giovedì 26 giugno 2014

Servizio impeccabile

Siamo qui da cinque anni e poco più, e la Svezia non finisce mai di stupirmi. Domenica mattina, piove a rovesci intermittenti. Io e Galileo decidiamo di andare in centro città con il bus (non avevamo la macchina a disposizione) e quindi, dopo aver controllato l'orario, ci dirigiamo verso la nuova fermata del 116, linea il cui tragitto è stato da poco modificato per arrivare vicino a casa nostra. Aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo. 15 minuti dopo l'orario previsto di passaggio chiamo il servizio clienti per sapere che fine abbia fatto il nostro bus. "Siamo spiacenti, il conducente si è sbagliato e ha saltato tutte le fermate della vostra zona" ci risponde una cortese signorina dall'altra parte della cornetta "Ma non si preoccupi, le mandiamo subito un taxi !". Esattamente 5 minuti dopo questa conversazione compare all'angolo della strada un bianco taxi che ci porta comodamente a destinazione. E pure gratis (neanche il costo del biglietto del bus). Senza parole.

sabato 21 giugno 2014

Sul giornale di Norrköping: "Bytte Italien mot Sverige på vinst och förlust"

Dopo il video uscito su la Repubblica.tv di cui abbiamo parlato nel precedente post eccoci qui con un'altra uscita pubblica, questa volta sul giornale della cittá l'NT, il Norrköping Tidningar. Siamo stati contattati da una giornalista che poi in un bel pomeriggio di inizio estate é venuta a trovarci a casa assieme al fotografo. Il risultato della bella chiaccherata di un'ora e mezza lo potete vedere qui sotto.
Il titolo "Bytte Italien mot Sverige på vinst och förlust" si puó tradurre con "Hanno scambiato l'Italia con la Svezia, qualcosa si vince, qualcosa si perde".


Eccone la traduzione per tutti coloro che ce l´hanno chiesta e per coloro che non masticano la lingua.

Norrköping. E´stata una pura coincidenza che una coppia di cacciatori di tornado italiani siano arrivati qui a Norrköping. Ora questo é il loro posto sulla Terra.

