Visualizzazione post con etichetta florida. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta florida. Mostra tutti i post

domenica 22 novembre 2009

Racconti di viaggio: la nostra Florida

Mi è sembrato cosa buona e giusta fare un post riassuntivo del nostro viaggio in Florida in modo tale che i vari testi che abbiamo scritto durante le due settimane siano più facilmente consultabili anche da coloro che arrivano sul nostro blog perché interessati proprio ai "racconti di viaggio".

Ecco i dati del nostro viaggio.
Destinazione: Florida, Stati Uniti
Periodo: 7-22 novembre 2009
Voli: Stoccolma-Newark-Miami e ritorno
Chilometri percorsi: circa 2.600
Le principali cose che abbiamo fatto/visto: il lancio dello Shuttle Atlantis da Cape Canaveral, divertimento puro agli Universal Studios ed all'Island of Adventure di Orlando, sole e mare alle Keys e Key West, natura incontaminata ed alligatori all'Everglades National Park, la dolcezza dei manati nell'Homosassa Springs State Wildlike Park, un po' di sana cultura alle residenze invernali di Edison e Ford a Fr. Myers, scorpacciata di motori ad una gara di NASCAR nel circuito di Homestead, e poi le spiagge della costa occidentale ed orientale, la Ocala Forest, Daytona e Miami.
Foto e racconti: Florida partiamo - Approccio alle Florida Keys - 90 miglia da Cuba - Alligator adventure - Inventori, denti di squalo e scoiattoli (costa ovest e Ft. Myers) - Manati, sirene da 500 chili - Come ritornare bambini (i parchi di Orlando) - 3,2,1... litoff (il lancio dello Shuttle) - Dalla Luna a... Palm Beach (Cape Canaveral e costa est) - A 270 km/h (gara NASCAR).

sabato 21 novembre 2009

A 270 km/h

Dopo aver trascorso un paio di giornate in una Miami per noi troppo incasinata sotto tutti i punti di vista (traffico, rete stradale, difficoltà di parcheggio, costi elevati... siamo persino passati in auto di fianco a due scene del crimine con tanto di fettuccia gialla e furgone della scientifica.), siamo fuggiti per l'ultimo giorno alla ricerca di qualcosa di diverso.
Il programma infatti prevedeva il completamento della vacanza con una gara automobilistica di tipo NASCAR. Si tratta infatti dell'ultimo appuntamento del campionato 2009 e nel circuito di Homestaed a sud di Miami si aggiudicano vari titoli dalla NASCAR 400, alla 300 e ai TrackSeries (pickup). Ci siamo piazzati nel circuito a ora di pranzo per assistere a tutto il programma della giornata che prevedeva le prove e le qualifiche delle NASCAR e la gara in notturna dei pickup.

E' stato puro spettacolo, dall'intrattenimento alla gara, così diversa dalla Formula 1 a cui noi siamo abituati. E devo dire che vedere sfrecciare 36 auto alla media di 170 mph (ossia 270 km/h) fianco a fianco e a ridosso dei muri di in un anello di poco più di un miglio è parecchio divertente, e anche se a primo acchito la cosa potrebbe sembrare noiosa, vi possiamo assicurare che non lo è per nulla. Ho visto delle gare di F1 in tv di una noia mortale in confronto...
Adesso è ora di rientrare a casa, la Svezia ci attende. Abbiamo fatto il pieno di caldo e sole che ci porteremo con noi nelle valigie assieme ad una marea di ricordi, di belle avventure e nuove idee. La Florida vissuta così, diciamo pure intensamente per un paio di settimane, è una vacanza perfetta per divertirsi ma che concede anche diversi momenti di fuga dalla folla e dalle città per vivere a contatto della natura: consigliatissima.

