giovedì 31 dicembre 2009

Clima siberiano

In questi giorni, in cui la temperatura è scesa di parecchio e le massime non superano i -8°C, il paesaggio di Norrköping, soprattutto in periferia, sembra abbastanza "siberiano". Questo ovviamente agli occhi di chi, come noi, è abituato ad inverni miti e piovosi più che nevosi o meglio ghiacciati.
E ieri sera, mentre eravamo ospiti da Francesco e Nastya per i festeggiamenti dei tre anni della piccola Nina, abbiamo avuto modo di parlare proprio di Russia visto che Nastya è originaria di una città ad ottocento chilometri ad est di Mosca dove le temperature scendono anche di più, e tra gli argomenti di conversazione, viste le rigide temperature della serata (da -18°C a -15°C) che ci hanno imposto un'accurata operazione di sbrinamento dei vetri dell'auto della Giulia, si è parlato appunto di freddo.
Così ci è stato raccontato del "frigorifero Kruscev", un'invenzione a noi del tutto sconosciuta, per avere il massimo risultato con il minimo sforzo: negli spessi muri di diverse decine di centimetri veniva ricavato una specie di nicchia sul lato interno del muro lasciando solo un piccolo spessore di muro a separare l'ambiente esterno. Poi veniva tolto un mattone lasciando aperto un buco corrispondente alla dimensione dello stesso mattone. In questo modo l'inserimento del mattone nel buco faceva da regolatore della temperatura del frigo !
Ne abbiamo avuta una dimostrazione pratica proprio ieri sera quando un paio di bevande che erano state lasciate qualche minuto di troppo in terrazzo sono state riportate in casa trasformate in speciali bottiglie antigravitarie !

Una delle due bottiglie antigravitarie era il famoso Julmust. Questa è una bevanda tipica svedese che si vende nel tempo natalizio, creata nel 1910 come bevanda non alcolica alternativa alla birra. E' fatta principalmente da acqua gasata, zucchero, estratto di luppolo e di malto, spezie e caramello. Il luppolo e il malto donano alla bevanda un gusto che ricorda un po' quello della birra anche se più dolce, tuttavia non essendo fermentata non contiene appunto l'alcol. Sapore per i nostri gusti un po' troppo dolciastro (qui in Svezia hanno un po' la fissa di mettere zucchero dappertutto, anche nel pane e nei salumi - bleah !)

Natsya ci ha anche sfatato quella che per noi era una leggenda metropolitana. Forse anche qualcuno di voi aveva sentito delle automobili che nei posti più freddi della Russia d'inverno venivano tenute sempre accese anche di notte. Ebbene sembra che si tratti proprio di leggenda. In compenso ci è stato raccontato dei metodi non proprio ortodossi di scaldare il motore come l'uso di fornello a gas tipo da campeggi o i secchi di acqua bollente.
Silvia e Giulia sono molto affascinate dai racconti di Natsya e scommetterei anche qualcosa che Silvia voglia, prima o poi, iniziare lo studio del russo !!

mercoledì 30 dicembre 2009

Il tempio della perdizione

Come anticipato ieri, oggi è giunto il momento di provvedere alla scorta di liquidi per il "cenone" di fine anno. Marco, vista l'occasione, ha deciso di sacrificare un Barbera ed un Martini della sua preziosa collezione di prodotti italiani. Per completare però gli abbinamenti di vini al cibo che si è deciso di preparare per domani sera, oggi i tre maschietti (io, Foxtrott e Rocket) abbiamo fatto spese al Systembolaget.

Forse non tutti sanno che il Systembolaget è l'unico negozio in tutta la Svezia (istituito nel 1955) in cui è possibile acquistare, solo se almeno ventenni, le bevande alcoliche, ossia tutte quelle che superano i 3,5%. Ma di questo parleremo tra poco.
Prima di tutto va segnalato per dover di cronaca un fatto: un paio di sere fa, mentre affrontavamo la questione del menù e della nostra futura spedizione al "System" le nostre mogli ci sconsigliavano vivamente di portare con noi il piccolo Rocket in passeggino. A sentir loro non ci avrebbero consentito l'acquisto di nessuna bottiglia proprio per la presenza del piccolo. Questa loro convinzione derivava dall'esperienza. Infatti proprio loro avevano letto sul giornale di una giovane zia con nipote poco più che ventenne (ma che ne dimostrava di meno) alla quale era stato negato l'acquisto di alcune birre perché la ragazza non aveva con sé un documento che provasse la sua vera età. Il timore della cassiera era che la zia acquistasse le birre per conto della "troppo giovane" nipote. Per noi è qualcosa di incomprensibile a primo acchito...
Noi ovviamente abbiamo tentato comunque e ci è andata bene: la cassiera evidentemente deve aver creduto il piccolo Ricky addormentato nel passeggino, troppo piccolo per rischiare di ricevere un biberon al Pinot Grigio ! In compenso curiosando tra gli scaffali ci siamo riforniti di diverse bottiglie di vino, alcuni bianchi ed un rosso, tutti prodotti italiani (Marco ha ancora il gusto sintonizzato sui vini italiani).
Andare al System è un rito, perché è come entrare in un tempio della perdizione... c'è solo da divertirsi: i vini sono tutti classificati in base alle nazionalità ed al prezzo, tutti perfettamente schierati sugli scaffali. Qualche lettore si chiederà quanto costa il vino in Svezia. Possiamo dire tranquillamente che non ci sono grandi differenze, diciamo che si trovano degli ottimi DOC italiani anche a 60-70 kr a bottiglia (6-7 euro). La differenza, se c'è, è di un euro... cosa diversa per i super alcolici che, nonostante non ne facciamo uso, abbiamo trovato parecchio più cari.
Da quando siamo qui in Svezia le mie abitudini relative al vino sono cambiate. In Veneto ero abituato a bere più o meno i vini della zona perché molto spesso li si comprava direttamente dalla cantina produttrice. Qui non ci sono più le cantine (purtroppo) ma c'è un altro vantaggio: si ha la possibilità di assaggiare vini che provengono da tutto il mondo.
E così bottiglia dopo bottiglia ci si può sbizzarrire tra i prodotti del Sud Africa, della California, del Cile, dell'Australia, dell'Ungheria... e devo dire che questa è stata una bella sorpresa. Se poi parliamo di birre c'è solo l'imbarazzo della scelta: pareti intere di lattine di tutti i tipi ! Anche per la birra infatti vale la stessa restrizione del vino. Niente birra al supermercato sopra ai 3.5%.
Quello di cui però occorre tener ben presente quando si va al Systembolaget sono gli orari di apertura dei negozi. Durante i giorni feriali in città l'orario di chiusura è fissato alle 19, il sabato pomeriggio alle 15, domenica tutto chiuso; questo implica organizzazione. Devi prevedere il consumo del weekend oppure avere delle belle scorte ! Anche qui l'organizzazione tipica svedese ha la sua dimostrazione pratica.
Un'altra cosa che trovo spettacolare è il catalogo cartaceo o il sito internet del System. Ci si può trovare tutti i vini e tutte le bevande alcoliche che si possono immaginare, conditi da suggerimenti, ricette e notizie, una vera e propria miniera di informazioni. C'è anche un sistema informatico per abbinare i vini in base ai propri gusti (dolcezza, corposità, acidità), alla nazione, al prezzo, al contenuto alcolico e soprattutto... agli alimenti. Provare con i vini rossi qui.

Il Systembolaget ha quindi dei fattori positivi e dei fattori negativi, ma tutto sommato, una volta che se ne comprende il funzionamento e la vera natura, a mio avviso perde tutti i connotati negativi. Alla fin fine se devo dare un giudizio, il pollice è all'insù.

martedì 29 dicembre 2009

Preparativi di fine anno

Mancano due giorni alla fine dell'anno, il nostro primo anno svedese. Lunedì i nostri genitori sono risaliti su un aereo della Ryanair e sono rientrati felici in Italia, contemporaneamente anche Innocent, Foxtrott e Rocket (i nomi in codice di Giulia, Marco e del piccolo Ricky) sono rientrati in Svezia dopo un'impegnativa settimana italiana.
Laura e Magnus hanno finalmente ricevuto il loro splendido regalo natalizio che hanno scelto di chiamare Robert-Olof. Domani sarà il compleanno della Nina la piccola di Francesco e Anastasia. Infine il 31 dicembre arriveranno i nostri prossimi ospiti, due miei amici d'infanzia, Marco e Silvia. Insomma un periodo piuttosto impegnativo...
Nel nostro "B&B casalingo" non c'è tregua, giusto il tempo di passare lenzuola, copri-piumini ed asciugamani in lavatrice ed asciugatrice, ed ecco che arrivano i nostri nuovi ospiti. Questi amici non sono nuovi all'esperienza svedese, tuttavia non sono mai venuti da queste parti in inverno. Sono molto curioso di come troveranno la nostra Norrköping, che a confronto della Milano in cui ora vivono e lavorano, sembrerà loro un paesello.
I preparativi per fine anno fervono ed ieri sera abbiamo studiato come organizzare quello che sarà per tutti noi il primo brindisi di nuovo anno in terra svedese. Il menù è quasi deciso oramai, come anche la location. Domani si provvederà all'acquisto dei liquidi e di questo se ne occuperanno i maschietti con un'apposita spedizione al Systembolaget (del cui esito ne parleremo in un post apposito).