"Questa é quella che noi chiamiamo casa", afferma Silvia Mainardi nel suo quasi perfetto svedese. Nel 2009 non sapeva una sola parola di svedese e aveva a malapena sentito parlare la lingua. Quel giorno di gennaio di cinque anni fa, quando lei e suo marito Gabriele Formentini fecero la loro prima visita a Norrköping, era tutt'altro che ovvio che qui sarebbero poi rimasti. "Quando uscimmo dall'auto noleggiata e l'erba era completamente congelata", ricorda Silvia, "la prima reazione di Gabriele fu: Io qui non ci potrei mai vivere".
Entrambi sono interessati ai temporali e ai tornado, fenomeni meteolorogici che difficilmente si possono incontrare in Svezia.
Lei é medico, lui astronomo e meteorologo. La vita in Italia implica grandi limiti in termini di carriera, economia familiare e tradizioni. Non vedevano un gran futuro lá.
"Sapevamo che saremmo dovuti trasferirci all'estero, ma non dove. All'inizio avevano pensato a Dubai ma la mamma di Gabriele prese male l'idea". Un'altra alternativa era l'Oklahoma negli Stati Uniti dove la coppia aveva organizzato i viaggi a caccia di tornado.
"Per poter lavorare come medico negli USA avrei dovuto rifare l'intero percorso formativo. E´ piú facile in Europa", afferma Silvia.
Poi accadde che Gabriele partecipó ad una conferenza in Germania e incontró una ragazza che gli suggerí di cercare lavoro presso l'SMHI - il Servizio Meteorologico Nazionale Svedese - a Norrköping.
E cosí é stato. Per Gabriele, che é passato attraverso lavori a tempo determinato per 10 anni, é stato fantastico ottenere un posto fisso dopo soli 10 mesi di permanenza in Svezia. Per Silvia, specialista in medicina interna, non é stato per nulla difficile ottenere un lavoro in clinica medica al Vrinnevisjukhuset (l'ospedale della cittá). Ha studiato svedese per cinque mesi e nel maggio 2009 ha iniziato a lavorare. In Italia avrebbe dovuto all'inizio lavorare gratis.
"Ci piace molto qui, qui abbiamo i nostri amici e le nostre vite", dice Silvia ed aggiunge che non ritiene affatto che gli svedesi siano così riservati come si dice. Inoltre la flessibilitá italiana e la capacitá di risolvere rapidamente i problemi sono qualitá apprezzate dai colleghi svedesi. "Forse la curiositá ci ha aiutato e poi fare delle amicizie nei nostri posti di lavoro é facile".
Che le condizioni lavorative siano migliori in Svezia che in Italia non é una novitá che li ha sorpresi, mentre la l'assicurazione sociale é stata una piacevole sorpresa. Nel 2011 é nato il figlio Galileo. Con 480 giorni di maternitá-paternitá pagati é piú facile avere dei figli qui. E con la disponibilitá dell'asilo comunale entrambi hanno potuto continuare la loro vita lavorativa senza il supporto dei parenti.
"E´ bello non dipendere da una terza persona, come spesso succede in Italia", dice Silvia.
Ma allo stesso tempo mancano loro le famiglie. E cosí hanno molte visite ed ospiti dall'Italia.
"Galileo impara a conoscere i nonni via Skype", spiega Gabriele.
Quando arrivarono a Norrköping, la forte emigrazione italiana a causa della mancanza di lavoro non era ancora cosí forte. "Oggi sappiamo che ci sono diverse famiglie qui a Norrköping. E´ bello, ma ci piace anche trovarci con gli svedesi", dice Silvia.
In assenza di tornado e temporali la coppia ha cercato nuove sfide. Da quando sono arrivati in Svezia ci sono stati molti viaggi a Kiruna dove hanno frequentato un corso universitario in studi spaziali e dove organizzano viaggi per gli italiani che vogliono vivere l'esperienza delle aurore boreali e dei cani da slitta.
"Siamo diventati cacciatori di aurore boreali", dice Silvia che contemporaneamente al lavoro che ha al Vårdcentral di Östra Husby sta studiando per ottenere la seconda specialitá in medicina generale.
Non si sono mai pentiti della loro decisione di trasferirsi a Norrköping.
"Alcuni ci chiedono come abbiamo potuto lasciare la bella e soleggiata Italia" dice Silvia, raccontando di quella volta che passarono un'intera mattinata tra auto in coda e diversi uffici per compilare un semplice modulo e poi disse "Mai piú in Italia!". "Ma alla prossima vacanza siamo felici di tornarci ancora", chiude Gabriele.

giovedì 29 maggio 2014

Non capita tutti i giorni...

Un paio di giorni fa è arrivato il momento che stavamo aspettando da tre mesi oramai.
A febbraio eravamo stati a Kiruna per il nostro solito viaggio a caccia di Aurore Boreali ma in quell'occasione c'era qualcuno che ci avevo seguito da vicino: un giovane regista (Giuseppe Carrieri) e un fotografo-cameramen (Giancarlo Migliore).
Durante l'intera durata del viaggio la "troupe cinematografica" ci ha seguito in ogni passo per realizzare un cortometraggio per conto di Repubblica.tv. Avrebbe dovuto rappresentare la storia di due ragazzi italiani partiti per un'avventura all'estero per il format "Italiani Fuori". E così è stato.
Oggi dopo mesi di attesa, finalmente sulla homepage di Repubblica.it è stato pubblicato il frutto di molti mesi di preparazioni, contatti, mail, telefonate, colloqui con hotel, musei, enti turistici...
Nel video si vede prima Stoccolma, con una passeggiata a Djurgården, il Nordiska Museet, il museo Vasa e il Fotografiska Museet... poi ci si sposta a Kiruna e all'Ice Hotel di Jukkasjärvi ed infine alla meta finale dei nostri viaggi: Abisko.
Molti di voi probabilmente lo avranno già visto ma è giusto riproporlo anche qui sul blog, perché rappresenta per noi un qualcosa di veramente speciale, un punto di arrivo, un regalo che ci facciamo per questi orami prossimi cinque anni in terra svedese.
Grazie a tutti coloro che in questi giorni si sono ricordati di noi, scrivendoci anche solo una parola via mail o magari su Facebook, grazie di cuore ci fate sentire più vicini !
E un grazie speciale ai nostri nuovi amici Giuseppe e Giancarlo: siete dei grandi professionisti e vi meritate un futuro di grandi soddisfazioni e successi.


