,
io ho una domanda. Un amico svedese mi ha detto che, per quanto riguarda i cesarei di urgenza, la routine impone che tra la il momento in cui il medico prende la decisione e il momento in cui il cesareo inizia devono passare 4 o 5 minuti!!!
Corrisponde??

B.

cuocavolante ha detto...

Sono d'accordo in Italia quando aspetti un bimbo ti fanno sentire "malata". Pero' devo dire che se non mi avessero fatto un'eco alla 7 settimana non si sarebbero accorti del distacco quindi io non sarei stata a riposo e Tommaso non sarebbe MAI nato.
Io ho fatto l'eco alla 7 settimana perche' avevo fatto la FIVET forse in questo caso anche in Svezia avrebbero seguito lo stesso protocollo!
A proposito la PMA viene eseguita gratis o bisogna andare nei centri privati come a Roma?

tanti auguri

Anonimo ha detto...

Se pero' ti va male e hai un aborto spontaneo, non ti visita nessuno, perche' tanto e' gia' tutto perduto.
neanche dopo, per vedere se l'utero si e' ripuito per bene o meno.

io sono stata sfigata, ma onestamente non ho nessuna voglia di rimanere incinta da queste parti un'altra volta. sara' lo shock.

bixx

Silvia ha detto...

@ cuocavolante: avere fatto la PMA é giá di per sé qualcosa che esula dal fisiologico quindi in questo caso i controlli qui sono diversi, non si segue il programma "standard". Per quanto ne so la PMA si fa negli ospedali pubblici ed é gratuita.

Silvia ha detto...

@ Anonimo: sinceramente su questa cosa del cesareo d´urgenza non ho dati precisi, penso che ogni ospedale (o Landstinget) abbia le proprie routine.

Silvia ha detto...

@ Kata: l´aborto volontario é effettivamente possibile fino alla 18ma settimana ma i metodi per effettuarlo sono diversi se si é giá superata la 12ma settimana. Credo che i casi di aborto tardivo siano comunque rari.

gattosolitario ha detto...

Il commento di Giulia é perfetto secondo me. Purtroppo il sistema qui é di spietato costo/beneficio... va bene nella maggioranza dei casi, ma ovviamente non sempre. Vedo dai tuoi commenti che hai capito proprio bene come funziona da queste parti.

Marilena ha detto...

Molto interessante. Avrei un paio di domande. Come scegli l'ostetrica? Puoi decidere chi vuoi o ti viene affidata d'ufficio?

Capisco la non necessita' di sapere il sesso del nascituro ma quindi non esiste neanche un posto privato dove si puo' fare una ecografia giusto per lo scopo di sapere se e' maschio o femmina?

Io ho avuto le mie figlie negli USA e stranamente e' molto meno medicalizzato di quello che mi aspettavo. Anzitutto anche qui ti fanno spesso soltanto l'ecografia a 18-20 settimane. Prima e' comunque molto difficile veramente vedere niente. A volte il gine fa un'ecografia la prima volta che ti vede a 6-8 settimane giusto per vedere che sei veramente incinta. Poi a 11-12 settimane fanno degli esami del sangue per vedere se c'e' rischio di malattie cromosomiche. Se risultano positivi fanno l'amniocentesi. Ma sono quasi certa di non aver fatto gli esami di cui parla Giulia.

In caso di possibile aborto spontaneo pero' ti fanno decisamente l'ecografia perche' ti danno la possibilita' di avere un raschiamento piuttosto che aspettare il decorso naturale.

Marilena ha detto...

OK sono andata a vedere cosa sono questi test di cui parla Giulia e forse me li hanno fatti. Non sono sicura, ma appena rimani incinta ti tolgono 3 litri di sangue quindi e' possibile che hanno fatto tutti questi esami.

Silvia ha detto...

@ Giulia: i dati sono dell'istituto europeo di statistica, lo studio riguarda solo i Paesi europei.

orma ha detto...

