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giovedì 30 dicembre 2010
Come dentro un film
In questo nevoso inverno svedese a volte mi ritrovo a pensare all'avventura che nei mesi di maggio e giugno 2009 ha vissuto negli Stati Uniti d'America e che è stata in parte raccontata all'inizio di questo blog proprio quando Silvia aveva dovuto iniziare la sua vita in Svezia da sola mentre io mi ero unito ad un gruppo di ricercatori e scienziati americani nel più grande progetto di ricerca mai realizzato al mondo allo scopo di scovare i segreti che ancora si nascondono dietro i tornado, uno dei fenomeni più spettacolari e pericolosi della Natura.
Dopo anni trascorsi a macinare miglia e miglia sotto le ruote, dormire in motel, e vivere la quotidiana sfida con la Natura, Sean Casey un registra americano che ha dedicato cinque anni della sua vita per cercare di catturare nelle immagini della sua videocamera a formato gigante IMAX la nascita e la vita dei tornado, finalmente il 18 marzo 2011 uscirà in America il risultato di tanti sforzi. Un film che racconta la storia la sua storia e quella dei ricercatori del progetto VORTEX2, un'avventura scientifica mozzafiato.
Oggi è per me un onore presentarvi il trailer del film Tornado Alley in cui al minuto 1:15 vengo inquadrato mentre con un collega dispongo sul percorso del tornado una piattaforma con dei sensori meteorologici. Adesso aspettiamo con ansia l'uscita del film !
mercoledì 26 maggio 2010
Un titolo avventuroso
Oggi vogliamo condividere con voi lettori una piccola soddisfazione che ci giunge dalla terra natia. Alcune settimane Silvia era stata contattata da un noto giornalista de "Il Giornale di Vicenza" arrivato sulle nostre tracce grazie proprio alla nostra casa virtuale.

E così dopo uno scambio di alcune mail in cui noi abbiamo raccontato la nostra esperienza ecco che una mattina un amico ci manda un sms comunicandomi l'avvenuta pubblicazione.
Ecco quindi l'articolo dal titolo un po' "avventuroso" e che in fin dei conti rispecchia la nostra vita sempre alla ricerca di nuove emozioni: "Inseguendo i tornado... diventa medico in Svezia". Un grazie particolare all'autore Antonio Di Lorenzo.

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domenica 21 febbraio 2010
Cacciatori di tornado e Sanremo
L’atmosfera era quasi familiare, un’ottantina di persone, soprattutto amici e parenti hanno affollato il piccolo teatro Odissée dove venerdì sera abbiamo assistito alla premiére del film “66 jours dan la Tornado Alley”. E mescolati nella platea c’era anche qualche protagonista del film-documentario sui cacciatori di tornado tra cui il sottoscritto ed un amico svizzero.
Non mi era mai successo prima e devo dire che è una sensazione molto bella vedersi dall’altra parte dello schermo, ripreso dalle telecamere. E devo dire che il lavoro di Felix (il regista) è stato sapiente in quanto è riuscito a rendere bene tutti gli aspetti della “dura vita del cacciatore di tornado” che, come si dice, è 90% attesa e 10% adrenalina pure. Nel suo video racconto non manca nulla, dai ritrovi mattutini per lo studio della situazione meteorologica, alla lunga guida per ore e ore nelle immense praterie d’America, dalle interminabili attese che si formi il temporale giusto ai frenetici momenti della caccia, dell’inseguimento del temporale perfetto tra chicchi di grandine enormi, fulmini che cadono poco distanti dalle auto, fino alla materializzazione del tornado.
