venerdì 24 gennaio 2014

C'è malattia e malattia...

Ho in passato scritto un bel po' sul sistema sanitario, e a questo proposito mi sembra interessante parlare un po' anche di come funziona il sistema della retribuzione in caso di malattia e assenza dal lavoro (sjukskrivning) visto che è piuttosto diverso dall'Italia. In questo post si parla (premessa doverosa) del "nuovo" sistema visto che qualche anno fa è stata introdotta una riforma notevole soprattutto per limitare il numero crescente di invalidità (discutibili) per malattia.

Quando una persona è malata e non può andare a lavorare, il primo giorno di assenza è definito "karensdag", ovvero non è pagato. Questo nel caso un lavoratore sia dipendente. Per i liberi professionisti, quanti karensdagar vi siano in caso di malattia lo sceglie lo stesso professionista al momento di aprire la propria attività (si può scegliere da un minimo di 1 ad un massimo di 90 giorni). Dal 2° al 14° giorno di malattia si ha diritto ad un indennizzo pari all'80% della retribuzione, che viene pagato dal datore di lavoro (in caso di lavoro dipendente) o dalla Försäkringskassan in caso di lavoro autonomo (in questo caso l'indennità di malattia è l'80% del reddito dichiarato, motivo in più per non lavorare in nero quando si sta bene…).

La cosa interessante è che nel caso dei lavoratori dipendenti non è necessario alcun certificato medico per la prima settimana di malattia. Per la seconda settimana il certificato va presentato al datore di lavoro solo se questo lo richiede (alcuni non lo fanno nemmeno, ma sono una minoranza) e su questo certificato è sufficiente che sia scritto che il paziente è ammalato, senza obbligo di specificare di che problema di salute si tratta. 

Dal 15° giorno di malattia in poi tutti gli indennizzi vengono presi in carico dalla Försäkringskassan. A questo punto è necessario produrre un certificato di malattia con tutti i crismi, che contenga diagnosi, prognosi, dettagli specifici sul perché il malato non può svolgere un certo tipo di lavoro e "quanto malato" è il malato (ovvero se è in grado di lavorare 25%, 50% o 75% o proprio nulla). 

La cosa interessante è che l'essere messi in malattia dipende dal tipo di malattia in relazione al tipo di lavoro. Per esempio, una frattura ad una gamba può comportare una malattia al 100% per un lavoratore che faccia un lavoro fisicamente impegnativo, ma nessuna malattia per chi ha un lavoro sedentario dove la gamba proprio non serve. Se la frattura alla gamba inoltre impedisce per es. di guidare la macchina per andare al lavoro ma non costituisce un ostacolo al lavoro in sé, è possibile avere un compenso per i viaggi da/per il lavoro con altro mezzo (taxi per es.).

Il certificato che il medico produce non è considerato come tutta la verità e nient'altro che la verità. 
La Försäkringskassan, una volta ricevuto il certificato, controlla che il periodo di malattia indicato dal medico sia in linea con la diagnosi. Esistono delle linee guida generali stilate dal Socialstyrelsen (corrispondente al Ministero della Salute) sull'opportuna durata della malattia in base alla diagnosi. Nel caso di complicazioni o di decorsi anomali che prolunghino il periodo di malattia oltre le aspettative, è necessario completare con una dettagliata motivazione riguardo al perché il periodo di malattia non rientri in quanto previsto.

Dopo la valutazione medica, l'ok all'indennità di malattia spetta sempre e comunque alla Försäkringskassan (per cui lavorano naturalmente dei consulenti in materia sanitaria che controllano i dati sui certificati di malattia), il che vuol dire che il medico ha solamente la facoltà di "proporre" che il paziente stia a casa senza lavorare, ma non la facoltà di approvarlo.

Il problema della valutazione del sjukskrivning (lo stare a casa in malattia) non si pone tanto per quei pazienti con disturbi acuti e passeggeri (2 settimane a casa per una polmonite, oppure a seguito di un intervento chirurgico) quanto per chi ha disturbi di natura più o meno cronica.