La mia prima gravidanza è stata seguita da un'ostetrica ed è andata bene nonostante l'età sopra i 35 e l'obesità. Il parto è stato un cesareo d'urgenza per sofferenza fetale e da come calavano i battiti me n'ero accorta anch'io che potevano solo tagliarmi.
Per la seconda ho scelto un ginecologo privato, ero preoccupata per la gravidanza molto ravvicinata al primo cesareo, ma non ho trovato differenze, a parte l'ultima eco in 3D che fa piacere ai genitori, ma non serve ad altro.
Sinceramente mi è piaciuta molto la professionalità del primo chirurgo che era quello capitato di turno e non mi conosceva per niente.
Concordo che la seconda eco andrebbe prenotata prima del concepimento per poter usufruire del SSN!
In bocca al lupo! Speravo tanto di poterti fare gli auguri di persona...

Silvia ha detto...

@ Marilena: l'ostetrica viene affidata d'ufficio ed è la stessa persona per tutta la gravidanza. Se non ci si trova bene si può comunque chiedere di cambiare.

Silvia ha detto...

Sì ci sono centri privati dove, pagando, si può sapere il sesso. Non in tutte le città però, per es. qui a Norrköping non ce ne sono e bisogna andare a Linköping, volendo.

Anonimo ha detto...

ma già nevica in Svezia !!! a Kiruna segna neve e da voi manca poco. siete a 2 gradi. qui a Padova 20 gradi ca. di giorno e 8 gradi la sera.

Giorgio

Anonimo ha detto...

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_infant_mortality_rate

che posso dire della medicina italiana. secondo me non e la forsa di questa paese. Un dottore ha detto a me di non cercare info su internet di per esempio gravidanza. Un ha detto vabene fumare una cigaretta o bere un bichiere al girono di vino.. A ME CHE NON FUMO! altro ha detto che chalmydia si puo prenedere stare seduto da qualche parte sbagliato.. cosi non ho imparato io?!! in hospitle cuando mia figlia stava male il dottore non mi diceva che cosa aveva e andato scrivre una ricetta di medicina senza dire niente ho dovuto alzare la voce e mi ha detto il nome della malattia senza spigare NIENTE! a casa ho dovuto studiare un bell puo che cos era perche lui ha detto la parola medico tracchieite che non avevo mai sentito. Ho capelli bionda ma non ho una testa vvuota come sembrano di pensare questi. Non capisco come qualcuono puo pensare che e un buona struttura in italia, ancora si pensa che antibiotica cura tutto, wonder drug""". E il medico da alle mamme e le mamme dicano che e un bravissimo dottore che sempre da antibiotica per tutto!! sicuro ho incontrato i dottori sbagliati, non credo che tutti sono cosi,,, ma un bell parte si. Lollo

Anonimo ha detto...

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=122013&sez=NORDEST

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=119881&sez=NORDEST

Ecco vi lascio due link....

/Alessandro ha detto...

bello questo post, io ormai ne ho fatti due di bimbi in svezia e concordo molto sull'approccio piu' naturale che in Italia. Ricordo ancora quando una mia amica era sconvolta del fatto che non mi avevano fatto non so che iniezione e non avevo un camice addosso quando ho assistito al parto di mia moglie...

/Alessandro www.larennaincucina.blogspot.com

Anonimo ha detto...

2 bimbi in Italia, seguiti dal consultorio del paese dove vivo, vicino Torino. Trattamento ottimo, esami prenotati per tempo dall'ostetrica che supporta la ginecologa. Qualsiasi dubbio, ansia, etc potevo telefonare ed avere la disponibilità massima di ostetrica+ginecologa. Esami di controllo a termine con risultati inviati con urgenza via fax alla ginecologa. Amniocentesi valutata e decisa insieme data l'età (39 anni la 2^). Parti splendidi in un ospedale pubblico di Torino che promuove la naturalità del parto. Ho vissuto gravidanze di amici, colleghi e conoscenti che per sentirsi a posto con la coscienza di aver fatto il massimo per il futuro nascituro pagavano con piacere ginecologi privati, ecografie ad ogni visite, anche in 3d. E chi ha partorito con cesareo è perchè mentalmente era già predisposto, anzi non volevano assolutamente affrontare un parto naturale.
SUPER AUGURI e GODETEVI QUESTO MOMENTO MAGICO. Anna

druida ha detto...

