Eccoci al secondo appuntamento dedicato al confronto tra Italia e Svezia. Più di qualche lettore ce l'ha chiesto e noi cerchiamo di accontentare un po' tutti. Ovviamente come ho già scritto nel primo confronto dedicato all'automobile, non si tratta di una visione assoluta ma delle nostre impressioni personali. I contributi e i commenti solo al solito i benvenuti.
Oggi parliamo di: abitudini la guida.
Come in tutti i paesi esiste un codice della strada scritto e delle consuetudini abituali. Cercherò di paragonare sempre quello che ho visto qui a Norrköping in questi mesi con quello che ero abituato a vedere a Padova. Premetto che a Stoccolma e a Roma le cose potrebbero essere differenti...
Regola n.1: gli "zebra crossing", ossia le strisce pedonali, non sono delle strane righe bianche disegnate chissà per quale motivo di traverso rispetto alla sede stradale, ma bensì impongono un ben preciso comportamento. Se non vi è il semaforo per l'attraversamento pedonale, la macchina qui quasi sempre si ferma e lascia passare il pedone, anche se questo era semplicemente fermo in prossimità delle strisce senza una vera e propria intenzione di attraversare. C'è un grandissimo rispetto per i pedoni e per le biciclette che ovunque possono contare sulle infinite piste ciclabili e molte volte anche su una specie di "diritto di precedenza" nell'attraversamento delle rotonde... ma anche i pedoni da parte loro anche se non ci sono "macchine in vista", spesso schiacciano il bottone ed aspettano il verde (questa è la cosa alla quale non sono ancora riuscito ad adeguarmi). E pensare che a Montegrotto Terme il sindaco ha fatto "installare" anche di bei bambini di bronzo con tanto di cartella sulle spalle in procinto di attraversare le strisce con l'intento di far rallentare le auto: l'iniziativa è lodevole e mi era piaciuta, peccato che qualcuno si era anche fregato i bambini di bronzo un paio di volte !

Regola n.2: alla guida non si beve. Ho come l'impressione che questa sia un qualcosa che viene insegnato ai bambini fin da piccoli, perché tutte le volte che siamo usciti in compagnia di amici svedesi, magari in coppia, c'era un accordo preliminare su chi doveva guidare poi la macchina al rientro e quindi con l'obbligo di rimanere sobrio. Spesso mi è anche capitato di vedere delle pubblicità progresso in TV sulla questione "Drink&Drive" che mi hanno lasciato abbastanza sorpreso !
Regola n.3: limiti di velocità. In autostrada il limite è di 110 km/h ed ovviamente non posso dire che tutti rispettino tale limite. Per la vecchia brontomacchina, il nostro Discovery del 1998, 110 km/h è una velocità perfetta, si viaggia in coppia massima... quindi per me questo limite non è un problema. Ovviamente però ho visto diverse macchine oltrepassare tale limite, ma non credo di tantissimo e soprattutto non è un'abitudine così diffusa. Quello che non ho visto sono le macchine arrivare a tutta velocità in autostrada, inchiodare ad un metro dal tuo paraurti posteriore mentre sei sulla corsia di sorpasso ed iniziare a "fare i fari" freneticamente non appena decidi di sorpassare un paio di camion in più... da quando sono qui non mi sono più arrabbiato in autostrada... e pensare che in Italia volevo installare sul posteriore della macchina una scritta luminosa a led che nel caso succitato mostrasse il messaggio "tra un secondo inchiodo !".
Altra questione invece i limiti di velocità in città. Qui non si sgarra, ed i 50 km/h e le zone a 30 km/h sono sempre rispettate anche per la questione dei pedoni e delle biciclette. In città nelle aree residenziali al posto dei dossi che non sono così numerosi come da noi, ci sono dei restringimenti, magari costruiti con delle aiuole piene di fiori, dove può passare una macchina alla volta; un modo come un altro per rallentare il traffico.
Regola n.4: qui i parcheggi sono quei posti dove c'è il segnale con la P grande su fondo blu, punto e basta. Quasi sempre sono a pagamento, magari costano veramente poco, se arrivano all'euro all'ora sono molto cari... altroché i 3,5 euro all'ora di Piazza Insurrezione a Padova. In città di parcheggi ce ne sono parecchi e grandi, trovi sempre posto. Anche per questo argomento qui non ho più lo stress da ricerca del parcheggio che mi assaliva le poche volte che dovevo andare in centro a Padova in centro per qualche necessità in automobile.
Ovviamente non penso conoscano la parola "parcheggiare in terza fila" che penso invece sia molto di moda nella grandi città come Roma. Ritengo sia una questione di spazio, densità abitativa (ma comunque Norrköping è una città di 120.000 abitanti non un "buco"), di abitudini (la gente usa molto di più la bicicletta che da noi) e di rete di mezzi pubblici diffusa ed efficiente.
Delle piste ciclabili abbiamo già parlato in un altro post. Spenderò solo due parole sulle strade. Molto spesso la riga di mezzeria delle strade extraurbane è provvista di solchi che una volta che ci vai sopra con le ruote te ne accorgi anche se stai per addormentarti ! Li trovo utili, ci sono anche da noi in qualche strada (spesso in autostrada), ma li ho visti e "sentiti" solo sulla parte esterna della carreggiata non al centro.
Un'altra cosa utile che c'è spesso qui nelle strade extraurbane che non siano le autostrade, è la terza corsia ad uno promiscuo. In pratica la terza corsia può essere utilizzata alternativamente da un senso di marcia alla volta per tratti di lunghezza variabile da qualche centinaia di metri a qualche chilometro. Ovviamente a separare i due sensi di marcia opposti c'è sempre in tal caso il guardrail. Qui è una cosa piuttosto diffusa, visto lo spazio a disposizione, e la ritengo un'ottima idea in quanto annulla lo "stress da sorpasso" in quei pochi casi che si presenta (visto lo scarso traffico generale).
Un'ultima cosa che ho notato sono l'esiguo numero di motorini e le moto che si vedono in giro. Se si fa caso nei parcheggi dei luoghi di lavoro dedicati ai mezzi diversi dalle auto, come ad esempio l'ospedale dove lavora Silvia, le biciclette sono la stra-maggioranza.