In base alle regole della Försäkringskassan, dopo il 90° giorno di malattia la capacità lavorativa del malato va rivalutata (da un team composto da vari rappresentanti delle professioni sanitarie - solitamente medico, fisioterapista, psicologo, terapista del lavoro - e da un rappresentante della Försäkringskassan e dell'ufficio del collocamento). Questo per capire se il lavoratore, nel caso in cui non possa più svolgere lo stesso lavoro di prima a causa della malattia, possa avere un'altra mansione presso lo stesso datore di lavoro (che è obbligato ad offrigliela). In caso negativo, il periodo di malattia può venire prolungato fino al 180° giorno, il cui la capacità lavorativa viene messa a confronto con tutti i lavori disponibili sul mercato del lavoro svedese.
Un esempio pratico: Un paziente inizialmente sano che lavora come muratore rimane paralizzato alle gambe e finisce su una sedia a rotelle. Dopo 90 giorni al datore di lavoro (ditta di costruzioni) viene chiesto se vi è la possibilità di un'assunzione in un'altra mansione, cosa che non è possibile. Dopo 180 giorni la capacità lavorativa del paziente viene messa a confronto con il mercato del lavoro su scala nazionale, e - considerando che vi sono molti lavori che non richiedono l'uso delle gambe - al paziente non spetta più l'indennità di malattia. Potrà avere in ogni caso un sussidio per riqualificarsi e rendersi adatto a svolgere un altro tipo di lavoro (per es. impiegato amministrativo).

Nel caso in cui un malato cronico sia completamente o parzialmente irrecuperabile dal punto di vista della capacità lavorativa, può fare domanda di "sjukersättning" (la vecchia "sjukpension" - "pensione di malattia") ovvero di invalidità parziale o totale a tempo indeterminato dopo 365 giorni.

Detto così, sembra un sistema abbastanza "quadrato" dove stare a casa in malattia per lunghi periodi sembra molto difficile a meno di una gravità conclamata. La realtà è tuttavia un po' diversa, poiché molti pazienti (appartenenti a due categorie primarie: disturbi psichiatrici e disturbi dolorosi specifici dell'apparato muscolo-scheletrico, dove non a caso i sintomi sono poco oggettivabili) continuano a rappresentare un problema per l'aumento costante delle richieste di malattia e di pensione anticipata.

Dove sta l'inghippo ? Gli svedesi sono sempre più malati ? No, molto più semplice: il paziente si aspetta che il Sistema Stato si prenda cura dei problemi della vita ("dalla culla alla tomba") e quindi spesso succede che per esempio dietro ad un certificato di malattia per "depressione e disturbi ansiosi" si nasconda invece un problema sociale che di malato non ha proprio nulla. Di qui si innesca un meccanismo a spirale per cui chi è in malattia da lungo tempo, e tutto sommato "comodo" nella propria condizione di percettore di sussidio statale, non ha alcuna motivazione a ritornare sul mercato del lavoro anche se le premesse che avevano portato alla "malattia" sono nel frattempo cambiate.
Ora le cose stanno cambiando lentamente, grazie ad una maggiore consapevolezza del problema da parte del personale sanitario, ma la mentalità dello "stato-balia" è ancora dura a morire.

Concludo (senza la presunzione che questo piccolo post sia stato esaustivo) con una divertente storiella che esemplifica molto bene il problema. 

Tre pazienti - un americano, un russo e uno svedese - hanno il privilegio di incontrare di persona Dio. L'americano si rivolge a Dio dicendo: "Dio, ti prego, guariscimi dalla mia sciatalgia cronica. Oltre al dolore fisico, mi causa molte assenze dal lavoro". Allora Dio gli impone le mani e - zac ! - l'americano guarisce, ringrazia profusamente e torna contento al suo lavoro. A sua volta il russo si rivolge a Dio e chiede: "Dio, ti prego, guariscimi dai miei dolori cronici alla spalla. Faccio il muratore e non posso lavorare dal dolore".  Dio allora gli impone le mani e lo guarisce all'istante. Libero dal dolore, il russo ringrazia di cuore e torna contento al suo lavoro. Infine Dio si rivolge allo svedese e chiede: "Ora sei rimasto solo tu, in che cosa ti posso aiutare ? Al che lo svedese risponde inorridito: "Non azzardarti a toccarmi !!! Ho la fibromialgia e sono a casa in malattia !!!".
(liberamente tratto da "Svensk sjukvård till vanvett: om patienten får bestämma", di Åsa Kadowaki) 

martedì 24 dicembre 2013

Buone Feste !