《Il programma "standard", per chi non ha problemi particolari durante la gravidanza, consiste in una serie di controlli con annessi esami del sangue e delle urine effettuati da un'ostetrica a scadenze predeterminate (rispettivamente alla 9a - 25a - 29a - 32a - 35a - 37a e 39a settimana di gravidanza)》
Anno 2014, Göteborg (seconda città dopo Stoccolma). Mi hanno fatto un esame del sangue e delle urine solo quando mi ha presa in carico l'ostetrica. Mi hanno tutti assicurato (come se ci fosse da vantarsi) che in Svezia si fa così (anche una collega che ha partorito 28 anni fa). Il fegato in gravidanza non si controlla: se hai i pruriti si, altrimenti no. Il colesterolo non si controlla. La glicemia, la pressione, il peso e l'emoglobina solo dopo la settimana 25 una volta al mese. La preeclampsia non è routine. Lo streptococco beta emolutico tra la settimana 34 e la 36 nemmeno. Per farmi controllare lo streptococco ora (settimana 25+2) ho dovuto mentire sul mio stato di salute. Sto valutando di tornare in Italia per gli esami del sangue anche se il problema streptococco alla settimana 34 persiste nel caso non lo trovino nel tampone di oggi (che devo farmi da me visto che nessun medico visuta qua...). Sono delusa e spaventata a far nascere mia figlia qua.

druida ha detto...

Ah, vorrei aggiungere che non so le vostre ostetriche, ma la mia è tanto gentile, simpatica e cordiale, ma non mi ha mai visitato. Quando le ho chiesto delle analisi del sangue, mu ha detto che non poteva prescriverle (ovviamente) ma che non poteva nemmeno contattare un medico. Mi ha detto che non conosceva privati e mi ha chiesto: "non conosci qualche medico amico tuo che può visitarti?". Non so se le procedure sono cambiate o il Västragötland è uno schifo, ma prima di partire per la Svezia mi sono documentata e mi sembrava ok. Ma veramente non consiglierei a nessuna una gravidanza qua. Sono seguita meno di mia madre nel 1977... non sembra Europa.

Silvia ha detto...

Druida: Norrköping 2014. Esami del sangue (emoglobina, glicemia, ferro, sierologia per epatite, sifilide, HIV, rosolia più gli esami facoltativi per la diagnosi prenatale), esame delle urine e pressione sanguigna alla 9:a settimana. Prima di così non mi sembra abbia senso fare esami (visto che un 20-25% delle gravidanze va comunque male prima della 12ma settimana e non ci si può fare nulla).
Poi controlli con emoglobina, esame urine e glicemia più controllo del peso, della misura della pancia e del battito fetale dalla 25ma settimana in poi. 2 eco di cui la prima alla 11ma-14ma settimana e poi alla 18ma-20ma settimana.
Esami del fegato: se una non ha sintomi/disturbi, non beve e non ha l'epatite (già controllato), che senso ha farli ?
Colesterolo: e anche se viene fuori un po' alto ? Farmaci non se ne possono comunque prendere e in ogni caso il rischio cardiovascolare in donne in età fertile non fumatrici e con la pressione normale è estremamente basso.
Questione streptococco: una gran parte delle gravide è portatrice asintomatica. Rari sono i casi in cui dà problemi. Secondo le linee guida internazionali le portatrici asintomatiche non vanno trattate. Quindi perché controllarlo se si sta bene e in assenza di altri fattori di rischio (nel programma MVC sono ben nominati) ?
Insomma: io non so cosa tu ti aspetti ma io mi sentirei tranquilla (e sì che di belle rogne ne ho avute con il primo figlio, ma non posso per nulla parlare male di come sono stata assistita durante gravidanza/parto/puerperio).
Se uno vuole il superfluo (non sempre utile e a volte dannoso) allora l'Italia è un'ottima scelta.

druida ha detto...

Lo streptococco è asintomatico è vero. Ma pare si trasmetta al bimbo durante il parto nel 70% dei casi anche se asintomatico. E visto che tra le altre cosette può dare meningite al bimbo, non mi pare così superfluo. La stessa barnmorskan dice così. E allora perché non controllarlo? Io temo che abbia ragione Giulia che è solo una spietata questione di costo-efficacia. Io personalmente mi sono trovata un prolasso al cuore e reumatismo articolare acuto con lo streptococco beta emolitico. Ma sono nata nell'80.

druida ha detto...