giovedì 19 novembre 2009

Dalla Luna... a Palm Beach

Un'altra giornata da incorniciare quella di ieri. Infatti come da programma siamo ritornati sui passi del giorno precedente per terminare la visita a Cape Canaveral. Il parcheggio alle 10 era praticamente vuoto rispetto al giorno precedente quando era stato lanciato lo Shuttle Atlantis e così ci siamo potuti gustare appieno tutte le visite.
Prima fra tutti il tour in pullman a tre siti importanti all'interno della base. La prima sosta è avvenuta presso la piattaforma di osservazione delle rampe di lancio nei pressi della quale era parcheggiato anche uno dei crawler (enormi cingolati adibiti al trasporto dello Shuttle dall'edificio di assemblaggio alla rampa di lancio). La seconda sosta è stata la più bella in assoluto, quella che ci ha fatto venire ancora una volta i brividi come mi era già successo il giorno precedente in occasione del lancio. Si tratta del sito dedicato alle missioni Apollo in cui tra l'altro è visibile il razzo più grande che l'uomo abbia mai creato, il Saturno V spezzettato nei diversi stadi. A corredo abbiamo potuto assistere anche a delle interessanti proieizioni tra le quali quella particolarmente emozionante che ricreava gli ultimi tre minuti del countdown del lancio dell'Apollo 11 e quella relativa agli ultimi istanti prima dell'allunnaggio.

Le missioni Apollo hanno rappresentato qualcosa di unico e irripetibile. Pensate che in poco più di 10 anni a partire dalla fine degli anni '50 gli americani, partendo quasi da zero, sono riusciti a
portare l'uomo sulla Luna e questo grazie anche alla spinta di un presidente visionario che come noi forse credeva nei sogni: John Fitzgerald Kennedy. Fu infatti proprio lui che annunciò alla radio: "I believe that this nation should commit itself to achieving the goal, before this decade is out, of landing a man on the moon and returning him safely to earth". Era il 25 maggio 1961 e sei mesi prima della scadenza, grazie al lavoro di migliaia di uomini, nel luglio del 1969 un uomo mise piede per la prima volta sul nostro satellite.

La terza sosta ci ha portato alla visita di un sito dedicato alla stazione spaziale internazionale. Anche questa visita è stata interessante perchè oltre a permettere di toccare con mano dei duplicati di alcuni dei moduli che formano la stazione spaziale e camminarci dentro rendendosi conto in questo modo delle esatte dimensioni, ci ha offerto la possibilità di vedere, attraverso ampie vetrate all'interno di un enorme capannone, i tecnici lavorare e controllare centimetro per centimetro tutti i restanti moduli che nel futuro andranno a completare la stazione spaziale.

Nel pomeriggio stanchi ma soddisfatti abbiamo fatto rotta verso Palm Beach dove abbiamo dormito in un hotel quasi di fronte all'oceano.
Una giornata quella di ieri che ha riacceso in noi la fiamma mai spenta della passione per lo spazio (vedi le selezioni per astronauti a cui abbiamo partecipato nel 2008) e che ci ha fornito alcuni interessanti spunti per nuove avventure...

martedì 17 novembre 2009

3, 2, 1... liftoff !

Sveglia all'alba stamattina per il grande giorno. Appena buttiamo la testa fuori dal motel ad Orlando il cielo è quasi coperto da un'ampia coltre di stratocumuli ma non per questo perdiamo il nostro ottimismo; il lancio è previsto nelle ore più calde della giornata quando il sole dovrebbe essere riuscito a rimuovere la maggior parte delle nuvole mattutine.
Per entrare al Kennedy Space Center (KSC) oggi serve un pass speciale che ci siamo fatti spedire nel primo hotel di Miami. Alle 8.45 siamo nell'enorme parcheggio del Visitor Center che è già gremito di automobili e pullman.I fanatici dei lanci (per più di qualcuno non è la prima volta) già al primo mattino si appostano con treppiede, teleobiettivi e telecamere nei punti più strategici; noi preferiamo non attendere cinque ore senza far nulla e quindi ci mettiamo subito all'opera per iniziare la visita del complesso della Nasa che è piuttosto vasto. Per oggi dovremo fare a meno della visita in pullman ai siti più lontani (Saturno V e Assembly Building) a cui prenderemo parte domani.