Per il resto il tempo si è messo per qualche giorno al bello, ma ovviamente con il ritorno del sole anche le temperature sono calate. Per oggi ci siamo limitati a -8°C rimasti pressoché costanti durante tutto il giorno, che comunque se confrontati rispetto ai -34°C delle montagne del centro del paese rimangono ancora accettabili.
Da domani però il termometro scenderà ancora e per il "nyårsafton", ossia l'ultimo giorno dell'anno, sono previsti valori tra i -14°C e i -18°C; per la tradizionale passeggiata pomeridiana in città dovremo dotarci di termos di the caldo o glögg ! E poi per capodanno è previsto l'arrivo di nuova neve... jättebra !

venerdì 25 dicembre 2009

Un Natale in allegra compagnia

Quella di oggi sicuramente rimarrà una giornata ricca di ricordi soprattutto per i nostri genitori che durante queste feste ci hanno raggiunto qui in Svezia. Infatti oltre al pranzo di Natale interamente curato da me e Silvia (da noi gli ospiti sono Ospiti e non hanno diritto né di voto né di veto in cucina) e di cui tra poco vi parlerò, c'è stato anche un pomeriggio multiculturale in occasione del compleanno della nostra amica Marinella (chi si ricorda di quella coppia svedese che abita in riva al lago?); ma andiamo con ordine.
Per il pranzo odierno avevamo scelto di non esagerare ma di stare leggerini visto che nel pomeriggio era previsto quest'altro impegno. Così come antipasto abbiamo preparato salmone affumicato con dill adagiato su knäckebröd (il pane svedese), patate arroste al rosmarino, una bella insalata mista ed il piatto clou del giorno: arrosto di alce, ossia älgstek. Per la sua preparazione ci eravamo anche dotati dell'apposito termometro da infilare nel cuore del pezzo di carne per assicurarsi che la temperatura interna non superasse mai i 75°C. La parte "liquida" invece ha visto sul tavolo due bottiglie di vino italiano, un Verdicchio ed un Bardolino. Che dire, la cottura è stata perfetta e gli ospiti hanno gradito molto !

Nel pomeriggio, come anticipato, ci siamo trasferiti tutti e sei nella casa in riva al lago di Marinella che proprio oggi compiva gli anni. Ad aspettarci c'erano già parecchie persone, da una bellissima bimba di meno di due anni fino alla bisnonna di quasi novanta, passando da genitori, figli, mogli, mariti, compagne... quattro generazioni di persone. Alla fine attorno alla grande tavolata imbandita c'erano ben diciannove (19) invitati !!!
Così da una parte gli italiani e Marinella (che parla un ottimo italiano), in mezzo gli svedesi e dall'altro capo del tavolo un ragazzo neozelandese, passando per la bisnonna finlandese. Anche la tavola rispecchiava questa multiculturalità con piatti tipici di varie zone, dall'agnello sapientemente preparato dal figlio di Marinella, a dei contorni di verdure finlandesi, al salmone tipicamente svedese ma preparato in tre modi diversi (ci siamo anche appuntati un paio di ricette), fino ai dolci dove facevano bella mostra di sé una variante neozelandese della "trifle" inglese (la meglio nota zuppa inglese), dei micro dolcetti di cioccolato molto gustosi, un mega treccione a corona (tipico dolce natalizio svedese) ed i nostri rotolini di pasta brisé dolce alla marmellata di arance (preparati dalla Rosetta, la mamma di Silvia).

Mi è dispiaciuto solo rimanere astemio visto che dovevo riportare la Brontomacchina ed i suoi sei occupanti a casa; mi sono concesso solo l'assaggio di un po' di Glögg in versione alcolica all'arrivo (bevanda tipica natalizia). E' stato un pomeriggio veramente piacevole, dove tra un assaggio e l'altro si mescolavano perfettamente svedese, italiano, un po' di friulano, veneto ed inglese. Abbiamo persino assistito, su richiesta, ad un'esibizione di una danza tipica del popolo Maori, la Haka, resa famosa dagli All Blacks, la nazionale di rugby della Nuova Zelanda.
Per i nostri (ma anche per noi) è stato un genuino contatto con la vita privata di una bella e colorata famiglia svedese. Che bello avere degli amici così !

Buon Natale

Da una Norrköping alle prese con una nuova nevicata inviamo a tutti i nostri lettori vicini e lontani un augurio di Buon Natale o come si dice da queste parti... God Jul.

mercoledì 23 dicembre 2009

Gita a Stoccolma

Nella serata di ieri a Norrköping ha nevicato ancora una volta e stamattina si erano accumulati al suolo quei 6-8 centimetri che sono riusciti a rendere tutto ancor più candido ed immacolato.
Guidare in tarda serata sulle strade della città completamente bianche di neve fresca e senza nessuno in giro è proprio una bella sensazione, come anche quella di camminare nella neve fresca al primo mattino prima che i mezzi del comune semplifichino la vita di passanti ed automobilisti.

Oggi invece abbiamo trascorso la giornata nella capitale svedese, in una Stoccolma indaffarata negli ultimi acquisti pre-natalizi. La quantità di gente che percorreva in lungo e in largo le strade dello shopping uscendo ed entrando dai negozi era veramente tanta. Per la nostra gita in giornata che, grazie alla clemenza del tempo è stata molto piacevole, avevamo programmato qualche passeggiata nei vicoli di Gamla Stan ed un'approfondita visita al Nordiska Museet.
Il museo presenta le tradizioni svedesi attraverso la visita delle case, degli arredamenti, delle mode, dei vestiti, dei giocattoli e delle festività tipiche. Fondato nel 1872 è oggi il più grande museo di Svezia dedicato alla storia della cultura e rappresenta un'ottima occasione per approfondire le proprie conoscenze della Svezia di oggi e di ieri. Degne di nota sono anche la sezione dedicata al popolo dei Sami e l'immensa statua del re Gustav Vasa che troneggia nel grande salone alto 24 metri e lungo più di 120 metri !

E domani è Julafton, giorno di festa per tutta la Svezia !

martedì 22 dicembre 2009

Tra ritardi e "nuovi arrivi"

I disagi negli aeroporti italiani hanno influenzato pesantemente anche la nostra serata di ieri. Infatti i nostri genitori in viaggio da Treviso verso Norrköping hanno incontrano non poche difficoltà nel raggiungere la terra svedese. L'aereo sarebbe dovuto decollare alle 19.35. Alle 22.35, orario previsto di atterraggio a Skavsta, loro erano ancora seduti in aereo sulla pista a Trevisto sotto una fitta nevicata e noi ci stavamo guardando un bel film in tv.
Alle fine l'aereo è decollato alle 23.15 ed a mezzanotte ed un quarto ho preso la brontomacchina e sono volato verso Nyköping per il recupero dei "dispersi"; alle 3.30 di notte eravamo tutti felicemente (anche se stanchi) a nanna !
Oggi finalmente è arrivata anche la buona novella che tanto attendavamo in questi giorni: alle 11.29 è nato un bimbo a Laura e Magnus. Tanti auguri ai nuovi mamma e papà che hanno avuto proprio un bel regalo di Natale.

Parla come mangi

Il bel pomeriggio di oggi, trascorso in compagnia dei nostri amici italo-svedesi in (ancora) trepidante attesa del pupo che dovrebbe nascere a momenti, dei genitori di lei arrivati dall'Italia e di altri due amici svedesi, è passato molto piacevolmente e uno degli argomenti di conversazione mi ha ispirato sull'argomento di cui vorrei scrivere oggi... ovvero la schiettezza svedese.
Da quando siamo arrivati qui, abbiamo subito potuto notare che gli autoctoni non amano molto i giri di parole: se devono dire qualcosa, vanno direttamente al sodo, sia che si tratti di osservazioni positive ("ottimo lavoro"), sia nel caso di opinioni negative ("questa è veramente un'idiozia"), lasciando poco spazio agli amletici dilemmi ("ma questo, che cosa pensa veramente di me ?") che insorgono quando si ha a che fare con persone più "diplomatiche".
Inoltre, la gente qui ama molto chiamare le cose con il loro nome: il gabinetto sarà per forza di cose "toalett", termine assolutamente privo di connotazioni negative o volgari o "poco fini", e non vengono usati, come ad esempio in inglese, termini più forbiti come "restroom" (mica uno va a riposarsi, no ?) o "lavatory".
Molto interessante, e credo particolare, è poi il fatto che questa schiettezza e questa semplicità di linguaggio si applichino anche nel mio campo lavorativo, quello medico.
Quanti tra coloro che leggono (esclusi medici o paramedici) sarebbero in grado di comprendere senza problemi ciò che è scritto in una cartella clinica italiana ? E quanti hanno sperimentato almeno una volta nella loro vita una visita medica in cui le proprie condizioni cliniche venivano spiegate in modo difficilmente comprensibile, magari con parolone latinesche ? Ecco, qui il problema non si pone. Secondo le linee guida nazionali, tutto il contenuto della cartella clinica dev'essere non solo accessibile al paziente ma anche comprensibile all'"uomo della strada". E il medico, quando si rivolge al paziente, deve comunicare facendo uso di parole comuni. Da ciò deriva che difficilmente si leggerà mai una descrizione simile: "il paziente presenta un'obnubilamento del sensorio e una compromissione delle funzioni di scambio gassoso a livello polmonare" quanto piuttosto: "paziente sonnolento e con respirazione compromessa". "Polmonite", poi, diventerà "infiammazione dei polmoni". Ma anche, ci si imbatte in una serie di termini che mai avevo incontrato nella mia esperienza lavorativa in Italia, e che hanno suscitato in me una certa ilarità nelle prime settimane di lavoro. Non si chiederà più al paziente se "l'alvo è regolare" (come faceva notare la nostra amica italiana, le nonnine venete che parlano solo dialetto non capiscono nemmeno di cosa si parla) ma si chiederà direttamente se ha c****o (sic !). E questo si scriverà pari pari nella cartella clinica. Più chiaro di così...