Poi tu scrivi che "Il programma "standard", per chi non ha problemi particolari durante la gravidanza, consiste in una serie di controlli con annessi esami del sangue e delle urine effettuati da un'ostetrica a scadenze predeterminate (rispettivamente alla 9a - 25a - 29a - 32a - 35a - 37a e 39a settimana di gravidanza)". Io non ho nessun esame delle urine e del sangue a a parte quello iniziale. Ieri ne ho fatto uno perché dopo tre settimane di vaginite si sono decisi che forse si doveva controllare e si stavano pure simenticando il tampone. Non mi pare che urine o esame del sangue o un tampone vaginale possono essere pericolosi. Mi pare che sia più pericoloso se io dico: "ho delle perdite" ; "hai forse una vaginite batterica. Ora ti diamo delle pasticche di antibiotico (senza farti un esamino prima)". Poi ripeto: sarà la regione che è bestiale. Poi io non sto entrando nel discorso che all'inizio della gravidanza non ha senso fare esami: io sto alla settimana 26. Infatti all'inizio mi pareva tutto normale da parte loro. È durante la gravidanza che non vedo controlli. Di sicuro non è vero che è routine l'esame del sangue e delle urine dopo la settimana 9.

Silvia ha detto...

Quello da me scritto é quello che si fa in Östergötland ed é tutt'ora valido.
Se vuoi dare un occhio al programma della tua regione, guarda qui:

http://www.vgregion.se/upload/NU/LWA/Basprogram%20MVC.doc

Come vedi, ci sono esami dell'emocromo e delle urine a scadenze regolari anche se non esattamente come da noi. L'emoglobina e la glicemia vengono controllate da prelievo capillare quindi non ti fanno un prelievo vero e proprio.

Il programma pstetrico minimo é comunque nazionale e le varie regioni possono al massimo apportare delle aggiunte.

Per quanto riguarda lo streptococco, se vuoi leggere in dettalio le ragioni per cui non si fa l'esame (che in ogni caso si farebbe tra la 35ma e la 37ma settimana), ti consiglio questo bel documento pubblicato da Socialstyrelsen
http://www.socialstyrelsen.se/Lists/Artikelkatalog/Attachments/8836/2008-130-7_20081307.pdf

druida ha detto...

Non so che dirti. A me sia l'ostetrica che una infermiera mi hanno detto che le urine si controllano una volta sola. Il pdf che mi hai mandato è un casino. L'ho scaricato tre volte e si impalla dopo la seconda pagina. Quindi non capirò mai la logica di somminiatrare antibiotico in sala parto in caso di streptococco senza però controllarlo. È senza senso. Vorrei leggerlo sto documento per capire la logica di curare qualcosa senza volerlo diagnosticare ma davvero non si apre. Se volessi essere così gentile da dirmelo te ne sarei grata.

Giulia ha detto...