Lo spettacolo che senz'ombra di dubbio è stato il più bello (a parte il lancio in sè) è la proiezione di un documentario IMAX in 3D sulla costruzione della stazione spaziale. Grandi immagini di straordinario effetto che grazie agli occhialini polarizzati emergevano incredibilmente dall'enorme schermo. Gli aggettivi per descrivere questo bellissimo filmato sono difficili da trovare, è un qualcosa di veramente emozionate che ti fa comprendere l'importanza e la grandezza di questa meravigliosa creatura dell'uomo: l'International Space Station, la ISS.
La seconda visita l'abbiamo dedicata all'ultima attrazione costruita al KSC: l'hanno chiamata Shuttle Launch Experience ed è un simulatore del lancio con tanto di suoni, vibrazioni ed accelerazione di gravità, il tutto preceduto da una presentazione multimediale sulle sequenze pre e post lancio. Ovviamente qualcosa da non perdere.

Durante la mattinata abbiamo assistito ai breafing che ogni ora venivano tenuti in un apposito luogo con tanto di schermi giganti connessi con il centro di controllo. Abbiamo così potuto assistere in diretta all'arrivo degli astronauti al KSC, alla loro salita sul famoso autobus di metallo tutto tondo ed al loro trasferimento alla piattaforma di lancio 39A. Sempre tramite gli schermi abbiamo assistito alle sistemazione degli astronuati all'interno della navicella (che avviene almeno un paio di ore prima del lancio).

Alle 13 infine ci siamo trovati un posto adatto alla visione del lancio e così, appostati in mezzo alla moltitudine di persone che con noi oggi condividevano quest'evento, abbiamo atteso per 90 minuti. Il tempo come previsto è andato migliorando nel corso della mattinata ed alle 14:28 in cielo c'erano solo brandelli di nuvole che non hanno impedito la visione.
Il countdown scandito dallo speaker ha raggiunto lo zero una manciata di secondi prima che lo Shuttle Atlantis sbucasse da dietro gli alberi in lontananza, mentre quasi venti secondi sono serviti al suono per raggiungere il nostro posto di osservazione; allora abbiamo potuto godere appieno della potenza sprigionata dai motori della navicella. Un'enorme colonna di fumo e fiamme si è innalzata in cielo mentre lo Shuttle compiva le prima manovre per raggiungere l'assetto di volo (rotazione ed inclinazione).

E' stato qualcosa di emozionante, vissuto fianco a fianco con moltissime altre persone che tutte assieme hanno gioito ed applaudito, comunicando in questo modo il proprio grazie a quella moltitudine di persone che per molti mesi o persino anni hanno lavorano affinchè tutto funzioni alla perfezione. Tredici minuti è lo Shuttle è in orbita... adesso servono un paio di giorni prima che possa attraccarsi alla Stazione Spaziale dove undici giorni di intenso lavoro e di passeggiate spaziali aspettano gli astronauti. STS-129, il nome in codice di questa missione, serve per portare lassù soprattutto pezzi di ricambio e scorte; siamo agli ultimi lanci dello Shuttle (con la sua grande capacità di carico) e bisogna pensare a dotare la ISS di tutto il necessario per gli anni a venire.

Prima di rientrare in hotel abbiamo il tempo di rendere omaggio agli astronauti caduti nelle varie missioni del passato, di visitare l'US Astronaute Hall of Fame ed altre mostre presenti al KSC. Oggi andiamo a dormire coscienti di aver assistito ad un'opera dell'uomo unica e straodinaria, un qualcosa che ci porteremo con noi per sempre e che potremo un giorno raccontare e mostrare ai nostri figli. Chissà, magari in un giorno lontano, loro avranno qualche possibilità in più di noi di toccare il cielo con un dito.