A tutti voi, vicini e lontani, auguri di Buon Natale e felice 2014 !


martedì 17 dicembre 2013

In visita da Babbo Natale

Ed eccoci alle porte del Natale. Quest'anno l'inverno, dopo un'inizio abbastanza promettente con una bella nevicata la prima settimana di dicembre, è "caldo" e senza neve. L'atmosfera dell'Avvento decisamente non è la stessa senza il bianco dappertutto, l'aria cristallina e i gradi sottozero. Al contrario, con un bel po' di pioggia e di umidità, questo inverno risveglia in noi vividi ricordi della stagione fredda padana, davvero poco piacevole e pittoresca. 

Questo è per Galileo il primo Natale "consapevole": ha partecipato attivamente alla decorazione dell'albero, ha "scritto" la lettera a Babbo Natale e con molto interesse sta aprendo ad una ad una le finestrelle del calendario dell'Avvento. Che cosa poteva essere più entusiasmante di andare a conoscere Babbo Natale e la sua signora in carne ed ossa, nella loro casetta in mezzo al bosco ?

Andare a trovare il "Tomte di Kolmården" è ormai una poetica tradizione che dura da 15 anni per i bambini di Norrköping. Uscendo dalla città, dopo una decina di chilometri di strada asfaltata, ci si inoltra per un lungo sterrato fiancheggiato per qualche chilometro da sole fiaccole. Si lascia quindi la macchina in un parcheggio improvvisato in una radura e, armati di torcia, ci si incammina lungo un sentiero in salita - anche qui segnalato da fiaccole e candele e illuminato per il resto solo dalla luna piena - attraverso il bosco silenzioso 

Alla fine della suggestiva passeggiata, ecco apparire diverse casette illuminate solo da candele: una di queste è la "stuga" di Babbo Natale, dove Lui in persona e la gentile consorte allietano i bambini con le storie di Natale. 


Ma non solo: mentre i più grandi possono contribuire alla tradizione con il dono di qualche candela, i bimbi più piccoli possono regalare a Babbo Natale i proprio ciucci ormai definitivamente dismessi, come anche Galileo ha voluto fare con gioia.



E per concludere in bellezza, una visita alla "scuola degli aiutanti di Babbo Natale",


alla stalla con i cavalli, al garage con la "macchina" di legno che trasporta Babbo Natale nelle viscere della terra fino alla fabbrica dei giocattoli… ed ovviamente una cioccolata calda e un "korv med bröd" attorno al fuoco in un'atmosfera da fiaba.


giovedì 31 ottobre 2013

Zucche e maghetti

Dolcetto o scherzetto ?




Buon Halloween e buon fine settimana di Tutti i Santi a tutti voi !


martedì 29 ottobre 2013

Aurore Boreali: il nostro video

Dopo la tempesta di vento di questa notte, ecco che torna il Sole fuori dalla finestra, un Sole in piena attivitá in questi giorni. Almeno tre esplosioni sulla sua superficie sono state di livello X (piuttosto elevato) e daranno luogo ad abbondanti aurore boreali alle alte latitudini in questo periodo. 
In questi giorni siamo riusciti finalmente a terminare un video relativo ai nostri viaggi a caccia di aurore boreali nella Lapponia svedese che ogni anno organizziamo.
Quest'anno siamo giunti alla quarta edizione del viaggio di gruppo (quasi al completo) e con diverse altre date disponibili per viaggi in autonomia da inizio dicembre a fine marzo. Ecco a voi il video, meno di due minuti che speriamo vi possano emozionare. Tutte le foto sono state scattate durante le nostre esperienze artiche di questi anni.
Se lo volete vederlo in alta definizione questo é il link. Alzate il volume e lasciate che siano le immagini a parlare.


martedì 22 ottobre 2013

Abitudini del fine settimana

"Fredagsmys" e "lördagsgodis": ovvero cosa fanno le famiglie svedesi con bambini (meglio se piccoli) nel fine settimana. E cosa noi cerchiamo di evitare nonostante abitiamo in Svezia. 

Per chi non conosce lo svedese, il "fredagsmys" è il rituale del venerdì sera, ben radicato nella tradizione svedese a partire dagli anni '60, in cui l'intera famiglia si ritrova a casa dopo la settimana lavorativa e si rilassa. Fin qui tutto bene, ma in cosa consiste il "relax" ?  Nel mangiare cibo solitamente d'asporto o finger food, patatine e dolci vari innaffiati da abbondanti quantità di bibite gasate (nella versione "famiglia con bambini") o alcolici (nella versione adulta). Il tutto possibilmente in posizione semisdraiata sul divano, davanti alla TV, guardando qualche programma di intrattenimento vestiti in tutona informe da casa. 