domenica 20 dicembre 2009

Tutte le webcam della Svezia

In questi giorni di freddo e neve in Svezia, segnalo un piccolo aggiornamento al nostro blog.
Si tratta di un link con tutte le webcam disponibili in Svezia organizzate in varie sezioni e con una praticissima mappa di orientamento.
Cliccando sull'immagine della webcam di Norrköping sulla banda a destra si accederà alla pagina dedicata.

Come non perdere mai la concentrazione

Ieri è stata una giornata decisamente impegnativa sotto diversi punti di vista. Al mattino siamo partiti alla volta della periferia di Stoccolma dove in mattinata abbiamo sostenuto il TOEFL, il test di inglese in versione iBT (internet). Nel pomeriggio invece il ritorno in auto da Stoccolma si è rivelato una bella avventura, visto che abbiamo percorso 140 dei 160km sotto la neve. Ma andiamo con ordine.
Il test è stato un vero e proprio succhia energie, soprattutto dal punto di vista fisico-mentale. Iniziato alle 11 è terminato solo dopo oltre 4 ore e mezza con una pausa di soli 10 minuti contati, un'autentica mazzata. Una delle difficoltà da prendere in considerazione è senz'altro il livello di concentrazione che occorre sempre tenere il più alto possibile. E vi garantisco che dopo 60 minuti con lo sguardo fisso sul monitor a leggere e rispondere a domande trabocchetto non è facile, figuratevi dopo tre ore. La parte che doveva essere a mio avviso la più semplice, ossia il Reading, è stata quella più stancante con 100 minuti di letture... una cosa infinita. Fortunatamente le ultime due sezioni Speaking e Writing che seguono dopo la pausa il Listening, si sono dimostrate non troppo stressanti e lunghe.
Altre complicazioni giungono poi dall'ambiente (persone che parlano mentre tu magari sei concentrato a leggere o ad ascoltare) e dal tempo che è sempre risicato (non avanza mai un secondo per rivedere le risposte). Per il resto, rispetto a quello che mi aspettavo, mi ha un po' sorpreso solo la prova di Reading (che doveva essere la più semplice a mio avviso) in quanto l'ho trovata più difficile rispetto a tutte le letture test scovate su internet nei giorni precedenti; nel complesso comunque siamo soddisfatti, specie perché io ero quasi il più vecchio !
Come se non bastasse poi per rientrare a Norrköping abbiamo dovuto guidare in mezzo ad una fitta nevicata per quasi tutto il viaggio da Sundbyberg (ovest di Stoccolma) a casa. In qualche punto si trattava di una vera e propria bufera di neve con le corsie dell'autostrada che piano piano si coprivano di neve facendo scomparire anche le tracce delle automobili che precedevano; la guida ha richiesto così un nuovo impegno sul fronte della concentrazione. La Brontolina (Freelander) però ci assistito perfettamente con un ottimo comportamento sulla neve permettendoci di avanzare in tutta tranquillità anche con le gomme "estive" che comunque sono targate M+S.

Per fortuna che una volta a casa, c'erano ad aspettarci Marco, Giulia, Francesco, Anastasia e i due piccoli e così abbiamo felicemente chiuso la giornata in compagnia a tavola.
P.S. La foto qui sopra è di stamattina, domenica, quando ha ricominciato a nevicare.

venerdì 18 dicembre 2009

Ma non le fanno le ecografie in Svezia?

Oggi ci siamo regalati una giornata di relax visto che Silvia è in ferie (sta accumulando parecchie settimane di recupero grazie ai turni di notte in ospedale...) e così abbiamo trascorso una mezza giornata a spasso per la città alla ricerca degli ultimi regalini da mettere sotto il nostro presepe qui sotto immortalato.

Stamattina il cielo blu era veramente qualcosa di bellissimo e la luce del Sole, ormai vicino ai minimi di altezza sull'orizzonte, offre una luce sempre molto calda al mattino...
Ovviamente grazie al cielo sereno le temperature della notte sono calate e la giornata è trascorsa tutta sotto zero tra i -5 e i -8°C, tuttavia una volta dotati di guanti "thinsulate", cuffia e sciarpa, la passeggiata in centro è stata più che piacevole.
E' stata anche l'occasione per incontrare una coppia di amici, colleghi di Silvia, anche lei medico italiano qui in città ma arrivata in Svezia ben prima di noi nel 2003 ed oggi sposata con un medico svedese. La cosa particolare era che tavola eravamo seduti in quattro nonostante i presenti fossero cinque; infatti Laura e Magnus stanno aspettando un bimbo/a da oltre nove mesi... anzi diciamo pure che il nascituro/a potrebbe venire alla luce da un momento all'altro visto che la "data di consegna" è ormai oltrepassata !
Forse qualcuno si chiede perché io abbia scritto "bimbo/a". Ebbene sì, avete letto bene, non è un errore di battitura; i nostri amici non conoscono ancora il sesso del futuro nascituro ! Com'è possibile che a pochi giorni dal 2010 possano ancora succedere cose del genere? Ma non fanno le ecografie in Svezia?
Questo non è il mio campo e Silvia saprà sicuramente soddisfare (in un prossimo post) le curiosità delle mamme relative ai controlli in maternità, ma io so solo che l'ecografista per regola non comunica il sesso della creatura ai genitori. Non è bello? Vogliamo mettere la sorpresa?

Nel pomeriggio, dopo aver fatto un grande "in bocca al lupo" ai futuri mamma e papà, siamo rientrati alla base nelle luci del tramonto, con la neve tutto intorno a noi e con il termometro che ormai era quasi sulla soglia dei -10°C. Sempre meglio dei -37°C registrati stamattina nelle montagna a nord-ovest della Svezia !

mercoledì 16 dicembre 2009

36 ore di neve

Finalmente la tanto attesa neve prima di Natale è arrivata. A sentire chi vive qui a Norrköping da qualche anno in più di noi, la neve in città per le feste natalizie mancava dal 2006. Possiamo dire quindi che quest'anno abbiamo portato fortuna !
La nevicata è durata parecchio, diciamo pure un giorno e mezzo, ma nulla di quello a cui eravamo abituati in Pianura Padana, dove quando nevicava cadevano dei super-fiocchi e bastava qualche ora per fare spessore anche se poi l'effetto bianco durava ben poco. Qui l'intensità della nevicata è sempre stata debole, ma continua... micro fiocchi tutto il giorno e tutta la notte, assenza di vento fino a stamattina quando la nevicata si è chiusa con un po' di vento, dovuto più che altro alla vicinanza del mimino di bassa pressione.
In tarda mattinata siamo usciti per fare delle spese ed è stata la prima esperienza di guida in città. La parte più divertente è stata quella di ridare alla Brontomacchina un aspetto meno da gatto delle nevi e così, armato di spazzola acquistata da Biltema qualche mese prima, in quattro e quattr'otto sono riuscito a ripulire i vetri senza alcuna fatica.

In città la circolazione avviene nella più totale tranquillità, non c'è nessuno che corre, magari qualcuno azzarda una partenza in sgommata ma poi rientra subito nei ranghi. I mezzi del comune hanno dato una ripulita alle strade ma non più di tanto, in fin dei conti altrimenti a cosa servono le gomme chiodate? Le mie BF Goodrich All Terrain hanno fatto il loro dovere !
Maggiore attenzione viene invece riservata ai percorsi dedicati ai pedoni dove vengono sparsi dei sassolini che permettono una presa sicura anche sulla neve. Un'altra soluzione che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso e pensata sempre per quelli che vanno a piedi, l'ho potuta apprezzare domenica quando in compagnia di amici venuti da Vicenza ci siamo avventurati in una passeggiata lungo il fiume nel bel mezzo della nevicata. In prossimità del sottobosco dove solitamente c'è il terreno nudo che quando si bagna diventa un fango, avevano disposto con estrema attenzione un tappeto largo più di un metro di sabbia pressata. Il risultato era che si poteva camminare in pratica su una corsia di sabbia e non sul fango... proprio ingegnoso !