Druida, il problema dello screening per lo streptococco di gruppo B è che il 30% delle donne sonno portatrici, ma dà problemi solo in un caso su mille. Cioè è vero che il 60% dei neonati vengono colonizzati, come vengono colonizzati anche da tutti gli altri germi provenienti dalla madre (molti dei quali sono potenziali patogeni), ma solo pochissimi sviluppano l'infezione. Inoltre ci sono altri germi diversi dagli streptococchi, che fanno parte della flora batterica materna e possono dare sepsi neonatale (proprio per questo può andare bene fare l'antibiotico anche se non hai controllato lo strepto). Se fai una strategia di prevenzione basata sullo screening (che cmq va fatto vicino al parto, non alla 25a settimana!) e tratti con antibiotico al momento del parto le donne positive, stai dando tantissimi antibiotici inutili (cioè a partorienti il cui figlio cmq non avrebbe avuto nulla) per prevenire pochi casi di infezione seria del bambino. *Il che potrebbe valere la pena*, se non ci fosse alternativa. Ma l'alternativa c'è ed è una strategia di prevenzione basata sui fattori di rischio, cioè tratti con antibiotico tutte le donne che al momento del parto hanno certe caratteristiche (rottura prolungata delle membrane, febbre, e altre). Queste caratteristiche sono dimostrate correlate alla sepsi neonatale, sia da streptococco che da altri germi, in grandi studi epidemiologici. Inoltre si è visto che i paesi che fanno prevenzione in questo modo basato sui fattori di rischio, usando meno antibiotici, hanno lo stesso numero di casi di sepsi neonatale dei paesi che fanno lo screening per lo streptococco a tutte le donne e trattano tutte le portatrici. Sembra che fare entrambe le cose non porti alcun beneficio ulteriore a fronte del maggiore uso di antibiotici, perché comunque anche nelle donne portatrici di streptococco è soprattutto la presenza dei fattori di rischio al momento del parto a determinare il rischio di avere un neonato malato. Inoltre si è visto che non serve fare la ricerca dello streptococco settimane prima del parto e cercare di eradicarlo preventivamente con antibiotici, perché in quel modo si diminuiscono sì le sepsi da streptococco, ma aumento quelle da altri patogeni, oltre al solito fatto che dovresti trattare il 30% delle gravide. Tutto questo detto in modo succinto e non esaustivo. Ogni tanto nell'ambiente medico si riaccendono discussioni sull'opportunità di fare lo screening a tutte le gravide o a dei sottogruppi, se ti interessa puoi cercare su läkartidning. Queste discussioni dipendono da valutazioni diverse dei dati epidemiologici e dal fatto che ovviamente ogni medico ha la sua opinione e il suo modo di valutare rischi diversi, ma al momento il consenso degli esperti è di non farlo.
Visto che citi il mio commento di 4 anni fa, devo dire che nel frattempo ho parzialmente cambiato opinione sulla costo-efficacia del sistema dopo che ho visto meglio su quali basi vengono programmati gli esami di screening e mi sono convinta che certi che io ritenevo utili in realtà non lo sono. Cioè, il sistema è sì costo-efficace, ma non ritengo più che lo sia al prezzo di trascurare la prevenzione. Ogni singolo esame va preso a sé e visto nel contesto della popolazione, alcune cose hanno senso in Italia ma qui no (es la toxo), altre creano più problemi di quanti ne risolvano, per altre ho ancora dubbi che sarebbe meglio farle, ma devo dire che anch'io ho avuto una figlia qui e sono stata seguita solo con il programma standard senza sentirmi per questo meno tranquilla.
Mi pare molto strano che non ti controllino le urine, a me hanno fatto lo stick ad ogni visita dalla 30a in poi. Forse la tua ostetrica intendeva dire che non fanno l'esame urine completo (a meno di stick positivo) o forse si riferiva solo al periodo iniziale, credo che dovresti chiederle di spiegarti meglio. In bocca al lupo :)

druida ha detto...

Giulia, tu mi hai spegato benissimo. Forse sono io che non mi spiego. Il mio problema è che la BM mi ha esplucitamente detto che non si fanno controlli dopo quelli iniziali. Tu giustamente dici che lo screening ha senso dalla settimana 35 (io avevo capito dalla 34 ma ha poca importanza). A me la BM ha detto che lo screening non ci sarà. Poi ha aggiunto che in caso di GBS allora in sala parto mi somministrerebbero l'antibiotico. Ok. Ma lo screening? Non si fa... allora come sanno se c'è bisogno di antibiotico in sala parto? Io sto alla settimana 26 e ho una vaginite, una infenzione. Non lo so: perché ho fatto un tampone lunedì. La BM mi ha spiegato che, visto che è capitata sta vaginite o quel che sarà, allora -essendo io incinta- vedranno fra le altre cosette se ci sia presenza di GBS. Ma si tratta di una mera casualità. E poi è stata sempre la BM che ha parlato di "pasticche di antibiotico" da somministrare ORA, io non ci tengo a prendere farmaci in questo momento. Poi tornando al .doc con gli esami regionali che mi ha allegato Silvia: leggo che mi dovrebbero fare un controllo delle urine (leggo anche proteine nelle urine il che corrisponde all'esame per la preeclampsia). A me la BM ha detto espressamente che no: le urine si controllano solo all'inizio e basta. E una infermiera ha detto che la preeclampsia non si controlla mai in Svezia (ma se nel .doc ci sta scritto che controllano le proteine nelle urine?). Sicuramente io sto avendo un trattamento di serie B a quanto ne capisco. Dovrò litigare con la BM.

druida ha detto...