Il gruppo di cacciatori italiani ha regalato a Felix l’occasione che attendeva dopo oltre quaranta giorni trascorsi nelle strade della Tornado Alley, passando da un gruppo di cacciatori al successivo senza aver mai grande fortuna nella caccia grossa. Quello che si prospetta davanti alle telecamere il 23 maggio 2008 in uno sperduto angolo di Kansas è il sogno di tutti i cacciatori di tornado: uno splendido tornado con il suo vortice nero di polvere e detriti in un contrasto di luce perfetto che attimo dopo attimo si avvicina regalando pochi minuti di autentica adrenalina! Chapeau…
Non mi era mai successo prima e devo dire che è una sensazione molto bella vedersi dall’altra parte dello schermo, ripreso dalle telecamere. E devo dire che il lavoro di Felix (il regista) è stato sapiente in quanto è riuscito a rendere bene tutti gli aspetti della “dura vita del cacciatore di tornado” che, come si dice, è 90% attesa e 10% adrenalina pure. Nel suo video racconto non manca nulla, dai ritrovi mattutini per lo studio della situazione meteorologica, alla lunga guida per ore e ore nelle immense praterie d’America, dalle interminabili attese che si formi il temporale giusto ai frenetici momenti della caccia, dell’inseguimento del temporale perfetto tra chicchi di grandine enormi, fulmini che cadono poco distanti dalle auto, fino alla materializzazione del tornado.
Il gruppo di cacciatori italiani ha regalato a Felix l’occasione che attendeva dopo oltre quaranta giorni trascorsi nelle strade della Tornado Alley, passando da un gruppo di cacciatori al successivo senza aver mai grande fortuna nella caccia grossa. Quello che si prospetta davanti alle telecamere il 23 maggio 2008 in uno sperduto angolo di Kansas è il sogno di tutti i cacciatori di tornado: uno splendido tornado con il suo vortice nero di polvere e detriti in un contrasto di luce perfetto che attimo dopo attimo si avvicina regalando pochi minuti di autentica adrenalina! Chapeau…
Parigi però ci ha “regalato” anche un’altra chicca. Facendo zapping sulla tv dell’albergo siamo finiti su RAI1 e così ci siamo regalati due happening che ci mancavano da un po’: il telegiornale delle 20 e, attenzione attenzione, la serata finale del Festival di Sanremo. Il TG è stato un susseguirsi di cattive notizie, dalla frana in Calabria, alle bombe sparse in giro per il paese, per fortuna che poi il festival, è riuscito persino a farci sorridere a tratti specie con la simpatica canzone di Cristicchi. Ma è durato troppo poco, perché quando gli italiani hanno scelto (con il televoto) le tre canzoni finali, mi sono sentito molto deluso ed ho spento la tv. Ok è una questione di gusti musicali sicuramente, ma premiare un trio “d’altri tempi” che porta sul palco un testo un pochetto poverello…
Aggiunta del 24 febbraio. Gustatevi questo video che è spettacolare. Il caso ha voluto che circa al minuto 3' del video si vedano per qualche secondo i quattro personaggi del "Il mago di Oz" famosissimo racconto ambientato in Kansas, la patria dei tornado.
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giovedì 18 febbraio 2010
Parigi arriviamo !
Domani partiremo per un breve weekend parigino organizzato al volo per un'occasione molto speciale. Come forse alcuni di voi sapranno, io e Silvia coordiniamo un'associazione di appassionati di temporali e tornado che si chiama Thunderstorms. Tra le varie attività che abbiamo organizzato in questi ultimi anni, ci sono state anche due edizioni (nel 2007 e 2008) di un viaggio-avventura a caccia di tornado negli Stati Uniti d'America cha abbiamo battezzato "Tornado Tour".
Nella seconda edizione i nostri due equipaggi (avevamo due grandi furgoni bianchi con i quali abbiamo percorso oltre 10.000 chilometri assieme ad una decina di persone) sono stati filmati per alcuni giorni da un giovane regista francese che si trovava in America proprio per riprendere coloro che ogni anno vanno a caccia di tornado.
Felix Bassous, questo il suo nome, dopo aver trascorso più di due mesi nella Tornado Alley (la parte centrale degli Stati Uniti d'America) ed aver filmato ore e ore di pellicola, è riuscito a completare il lavoro di montaggio e soprattutto è riuscito nell'impresa di vendere il suo documentario ad un paio di televisioni francesi. Venerdì sera quindi alle 20 ci sarà una premiére a Parigi, la sua città natale, e noi siamo felici di poterlo nuovamente incontrare nella capitale francese dopo quasi due anni.