Per il resto che dire... il paesaggio ora è veramente natalizio, camminare in città con la neve tutto intorno ti riempie di buon umore ed oggi mentre passeggiavamo mano nella mano ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: "che bello siamo proprio felici !"

lunedì 14 dicembre 2009

Patente: è arrivata !

Dopo l'incazzatura di un paio di giorni fa oggi finalmente ho ricevuto la patente nuova. Chi si ricorda ad inizio settembre avevo pubblicato un post sulle difficoltà che avevo incontrato per la conversione della patente italiana in svedese.
I sei mesi di attesa necessari sarebbero dovuti scadere ai primissimi giorni di gennaio, ma dopo il nostro ritorno dagli States e la nuova spedizione della mia patente al Länsstyrelsen (infatti me l'ero ripresa per le due settimane che mi serviva per guidare in Florida) la procedura si è inaspettatamente velocizzata. Tramite email ho risentito il cordiale impiegato con il quale avevo avuto a che fare mesi prima, che però mi faceva notare che gli uffici italiani non avevano ancora risposto sulla validità del mio documento e mi chiedeva se era il caso di mandare un sollecito. Ovviamente conoscendo la burocrazia italiana gli ho chiesto di mandarlo subito visto che la mia patente italiana sarebbe scaduta proprio agli inizi di gennaio 2010.
Dopo qualche giorno ricevo una lettera con all'interno una busta pre-affrancata e un foglio sul quale erano riportate delle istruzioni dettagliatissime su quello che avrei dovuto fare e cioè apporre sul foglio:
1) una mia foto tessera (le cui dimensioni erano perfettamente specificate nella frase "la distanza tra la linea degli occhi e la punta del mento deve essere sulla stampa compresa tra 14 e 17 mm).
2) la mia firma dentro un rettangolo.
Oltre a questo c'erano da pagare 120 kr per la fabbricazione della patente.
Silvia dotata di fotocamera digitale ha provveduto ad affettuare gli scatti fotografici tra i quali poi abbiamo scelto il migliore. Dopo aver stampato la foto in casa su carta fotografica, averla tagliata ed appiccicata ho spedito indietro il tutto. Tramite la banca ho effettuato un bonifico e non ho dovuto allegare nessuna ricevuta visto che è tutto automatico (nel bonifico viene incluso uno speciale codice che determina esattamente chi e che cosa riguarda il bonifico).
Dopo un altro paio di giorni mi arriva una lettera in cui mi si comunica che la patente sarebbe mi sarebbe stata inviata via posta e che mi sarei dovuto presentare all'ufficio postale con apposito documento di riconoscimento (la mia nuova carta d'identità svedese).
Un altro paio di giorni ed ecco che arriva la lettera con la richiesta di ritiro. Questo è il risultato, la mia nuova patente svedese.

Che dire? Non so come sia quella italiana di plastica (io avevo ancora la pezzetta di tessuto rosa...) ma questa è veramente bella con tutti quegli ologrammi sul davanti e dietro e soprattutto vale come documento di identità vero e proprio. In pochi giorni da quando ho restituito la mia vecchia pezzetta rosa, ho avuto il ricambio indietro e con la validità prolungata di altri 10 anni... adesso fino al 4 dicembre 2019 non ci devo più pensare.

sabato 12 dicembre 2009

Tutto sulla neve in Svezia

Il Servizio Meteorologico Svedese che in svedese viene abbreviato come SMHI (pronunciato "esemoi") ha una grande tradizione nello studio della neve nel paese. Analizzando un po' di dati disponibili sono riuscito a farmi un'idea un po' più precisa del fenomeno della neve in Svezia che in questo post cercherò di spiegare a tutti. Spero così di soddisfare i desideri di tanti, soprattutto di quelli che pensano che la Svezia, essendo un paese scandinavo, deve essere un "posto nevoso" per forza di cose.
Come tutti sanno il territorio della Svezia è estremamente vasto; tanto che rendere l'idea Malmö è distante da Kiruna 1.850 km e ci vogliono quasi 24 ore di macchina per coprire l'intera distanza da nord a sud. Per passare invece da ovest ad est, ossia da Göteborg a Stoccolma occorre stare in auto per 5-6 ore percorrendo quasi 500 km. Questa enorme vastità del territorio svedese implica ovviamente che il clima sia ben diverso nel sud e nel nord del paese, soprattutto per quello che riguarda il freddo e la neve.
Ma concentriamoci sulla neve. Quelle che esporrò sono considerazioni che arrivano dall'analisi di 30 anni di dati, quindi rappresentano una situazione media. Ovviamente, come ben diceva un mio collega quando qualche giornalista lo intervistava, la media è fatta di fluttuazioni al di sopra e al di sotto di questo valor medio; quindi è lecito aspettarsi dei comportamenti che di anno in anno saranno diversi da quanto rappresentato dalla media.
Il nord del paese, chiamato Norrland, vede la prima neve già ad ottobre (le regioni più a nord e le montagne dell'ovest già ad inizio mese) mentre nel sud della Svezia (Götaland) occorre aspettare la fine di novembre o l'inizio di dicembre per vedere i primi fiocchi bianchi. Ovviamente c'è da ricordare che tutte le zone costiere subiscono un ritardo per l'azione mitigatrice che il mare ha in autunno.

Per quanto riguarda invece l'ultima nevicata di primavera questa non va oltre la metà-fine di marzo per l'estremo sud mentre qui da noi ed a Stoccolma il paesaggio si potrebbe imbiancare fino agli inizi o metà aprile. Discorso diverso per il Grande Nord dove l'ultima neve può tranquillamente cadere durante tutto il mese di maggio.
Ma quanto neve cade al massimo durante un tipico inverno svedese? Dai 20 ai 40 centimetri nella parte meridionale fino alla capitale, dai 40 ai 70 cm nella parte centrale (lo Svealand) con massimi di 120-130 cm sulle montagne a confine con la Norvegia e dai 70 ai 90 cm nel nord con massimi sempre di poco superiori al metro sulle montagne occidentali (vedi mappa sopra).

Se paragoniamo la neve che cade sulle montagne svedesi con quella che cade sulle Alpi, i quantitativi qui sono ben inferiori (la foto sopra è stata fatta lo scorso inverso in Alta Badia !). Ma per le zone di pianura ovviamente il discorso è ben diverso ed è per questo che i pneumatici invernali o le gomme con i chiodi diventano obbligatorie dal mese di dicembre. Tuttavia quello che è rilevante è il numero di giorni con la neve al suolo.
Nel sud la neve sta al suolo da uno a tre mesi (qui da noi mediamente siamo sui 90 giorni), nel terzo centrale del paese (da Stoccolma ad Umeå per intenderci) da 3 a 5 mesi e nel grande nord sei mesi tutti bianchi non li toglie nessuno !

Ma vediamo adesso di parlare un po' di dicembre visto che questo è il mese in corso. A metà dicembre la parte più a sud della Svezia vede mediamente meno di 10 cm di neve al suolo un anno su tre o quattro; a Norrköping stessi quantitativi ma un anno si e un anno no e a Stoccolma la probabilità di vedere di avere la neve al suolo prima di Natale è solo poco più alta (60%). Lo Svealand (la parte centrale del paese) ha una buona probabilità (80-90%) di avere dai 10 ai 20 centimetri di neve, mentre nel nord 30 centimetri di neve sono cosa praticamente certa (vedi mappa sopra, in rosso la percentuale).
E quest'anno come sarà? Mancano ormai un paio di giorni a metà mese, le temperature sono finalmente calate e la neve è in arrivo, bisognerà solo capire quanta sarà... intanto spero di aver soddisfatto diverse curiosità !

venerdì 11 dicembre 2009

Una città piena di luci

La città di Norrköping ha una grande tradizione per l'illuminazione cittadina nel periodo natalizio. Durante gli ultimi weekend sono state accese, una dopo l'altra, le lampade a forma di fiamma di candela poste sulla sommità di vecchie ciminiere della Värmekyrkan. In pratica un enorme candelabro dell'Avvento visto che le ciminiere sono quattro e le luci vengono accese in sequenza una ogni domenica.

Si tratta del decimo anniversario durante il quale queste luci si accendono nel buio dell'inverno. Le luci di Natale vedono nella città di Norrköping oltre 100 installazioni cittadine con 400.000 punti luce e costano alla città 1,2 milioni di corone (120.000 euro circa) in manutenzione, allestimento, disallestimento ed elettricità. Per l'amministrazione comunale sono soldi ben spesi perché a beneficiarne sono, come sempre, i cittadini che vedono la propria città divenire calda ed accogliente nel buio dell'inverno. Ma è anche una questione di sicurezza visto che grazie all'illuminazione straordinaria vengono illuminati punti della città che solitamente sono più bui.