giovedì 22 maggio 2014

Corsa ad orientamento

Giornata meravigliosa, oggi a Norrköping. Il termometro ha ben superato i 25 gradi e tutto il giorno abbiamo goduto di un sole splendente: il tempo perfetto per l'evento della giornata (almeno per noi), ovvero una garetta di corsa ad orientamento organizzata dall'associazione orientamento cittadina. Con la possibilità di scegliere vari percorsi di diversa difficoltà e lunghezza nei boschetti del quartiere vicino a casa nostra, abbiamo optato per il percorso da principianti in modo che fosse piacevole anche per il più piccolo della famiglia, che effettivamente si è divertito !


Ottima iniziativa ed esperienza sicuramente da ripetere in occasione durante l'estate !

mercoledì 21 maggio 2014

Chi vuole studiare in Svezia ?

Un paio di settimane fa mi è sembrato di fare un salto indietro nel tempo di quasi vent'anni (ahimè): due giorni all'università di Linköping, dipartimento linguistica, per sostenere il TISUS che altro non è che una certificazione della conoscenza dello svedese a livello tale da poter sostenere gli studi universitari. Due prove scritte e una prova orale, di tutto rispetto. 
Mi sono guardata un po' intorno per capire chi, non svedese, sia interessato a frequentare l'università qui. Di gente come me (ovvero sopra i 30 anni, con probabilmente un lavoro e studi alle spalle, che studia all'università più per diletto che per necessità) gran pochi. Con mia sorpresa la stragrande maggioranza aveva un età ad occhio e croce di non più di 25 anni e gli occhi a mandorla. Ora si sa che gli studenti asiatici invadono le università americane e britanniche, famose nel mondo accademico. Evidentemente qualcosa di particolarmente attraente dev'esserci anche in Svezia, tanto più che si deve imparare una lingua minoritaria come lo svedese per poter frequentare. E in Italia, quanti orientali fanno a pugni per poter entrare in un qualsiasi corso di laurea in una qualsiasi università pubblica ? 

domenica 11 maggio 2014

Risveglio dopo il letargo invernale?

E' da tanto che non scrivevo sul blog. Lo so, non avrei dovuto lasciare passare così tanto tempo per il rispetto verso di voi che leggete e che ci seguite dall'altra parte del monitor. Me ne scuso. Ad ogni modo è successo.
L'inverno è stato molto impegnativo e la mia attività di organizzatore di viaggi a caccia di aurore boreali ha catalizzato quasi tutto il mio tempo libero a casa, il resto l'ho passato a fare costruzioni sempre più ardite con il Lego di Galileo !


E poi c'è la casa... vivere in una casa non è come vivere in un appartamento, richiede molto più impegno ma di questo non me ne lamento, anzi ne sono felice. Adoro passare il tempo in giardino a preparare tutto per l'arrivo della primavera. E poi il piccolo Galileo non è più così piccolo, è un "bambino grande" ormai (come lui stesso afferma da quando ha abbandonato definitivamente il pannolino) ed è ovvio che il papà si diverte sempre di più a passare il tempo con lui. Fatti due conti è facile comprendere perché il numero di post sul blog si sono diradati parecchio.
Ma c'è anche un altro motivo. Alcuni giorni fa Silvia ha "festeggiato" i suoi primi cinque anni in Svezia (a me serviranno ancora un paio di mesi per raggiungere il fatidico traguardo). Non è certamente il tempo di fare considerazioni o peggio tirare delle conclusioni, certo che possiamo solo constatare che in questi cinque anni abbiamo fatto tante cose, cose impensabili proprio cinque anni fa. Per questo, tutto quello che all'inizio era una novità degna da scriverci un post sul blog, oggi fa parte della nostra routine quotidiana. Tutto quello che un giorno ci sorprendeva oggi ci sembra "normale". Da quel lontano maggio 2009 sono approdate in città a Norrköping molte altre famiglie italiane, tutte con bambini al seguito ed oggi rivediamo nelle ultime arrivate tutto quell'entusiasmo, quella scoperta di un nuovo mondo, quelle speranze che tanti mesi percorrevano i nostri pensieri e i nostri volti. Oggi questa è la nostra vita, il nostro spazio. 
La primavera è arrivata presto da queste parti dopo un inverno per nulla rigido. I crocus sono fioriti ad inizio marzo (quando l'anno scorso prima di partire per il mio viaggio in nave attraverso l'Atlantico in aprile c'erano ancora 10cm di neve in giardino).


