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lunedì 15 marzo 2010
Upgrade
Come ogni lunedì, puntuale alle ore 13 dopo aver percorso i miei due chilometri in bicicletta (ormai i punti ghiacciati sul percorso sono rimasti pochi...) arrivo alla scuola di svedese. Neanche il tempo di sedermi al mio solito tavolo e salutare i compagni di classe (anzi sarebbe meglio dire le compagne visto che su venti siamo solo due maschietti) che entra l'insegnante e mi invita a racimolare TUTTE le mie cose e a seguirla fuori dalla classe. Gulp! Vengo preso in contropiede ma non mi perdo d'animo e fatte le valigie saluto con un po' di dispiacere tutti e me ne esco dalla classe per essere buttato in pasto ai nuovi compagni di classe nell'aula di fronte: corso D, sono stato promosso !
L'impatto non è dei più semplici ma dopo un paio d'ore mi sento già più a mio agio. Abituato com'ero in un'aula di sole ragazze, tutte tranquille ed abbastanza timide con lo svedese parlato, mi ritrovo in un "ögonblick" (in un battito di ciglia) nell'arena con dei leoni. Classe molto più mista, forte presenza di iracheni, parecchi maschi, più o meno giovani e più o meno "in forma" ma soprattutto con parecchi "galli" che parlano ed intervengono in continuazione, non importa se quello che dicono abbia un senso o abbia una certa assonanza con la pronuncia di casa. Però anche questo in fin dei conti è divertente. Per fortuna non sono l'unico ad essere trasferito, con me ci sono quelli con cui ho fatto l'esame del livello C e con i quali ho già scambiato più di qualche parola.

Giusto per riuscire a districarsi tra la selva di nomi l'organizzazione svedese ha provveduto a fornirci di un foglio con tutti i nomi degli allievi, ottima cosa... e allora adesso vi propongo un simpatico giochetto. Io vi dico i nomi e voi indovinate da quali stati provengono, vi va? A chi indovina tutti gli stati (che sono dodici da quattro continenti), verrà recapitato un salame di renna direttamente a casa!
Ecco i nomi: Badyaa, Ahmed, Nadia, Diyaa, Mohamed, Salah, Ghadah, Sibela, Liljana, Ousay, Samar, Moataz, Manal, Georg, Ban, Zamil, Maha, Nabeel, Abeer, Saed, Dalal, Alma, Lamun, Ioan, Maha, Nick, Miwa, Liga, Maria-Luisa, Huifen e Gabriele.
Durante la pausa dopo la prima ora e mezza di lezione, ritorno nella mia vecchia classe a scambiare quattro chiacchiere e trovo le mie compagne di banco abbastanza disperate della mia partenza... cerco di tirare sù il loro morale dicendo che presto (se passeranno il test C) saranno come me upgradate al corso D (promosse). Il prossimo test è previsto per fine marzo e sicuramente, anche se non tutta la classe, una parte di essa passerà di livello. Nel frattempo ho raccomandato a Goran (l'unico maschio rimasto ed a questo punto beato più che mai tra le donne) ti tenere alto il morale della truppa !
giovedì 4 febbraio 2010
Inferno e Paradiso
Oggi come tutti i giorni sono andato al corso di svedese. Tutto è filato sempre liscio in questi giorni fino ad oggi quando per alcuni minuti si sono vissuti attimi di "tensione". Cosa può essere mai successo vi chiederete voi? Nulla di particolare per me e per la maggioranza dei presenti ma per qualcun altro invece l'episodio ha sollevato spinose questioni religiose.
Il fatto scatenante è stata la lettura di una storiella in svedese scelta per la presenza di diverse parole dalla pronuncia difficile, ricca di suoni tipicamente svedesi, dove tutti noi potevamo esercitarci. Fatto sta che non appena l'insegnante ha iniziato a leggere, subito un ragazzo (di cui non conoscevo ancora il paese d'origine) ha interrotto l'insegnante chiedendo di cambiare storia altrimenti lui avrebbe lasciato l'aula.