lunedì 16 novembre 2009

Come ritornare bambini

Eccoci di nuovo qui, dopo la "due giorni" particolarmente intensa dedicata ai parchi divertimento di Orlando. Che dire... beh è come ritornare bambini, entrando ed uscendo da ogni tipo di attrazione. Il viaggio organizzato a tavolino prevedeva nei due giorni la visita degli Universal Studios e dell'Island of Adventure. L'acquisto di tutti i biglietti fino ad ora è stato fatto su internet che grazie al fatto di stamparsi il biglietto da soli a casa prima di partire, ha due vantaggi: il prezzo inferiore rispetto allo sportello e l'assenza delle code. Ai parchi si fa ampio uso del lettore di impronte digitali (sia per il controllo sull'accesso, sia per il deposito delle proprie cose negli armadietti nei pressi delle attrazioni che lo richiedono).
Entrambi i parchi sono degni di nota ed ugualmente belli e ricchi di intrattenimenti. Forse la nostra preferenza ricade sull'Island of Adventure (ma per poco) per la presenza di diverse attrazioni ispirate ai personaggi della Marvel di alcuni ride sull'acqua dove si finisce ben bagnati e per i diversi roller coaster (montagne russe).

Diverse attrazioni in entrambi i parchi fanno uso di molti effetti speciali sapientemente mescolati a puntino come fuoco, nuvole di fumo, spruzzi di vapore e di goccioline di acqua, laser, ologrammi, ventilatori caldi e freddi, esplosioni, oltre ovviamente al sonoro, ai personaggi in carne e ossa ed alle proiezioni video, il tutto utilizzato mentre si viene trasportati su carrelli, vagoncini simulatori o si cammina con le proprie gambe. Spesso vengono utilizzati gli occhialini polarizzati per le attrazioni che fanno uso di proiezioni in tecnologia 3D mentre in altre sono presenti enormi schermi per le proiezioni a 180°.
Tra le attrazioni che ci sono piaciute di più mettiamo: Spiderman, i Simpson, il roller coaster dell'Incredibile Hulk, Revenge of the Mummy, Fall Fear (caduta libera), MIB, Horror Makeup Show (dove personaggi in carne e ossa spiegavano i segreti del makeup nei film horror), Shrek 4-3D, Jurassic Park. In pratica a parte qualcuno, sono stati tutti super-divertenti.

Per concludere degnamente le due splendide giornate abbiamo scelto due classici americani per la cena: Red Lobster e Pizza Hut. Chi è già stato in America sicuramente li conosce. Che altro dire... il periodo che abbiamo scelto per la fuga (temporanea ovviamente) dal novembre svedese si è rivelato molto tattico perchè qui in Florida si tratta ancora di bassa stagione con conseguenti vantaggi delle scarse code, prezzi bassi e temperature da fine estate italiana! Super consigliata... e domani arriva il grande giorno: il lancio dello Shuttle da Cape Canaveral. Tutto per ora è confermato, il distacco della navetta spaziale dalla piattaforma di lancio avverrà alle 14:28 locali (20:28 in Italia) e noi saremo là ovviamente.

domenica 15 novembre 2009

Manati: sirene da 500 chili

Ancora una giornata in mezzo alla natura grazie ad un'escursione non programmata ma che si è rivelata una splendida sorpresa. Per oggi avevamo in programma il trasferimento sulla costa orientale o meglio una breve puntata sulla costa a Daytona per poi fare rotta in serata su Orlando dove ci accamperemo per le successive tre notti. Ma prima di abbandonare il Golfo del Messico grazie alla nostra inseparabile compagna di viaggio (la guida Lonely Planet della Florida) abbiamo deciso di visitare il parco statale Homosassa Springs State Wildlike Park. Lo scopo della visita era principalmente quello di vedere da vicino i manati questi strani mammiferi acquatici.

In realtà nel parco abbiamo trovato molto di più di alcuni splendidi esemplari di manati (che tra l'altro sono molto più grandi di quello che ci eravamo immaginati). I manati come stazza potrebbero assomigliare a dei grossi trichechi (sono lunghi circa tre metri e pesato almeno 500 chili ma possono arrivare anche ad una tonnellata e mezza) ed hanno una grossa pinna a mo' di sirena. Sono degli animali molto curiosi e pacifici che hanno bisogno di nuotare in acque a temperatura costante di almeno 22°C. E nel parco è caratterizzato dalla presenza di una profonda sorgente di acqua dolce (profonda 13,5 metri) che da vita al fiume Homosassa che si risale brevemente in zattera.
Una volta entrati nel cuore del parco le sorprese arrivano soprattutto dai volatili che popolano in abbondanza le diverse aree del parco, caratterizzate da un'alternanza di zone umide, boschietti di piante igrofile e corsi d'acqua. Ogni specie ha il suo habitat ma quello che sorprende di più è che questi habitat non hanno una rete come soffitto (non sono delle voliere per intenderci) ma sono piuttosto a cielo aperto. Ci siamo chiesti quindi come mai, fenicotteri, ibis, civette, pellicani, aquile dalla testa calva e chissà quanti altri volatili non scappino... forse stanno troppo bene là per cercare fortuna altrove.