Girando per la città a piedi o in auto si può godere quindi dello spettacolo delle luci di Natale. Le cascate sul fiume Motala al calar del buio si illuminano di tutti i colori dal giallo, al verde fino al blu profondo, mentre alle finestre di tutti gli edifici pubblici o privati che siano, fanno sfoggia di sé decorazioni luminose di vario tipo. Molti sono anche gli abeti di Natale con le relative luci, ma ancor più belli sono quegli alberi che, ormai privi di foglie, vengono addobbati con le luci che corrono lungo tutti i rami più grossi. Ed oggi ho visto qualcosa di veramente carino. Nell'aiuola spartitraffico di uno dei ponti della città, hanno sistemato delle piccole zolle di terra sulle quali è stato poi adagiato un tappeto di micro luci bianche-azzurre sul quale si ergono degli angeli stilizzati. Il tutto ha un effetto veramente bello a vedersi.

La città ormai è pronta per l'arrivo del Natale e devo dire che quest'anno finalmente ne sento veramente l'atmosfera, cosa che negli ultimi anni non ci succedeva più proprio perché durante le feste ed anche il giorno di Natale eravamo impegnati a lavorare con i turni o io al Centro Meteo o la Silvia all'ospedale... ma quest'anno è diverso e finalmente avremo la possibilità di goderci tutte le feste prima con i nostri genitori che verranno a trovarci prossimamente e poi con amici di vecchia data che hanno deciso di passare l'ultimo dell'anno a Norrköping.
Quello che ancora manca, ma ormai è questione di pochi giorni, è la neve e sembra proprio che quest'anno non mancherà !

Svelato il mistero del telefono nel buco

E' giunta l'ora di svelare il mistero connesso con il quiz del weekend scorso. Come sicuramente vi ricorderete si trattava di indovinare cosa il piccolo Rocket era riuscito a combinare. Ebbene la foto nel post (che ho linkato qui sopra) immortala un telefono Nokia (un modello datato come qualcuno aveva giustamente osservato) all'interno del... udite udite... subwoofer dell'impianto home cinema. La fotografia riprende appunto la parte superiore della cassa acustica dove all'interno si scorge il telefono illuminato da una piccola torcia.
Dopo qualche attimo di panico controllato, visto che era impossibile sguarattare (scuotere energicamente) il subwoofer dato che pesava un accidente e che c'era pure il rischio di danneggiare la membrana sul fondo, abbiamo optato per una soluzione più intelligente. Un supporto flessibile al quale abbiamo attaccato un pezzo di scotch adesivo di quello da pacchi con la parte appiccicosa verso l'esterno e disponibile per "l'aggancio". Una volta inserito l'attrezzo è stato sufficiente premerlo sul telefono e magicamente siamo riusciti ad issarlo fuori dal buco !
Chissà quale sarà la prossima sfida alla quale il piccolo "guastatore" ci sottoporrà !

giovedì 10 dicembre 2009

Burocrazia italiana che delizia - parte 2

Con la giornata di oggi è iniziato il processo che, speriamo, ci porterà entrambi all'iscrizione di un corso universitario qui in Svezia. La richiesta di iscrizione di per sè non è per nulla complicata, e viene inviata in modo telematico attraverso un sito centralizzato che serve tutte le università svedesi. I documenti che vengono richiesti, anche qui, non sono nulla di speciale: si tratta semplicemente del diploma di maturità e del certificato di laurea con esami e crediti universitari mentre il risultato del TOEFL viene spedito automaticamente. Il tutto non costa assolutamente nulla, e la cosa ormai ci sembra abbastanza normale. 
Non avevamo fatto i conti con la burocrazia italiana, però (anche se temevamo il momento in cui avremmo dovuto affrontarla) !
Per questioni connesse al riconoscimento dell'abilitazione professionale, io mi ero già premunita prima di partire dall'Italia di un bel numero di tali certificati, mentre Gabriele ha bisogno di un banale certificato di laurea che riporti i crediti universitari, possibilmente in inglese (mah ?).
Decidiamo stamattina di telefonare alla segreteria studenti dell'università di Padova per chiedere lumi. Dopo 3 tentativi riusciamo a parlare con una gentile impiegata, che ci dirotta su una pagina web dedicata al servizio, dove è presente un numero di telefono o, in alternativa un indirizzo email. Ok, procediamo: il numero di telefono è in realtà un fax, quindi decidiamo di tentare la strada della mail, che tuttavia torna indietro ("bad address": eppure ricontrolliamo, era scritto giusto).
Richiamiamo il primo numero, che suona a vuoto per un bel po', e dopo 3 altri tentativi riusciamo a parlare con una seconda persona che ci fornisce le seguenti informazioni: 
- il numero indicato e corrispondente al servizio certificazioni è solo un fax (ma allora, perchè scrivete "telefono" ??)
- dell'indirizzo email non funzionante non ha la più pallida idea
- per richiedere il certificato di cui abbiamo bisogno, dobbiamo mandare un fax al numero di cui sopra (ok...), una copia del documento di identità (ok...) e - udite udite ! - una marca da bollo da 14,62 euro se il certificato viene usato all'estero ! Eh certo, come se fosse possibile acquistare una marca da bollo in Svezia !!! 
- ovviamente il certificato viene emesso in italiano (d'accordo, le nostre speranze di poterlo avere in inglese erano davvero utopistiche...) quindi dovremo farlo tradurre.

Conclusione della faccenda (tra telefonate e attese varie, il tempo perso ammonta a 2 ore, quasi quasi facevo prima a prendere la Ryanair in giornata): assodato che trovandoci fisicamente in Svezia non riusciremmo ad avere il fantomatico certificato uso estero e che dovremmo sfruttare la pazienza di qualche genitore volonteroso munito di delega e marca da bollo nel borsello (e già qui, vi sembra normale ?), abbiamo deciso che richiederemo ugualmente il certificato via fax, e appositamente ci dimenticheremo di dichiarare che il certificato andrà tradotto e usato in Svezia. Ovviamente qui della marca da bollo italiana non gliene importa un fico secco, e di questo ne abbiamo già avuto la prova qualche mese fa (dopo furente discussione sempre alle segreterie universitarie a Padova).
Insomma, siamo nell'Unione Europea: se la marca da bollo non serve per l'uso in Italia, perchè dovrebbe servire in un altro stato dell'EU che oltretutto ne ignora l'esistenza ?
O che sia il caso che i nostri amici che ci vengono a trovare dall'Italia, oltre a portarci scorte di sopressa e culatello, ci portino anche qualche marca da bollo di riserva ?

mercoledì 9 dicembre 2009

La burocrazia italiana colpisce ancora

Ho riflettuto prima di scrivere questo post. Soprattutto sul fatto se avrei dovuto scriverlo oppure no... il rammarico e l'amarezza però non mi hanno permesso di tacere e quindi ecco a voi l'ennesima brutta storia creata dalla burocrazia italiana...
Circa un anno fa venni a sapere che la pubblica amministrazione per la quale lavoravo in Italia aveva provveduto a cambiare tutta una serie di computer ai propri dipendenti. I computer più obsoleti sarebbero stati dismessi, ossia non più utilizzati per alcuno scopo e sarebbero finiti ammucchiati uno sull'altro dentro uno scantinato.
I computer erano tuttavia perfettamente funzionanti e così iniziai a darmi da fare per ottenere il seguente risultato: spedire una decina di computer in una missione in Tanzania per il tramite della mia parrocchia di origine in Friuli. Già in passato avevamo avuto l'occasione di realizzare qualcosa per una scuola in costruzione nel paese di Same e così questa sarebbe stata una buona occasione per dotare le aule anche di un po' di tecnologia; come spesso succede quello che da noi viene buttato, altrove può essere utilizzato proficuamente.