Quella incriminata è una simpatica storiella molto istruttiva in cui i protagonisti sono un uomo e Dio, dove l'uomo cerca una risposta alla differenza tra Inferno e Paradiso. Nulla da eccepire per noi, ma per il ragazzo, il fatto di dover parlare di Dio (anche se la storiella aveva poco a che fare con l'aspetto religioso) e il semplice fatto di dover leggere la parola Dio era qualcosa di inaccettabile. Così è iniziata una discussione tra il ragazzo che spiegava le sue motivazioni in inglese e la nostra insegnante che, con la sua impassibilità tipicamente svedese, rispondeva in svedese, cercando di fargli capire che poi non c'era nulla di male in fin dei conti, che la storiella aveva un buon esito... ma nulla da fare, il ragazzo continuava ad insistere prendendo la cosa molto seriamente, mentre la classe in completo silenzio (ammutolita) assisteva alla scena. L'insegnante dopo aver suggerito al ragazzo di andare a parlare con il rettore per spiegare la sua "incazzatura" ha deciso di proseguire (giustamente) e il ragazzo ha lasciato l'aula. GULP !

Quando ho poi parlato con la mia vicina di banco (irachena di Bagdag) mi ha confermato che il tipo a suo avviso aveva preso la cosa un po' troppo alla lettera.... in fin dei conti, a sentir lei, siamo qui per apprendere una lingua e per imparare a convivere con una cultura diversa dalla propria (specie quando vivi in un paese come ospite, aggiungo io!). Ad ogni modo la storia non è finita qui: tutti hanno letto il loro pezzo per esercitare la propria pronuncia ad esclusione di una ragazza (che tra l'altro porta sempre una cuffia di lana in testa sopra il velo) che ha preferito non leggere.
Alla fine ho scoperto che il tipo viene dallo Yemen. Non oso immaginare cosa avrebbe detto se qualcuno avesse proposto di vedere il film "Una settimana da Dio" con Jim Carrey...

Vabbè, per togliere tutti i dubbi, ecco il testo incriminato. Chi mastica un pochino di svedese lo può leggere in originale, per chi ha bisogno di un aiutino più sotto mi sono cimentato in una traduzione; forse qualcuno la conoscerà già...
"En man fick chansen att träffa Gud och där få en fråga besvarad. Han bad Gud att förklara skillnaden mellan himlen och helvetet.
Gud tog honom först med till helvetet. De kom in i ett rum där mannen kände den ljuvligaste doft av mat. Han såg en stor gryta över en eld och människor som stod runt omkring. Det konstiga var att människorna runt grytan såg eländiga och svältfödda ut. Alla hade mycket långa skedar som räckte ända ner i grytan, men på grund av att skedarna var så långa, lyckades de inte få upp maten till sin egen mun och de dog sakta men säkert av svält.
När de sedan kom in i himlen, kom de till ett likadant rum med samma ljuvliga doft, en gryta med stuvning och människor med lika långa skedar. De som stod runt grytan såg välnärda ut och glada. De åt och skrattade.
– Men, sa mannen, hur kan det vara en sådan skillnad?
– Enkelt, sa Gud, här har de lärt sig att mata varandra"
"Un uomo ebbe la possibilità di incontrare Dio ed avere così la risposta ad una sua domanda. Voleva che Dio gli spiegasse la differenza tra il paradiso e l'inferno.
Dio lo portò prima all'inferno. Arrivarono in una stanza dove l'uomo sentì il più buon profumo di cibo. L'uomo vide una grande pentola sul fuoco e degli uomini che vi stavano attorno. La cosa strana era che gli uomini attorno alla pentola sembravano miserabili ed quasi morti di fame. Tutti avevano dei cucchiai molto lunghi che finivano proprio dentro la pentola, ma per il fatto che erano così lunghi, gli uomini non riuscivano a portare il cibo alla bocca e così erano destinati a morire di fame.
Quando poi l'uomo e Dio andarono in paradiso, arrivarono in una stanza simile con lo stesso buon profumo, la pentola con lo stufato e gli uomini con gli stessi lunghi cucchiai. Quelli che stavano attorno alla pentola sembravano soddisfatti e contenti. Avevano mangiato e ridevano.
- Ma, disse l'uomo, come puà esserci una tale differenza?