Ecco faccio un esempio: alla settimana 24 dovrei aver fatto:

Blgr + imm prov
Hb, B-glukos
Bltr, S-F mått, Flj

Ma ho fatto solo Hb, glucosio e pressione e mi è stato assicurato che fino alla fine mi faranno solo Hb, glucosio e pressione. Cioé la BM mi ha proprio "rassicurato" sul fatto che mi veranno fatti solo questi controlli fino al momento del parto. E un paio di colleghe (una polacca e una georgiana) che hanno fatto figli qui, mi hanno confermato che la routine è questa: Hb, glucosio (anzi a loro la pressione non la controllarono. Tanto è che credevo che me la controllassero solo perché ogni tanto svengo a lavoro). Poi misura della pancia (a loro nessuno le pesava, tanto è che mi hanno consigliato di pesarmi a casa).

Giulia ha detto...

Druida, mi pare che ci sia un po' di confusione.

1) Dici che volevi controllare lo streptococco alla 25 settimana e che per farlo sei stata "costretta" a mentire sul tuo stato di salute. A parte che non è mai una buona idea mentire all'ostetrica/medico, come ti dicevo sopra lo screening alla settimana 25 non è indicato.
2) Se hai realmente sintomi di vaginite, a seconda del quadro clinico può essere indicato o meno fare il tampone per vedere cosa c'è, non per il GBS ma per altri microbi. Dipende dal quadro clinico perché alcune vaginiti si trattano in modo empirico senza per forza fare il tampone. Ovviamente se hai una vaginite adesso, bisogna che te la curi, quindi non vedo che problema ci sia se l'ostetrica ti parla di antibiotici (o magari intendeva antimicotici? c'è anche la candida che è comunissima e tanti usano la parola antibiotico per entrambi i tipi di farmaco)
3) se a causa della vaginite si decide di fare il tampone e, tra le altre cose, viene fuori una forte positività per lo GBS, questo è un fattore di rischio di cui tenere conto al momento del parto, per cui potrebbero decidere di darti la profilassi antibiotica. Si tratta sempre di prevenzione basata sui fattori di rischio e non sullo screening, e rientra in quanto spiegato nel commento precedente. Se tu non avessi avuto dei sintomi di infezione, non avrebbe avuto senso farti il tampone per i motivi che spiegavo sopra.
3) tra gli esami indicati nel link di Silvia per il tuo periodo gestazionale, "imm prov" è solo per le donne Rh-negative. S-T mått è la misura della pancia e Flj è il battito fetale misurato con la piccola sonda Doppler, te li ha fatti?. Può darsi che alcune ostetriche inizino a farli alla 27 o che siano passati in secondo piano viso che il problema principale erano i sintomi di infezione che riferivi, comunque se non li ha fatti meglio che chiedi spiegazioni
4) gli esami delle urine, dopo quello iniziale, sono previsti solo dalla 30a settimana, come è stato per me. Inoltre anche se si volesse anticiparli, non ha senso farlo proprio mentre hai una vaginite perché c'è rischio che vengano falsamente positivi. Continuo a pensare che non vi siate capite bene con l'ostetrica sulla questione degli esami urine che dovrai o non dovrai fare più avanti, perché sinceramente non vedo perché non dovrebbe farti gli stick urine, non è questo gran risparmio né di impegno né di soldi (altra cosa è l'esame completo, forse la BM si riferiva a quello). Magari falle vedere il link che ti ha dato Silvia e chiedile. Che in Svezia non si controlli di routine la preeclampsia non è affatto vero, non so a quale esame pensasse l'infermiera quando te l'ha detto e sospetto un malinteso anche qui.
Infine, se nonostante tutto sei davvero capitata in un Mödravård dove hanno deliberatamente scelto di non seguire il programma regionale, è il caso di fare una segnalazione alla Regione e a Socialstyrelsen, oltre che di cambiare. Ma ripeto, assicurati che non sia un malinteso perché come lo dici tu non è assolutissimamente la norma.