Così, settimana dopo settimana, convinsi i vari responsabili a destinare i computer a questo scopo. I passaggi da fare però sarebbero stati nell'ordine: formattare i computer eliminandone tutto il contenuto, recuperare tastiere mouse e monitor, dismettere il tutto dall'inventario della pubblica amministrazione, destinare ufficialmente il materiale alla parrocchia ed infine organizzare il trasporto da Padova in Friuli.
Passo dopo passo, andando a rompere le scatole giorno dopo giorno ai vari interessati, riuscimmo finalmente a fare i primi passi, finché un giorno, in fretta e furia mi venne richiesto di far pervenire alla mia amministrazione una lettera super-urgente da parte della parrocchia con la richiesta ufficiale dei computer con la destinazione alla missione in Tanzania. In poche ore quel giorno riuscii a far arrivare in segreteria il fax firmato perché sembrava che da un giorno all'altro tutto sarebbe stato pronto.
Dal quel fax sono passati diversi mesi, intanto noi avevamo preso la via della Svezia e di tanto in tanto via email mi rifacevo vivo con i vari interessati al fine di conoscere lo stato di avanzamento della pratica. A luglio il lavoro tecnico sui computer era stato terminato, tanto che qualche tempo dopo mi chiesero di organizzare il trasporto e così feci. Un camioncino degli alpini una mattina di settembre stava per partire alla volta di Padova quando mi arrivò in fretta e furia il contrordine di fermare il camion perché bisognava avere un nulla osta da parte della "Sede Centrale".
Ma come? Dopo sei mesi di tira e molla sta per arrivare il camion e mi si dice che serve un ulteriore parere? Vabbé, tanto è una questione di pochi giorni mi viene detto, perché "una specifica commissione" si sarebbe riunire alla fine del mese di settembre. E così è stato, ma da allora non ebbi più notizia alcuna. Ogni tanto mi rifacevo vivo alla ricerca di qualche novità ma mi è sempre stato detto di aver fiducia che presto il tutto si sarebbe risolto.
Stamattina controllo la posta dell'ufficio (cosa che faccio di routine una volta alla settimana per eliminare più che altro lo spam) e mi trovo una mail con oggetto: "Verbale della commissione di valutazione...". Bene dico, finalmente ci siamo... apro la mail e cosa mi ritrovo?
Cito parte del testo del burocrate di turno: "... alla luce di valutazioni sulla scorta della normativa vigente (DPR 254/2002), non è purtroppo possibile autorizzare la cessione gratuita di beni dismessi ad una Parrocchia".
Ma mi state prendendo per il culo? "Alla luce di valutazioni sulla scorta"... non ci posso credere... e adesso chi glielo dice a quelli che aspettano i computer da mettere sul primo container che partirà alla volta dell'Africa? Otto computer che non servono a nessuno, che sono stati dismessi e che potrebbero far felici più di qualcuno rimarranno inutilizzati o ancor peggio portati alla discarica... e magari qualcuno dovrà anche pagare il conto per il loro smaltimento...
Complimenti davvero burocrazia italiana, oggi nei hai combinata un'altra delle tue ! Questo non non è altro che il risultato dell'improvvisazione che regna sovrana... in dieci anni non c'è mai stata una cosa che era sicura o un qualcuno che sapesse veramente come stavano le cose, che fosse in grado di conoscere cosa sarebbe successo il giorno dopo, o un regolamento, una legge, un concorso che fosse uguale per tutti. Pensavo che almeno su questa cosa cosa tutto sarebbe filato liscio, ma anche oggi la delusione e l'incazzatura è stata grande.
Chiudo queste mie righe ringraziando comunque i colleghi che in tutti questi mesi si sono resi disponibili a collaborare nel perseguimento di questa storia orami impossibile.

martedì 8 dicembre 2009

Che arrivi la neve?

Con poco più di 15 giorni che ci separano ancora da Natale, la neve qui a Norrköping ancora non si è vista. O meglio si è vista per un giorno ma senza dare luogo ad accumuli al suolo. Poi abbiamo avuto un paio di giorni di brina con paesaggi che si sono cristallizzati di bianco, ma ora è tempo che l'inverno si dia una mossa.
Novembre ha chiuso su livelli alti, nel senso che le temperature si sono mantenute per gran parte del mese sopra la media e pochissime sono state le giornate sotto zero. Oggi dando un'occhiata alle mappe meteorologiche previste per la settimana, sembra che finalmente qualcosa si muova all'orizzonte. Vediamo di spiegarci meglio.

A metà settimana un cuneo di alta pressione dovrebbe stabilirsi sull'Europa occidentale spingendosi dalla Spagna fino oltre la Scozia. Un'area di bassa pressione ricolma di aria fredda invece si andrà rafforzandosi sulla Russia occidentale e sui paesi dell'Europa orientale ad essa confinanti. La Scandinavia si troverà quindi sul bordo di questi due sistemi con correnti settentrionali che nel weekend dovrebbero portarci aria gelida direttamente dal Polo.

Le temperature quindi sono destinate a calare decisamente sotto lo zero e dovrebbe quindi anche fare la comparsa la neve; staremo a vedere nei prossimi giorni se questo trend verrà confermato oppure no. Potrebbe essere un buon passo verso un Natale imbiancato.
A sentire i "locals", non sono stati molti gli inverni che hanno visto un "Bianco Natale" da queste parti e chissà che questa sia la volta buona; sarebbe proprio una bella sorpresa per il nostro primo Natale in terra svedese.

lunedì 7 dicembre 2009

Regole igieniche

Quando lavoravo in Italia, ricordo molto bene che, a parte il camice d´ordinanza, non c´erano particolari altre regole da rispettare, in fatto d´abbigliamento, da parte del personale sanitario. Ovvero: si vedevano colleghi che sotto al camice portavano giacca e cravatta, altri jeans e maglietta, molti le scarpe fighette anche durante il giro pazienti in reparto. Ovviamente, le stesse scarpe con cui erano arrivati da casa propria. Il fatto di portare gli zoccoli, o una tutina da ospedale, era molto facoltativo.
Qui invece le regole in fatto d´abbigliamento, e soprattutto in fatto di "accessori", sono molto ma molto piu´ restrittive. E questo allo duplice scopo di non portare in ospedale i batteri di casa, e di non portarsi a casa quelli dei pazienti. E cosi´ siamo tutti vestiti di una simpatica tutina bianca (casacca + pantaloni) che si cambia ogni giorno, e ai piedi abbiamo zoccoli o semplicemente ciabattone destinati al solo uso ospedaliero. Vietato l´uso delle maniche lunghe (a cui i germi malefici si attaccano), e per fortuna che dentro e´ abbastanza ben riscaldato ! Vietato portare anelli (neanche la fede !), braccialetti, orologi al polso (i batteri si attaccano anche a quelli). Mai stringere la mano al paziente o ai parenti: cosi´ si limita il diffondersi dei germi (a me questa cosa fa ancora un po´ strano, ma cosi´ sia...). E tutto questo viene costantemente ricordato da una quantita´ incredibile di cartelli appesi un po´ dappertutto, e da numerose statistiche che enumerano in che percentuale i controlli hanno "beccato" il personale a non rispettare le suddette regole.
Non so in che misura il tutto prevenga il diffondersi delle infezioni, ma il ragionamento che supporta queste misure mi sembra corretto. Che sia il caso che anche in Italia si inizi ad introdurre qualche regola del genere ?

sabato 5 dicembre 2009

Quiz del weekend

Oggi vi proponiamo un quiz con due domande. Ecco come mi è venuta l'idea di sottoporre a voi lettori questa simpatica iniziativa.
Ieri sera Rocket (il piccolo Riccardo), nel suo ruolo di guastatore (vedi post di Marco qui), è riuscito a sottoporre il sottoscritto e suo papà ad una prova di destrezza ed intelligenza.

Luogo dell'operazione: casa nostra.
Descrizione: la foto rappresenta il risultato dell'operazione di Rocket.

E adesso tocca a voi dare le risposte alle seguenti domande:
1) di cosa si tratta?
2) come è stata risolta la situazione?

Si attendono proposte e soluzioni, buon divertimento !

venerdì 4 dicembre 2009

Full-immersion di inglese

La nostra iper-attività non ci lascia tregua e ci fa sempre guardare avanti alla ricerca di qualcosa di nuovo, di interessante, di stimolante dove sperimentare le nostre menti... e così, da quando siamo tornati dagli States, la nostra passione per lo spazio e le tematiche scientifiche ha ritrovato nuovo vigore.
Ci siamo quindi chiesti: visto che l'istruzione in Svezia è gratuita a tutti i livelli, perché non vedere di trovare un bel corso universitario (e non) da seguire, magari d'estate, magari scegliendo anche tra le tantissime offerte di "distant learning", ossia di corsi via internet dove non è richiesta la presenza in aula.
Nel mio caso (visto che Silvia è già impegnata a tempo pieno con l'ospedale), potrei anche tentare la via di un master post universitario, perché no anche qui in città a Norrköping, in fin dei conti la sede è ad un tiro di schioppo da dove abitiamo. Ovviamente l'attenzione e la ricerca deve essere limitata ai corsi in lingua inglese, perché il mio svedese è a livello base per ora. L'unico "ostacolo" da superare, che ora rappresenta la nostra prossima meta, è il TOEFL.

Per coloro che non sapessero cos'è il TOEFL (Test of English as a Foreign Language) è un esame atto a valutare le capacità linguistiche di studenti non di madrelingua inglese che è richiesto da college, università, agenzie governative ed anche aziende. Esiste un punteggio minimo che deve essere superato per risultare idonei, punteggio che deve essere raggiunto con lo svolgimento di quattro prove distinte che valutano la capacità di comprendere un testo scritto (Reading), di capire delle conversazioni (Listening), di esprimere opinioni oralmente (Speaking) ed infine di scrivere un testo correttamente (Writing).
Il TOEFL in versione iBT (Internet Base Test) non è una passeggiata e richiede un po' di preparazione, visto che tutto è perfettamente schedulato da una tempistica molto rigida. Ci sono prove che valutano anche le varie capacità in maniera integrata (reading-listening-speaking). Faccio solo un esempio: dopo aver letto in un minuto un testo ed ascoltato in cuffia una persona esprimere un parere personale, si ha a disposizione 15 secondi per riflettere e 45 secondi per esprimere il proprio punto di vista.
Non serve quindi solo "studiare l'inglese" ma anche capire le dinamiche del test per risultare a proprio agio il giorno del test e non sprecare così tempo prezioso nella comprensione di quello che deve essere fatto.
Quindi l'obiettivo è fissato: abbiamo prenotato il test per un sabato prima di Natale a Stoccolma, ora inizia la fase di full-immersion in inglese (e come se non bastasse devo tenermi comunque allenato nel mio svedese basico).
Oltre ai vari test che si possono trovare su internet abbiamo deciso per le prossime due settimane di provare a parlare in casa inglese e svedese (cercando di limitare l'italiano alle situazione di emergenza). La TV poi è un'altra preziosa fonte di esercizi visto che la maggior parte dei canali è in inglese...

giovedì 3 dicembre 2009

Banche & co.