- Facile, disse Dio, qui hanno imparato a darsi da mangiare a vicenda".
mercoledì 3 febbraio 2010
Full immersion di svedese
Come vi avevo detto la settimana scorsa è iniziato per me, dopo lunghi mesi di attesa, il corso intensivo di lingua svedese SFI (svenska för invandrare). Il corso è organizzato dal comune per tutti gli immigrati con diritto di residenza. Il problema è che da quando ci si mette in lista, al momento in cui si viene sottoposti al test di ingresso e poi al momento in cui si inizia effettivamente il corso, possono passare anche diversi mesi, nel mio caso 4 mesi e mezzo dalla registrazione effettuata ad inizio settembre dell'anno scorso.
In questi mesi quindi ho fatto per lo più l'autodidatta studiando a casa e tramite il supporto delle molte risorse che si trovano sul web. Ma andare a scuola è un altro discorso. Dalla settimana scorsa mi sto rendendo conto che qualcosa sta iniziando a cambiare dentro di me. Il mio più grande problema è stato sempre quello relativo alla comprensione delle lingua parlata. Lavorando per il momento da casa e non avendo quindi grandi opportunità per praticare il mio svenska, l'apprendimento è stato lento, questo fino alla settimana scorsa.
Da mercoledì scorso però sono entrato in una full immersion di svedese. La classe è formata da una ventina di "alunni", il livello è il C, ossia per persone laureate. La maggior parte dei compagni di scuola sono ragazze, noi maschietti siamo solo in tre ! Ovviamente sono l'unico italiano ma in compagnia di qualche "vicino" come un ragazzo macedone (che faceva il cyber investigator nella polizia in patria) ed una ragazza serba. Per il resto è l'Iraq e la Thailandia ad avere le rappresentanze più numerose. Nella mia stessa condizione (unici rappresentanti del loro paese d'origine) ci sono una ragazza vietnamita e una danese (che si sembra di origine araba però...).

Quella delle foto è la scuola in centro dove mi reco ogni giorno o in bici (sempre che non nevichi) o a piedi come in questi ultimi giorni; è un bell'edificio in mattoni... la foto ovviamente è di quest'estate, se lo vedete adesso è tutt'altra cosa !

Le insegnanti sono due; la lingua inglese è stata severamente vietata pena bacchettate sulle mani... e l'instillamento dello svedese avviene in diverse modalità che stimolano tutti i sensi: si scrive, si ascolta, si parla e si legge. Tutto è sempre molto interattivo e viene data molta importanza alla lingua parlata... siamo continuamente stimolati ad esprimerci utilizzando il nostro svedese di base anche per rispondere a domande non sempre banali.
Il corso come ho detto è intensivo, tre ore al giorno per cinque giorni alla settimana, ma mi rendo conto che è veramente la cosa migliore da fare... concentrando tutte le energie in uno sforzo che può durare al massimo qualche mese (a sentire le insegnanti) si sarà in grado presto di comprendere e farsi comprendere in svedese senza più problemi !
Pensate che ieri, quando ho fatto il colloquio con l'insegnante più esperta, lei mi ha consigliato "vivamente" di parlare svedese anche a casa, visto che Silvia ormai lo padroneggia perfettamente. Mi ha concesso l'utilizzo dell'italiano solo durante l'helg, il weekend. Questa si che è una tipa tosta!
Concludo dicendo che tutto il materiale (fotocopie, fogli, cartellina con cartoncini divisori, utilizzo delle aule, dei computer, ecc.) è completamente gratuito e rientra nei servizi offerti dal comune. Che dire, ci sarà da aspettare qualche mese, ma poi... tanto di cappello !
mercoledì 21 ottobre 2009
Muffins multilingue
Oggi, come tutti i giorni dal lunedì al giovedì in queste settimane, seguo il corso di svedese alla Folkuniversitet di Linköping. Fin dal secondo giorno abbiamo deciso le regole per la fika. E così, a turno ogni giorno uno di noi deve portare un dolce per la bella abitudine svedese della pausa a metà mattina. Essendo oggi il mio compleanno, ad inizio settimana mi ero prenotato il mio slot di tempo e così oggi era arrivato il mio turno.