E a stretto giro, giusto per non farsi mancare un'altra bella dose di zucchero e sostanze non certo salutari, ecco a voi i "lördagsgodis". Anche questa un'abitudine presente in Svezia fino almeno dagli anni '50, consiste nel limitare l'acquisto e il consumo di caramelle e dolciumi da parte dei bambini alla sola giornata del sabato. Certo, l'intenzione di fondo era forse buona, per limitare i problemi derivati da un consumo giornaliero di zuccheri semplici. Ma non sono proprio sicura che l'introito di zuccheri, pur non essendo giornaliero, sia effettivamente stato abbassato in questo modo: facendo la spesa in un qualsiasi supermercato nella giornata di sabato, è difficile non vedere orde di bambini fermi nel reparto dolciumi con sacchetti a dir poco strabordanti di caramelle gommose dai colori (e sapori) che di naturale hanno ben poco. 



Ora, vi chiederete, dove sussiste il problema per noi ? Effettivamente, quando eravamo una coppia senza figli, non ci toccava per nulla. Il nostro consumo di dolciumi è in generale pari a zero e in quanto al divertimento del venerdì sera, beh, il fredagsmys non coincide decisamente con il nostro stile (anche perché non serve che sia venerdì sera per ritrovarsi tutti a casa e fare qualcosa di divertente). Il problema ha cominciato a porsi quando il piccolo svedesino di casa ha iniziato a capire cosa si nasconde nel reparto dagli scomparti colorati e dai sacchettini ad altezza di bambino vicino alle casse del supermercato, specialmente quando ha scoperto alcuni amichetti intenti a riempirsi la saccoccia. Probabilmente qualcuno ne parla già all'asilo (eh, di cosa non si discute a 2 anni e 8 mesi !!) e chiaramente qui non si vuole essere da meno. Finora siamo riusciti a contenere il tutto e a "deviare" le richieste verso cose più salutari ma prevedo che il gioco si farà duro nei prossimi anni...

mercoledì 16 ottobre 2013

Hockey "in libertà"

Purtroppo i tanti impegni ci tengono spesso lontani da queste pagine più di quello che in verità vorremmo. Ma oggi ho l'occasione per raccontare qualcosa di nuovo che mai avevamo fatto prima  in Svezia. 
Mentre i nonni si godevano il nipotino, noi ne abbiamo approfittato per trascorrere almeno una mezza giornata da "coppia senza figli". Tali occasioni sono più che rare e fino ad ora non sono state più degli anni di Galileo... ma lo scorso sabato è successo: pomeriggio e cena da soli !
Per il pomeriggio abbiamo optato per qualcosa che fino a quel momento non ci aveva mai entusiasmato più di tanto, anzi... una partita di SHL - la Svenska hockyligan - il campionato d'eccellenza dell'hockey (ricordo che la Svezia è campione mondiale in carica).
Per fare questo siamo andati al Cloetta Center di Linköping per vedere i "White Lions" nella partita contro la squadra di Luleå, città del nord della Svezia. L'esperienza è stata molto al di sopra delle nostre aspettative anche grazie all'ottima visuale dello stadio del ghiaccio e allo spettacolo di musica e luci che contorna l'evento sportivo.


L'hockey me lo ricordavo come qualcosa di non particolarmente divertente da vedere in televisione per la difficoltà di seguire il disco nelle sue evoluzioni sul ghiaccio. Ma dal vivo è tutta un'altra storia, la partita è godibilissima e molto divertente. A parte il risultato, che ha visto la squadra dell'Östergötland soccombere ai rigori per 3 a 2 con gli avversari venuti dal nord, l'evento ci è piaciuto molto e non appena si ripresenterà l'occasione riproveremo sicuramente.



