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martedì 16 novembre 2010
Italia-Svezia: fuso orario?
Un sms sul telefono italiano mi sveglia, guardo l’orologio e non mi sorprendo più di tanto vedendo che le lancette hanno oltrepassato le dieci del mattino. Mentre Silvia riesce ancora a prolungare il suo letargo notturno io cerco di attivare il cervello e trascinarmi in doccia. Sabato sera siamo atterrati a Milano ospiti di una coppia di amici d’infanzia, Marco e Silvia, e devo dire che la nostra vita si è letteralmente trasformata.
Mi ricordavo che l’Italia fosse sullo stesso fuso orario della Svezia (anche se ogni tanto sento qualcuno che mi dice “ma in Svezia quante ore di fuso orario avete?”). Ma da quando siamo arrivati in Italia devo ricredermi e adesso posso tranquillamente affermare che ci sono almeno tre-quattro ore di fuso. Non ci credete? Beh a Norrköping si cena alle 19 e alle 22 è l’orario per la nanna…mentre questo sabato e questa ci siamo seduti a tavola rispettivamente alle 23 e alle 24 e prima delle 2 del mattino non siamo andati a dormire. La sveglia? In Svezia alle 6.30-7, qui a Milano alle 9.30-10!
Non c’eravamo proprio abituati a questi ritmi “vacanzieri”… e la splendida ospitalità riservataci dai nostri amici ci ha garantito una 36 ore ad altissimo livello… sabato sera cena in casa a base di burrata, verdure fresche in pinzimonio, puntina di vitello con polentina veneta e cassatelle della gelateria “Gelati Famosi”. Domenica mattina brunch colossale al Marghera 37, domenica sera derby Inter-Milan a San Siro e cena ad ore notturne al Blitz.
Tutto fantastico: tuttavia devo confessare che questa vita e questi ritmi non fanno per me. La vita a Milano scorre ad una velocità troppo elevata, troppo frenetica e poi ci sono alcune cose alle quali per me è impossibile abituarmi, come il numero di automobili in movimento e/o parcheggiate ovunque compresi i marciapiedi (e non solo le solite Smart ma anche automobili di dimensioni normali), le cacche dei cani sui marciapiedi (ne ho anche pestata una…) e… il colore predominante: il grigio.
mercoledì 17 febbraio 2010
La Brontomacchina discriminata?
Ebbene questa mi sento di dire è la prima volta che ho qualcosa da ridire sulla Svezia, o forse meglio sul comportamento di un individuo. E' accaduto ieri, quando nel pomeriggio sono andato nel parcheggio pubblico dove di solito lascio la Brontomacchina (il Discovery). Premetto che si tratta di un parcheggio libero (di quelli con la P bianca su sfondo blu) quindi teoricamente senza limitazioni né costi.
Infatti tutto è filato liscio per molti mesi, diciamo pure da quando la macchina è arrivata qui in Svezia a luglio dell'anno scorso. Il parcheggio infatti è utilizzato sempre dalle stesse persone in quanto più o meno ci sono sempre le stesse macchine che vi sostano immobili per giorni e settimane. Da quando poi ha iniziato a nevicare, ad inizio dicembre, alcune macchine (circa una decina) non sono state mai mosse in quanto giacciono sotto un'improbabile coltre di neve e penso debbano aspettare solo il disgelo per uscire dalla morsa del ghiaccio. Fatta questa doverosa premessa arriviamo al "fattaccio". Come anticipato, una volta arrivato al parcheggio per usare l'auto, ho trovato sul parabrezza appena imbiancato da qualche fiocco di neve, un foglietto di plastica con all'interno una bella multa.

Non ci potevo credere. Ma veramente non ci potevo credere. Sono sceso ed ho iniziato la perlustrazione del parcheggio perché era veramente qualcosa di incomprensibile. Nessun'altra auto aveva alcuna multa. La spiegazione riportata nel foglietto illustrativo era abbastanza chiara: sosta superiore alle 24 ore con tanto di controllo sulla posizione delle singole ruote. Beh in effetti, l'auto è rimasta parcheggiata là per quasi sette lunghi mesi... quindi nulla da eccepire su questo. Sinceramente però questo particolare articolo del regolamento comunale sui parcheggi mi era sfuggito, anche perché non vi è alcun cartello esplicativo in merito.
Stamattina sono andato al comando di polizia del comune per chiedere spiegazioni ed ho ottenuto un bel modulo di reclamo ma nessuna spiegazione perché l'autore della multa era in malattia.... strano mi dico... o forse non troppo, sentite qua perché.
1) Perché la multa mi è stata data solo dopo sette mesi di parcheggio libero ed incondizionato, soprattutto quando il parcheggio per di più è difficilmente agibile vista la montagna di neve ivi presente e il fatto che non viene pulito dal comune?
2) Perché solo la mia auto (unica con targa straniera) ha ricevuto il simpatico omaggio?
Sono venuto in Svezia perché la legge in Italia non mi sembrava proprio uguale per tutti e adesso fanno questo proprio a me? Aahahah...