Ieri sera con la Silvia abbiamo cucinato due tipi di muffins (blåbär e choklad). In realtà volevo far assaggiare ai miei compagni il tiramisù (molto più italiano) ma il trasporto in tram-treno-piedi non lo ha permesso.
Comunque devo dire che i nostri muffins sono stati molto apprezzati, sono stati spazzolati ! La cosa molto carina è che mi hanno fatto trovare un simpatico biglietto di auguri con delle frasi in tutte le loro lingue madri (greco, tedesco, portoghere, polacco, spagnolo, svedese, olandese, inglese e persino thailandese) e mi hanno cantato la canzoncina in svedese! Ecco il risultato.... tack så micket kompisar !
martedì 13 ottobre 2009
Il primo giorno di scuola
Eccomi di ritorno dal mio "primo giorno di scuola". Ebbene si, oggi finalmente ho iniziato a frequentare un corso intensivo di svedese a Linköping alla Folkuniversitet. Sveglia presto, temperatura esterna 2°C, tempo variabile, treno per pendolari (molto silenzioso e ovviamente in orario) e via...
L'insegnante è un ragazzo svedese, simpatico e piuttosto giovane, con già un paio di corsi alle spalle. La parte più divertente della prima lezione sono stati gli alunni. Dieci in tutto ma molto variegati con storie tutte interessanti alle spalle. Le brevi presentazioni hanno svelato, oltre al nome, anche la provenienza e la motivazione delle permanenza dei singoli in Svezia.
E così, oltre al meteorologo italiano con moglie medico, ho scoperto che ci sono altre persone molto legate al mondo della medicina. Un medico greco di Salonicco in città per completare gli ultimi due anni di specialità, madre e figlio diciottenne di una famiglia olandese con alle spalle otto anni di permanenza negli USA vicino a Boston ed ora qui in Svezia perché il marito ricercatore medico universitario non si trovava più "a suo agio" oltreoceano... (in realtà la storia è più complessa sembra).

Poi si continua con una studentessa di architettura messicana con fidanzato svedese (pure lui studente di architettura con alle spalle un anno in Messico), giovane australiano di Perth con fidanzata svedese studentessa di medicina (pure lei) il quale ha esordito svelando il motivo della sua presenza in Svezia con: "qui avete delle ragazze molto belle !".
E poi una ragazza thailandese che, a distanza di un anno, ha seguito la sorella, un altro ragazzo greco di Atene, un polacco che ha vissuto un bel po' di tempo in Inghilterra e per finire una studentessa tedesca che ha raggiunto in città a Norrköping la sua "girlfriend".
Direi proprio un bel mix culturale, ci sarà sicuramente da divertirsi.
sabato 3 ottobre 2009
La lingua svedese: dai vichinghi ad internet
In questo post siamo finalmente arrivati ad affrontare l'argomento della lingua e daremo alcuni nostri suggerimenti per rendere l'apprendimento più piacevole.
Lo svedese è una lingua affascinante ed espressiva. E’ melodica, difficile da pronunciare come un madrelingua a causa del suo caratteristico ritmo cadenzato ma non è più difficile da imparare di quanto lo possa essere l’inglese.
La maggior parte degli svedesi nati dopo la seconda Guerra Mondiale parlano e capiscono l’inglese – in realtà molti di loro lo fanno anche molto bene – e quindi ci si può godere una bellissima vacanza in Svezia anche senza sapere una parola di svedese. Discorso completamente diverso se invece si vuole lavorare in Svezia, allora conoscere lo svedese è indispensabile. Qualunque sia lo scopo, studiare una lingua significa comunque imparare a comprendere la cultura del paese dove questa viene parlata ed anche la gente che la parla. Possiamo quindi dire che imparando una lingua si entra in un mondo nuovo.
Lo svedese fa parte della famiglia delle lingue indo-europee, alla quale appartengono quasi tutte le lingue europee (con l’eccezione dell’ugro-finnico, del basco e delle lingue caucasiche). Le lingue più vicine allo svedese sono il norvegese, il danese e l’islandese. Quest’ultima, a causa del suo isolamento geografico, è rimasta intatta dall’era dei Vichinghi e, quindi, risulta molto difficile da comprendere negli altri paesi del nord; mentre svedesi, norvegesi e danesi solitamente non hanno difficoltà a comunicare tra loro.