Per chi volesse gustarsi qualche emozionante scena del documentario qui sotto è disponibile un breve video. Verso la fine del video si vede uno dei nostri due furgoni bianchi e le persone che filmano il grande tornado che quel indimenticabile giorno avevamo cacciato. Per i più curiosi c'è anche la cronaca della caccia di quel giorno. "66 jours dans la Tornado Alley" è il titolo del documentario.

venerdì 6 novembre 2009
Pronti... via ! Florida arriviamo
Il sottotitolo del nostro blog dice: "l'avventura in Svezia (e non solo) di un meteorologo e di un medico, inguaribili sognatori e decisi a seguire sempre le proprie passioni". Ora, dopo sei mesi di Svezia, arriviamo a parlare per un po' di giorni del (e non solo) che figura nel sottotitolo.
In questo (e non solo) dovrebbero finire tutte le nostre passioni, le mille idee che ci vengono in mente e che a volte alcune delle quali vedono anche una realizzazione. Tanto per citarne l'ultima, una forse delle più belle e conclusasi a giugno: l'esperienza di 50 giorni a caccia di tornado negli States in un progetto di ricerca americano chiamato VORTEX-2. Purtroppo quest'anno alla caccia ai tornado non ha potuto affiancarmi Silvia, proprio perché negli stessi giorni in cui io partivo per il Colorado, lei lasciava definitivamente l'Italia per venire qui in Svezia. Sono stati 50 giorni duri per noi due, soprattutto per lei che ha dovuto iniziare da sola la vita qui al nord, ma grazie alla nostra perseveranza e al fatto di credere sempre nei propri sogni ce l'abbiamo fatta ed oggi ne siamo super fieri e contenti.
Ora però a qualche mese di distanza è giunta l'ora di rimettere piede sul suolo americano ma questa volta a braccetto, tutti e due assieme. Silvia ha lavorato sodo tutta l'estate e la vacanza se la merita tutta, è stata bravissima e queste due settimane al calduccio sono quanto di più bello possa desiderare ora.

La nostra fuga è stata studiata nei minimi dettagli ed avviene al momento giusto, proprio quando ci si inizia ad inoltrare nel mese di novembre e la neve ha già fatto la sua comparsa nei cieli svedesi. Le giornate, specie da quando abbiamo perso l'ora legale, hanno iniziato ad accorciarsi specie al pomeriggio ed orami, se la giornata è nuvolosa, alle quattro e mezza è buio mentre in casa bisogna accendere la luce già alle tre e mezza.
Così ce ne andiamo per fare il pieno di sole e caldo, ma soprattutto di avventure che non ci faremo mancare. Il programma è ricco e lo sveleremo strada facendo.
Da domani quindi si parte e per due settimane ci occuperemo del "(e non solo)" di questo blog.
sabato 6 giugno 2009
Tornado
Quante volte vi è capitato di ricevere una telefonata nel cuore nella notte perchè avevate distrattamente lasciato acceso il cellulare ? A me è capitato oggi. In realtà erano appena le 7 di mattina, ma essendo sabato ero ancora nel mondo dei sogni. A chiamare era la dolce metà dall'altra parte dell'Oceano e nel bel mezzo delle pianure del Nebraska, che si era completamente dimenticato del fatto che oggi non lavoro.
Ma c'era un buon motivo, anzi ottimo: il progetto di ricerca di cui fa parte (www.vortex2.org) dopo circa 1 mese di tentativi andati a vuoto, è finalmente riuscito nell'impresa attesa da ben 15 anni: posizionare strumenti e sensori sul percorso di un tornado. I dati che hanno raccolto oggi sono veramente incredibili, e le prime foto spettacolari. Well done guys !
Foto di Gabriele Formentini
Foto di Will Gray
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