Nel pomeriggio abbiamo attraversato la foresta di più meridionale degli interi Stati Uniti, l'Ocala National Forest per cercare di raggiungere in tempo prima del calar del sole la spiaggia di Daytona Beach dove è possibile scorazzare in auto. Silvia alla guida per gran parte della giornata sognava già di mettere le ruote sulla sabbia bianca ma purtroppo, una volta arrivati in riva all'oceano atlantico proprio al tramonto, la presenza dell'alta marea ha impedito l'escursione tanto desiderata. Peccato ! Poi non ci è rimasto altro che fare rotta verso Orlando, non prima di aver fatto un salto da Walmart per l'acquisto di qualche genere di prima necessità (tra l'altro ci siamo ricordati di comprare i tappi per le orecchie perchè andremo a vedere le prove di qualificazione dell'ultima gara di campionato 2009 NASCAR e la gara dei pickup che si terrà nell'anello di Homestead vicino a Miami venerdì prossimo!).

venerdì 13 novembre 2009

Inventori, denti di squalo e scoiattoli

Dopo aver trascorso le ultime giornate immersi nella natura a caccia di alligatori e volatili (caccia fotografia ovviamente), siamo ritornati alla civiltà per continuare il nostro programmato giro in senso orario della Florida, lo stato del sole e delle arance.
Ieri pomeriggio, dopo la visita alla splendida località di mare di Naples - che curiosa coincidenza che un tale nome sia stato dato proprio ad una delle città più pulite, curate e vip d’America! - ci siamo fermati per la notte a Ft. Myers dove poi oggi abbiamo visitato una tenuta molto particolare.
Si è trattato infatti delle residenze invernali dei signori Edison e Ford, rispettivamente il famoso inventore e il fondatore dell’omonima casa automobilistica vissuti a cavallo del 1900. Nella grande tenuta in riva al fiume, oltre alle splendide abitazioni perfettamente conservate con tanto di suppellettili ed arredamento completo, trovano posto un laboratorio dove Edison portava avanti le sue sperimentazioni, un enorme giardino botanico in riva al fiume dove crescono innumerevoli piante tropicali provenienti da ogni angolo del mondo (e che venivano usate negli sperimenti relativi alla gomma) ed un museo. Qui abbiamo potuto apprezzare diverse invenzioni di Edison, in particolare quelle connesse con il mondo della musica, accompagnate da molte fotografie e musica d’ambiente dell’epoca.

Il resto della giornata lo abbiamo trascorso passando da una località di villeggiatura all’altra e da una spiaggia all’altra. E così a Sarasota ci siamo divertiti a cercare sulla spiaggia i denti di squalo sulla spiaggia che sembra si arenino in particolare qui grazie alla speciale conformazione della costa (ne abbiamo trovato qualche esemplare), mentre in un boschetto in prossimità di un’altra spiaggia siamo stati accerchiati da una moltitudine di simpatici scoiattoli (ne abbiamo contati fino a 13 contemporaneamente) non resistendo dal dare loro qualche pezzetto di mela.

Questa in sintesi la nostra giornata. Tuttavia c’è da dire anche che durante questi spostamenti lungo le highway abbiamo avuto altri “particolari incontri” che ci hanno fatto riflettere parecchio su questo paese. Ma di questo parleremo domani.

mercoledì 11 novembre 2009

Alligator adventure

Con la giornata di oggi abbiamo lasciato le isole, e siamo tornati sui nostri passi risalendo verso nord-ovest per iniziare una due-giorni di visita al parco nazionale delle Everglades, in pratica un enorme acquitrino popolato da numerosissime specie di animali e in cui è possibile scegliere tra diversi percorsi naturalistici a piedi, in bici o addirittura in canoa/kayak.