Chi ha una simpatia per banche ed affini alzi la mano. La sottoscritta, da quando aprì un conto presso una delle maggiori banche italiane nel lontano 2004, le ha sempre odiate. Lunghissimi contratti impossibili da leggere e comprendere appieno, pieni di clausole capestro, costi nascosti (alla faccia dell'iniziativa "Trasparenza bancaria" pubblicizzata da innumerevoli volantini), tant'è che anche conti a "costo zero" vengono a pesare sul bilancio annuale con più di qualche decina di euro alla fine della festa. 

Ebbene, quando siamo venuti in Svezia mi aspettavo la stessa cosa, e un po' mi scocciava dover aprire un conto in banca anche qui. Eppure mi sono dovuta ricredere almeno un po'. Non che adesso la mia opinione delle banche sia cambiata dal giorno alla notte, ma almeno non sono così negativa come prima. 
Anche qui certamente si firma un contratto di apertura conto, che è però sensibilmente meno lungo di quello italiano, e abbastanza comprensibile. Ma la vera differenza sono i costi. La nostra banca, che abbiamo scelto grazie anche a consigli dei nostri amici svedesi, e che è una delle poche banche svedesi abbastanza "solide" e non impelagate con investimenti nei Paesi del Baltico, offre un conto che  è veramente a "costo zero". Zero corone per aprirlo, zero corone mensili, zero corone di chiusura (e fin qui tutto ok) ma anche zero corone per i bolli. E ancora: voglio pagare qualcosa (luce, affitto, altro) su internet ? L'addebito automatico sul conto è zero (e fin qui tutto normale) ma è anche zero il costo se voglio pagare un bollettino. Se penso alla fila alle Poste, e di quell'euro o poco più che viene caricato su ogni pagamento, mi viene quasi male ... 
Voglio mandare dei soldi in Italia ? 1 euro è il costo. Voglio fare la stessa cosa dall'Italia alla Svezia ? L'ultima volta mi è venuto un infarto: 20 euro di commissione, per una transazione online (niente di diverso, dunque) di neanche 100 euro. Ma non siamo sempre nell'EU ?
E poi la sicurezza online. In Italia c'è il codice di accesso, e la password. Poi per compiere operazioni di non particolare complessità bisogna aggiungere un'altra password che sta scritta su una tesserina tipo gratta-e-vinci, o alternativamente in un "token" elettronico (che nervoso quando cambia sotto i vostri occhi, e non si sa più se bisogna mettere la prima o la seconda...). 
Qui è tutto molto semplice: si installa sul computer un certificato elettronico detto e-legitimation, e basta una sola password (ottimo per gli smemorati) per entrare nel conto e per effettuare ogni tipo di operazione. Ovviamente lo si può fare solo dal computer dove il certificato elettronico è installato, e questo a mio parere è una cosa abbastanza sicura. 
Ma la e-legitimation (per chi è curioso: www.e-legitimation.se), rilasciata dalla banca, serve anche a molte altre cose: a stampare dalla propria stampante certificati anagrafici di ogni tipo, ad entrare nelle proprie pagine della Försäkringskassan dove si può calcolare in modo personalizzato quanti giorni si hanno e quanto si percepisce in caso di licenza di maternità/parternità (e dove nonchè si può anche far richiesta di pensione, e molto altro...), ad aprire un'azienda (anche una s.p.a.), a fare la dichiarazione dei redditi online...
Insomma si perde molto ma molto meno tempo per fare cose che in effetti sono banali. E quello che più importa, oltre a non perdere tempo e denaro, non si perde la pazienza !

mercoledì 2 dicembre 2009

Che brinata !

Eccoci arrivati finalmente all'inverno svedese. Ieri pomeriggio con il cielo sereno e le previsioni che prevedevano per la notte le temperature in brusco calo c'era da aspettarselo. E così è stato. Ieri sera il termometro sul terrazzo esposto a sud prima di andare a dormire era in territorio negativo ed al risveglio stamattina lo spettacolo è stato garantito.
Una bella brinata ha coperto di bianco tutto il paesaggio. Durante le ore più calde della mattinata, con il termometro intorno ai 0-1°C gran parte del paesaggio è rimasto intatto, specialmente nelle parti in ombra che in questa stagione con il sole basso sull'orizzonte abbondano.
Prima di pranzo ho deciso di accompagnare Marco a prendere "Rocket" (il pupo) all'asilo nido; Rocket è il nome di battaglia di Riccardo. Da quando abbiamo iniziato ad usare delle comodissime radio portatili per comunicare tra di noi, ognuno ha ora un proprio nome di battaglia. La Silvia è "My Star", io sono "G-Force", Marco è "Foxtrot"... manca solo la Giulia. Quella della radio portatile è stata una trovata veramente geniale che ci permette di tenerci in contatto senza dover per forza di cose utilizzare il telefono, Skype o i segnali di fumo (visto che abitiamo gli uni di fronte agli altri).

Durante la passeggiata di mezz'ora che separa casa nostra dal nido, ho potuto godermi ancor di più gli effetti della brinata. Il cielo blu, il sole basso con la sua luce calda tipica di quando l'illuminazione è quasi radente, il bianco nei prati di erba e dappertutto intorno a noi, hanno reso il tutto molo piacevole. Purtroppo non avevo con me la fotocamera ma ad ogni modo sono riuscito ad immortalare un paio di scorci con il telefono.

C'è comunque da dire che i passeggini delle mamme svedesi hanno un particolare che li rende particolarmente adatti alle giornate come queste ma soprattutto alle giornate in cui in futuro ci sarà la neve al suolo: gomme quasi da fuoristrada, grosse ed alte, altro che le nostre gomme lisce tipo "slick" da Formula 1 !

domenica 29 novembre 2009

Monopattini in ospedale ?

La prima volta che ho visto un monopattino in ospedale è stato qualche mese fa: era parcheggiato in un angolo all'entrata di un reparto, e lì per lì ho pensato che appartenesse al figlio di qualche paziente, o di qualcuno che lì lavorava. Poi, in un altro reparto, ne ho visto un altro, e poi un altro ancora... ma il vero uso dell'oggetto in questione restava ancora oscuro. 
Finalmente l'altra notte, in un'occasione a dire il vero poco lieta, l'ho visto in azione, e lo scopo della sua presenza mi si è subito chiarito: quando l'emergenza chiama, anzichè affannarsi di corsa per lunghi corridoi a rischio di arrivare più morti che vivi, perchè non dotarsi di due ruote ? E così ho visto per la prima volta un anestesista, tra l'altro dai capelli bianchi, sfrecciare quasi spensierato verso dove c'era bisogno di lui, mentre io e il mio collega arrivavamo con il fiatone correndo. 
Pratica soluzione a banale problema. Come molte cose qui.

La prima domenica di Avvento

Eccoci alla prima domenica di Avvento.
Novembre è volato (specie per noi che siamo fuggiti al caldo) e così siamo arrivati alle porte di Dicembre, uno dei mesi più belli da vivere in Svezia. Oggi è la prima domenica di Avvento e questo rappresenta un vero e proprio evento per gli svedesi. Infatti con oggi (o meglio con l'inizio del weekend e quindi già con la giornata di ieri sabato) la tradizione del periodo natalizio prende avvio.
Anche noi non ci siamo fatti scappare quindi l'occasione per fare un giro in centro per visitare un paio di Julmarknader (mercatini di Natale) ed iniziare ad ammirare lo spettacolo delle luci cittadine. Così in compagnia di Felicia del B&B Västra Station e dei nuovi arrivati (Giulia, Marco e Riki) abbiamo curiosato tra le bancarelle allestite all'interno di due edifici storici della città, il Museo della città e la Värmekyrka. Erano presenti in abbondanza addobbi tipici in stoffa, legno ed altri materiali naturali, dolcetti fatti con varie spezie, salumi tipici che si consumano a Natale, luci e candele, ecc.
Dovete sapere che il primo fine settimana di Avvento è tradizione accendere la prima delle quattro candele dell'Avvento. In tutte le famiglie infatti ha un posto di rilievo l'Adventsljusstake ossia il "candelabro dell'Avvento", una tradizione nata in Svezia nei anni '20 e '30. Tradizionalmente si tratta di un semplice candelabro in legno con quattro candele che possono essere bianche o rosse. Accendendo, domenica dopo domenica una candela dopo l'altra, ed a Natale, le candele del candelabro consumatesi in maniera diversa, formeranno una caratteristica "trappa" ossia una scala.
Altri tipi di candelabri vedono la presenza di cinque luci e sono a forma di albero di Natale: la quinta luce è riservata appunto per il giorno di Natale. Questi sono più vicini infatti alla concezione moderna ed elettrica dell'Adventljusstake nata nel 1934. Si tratta di un candelabro generalmente in legno con sette lampade a forma di candela e disposte a forma di piramide.