Dopo Pasqua le speranze di una bella primavera calda si sono affievolite e ci siamo nuovamente assestati sui 10-15C piuttosto che sui 20C. Ma questo non ha impedito alla Natura di fare il suo corso e il giardino si è pian piano risvegliato.
I tulipani sono sbocciati, le rose ed i cespugli di lavanda danno segni di ampio risveglio, la clematide si è ben arrampicata sulla griglia, abbiamo piantato diverse piantine aromatiche in vaso, tolte i "pissacan" o meglio i fiori di tarassaco dal prato erboso, potato e dato il concime alla siepe, ripulito le aiuole e rimesso in funzione il buon vecchio Homer (il robot tagliaerba).


Il tempo come detto nelle ultime due settimane non è stato dei migliori ma dalla prossima settimana attendiamo il sole e temperature nuovamente sui 20C, giusto in tempo per il grill-premiär (inaugurazione del grill con pranzo all'aperto). E con il caldino arrivano anche nuove idee... 

martedì 6 maggio 2014

La dolce vita

Brevi vacanze italiane che aspettavamo da mesi, speranzosi di trovare caldo e sole e di goderci le meraviglie del turismo dello stivale. 
Piove in Friuli, piove in Veneto. Allagamenti qua e là. Due giorni di tempo decente su otto. Avevamo prenotato due giorni in un famoso parco di divertimenti del nord Italia. Su due giorni, a fine aprile, qual è la probabilità che piova a dirotto entrambi i giorni ? Al tempo non si comanda, e chi lo sa meglio di un meteorologo e della sua famiglia ? Ma anche a inizio gennaio avevamo trovato una settimana di pioggia ininterrotta e se questa non è sfortuna… Facciamo comunque nostra la filosofia nordica che "non esiste il cattivo tempo ma solo vestiti inadeguati" e ben bardati seguiamo il nostro programma originale, ma che amarezza.
Almeno speriamo di godere della proverbiale ospitalità turistica italiana, ma anche qui non un gran successo. Attenzione al cliente, questa sconosciuta. Chissà se gli stranieri hanno la stessa impressione, o magari interpretano la disorganizzazione come un tratto tipico dello Stivale, qualcosa che fa "folclore"…
Altro giorno, altro posto. Questa volta un ristorantino in zona centrale. Promette bene, ma subito casca l'asino. E noi non siamo pretenziosi, davvero. Ma almeno 3 forchette e 3 coltelli quando si paga per 3 coperti mi sembra il minimo. No: 3 forchette, un solo coltello ve lo dovete far bastare. Sbuffando, pure. Va bene che è il primo maggio e chi lavora non lo fa volentieri, ma suvvia…
Ad un certo punto, tra giri vari, ci serve il pieno di benzina. Su 7 distributori self-service che espongono il marchio di una carta di credito internazionale (la più diffusa), non in uno riusciamo ad usare la carta svedese dello stesso circuito. Dobbiamo alla fine rassegnarci a prelevare contanti. Come fanno i turisti stranieri se hanno bisogno di rifornire la macchina e non c'è personale ? 
Da ultimo cogliamo anche l'occasione per sbrigare una (banalissima) pratica burocratica che ci era rimasta in sospeso da mesi. Giriamo nel traffico per 6 (!) uffici diversi senza riuscire a cavare un ragno dal buco. Sotto la pioggia battente, per di più. Abbiate pazienza se mi innervosisco un tantino. 
Italia mia, che delusione. Non sono parole di disprezzo, ma solamente un'amara constatazione di un Paese con mille potenzialità sprecate.
Per fortuna che ci sono la famiglia, gli amici. Solo quelli valgono il viaggio. Per il resto, cara Italia, ci rivedremo (forse) nel 2015, sperando che fino ad allora almeno qualcosa riesca a cambiare in meglio.

venerdì 24 gennaio 2014

C'è malattia e malattia...