Anche se la sottoscritta propendeva per quest’ultima possibilità, abbiamo alla fine deciso di dedicarci ad attività più “convenzionali”, ovvero 5 passeggiate per esplorare altrettanti diversi scenari naturali della palude. Gli animali che abbiamo potuto vedere, anche oggi, sono stati numerosi: da enormi aironi bianchi, a numerosi altri volatili – anche vistosamente colorati - che si dimostravano assai poco turbati dalla presenza umana, per non parlare dei sempre presenti alligatori…

E mentre stavo allegramente e scherzosamente osservando due begli esemplari che si stavano sollazzando mezzi fuori dall’acqua, Gabriele mi ha fatto notare che un altro loro compagnuccio stava nascosto a meno di un metro alle nostre spalle… A me è venuto un mezzo infarto pensando al fatto che certo, ci trovavamo su una piattaforma rialzata di circa 40 cm, ma che il sonnecchioso animale avrebbe con tutta probabilità potuto saltare su… fortunatamente non era affamato, o forse eravamo noi a non essere molto appetibili. Ad ogni modo, che fifa ! Gabriele invece afferma di non avere mai avuto paura… mah !

lunedì 9 novembre 2009

90 miglia da Cuba

Dopo una sveglia di buon’ora stamattina (anche a causa del rumore del vento forte che ha soffiato costantemente per tutta la notte) abbiamo fatto conoscenza con la padrona di casa, una signora di circa 45 anni un po’ rifatta con cui abbiamo piacevolmente chiacchierato e che ci ha preparato una colazione a dir poco sostanziosa e che ci è bastata per tutta la giornata (Gabriele si è mangiato nell’ordine: frittata di formaggio e patate avvolta in una piadina e condita da salsa di pomodoro leggermente piccante, wurstel, ananas, arancia a fettine).

Il programma odierno prevedeva un’ulteriore esplorazione delle Keys, spingendoci però con la macchina fino alla propaggine più meridionale, ovvero Key West. Questa cittadina è piuttosto rinomata come località turistica, nonostante non ci siano spiagge particolarmente attraenti e le cose interessanti siano, a nostro avviso, abbastanza limitate: certo, c’è la casa di Hemingway, come anche c’è una via centrale con una serie interminabile di negozi di articoli turistici e di conchiglie. Ma a ben vedere, una volta messo piede appena al di là delle quattro strade turistiche, il paesaggio appare ben desolante, con molte case diroccate e tuttavia ancora abitate, strade polverose e sporche, e vegetazione talmente rigogliosa che sommerge tutto il resto. Insomma, ce l’aspettavamo diversa.

Dopo aver girovagato a piedi per 4 ore per tutta la città, ci siamo fermati a riposarci in uno dei tanti parchi statali: questo offriva una bellissima vista sull’oceano e un tratto di costa dove ci siamo fermati a raccogliere qualche conchiglia. Il nostro programma iniziale prevedeva di fermarci fino all’ora di cena a Key West, ma avendo esaurito le cose da vedere abbiamo deciso di rientrare alla base, non prima di una breve sosta nei pressi di un laghetto di acqua dolce a poca distanza dal nostro B&B. E qui è stata la vera sorpresa della giornata: un incontro ravvicinato con un simpatico alligatore che se ne stava sornione vicino al pontile d’osservazione.


Ovviamente non ha mosso un muscolo durante la nostra permanenza, ma l’incontro è stato inconsueto ! Per finire, ci siamo messi all’opera sulla “nostra” spiaggia per aprire un frutto tropicale che avevamo raccolto poco prima… con un po’ di delusione abbiamo realizzato che la consistenza interna era quella del legno, che non c’era nessun succo all’interno e che quindi con tutta probabilità non sarebbe stato commestibile: peccato !