La tradizione prevede che questi candelabri moderni vengano messi alle finestre; così da questo fine settimana tutt'intorno a noi è stato un fiorire di luci alle finestre, uno spettacolo nello spettacolo. Anche noi abbiamo deciso di acquistarne uno da sistemare sulla finestra di fronte a quella dove trova posto la stella appesa (di questa parleremo un'altra volta).
Ma oggi è anche arrivato il momento di ridare vita al nostro Presepe e al nostro "particolare" albero di Natale. Infatti, quando quest'estate abbiamo traslocato dall'Italia, nelle auto non abbiamo non trovare posto per un paio di scatole a cui siamo tanto affezionati e che contengono appunto il nostro piccolo alberello in legno ed il Presepe. Al prossimo post per la loro presentazione ufficiale.

venerdì 27 novembre 2009

Badminton: il debutto

Ieri sera è arrivato finalmente il momento di provare un nuovo sport che da quando avevamo iniziato a giocare a tennis ci incuriosiva parecchio. Infatti, presso il circolo dove giochiamo una volta alla settimana a tennis, oltre ad otto campi da tennis coperti ci sono anche dodici campi da badminton che vedono sempre diversi praticanti all'opera.
L'occasione è arrivata quando Silvia, durante uno dei suoi turni notturni in ospedale, ha avuto occasione di parlare con una collega di origine cinese, ma svedese di nascita, che da poche settimane aveva iniziato a provare questo sport. Così ci siamo decisi a provare anche noi.
La cosa più bella è che chi vuole avvicinarsi a questo sport ha la possibilità di provare (gratis) per alcune volte con a disposizione anche un maestro che ti spiega i movimenti principali e come funziona il gioco. Poi quando hai familiarizzato, puoi decidere se fa per te e quindi entrare nel club e continuare con i corsi oppure abbandonare.

Ieri sera abbiamo avuto la nostra prima lezione, assieme ad altre sei persone che avevano già iniziato qualche mese fa. E' stato bello, anche se all'inizio è stato un po' spiazzante. Infatti abituati a come siamo ai movimenti del tennis, non è facile all'inizio capire come fare. Poi con l'aiuto del trainer siamo riusciti a venirne a capo ed abbiamo iniziato a divertirci.
Per chi non sapesse cos'è questo sport, sappiate che in Italia il badminton è conosciuto anche come "volano". Citando da Wikipedia: è uno degli sport più praticati al mondo (155 nazioni aderiscono alla International Badminton Federation). E' lo sport di racchetta più veloce, infatti uno smash può raggiungere anche i 300km/h. Il gioco consiste nel colpire al volo con una racchetta il volano facendolo oltrepassare la rete. Per giocare a badminton servono muscoli, prestanza fisica e preparazione mentale. L'effetto è spettacolare con scambi molto rapidi, cambiamenti di fronte e movimentati recuperi.

In effetti i movimenti delle gambe e del braccio sono molto diversi da quelli a cui eravamo abituati fare a tennis, tuttavia il fatto di saper giocare a tennis ci ha aiutato non poco e così già dopo un'oretta abbiamo iniziato a fare degli scambi un po' più prolungati. C'è anche da dire che ci si muove e si consuma molto di più del tennis...
Giovedì prossimo seconda lezione e così sarà fino a Natale, tutto gratis. Non male vero?

mercoledì 25 novembre 2009

Lavori in casa, nuvole fuori

Eccoci di nuovo alla routine di tutti i giorni. Il sole della Florida è ormai un piacevole, seppure molte recente ricordo. Tuttavia il pensare a come deve essere laggiù d'estate (caldo infernale ed umidità alta) mi fa preferire quei lidi solo in questa stagione. Alla fine delle nostre due settimane di vacanze americane, sentivamo proprio il desiderio di tornare a casa, nella nostra casetta svedese.
La fuga autunnale si è dimostrata molto tattica, perché come da copione, il tempo qui in Svezia durante il mese di novembre non è stato proprio dei migliori. Anzi le giornate di sole si sono potute contare sulle dita di una mano. La neve è caduta per qualche ora e nulla di più, per il resto molte nuvole e tante giornate con qualche goccia di pioggia ma con temperature che sono state molto miti (non troppo differenti da quelle presenti nell'Italia del nord).

Alla fine non mi lamento, perché devo dire che anche questo tipo di tempo ha il suo fascino. Specie quando, durante il giorno, il sole fa capolino tra le nuvole (come in questo momento) e dona al paesaggio una luce strana, calda e piacevole che proviene dalla sua bassa altezza sull'orizzonte. Devo dire che almeno qui non dobbiamo "sorbirci" la nebbia che per molte giornate avvolgeva completamente i nostri Colli Euganei ed il Veneto intero. Infatti anche stamattina guardando le immagini da satellite la Pianura Padana sembra immersa nelle nuvole e nella nebbia (vedi immagine Meteosat delle ore 13 sopra)...

Ora, dopo aver riassorbito completamente il jet-leg da viaggio, c'è finalmente il tempo per sistemare in casa alcuni "pezzi" che ci siamo portati indietro dagli States in ricordo della nostra vacanza americana. E così, "Eco" il geco l'ultimo animaletto entrato in casa nostra, ha trovato subito posto in soggiorno di fronte a "Capitan America".

Il prossimo passo è scegliere tra le migliaia di fotografie che abbiamo dei nostri viaggi alcune delle migliori ed abbellire la parete della "vardagsrum". Ma di questo ne parleremo un'altra volta ad opera compiuta.

martedì 24 novembre 2009

Italiani... davvero pressapochisti e inaffidabili ?

Finite le vacanze, oggi sono tornata al lavoro dove mi aspetta una bella settimana di notti in Pronto Soccorso. La prima è trascorsa tutto sommato tranquillamente, e ho avuto modo di scambiare pure quattro chiacchiere con il mio giovane collega - svedese - che mi affiancherà per tutta la settimana.
Si parlava di differenze culturali, di diversi modi di approccio al lavoro, e pian piano mi sono venute in mente le parole di chi commentava uno dei nostri precedenti post: "E non credete che all'estero possano pensare che gli emigranti italiani porteranno un "inquinamento" dell'ordine, visto che comunque siamo e resteremo italiani nel modo di fare e pensare?" 
Per quanto riguarda il mio ambiente lavorativo, io sono convinta di no e, cosa ancora più positivamente sorprendente, non lo pensano neppure i miei colleghi svedesi. Il perchè non è semplicemente "integrazione nell'ambiente di lavoro" ma anche trarre vantaggio dai tratti distintivi di chi proviene da culture diverse. Mi spiego meglio.
Gli italiani, di natura, sono abituati all'imprevisto, al fatto che le carte in tavola possono cambiare da un momento all'altro, all'improvvisazione e all'adattamento. Ovviamente ci sono delle differenze individuali, ma in genere chi ha vissuto più o meno a lungo in un Paese in cui le cose su cui si può fare affidamento sono pochine, rispecchia più o meno palesemente questo stereotipo.
Lo svedese medio, invece, ha una spiccata tendenza all'organizzazione, alla programmazione, ha le sue certezze incrollabili e fiducia cieca nel sistema. 
E quindi, chi sarà più adatto a lavorare in un ambiente in cui poche cose possono essere programmate, mentre l'imprevisto è la regola ? Chi avrà maggiore capacità di adattamento ? E' un dato di fatto che chi "funziona meglio" per esempio in Pronto Soccorso (e questo indipendentemente dalle capacità professionali in generale) sono gli italiani, e in generale colleghi che provengono da Paesi in cui l'improvvisazione e la capacità di far fronte efficacemente all'imprevisto sono parte integrante della cultura di un popolo. Questa ipotesi è sorretta anche da concreti dati numerici: sono uscite le statistiche sul pronto soccorso di Norrköping, e da maggio i tempi d'attesa si sono drasticamente ridotti proprio in concomitanza alla presenza in turno della sottoscritta e di alcuni altri colleghi; posso essere almeno un po' orgogliosa ? :-)
Gli svedesi, invece, "funzionano" molto bene nelle attività programmate, dove ogni cosa ha uno "slot" di tempo prefissato dal quale non si scappa, e dove la probabilità che si verifichi un imprevisto è piuttosto bassa, e si "scompensano" quando questo disgraziatamente accade.
Quindi, almeno nel mio caso, l'italiano è visto non come "quello che introduce elementi di disturbo, fa casino, arriva in ritardo e non è affidabile" ma come chi contribuisce, grazie anche al suo particolare modo di lavorare, al funzionamento del sistema.