Ho in passato scritto un bel po' sul sistema sanitario, e a questo proposito mi sembra interessante parlare un po' anche di come funziona il sistema della retribuzione in caso di malattia e assenza dal lavoro (sjukskrivning) visto che è piuttosto diverso dall'Italia. In questo post si parla (premessa doverosa) del "nuovo" sistema visto che qualche anno fa è stata introdotta una riforma notevole soprattutto per limitare il numero crescente di invalidità (discutibili) per malattia.

Quando una persona è malata e non può andare a lavorare, il primo giorno di assenza è definito "karensdag", ovvero non è pagato. Questo nel caso un lavoratore sia dipendente. Per i liberi professionisti, quanti karensdagar vi siano in caso di malattia lo sceglie lo stesso professionista al momento di aprire la propria attività (si può scegliere da un minimo di 1 ad un massimo di 90 giorni). Dal 2° al 14° giorno di malattia si ha diritto ad un indennizzo pari all'80% della retribuzione, che viene pagato dal datore di lavoro (in caso di lavoro dipendente) o dalla Försäkringskassan in caso di lavoro autonomo (in questo caso l'indennità di malattia è l'80% del reddito dichiarato, motivo in più per non lavorare in nero quando si sta bene…).

La cosa interessante è che nel caso dei lavoratori dipendenti non è necessario alcun certificato medico per la prima settimana di malattia. Per la seconda settimana il certificato va presentato al datore di lavoro solo se questo lo richiede (alcuni non lo fanno nemmeno, ma sono una minoranza) e su questo certificato è sufficiente che sia scritto che il paziente è ammalato, senza obbligo di specificare di che problema di salute si tratta. 

Dal 15° giorno di malattia in poi tutti gli indennizzi vengono presi in carico dalla Försäkringskassan. A questo punto è necessario produrre un certificato di malattia con tutti i crismi, che contenga diagnosi, prognosi, dettagli specifici sul perché il malato non può svolgere un certo tipo di lavoro e "quanto malato" è il malato (ovvero se è in grado di lavorare 25%, 50% o 75% o proprio nulla). 

La cosa interessante è che l'essere messi in malattia dipende dal tipo di malattia in relazione al tipo di lavoro. Per esempio, una frattura ad una gamba può comportare una malattia al 100% per un lavoratore che faccia un lavoro fisicamente impegnativo, ma nessuna malattia per chi ha un lavoro sedentario dove la gamba proprio non serve. Se la frattura alla gamba inoltre impedisce per es. di guidare la macchina per andare al lavoro ma non costituisce un ostacolo al lavoro in sé, è possibile avere un compenso per i viaggi da/per il lavoro con altro mezzo (taxi per es.).

Il certificato che il medico produce non è considerato come tutta la verità e nient'altro che la verità. 
La Försäkringskassan, una volta ricevuto il certificato, controlla che il periodo di malattia indicato dal medico sia in linea con la diagnosi. Esistono delle linee guida generali stilate dal Socialstyrelsen (corrispondente al Ministero della Salute) sull'opportuna durata della malattia in base alla diagnosi. Nel caso di complicazioni o di decorsi anomali che prolunghino il periodo di malattia oltre le aspettative, è necessario completare con una dettagliata motivazione riguardo al perché il periodo di malattia non rientri in quanto previsto.

Dopo la valutazione medica, l'ok all'indennità di malattia spetta sempre e comunque alla Försäkringskassan (per cui lavorano naturalmente dei consulenti in materia sanitaria che controllano i dati sui certificati di malattia), il che vuol dire che il medico ha solamente la facoltà di "proporre" che il paziente stia a casa senza lavorare, ma non la facoltà di approvarlo.

Il problema della valutazione del sjukskrivning (lo stare a casa in malattia) non si pone tanto per quei pazienti con disturbi acuti e passeggeri (2 settimane a casa per una polmonite, oppure a seguito di un intervento chirurgico) quanto per chi ha disturbi di natura più o meno cronica.