Approccio alle Florida Keys

Dopo un viaggio che ci è sembrato interminabile, con sosta di 8 ore all'aeroporto di Newark per aspettare la coincidenza che ci avrebbe portato a Miami, siamo finalmente giunti ieri sera a destinazione ! La prima tappa, prima del riposo del giusto, è stata il noleggio dell'auto, dove ci ha atteso una piacevole sorpresa: al prezzo di una macchina "base" ci è stata consegnata (o meglio abbiamo potuto scegliere) una spaziosa berlina. La ragione: in USA non esistono auto di piccola taglia, e questa era la più piccola che avevano ieri sera (cilindrata 2.0).

La cosa che ci ha subito colpito di Miami è stato il fatto che nessuno ci ha mai rivolto la parola in inglese, bensì in spagnolo. Fantastica l'espressione perplessa di Gabriele quando il commesso di un minimarket gli ha fatto il conto alla cassa di "3 pesos", ovvero 3 dollari :-) Sembrava proprio di stare in un Paese dell'America latina, visto che tutti i cartelli pubblicitari, insegne, ecc erano in spagnolo, e credo che gli unici "bianchi" fossimo noi, sia in hotel sia poi al Wal Mart dove siamo andati a fare una piccola spesa.

La meta odierna era rappresentata dalle Keys, le isolette disposte ad arco a sud della Florida. Il primo stop lo abbiamo fatto a Key Largo, per visitare un parco statale famoso per le sue distese di mangrovie, davvero impressionante ! E poi giù, sempre più a sud, passando per qualche minuscola spiaggia con palme onnipresenti. Non sono mancati neppure incontri ravvicinati con qualche animaletto locale: trampolieri, scoiattoli, granchi, parecchie minilucertole.

Ma la sopresa più interessate ce l'ha riservata il calar della sera quando, arrivati al B&B prescelto per la notte, in riva all'oceano a Big Pine Key, ben quattro (!!!) piccoli cervi delle keys si sono materializzati, senza troppa paura, a pochi metri dall'amaca dove ci eravamo distesi sulla nostra spiaggetta privata. La serata si è chiusa degnamente in uno dei locali storici e più tipici dell'isola (e forse delle intere Keys), il "No name pub", che negli anni '30 era stato addirittura un bordello, dove le pareti e anche il soffitto sono completamente tappezzati da banconote da 1 $ attaccate dai clienti stessi (ci siamo interrogati su quanto soldi potessero valere i muri, e la conclusione è stata qualche decina di migliaia di dollari...).

Nota meteorologica: temperatura dell'intera giornata stabile attorno ai 27°C, con umidità abbastanza elevata e vento sostenuto, tanto che ci è venuto qualche sospetto: che ci fosse qualcosa di grosso in giro ? Dopo aver controllato sul sito del National Hurricane Center di Miami abbiamo scoperto che c'è un piccolo uragano, Ida, che sta risalendo verso nord nel Golfo del Messico. Nulla di preoccupante però, visto che non interesserà la Florida se non con un po' di venticello (30-35 nodi).

venerdì 6 novembre 2009

Pronti... via ! Florida arriviamo

Il sottotitolo del nostro blog dice: "l'avventura in Svezia (e non solo) di un meteorologo e di un medico, inguaribili sognatori e decisi a seguire sempre le proprie passioni". Ora, dopo sei mesi di Svezia, arriviamo a parlare per un po' di giorni del (e non solo) che figura nel sottotitolo.
In questo (e non solo) dovrebbero finire tutte le nostre passioni, le mille idee che ci vengono in mente e che a volte alcune delle quali vedono anche una realizzazione. Tanto per citarne l'ultima, una forse delle più belle e conclusasi a giugno: l'esperienza di 50 giorni a caccia di tornado negli States in un progetto di ricerca americano chiamato VORTEX-2. Purtroppo quest'anno alla caccia ai tornado non ha potuto affiancarmi Silvia, proprio perché negli stessi giorni in cui io partivo per il Colorado, lei lasciava definitivamente l'Italia per venire qui in Svezia. Sono stati 50 giorni duri per noi due, soprattutto per lei che ha dovuto iniziare da sola la vita qui al nord, ma grazie alla nostra perseveranza e al fatto di credere sempre nei propri sogni ce l'abbiamo fatta ed oggi ne siamo super fieri e contenti.
Ora però a qualche mese di distanza è giunta l'ora di rimettere piede sul suolo americano ma questa volta a braccetto, tutti e due assieme. Silvia ha lavorato sodo tutta l'estate e la vacanza se la merita tutta, è stata bravissima e queste due settimane al calduccio sono quanto di più bello possa desiderare ora.