Oggi pagherò le 300 KR, compilerò il mio bel modulo di reclamo e mi rivolgerò pure al "Byrån mot diskriminering", l'ufficio contro la discriminazione... non vi puzza strana la faccenda anche a voi che solo la mia povera auto italiana aveva la multa? Per forza il tipo oggi è in malattia, secondo me si è beccato un esaurimento (non infrequente) e si sfoga ogni tanto dando multe a destra e a manca ai primi malcapitati stranieri pensando che magari questi se ne stiano zitti e paghino. Ma il Sig. X ha a che fare con noi... e su queste cose non molliamo! Alla prossima puntata per la risoluzione del mistero del parcheggio incondizionato.
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mercoledì 7 ottobre 2009
Svezia-Italia al confronto: abitudini alla guida
Eccoci al secondo appuntamento dedicato al confronto tra Italia e Svezia. Più di qualche lettore ce l'ha chiesto e noi cerchiamo di accontentare un po' tutti. Ovviamente come ho già scritto nel primo confronto dedicato all'automobile, non si tratta di una visione assoluta ma delle nostre impressioni personali. I contributi e i commenti solo al solito i benvenuti.
Oggi parliamo di: abitudini la guida.
Come in tutti i paesi esiste un codice della strada scritto e delle consuetudini abituali. Cercherò di paragonare sempre quello che ho visto qui a Norrköping in questi mesi con quello che ero abituato a vedere a Padova. Premetto che a Stoccolma e a Roma le cose potrebbero essere differenti...
Regola n.1: gli "zebra crossing", ossia le strisce pedonali, non sono delle strane righe bianche disegnate chissà per quale motivo di traverso rispetto alla sede stradale, ma bensì impongono un ben preciso comportamento. Se non vi è il semaforo per l'attraversamento pedonale, la macchina qui quasi sempre si ferma e lascia passare il pedone, anche se questo era semplicemente fermo in prossimità delle strisce senza una vera e propria intenzione di attraversare. C'è un grandissimo rispetto per i pedoni e per le biciclette che ovunque possono contare sulle infinite piste ciclabili e molte volte anche su una specie di "diritto di precedenza" nell'attraversamento delle rotonde... ma anche i pedoni da parte loro anche se non ci sono "macchine in vista", spesso schiacciano il bottone ed aspettano il verde (questa è la cosa alla quale non sono ancora riuscito ad adeguarmi). E pensare che a Montegrotto Terme il sindaco ha fatto "installare" anche di bei bambini di bronzo con tanto di cartella sulle spalle in procinto di attraversare le strisce con l'intento di far rallentare le auto: l'iniziativa è lodevole e mi era piaciuta, peccato che qualcuno si era anche fregato i bambini di bronzo un paio di volte !

Regola n.2: alla guida non si beve. Ho come l'impressione che questa sia un qualcosa che viene insegnato ai bambini fin da piccoli, perché tutte le volte che siamo usciti in compagnia di amici svedesi, magari in coppia, c'era un accordo preliminare su chi doveva guidare poi la macchina al rientro e quindi con l'obbligo di rimanere sobrio. Spesso mi è anche capitato di vedere delle pubblicità progresso in TV sulla questione "Drink&Drive" che mi hanno lasciato abbastanza sorpreso !
Regola n.3: limiti di velocità. In autostrada il limite è di 110 km/h ed ovviamente non posso dire che tutti rispettino tale limite. Per la vecchia brontomacchina, il nostro Discovery del 1998, 110 km/h è una velocità perfetta, si viaggia in coppia massima... quindi per me questo limite non è un problema. Ovviamente però ho visto diverse macchine oltrepassare tale limite, ma non credo di tantissimo e soprattutto non è un'abitudine così diffusa. Quello che non ho visto sono le macchine arrivare a tutta velocità in autostrada, inchiodare ad un metro dal tuo paraurti posteriore mentre sei sulla corsia di sorpasso ed iniziare a "fare i fari" freneticamente non appena decidi di sorpassare un paio di camion in più... da quando sono qui non mi sono più arrabbiato in autostrada... e pensare che in Italia volevo installare sul posteriore della macchina una scritta luminosa a led che nel caso succitato mostrasse il messaggio "tra un secondo inchiodo !".
Altra questione invece i limiti di velocità in città. Qui non si sgarra, ed i 50 km/h e le zone a 30 km/h sono sempre rispettate anche per la questione dei pedoni e delle biciclette. In città nelle aree residenziali al posto dei dossi che non sono così numerosi come da noi, ci sono dei restringimenti, magari costruiti con delle aiuole piene di fiori, dove può passare una macchina alla volta; un modo come un altro per rallentare il traffico.