Anche se il danese è leggermente più correlato allo svedese di quanto lo sia il norvegese, la sua pronuncia “stile patata in bocca”, rappresenta il maggior ostacolo quando danesi e svedesi si incontrano. Il norvegese, in tale senso, è molto più simile allo svedese. Tutto sommato, le differenze tra queste lingue non sono grandi e la maggior parte degli svedesi troverebbe probabilmente difficile dire se una parola è scritta in norvegese o danese. Poiché lo svedese è anche la seconda lingua ufficiale in Finlandia, avere delle nozioni di base di svedese permette quindi di capire e farsi comprendere in diversi paesi del nord Europa.
Purtroppo non esiste alcuna lingua naturale che non richieda anni di studio prima di raggiungere una completa padronanza della stessa; tuttavia in breve tempo sarà possibile acquisire un vocabolario di termini abbastanza ricco. Le insegne pubblicitarie ed i titoli dei giornali diverranno sempre più comprensibili ed in poco tempo si sarà in grado di destreggiarsi tra le pagine di un quotidiano svedese afferrandone i concetti che vi sono espressi.
Imparare lo svedese è comunque facilitato dal fatto che durante i secoli questa lingua ha preso in prestito migliaia di parole dal tedesco, dal francese e dall’inglese; alcune parole molto comuni in inglese sono a loro volta state prese in prestito dai vichinghi. Questo significa che molte parole suoneranno familiari fin dall’inizio.
Una lingua però è ben più di una semplice collezione di parole; senza una conoscenza base della grammatica, le competenze linguistiche rimarranno probabilmente molto limitate. Quindi il nostro suggerimento è quello di iniziare lo studio appunto dalla grammatica. Come fare però? In internet ci sono diverse fonti che possono aiutare allo scopo.
Innanzitutto serve un buon vocabolario: una carenza che abbiamo notato nei vocabolari Italiano-Svedese che si trovano comunemente in commercio in Italia come il Dizionario Compatto della Zanichelli o quello della Vallardi è costituita dal fatto che non riportano ad esempio le forme temporali dei verbi (es: infinito, presente, passato o participio passato). Quindi non abbiamo suggerimenti utili per vocabolari veramente ben fatti. Per chi sa l'inglese ed ha la "connessione internet sempre disponibile" esiste un ottimo vocabolario svedese-inglese: il Lexin.

Per quanto concerne la grammatica noi abbiamo iniziato a studiarla su dei libri in svedese della Folkuniversitetet förlag. Nel loro sito internet ci siamo ordinati tre volumi intitolati "Form i fokus" di esercizi e grammatica con relativi libretti con le soluzioni. Possono essere spediti anche all'estero (a patto di effettuare l'ordine a partire dalla parte inglese del sito web) e il pagamento avviene tramite bonifico bancario internazionale. Per il momento io sto per finire il primo volume...
Ovviamente però non basta la grammatica e così è importante familiarizzare anche con lo svedese parlato. Una delle fonti che consigliamo a coloro che conoscono l'inglese è un corso on-line (con testo in pdf e file audio in mp3) del Foreign Service Institute del Dipartimento di Stato Americano. Anche se il corso è leggermente datato (risale al 1982) è tuttavia un'ottima risorsa ! E' scaricabile da qui.
Un'atra ottima risorsa consultabile interamente online è il corso della Komvux la cui introduzione si può vedere in italiano qui, mentre il corso vero e proprio inizia qui. Si tratta di un corso completo di grammatica ed esercizi e corredato da moltissimi audio di supporto.
Infine suggeriamo anche un dizionario figurato fatto molto bene (dettagliatissimo con oltre 6000 parole) che abbiamo trovato in libreria a Norrköping ma che si può ordinare anche via internet. Riporta tutte le parole in quattro lingue: italiano, svedese, danese e norvegese, lo abbiamo trovato veramente divertente.
Che altro dire... per lavorare qui è quasi indispensabile conoscere la lingua, così non rimane altro che iniziare piano piano a familiarizzare... lycka till (buona fortuna) !
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