La nostra fuga è stata studiata nei minimi dettagli ed avviene al momento giusto, proprio quando ci si inizia ad inoltrare nel mese di novembre e la neve ha già fatto la sua comparsa nei cieli svedesi. Le giornate, specie da quando abbiamo perso l'ora legale, hanno iniziato ad accorciarsi specie al pomeriggio ed orami, se la giornata è nuvolosa, alle quattro e mezza è buio mentre in casa bisogna accendere la luce già alle tre e mezza.
Così ce ne andiamo per fare il pieno di sole e caldo, ma soprattutto di avventure che non ci faremo mancare. Il programma è ricco e lo sveleremo strada facendo.
Da domani quindi si parte e per due settimane ci occuperemo del "(e non solo)" di questo blog.

martedì 20 ottobre 2009

In orbita !

Quando l'estate scorsa l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) bandì il concorso per futuri astronauti, sia io che la Silvia inviammo la nostra domanda di selezione... in tal modo volevamo per un attimo sognare quello che tantissimi bambini desiderano (compresi noi): fare l'astronauta. Ovviamente non siamo riusciti ad arrivare neppure alle prima fase delle selezioni, ma con grande soddisfazione abbiamo poi appreso che la nostra amica Anna di Linköping - quella che con il marito ha fatto il giro dell'Atlantico in barca a vela - era stata selezionata per i primi test che si sono svolti in Germania. E dire che ci eravamo anche allenati con tutti i test di intelligenza... è stato comunque divertente, una delle tante pazze idee che io e la Silvia ogni tanto ci facciamo venire.

Oggi, dopo parecchi mesi di attesa, era il grande giorno: alle ore 15 italiane (e svedesi) sono stati messi in vendita i biglietti per il prossimo lancio dello Shuttle da Cape Canaveral. Vi chiederete che cosa c'entra tutto questo... ebbene, per adeguarci allo stile svedese, da tempo avevamo deciso di prenderci le ferie non d'estate ma in autunno, diciamo pure a novembre quando la stagione da queste parti è meno felice. La meta prescelta (giusto per goderci un po' di caldo fuori stagione) è: la Florida.

Così alle 14.55 ero pronto con la pagina web della NASA aperta e come previsto, alla scoccare delle ore 15 aggiorno la pagina e compare magicamente il tasto "Buy". Allora seleziono subito i due biglietti che ci interessano (quelli per assistere al lancio dal punto più vicino possibile alla rampa), inserisco i dati per la spedizione dei biglietti, controllo tutto due volte e quando sto acquistare con la carta di credito compare la scritta Sold out: finiti !
Non ci potevo credere... meno di tre minuti e tutti i posti sono andati esauriti... argh... non mi perdo d'animo e corro ai ripari cercando di acquistare i tickets "normali" per assistere al lancio dal KSCVC (Kennedy Space Center Visitor Complex). Fatto sta che dopo oltre 30 minuti di attesa con le pagine web che si caricavano lentissimamente (per il sovraffollamento del sito web) sono riuscito nell'impresa: abbiamo i biglietti !!!

Se tutto va bene (e il lancio non viene ritardato di troppi giorni), riusciremo ad assistere dal vivo ad uno degli ultimi lanci dello Shuttle, per l'esattezza il sestultimo. Un'esperienza che sarà unica nel suo genere. Per chi volesse assistervi prima che tutte le navette vengano messe in pensione, l'ultimo lancio STS-134 è previsto per il 29 luglio 2010.
Ed adesso inizia il conto alla rovescia...