Ovviamente anche la città di Norrköping ha la sua squadra anche se meno blasonata di quella di Linköping visto che milita nel terzo campionato svedese. I nostri si chiamano "Vita hästen" - i Cavalli Bianchi -  e giocano nel palazzo del ghiaccio dove si pratica anche il pattinaggio. 
Per la serata invece ci siamo concessi una cena romantica in un ristorante indiano in centro città.
La domenica, continuando a cavalcare l'onda di semi-libertà, Silvia si è concessa un paio d'ore di pattinaggio libero (tra l'altro completamente gratuito) assieme a parecchi altri amici italiani presenti con figlie al seguito (i maschi sono ancora pochi, solo tre ed in tenera età, contro le nove bambine...).
Ad ogni modo Galileo ha potuto vedere la mamma in azione prima ed è ovviamente rimasto affascinato dal ghiaccio, tanto da volerlo assaggiare (come solitamente fa sempre a casa con i cubetti estratti del freezer)... ma ha anche detto che la prossima volta vuole provare anche lui, così anche il papà ha deciso di mettersi i  pattini ai piedi per provare qualcosa di nuovo... 

martedì 17 settembre 2013

Diventare medico di medicina generale in Svezia

In molti mi scrivono chiedendo lumi sulla specialità in medicina generale in Svezia e alcuni si chiedono se vi siano delle differenze con il corso triennale di formazione specifica in medicina generale italiano. 
Ecco qui qualche spiegazione e alcuni dettagli in più. 

Diventare medico di medicina generale in Svezia implica un corso di specializzazione di 5 anni, che quindi per durata e impegno non è per nulla diverso da una qualsiasi altra specializzazione in ambito medico (es. medicina interna, chirugia o dermatologia). Come per le altre specialità, esistono degli obiettivi formativi che devono essere raggiunti e documentati, dei corsi di formazione obbligatori e un numero preciso di "piazzamenti clinici" obbligatori, per fornire al futuro specialista anche competenze in specialità diverse dalla propria che però trovano applicazione nel lavoro come medico di base. 

Il curriculum quindi consiste in un totale di 5 anni così suddivisi
- medicina generale (presso un vårdcentral): minimo 3 anni
- medicina interna/medicina d'emergenza-urgenza (6 mesi)
- ginecologia e ostetricia (2 mesi)
- psichiatria (3 mesi)
- pediatria (2 mesi) [si consideri che qui il medico di base è anche pediatra di base], ginecologia (2 mesi)
- cure palliative (2 mesi)
- ricerca clinica (2 mesi e mezzo) 
- a scelta, durata variabile ma in generale 2 mesi: chirurgia, otorinolaringoiatria, oculistica, dermatologia e ortopedia. Per chi legge lo svedese e fosse interessato ai dettagli, ecco il link al documento ufficiale con gli obiettivi formativi stabiliti dal ministero e dall'associazione dei medici specialisti in medicina generale. 
Il lavoro di uno specializzando in medicina generale presso un vårdcentral è esattamente uguale a quello di un medico di base già specialista: lavorando 40 ore alla settimana si hanno i propri pazienti (casi acuti, subacuti, cronici con controlli periodici) e si è relativamente indipendenti nel proprio lavoro, con la possibilità di consultare uno specialista in qualunque momento. Un'ora alla settimana è dedicata al colloquio con il proprio "tutor" (discussione di casi clinici complessi, oppure il tutor assiste come spettatore ad una visita per valutare come lo specializzando gestisce la consultazione medica) e una mezza giornata alla settimana è riservata allo studio.
Lo stesso modello si applica durante i piazzamenti clinici esterni, ovvero lo specializzando dopo un (breve) periodo di introduzione inizia a lavorare indipendentemente, sempre naturalmente con la possibilità di consultare un collega specialista in caso di bisogno. 

Al momento sono alla terza settimana del mio piazzamento obbligatorio in psichiatria. Dopo una settimana di introduzione (regole della clinica, alcune lezioni di ripasso e anche un corso di difesa personale - non si sa mai !) ho iniziato con una settimana in ambulatorio e ora sono nel pieno di una settimana di turno notturno. Come guardia medica psichiatrica (un unico medico fisicamente presente durante la notte, più un reperibile telefonico) si è responsabili dei pazienti in arrivo al pronto soccorso psichiatrico, delle consulenze in arrivo da altri reparti e anche dei degenti nei 31 posti letto della clinica psichiatrica (2 reparti ordinari e la terapia intensiva psichiatrica). Fortuna che c'è sempre un telefono a portata di mano con un aiuto a disposizione in caso di bisogno !
Diciamo che da parte mia un po' di stress da inizio c'è stato e d'altra parte mi trovo a lavorare su un terreno al di fuori della mia "area di confort", ma me la sto cavando :)