In base alle regole della Försäkringskassan, dopo il 90° giorno di malattia la capacità lavorativa del malato va rivalutata (da un team composto da vari rappresentanti delle professioni sanitarie - solitamente medico, fisioterapista, psicologo, terapista del lavoro - e da un rappresentante della Försäkringskassan e dell'ufficio del collocamento). Questo per capire se il lavoratore, nel caso in cui non possa più svolgere lo stesso lavoro di prima a causa della malattia, possa avere un'altra mansione presso lo stesso datore di lavoro (che è obbligato ad offrigliela). In caso negativo, il periodo di malattia può venire prolungato fino al 180° giorno, il cui la capacità lavorativa viene messa a confronto con tutti i lavori disponibili sul mercato del lavoro svedese.
Un esempio pratico: Un paziente inizialmente sano che lavora come muratore rimane paralizzato alle gambe e finisce su una sedia a rotelle. Dopo 90 giorni al datore di lavoro (ditta di costruzioni) viene chiesto se vi è la possibilità di un'assunzione in un'altra mansione, cosa che non è possibile. Dopo 180 giorni la capacità lavorativa del paziente viene messa a confronto con il mercato del lavoro su scala nazionale, e - considerando che vi sono molti lavori che non richiedono l'uso delle gambe - al paziente non spetta più l'indennità di malattia. Potrà avere in ogni caso un sussidio per riqualificarsi e rendersi adatto a svolgere un altro tipo di lavoro (per es. impiegato amministrativo).

Nel caso in cui un malato cronico sia completamente o parzialmente irrecuperabile dal punto di vista della capacità lavorativa, può fare domanda di "sjukersättning" (la vecchia "sjukpension" - "pensione di malattia") ovvero di invalidità parziale o totale a tempo indeterminato dopo 365 giorni.

Detto così, sembra un sistema abbastanza "quadrato" dove stare a casa in malattia per lunghi periodi sembra molto difficile a meno di una gravità conclamata. La realtà è tuttavia un po' diversa, poiché molti pazienti (appartenenti a due categorie primarie: disturbi psichiatrici e disturbi dolorosi specifici dell'apparato muscolo-scheletrico, dove non a caso i sintomi sono poco oggettivabili) continuano a rappresentare un problema per l'aumento costante delle richieste di malattia e di pensione anticipata.

Dove sta l'inghippo ? Gli svedesi sono sempre più malati ? No, molto più semplice: il paziente si aspetta che il Sistema Stato si prenda cura dei problemi della vita ("dalla culla alla tomba") e quindi spesso succede che per esempio dietro ad un certificato di malattia per "depressione e disturbi ansiosi" si nasconda invece un problema sociale che di malato non ha proprio nulla. Di qui si innesca un meccanismo a spirale per cui chi è in malattia da lungo tempo, e tutto sommato "comodo" nella propria condizione di percettore di sussidio statale, non ha alcuna motivazione a ritornare sul mercato del lavoro anche se le premesse che avevano portato alla "malattia" sono nel frattempo cambiate.
Ora le cose stanno cambiando lentamente, grazie ad una maggiore consapevolezza del problema da parte del personale sanitario, ma la mentalità dello "stato-balia" è ancora dura a morire.

Concludo (senza la presunzione che questo piccolo post sia stato esaustivo) con una divertente storiella che esemplifica molto bene il problema. 

Tre pazienti - un americano, un russo e uno svedese - hanno il privilegio di incontrare di persona Dio. L'americano si rivolge a Dio dicendo: "Dio, ti prego, guariscimi dalla mia sciatalgia cronica. Oltre al dolore fisico, mi causa molte assenze dal lavoro". Allora Dio gli impone le mani e - zac ! - l'americano guarisce, ringrazia profusamente e torna contento al suo lavoro. A sua volta il russo si rivolge a Dio e chiede: "Dio, ti prego, guariscimi dai miei dolori cronici alla spalla. Faccio il muratore e non posso lavorare dal dolore".  Dio allora gli impone le mani e lo guarisce all'istante. Libero dal dolore, il russo ringrazia di cuore e torna contento al suo lavoro. Infine Dio si rivolge allo svedese e chiede: "Ora sei rimasto solo tu, in che cosa ti posso aiutare ? Al che lo svedese risponde inorridito: "Non azzardarti a toccarmi !!! Ho la fibromialgia e sono a casa in malattia !!!".
(liberamente tratto da "Svensk sjukvård till vanvett: om patienten får bestämma", di Åsa Kadowaki)