Regola n.4: qui i parcheggi sono quei posti dove c'è il segnale con la P grande su fondo blu, punto e basta. Quasi sempre sono a pagamento, magari costano veramente poco, se arrivano all'euro all'ora sono molto cari... altroché i 3,5 euro all'ora di Piazza Insurrezione a Padova. In città di parcheggi ce ne sono parecchi e grandi, trovi sempre posto. Anche per questo argomento qui non ho più lo stress da ricerca del parcheggio che mi assaliva le poche volte che dovevo andare in centro a Padova in centro per qualche necessità in automobile.
Ovviamente non penso conoscano la parola "parcheggiare in terza fila" che penso invece sia molto di moda nella grandi città come Roma. Ritengo sia una questione di spazio, densità abitativa (ma comunque Norrköping è una città di 120.000 abitanti non un "buco"), di abitudini (la gente usa molto di più la bicicletta che da noi) e di rete di mezzi pubblici diffusa ed efficiente.

Delle piste ciclabili abbiamo già parlato in un altro post. Spenderò solo due parole sulle strade. Molto spesso la riga di mezzeria delle strade extraurbane è provvista di solchi che una volta che ci vai sopra con le ruote te ne accorgi anche se stai per addormentarti ! Li trovo utili, ci sono anche da noi in qualche strada (spesso in autostrada), ma li ho visti e "sentiti" solo sulla parte esterna della carreggiata non al centro.
Un'altra cosa utile che c'è spesso qui nelle strade extraurbane che non siano le autostrade, è la terza corsia ad uno promiscuo. In pratica la terza corsia può essere utilizzata alternativamente da un senso di marcia alla volta per tratti di lunghezza variabile da qualche centinaia di metri a qualche chilometro. Ovviamente a separare i due sensi di marcia opposti c'è sempre in tal caso il guardrail. Qui è una cosa piuttosto diffusa, visto lo spazio a disposizione, e la ritengo un'ottima idea in quanto annulla lo "stress da sorpasso" in quei pochi casi che si presenta (visto lo scarso traffico generale).
Un'ultima cosa che ho notato sono l'esiguo numero di motorini e le moto che si vedono in giro. Se si fa caso nei parcheggi dei luoghi di lavoro dedicati ai mezzi diversi dalle auto, come ad esempio l'ospedale dove lavora Silvia, le biciclette sono la stra-maggioranza.
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lunedì 7 settembre 2009
Come risparmiare grazie alla scarsa efficienza... italiana
Stamattina i miei genitori sono ritornati in Italia dopo aver trascorso per la prima volta una settimana qui da noi in Svezia. Sono venuti per vedere il posto, visto che non vi erano mai stati qui dal nostro trasferimento. Anche loro, come tutti gli amici che ci hanno fatto visita in questi giorni (ed adesso aspettiamo Ale ed Elisa, i novelli sposi...), sono rimasti piacevolmente sorpresi dal paese che qui hanno trovato.
Grazie alle nostre biciclette ed al clima della tarda estate svedese, si sono potuti godere la città ed i dintorni. Non so quante volte mio papà si è mangiato la lingua a vedere il verde dei prati e dei giardini ripensando al loro giardino italiano che è mezzo bruciacchiato dal sole... me li vedo ancora con il naso dentro le staccionate dei giardini a fare foto ed a morire d'invidia !
Ma il vero motivo per cui oggi ho deciso di scrivere queste righe è il seguente: la scorsa domenica, 30 agosto, lasciavamo l'Italia dall'aeroporto di Treviso dopo esservi giunti a bordo dell'automobile dei miei.
Dopo averla posteggiata al parcheggio a pagamento gestito dal comune (il P3) che si trova proprio di fronte al piccolo aeroporto della città, avevamo notato che la cassa automatica per il pagamento era fuori uso. Infatti un improvvisato cartello di cartone attaccato malamente con lo scotch sul macchinario recitava qualcosa come "non funzionante, uscire sbarra aperta"; in effetti poco prima avevamo notato che la sbarra per uscire dal parcheggio era insolitamente alzata.
"Tanto domani mattina (lunedì) lo ripareranno dai..." queste erano state le mie ultime parole prima di lasciare il parcheggio. Oggi, lunedì 7 settembre, i miei genitori appena arrivati a Treviso con il volo Ryanair da Skavsta, ritornano al famigerato parcheggio e con enorme sorpresa trovano la situazione immutata: sbarra alzata e stesso cartello appeso sulla cassa automatica. Ringraziano ed escono con i 64,50 euro che avrebbero dovuto pagare in tasca.
Cosa? Ma è possibile che in otto giorni non siano riusciti a riparare o a cambiare quel macchinario? Quante migliaia di euro può aver perso il Comune in questo tempo?
Per una volta la "scarsa" efficienza italiana è stata dalla nostra parte, triste consolazione comunque...
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