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giovedì 22 novembre 2012

Visioni celestiali


In queste ultime due giornate non potevo non prendere in mano la tastiera e scrivere io il Blog… perché? Perché si è trattata di un paio di giorni all’insegna dell’astronomia o meglio degli osservatori astronomici.
Ci eravamo lasciati con le avventure nel sottosuolo di Lightning Ridge e ci ritroviamo a scrutare nei due giorni successivi il cielo, un po’ per le mete, un po’ per le serate particolarmente limpide che ci hanno permesso di avvistare i gioielli del cielo australe ossia la Grande e Piccola Nube di Magellano (la galassia a noi più vicina) oltre alla famosa Croce del Sud.


Dopo aver attraversato la maggior regione australiana produttrice di cotone, nei dintorni di Narrabri, nella giornata di ieri abbiamo visitato il sito dell’Australian Telescope che rappresenta il più potente e grande sistema di radiotelescopi dell’emisfero australe. Nel sito sono presenti cinque enormi antenne da 23 m di diametro che possono essere spostate lungo delle rotaie a forma di croce. Sfruttando il principio dell’interferometria viene simulata un’unica antenna del diametro di 6km. Con una breve deviazione dal centro astronomico abbiamo avuto anche la possibilità di percorrere le sponde di un laghetto dalle acque lattiginose e perfettamente circolare del diametro di 3 km circa che si pensa sia stato creato in seguito all’impatto di un meteorite.


Lasciati i radiotelescopi abbiamo attraversato la Pilliga Natura Reserve, l’unica foresta primordiale rimasta in Australia. All’interno del parco ci sono lunghe strade sterrate che purtroppo non possiamo percorrere con il nostro camper e che portano a paesaggi magnifici. Tuttavia con uno sterrato piuttosto breve riusciamo a raggiungere il punto di partenza di un sentiero di circa 2km che ci permette di ammirare le numerose grotte di arenaria scavate dall’azione erosiva del vento e dell’acqua. Questa zona è  molto cara agli aborigeni come si può anche osservare dalle incisioni ancora presenti in alcune rocce.



Nella giornata di oggi invece abbiamo visitato al mattino il più importante centro di astronomia ottica dell’Australia, il Siding Spring Observatory che annovera tra la sua decina di telescopi anche il telescopio ottico più grande dell’Australia, l’Anglo-Australian Telescope con un diametro dello specchio di 3.9m.

Nel primo pomeriggio abbiamo spezzato la “monotonia astronomica” con una visita ad una miniera d’oro a cielo aperto oggi “rigenerata”, ossia messa in sicurezza ed attrezzata con diversi sentieri escursionistici. La miniera, aperta nel 1890, ha avuto un secondo periodo di splendore tra gli anni ’90 e il 2002 dopodiché è stata chiusa e riconvertita.


Per porre termine alla giornata, a circa 30 km prima dell’abitato di Parkes abbiamo ammirato “The Dish” il radiotelescopio singolo più grande dell’emisfero australe che con i suoi 64 m di diametro è un vero mostro del settore! Beh per un astronomo come me (almeno in origine) queste due giornate sono state una vera e propria scorpacciata di visioni celestiali !




In serata, prima di approdare al campeggio di Parkes, abbiamo avvistato i primi cartelli con la scritta Melbourne. A conti fatti siamo solo a 730km dal termine delle nostre peregrinazioni.

venerdì 26 ottobre 2012

Prima tappa: Melbourne-Lorne (Great Ocean Road)


Eccoci qui: prima notte in camper, nonché battesimo della vita da campeggiatori per Gabriele e Galileo. Dopo una giornata dedicata ai preparativi delle valigie e all’ottimizzazione del bagaglio che porteremo con noi, siamo andati a ritirare il nostro mezzo all’autonoleggio. Per chi ha presente lo svedese Rent-A-Wreck, ecco, questo è l’equivalente australiano: spartano e vecchiotto ma funzionante, con ben 206000 km sul cruscotto. Lo spazio a bordo non manca visto che i posti letto disponibili sarebbero 6, e siamo dotati anche di un numero assolutamente rispettabile di elettrodomestici. Insomma non ci lamentiamo, e iniziamo ad imparare l’utilizzo del mezzo. Gabriele è all’inizio decisamente impensierito dalla guida a sinistra, visto che per uscire dall’autonoleggio c’è perdippiù un bel traffico sulla tangenziale. Il tutto si rivela in realtà più facile del previsto e nel giro di pochi chilometri con il traffico si diradano anche gli ultimi timori. Facciamo una bella spesa per rifornirci di tutto il necessario e poi via, verso la prima tappa. Purtroppo tra una cosa e l’altra ormai si è fatto tardi e dirigendoci sulla costa verso occidente riusciamo a fare solo un piccolo pezzo della Great Ocean Road, raggiungendo il paesello turistico di Lorne. La vista sull’Oceano vale davvero la pena, e riusciamo a parcheggiare e sistemarci per la notte in un posto tranquillo. 

giovedì 25 ottobre 2012

Prime impressioni da Melbourne

Eccoci qui, down under ! Il viaggio, seppure lungo (21 ore totali incluso lo scalo da due ore a Doha in Qatar) è filato liscio e Galileo non ha dato segni di scompenso. Il piccolo esploratore ha viaggiato comodamente in pole-position, potendo addirittura dormire in posizione orizzontale in un "bassinette" (una specie di culla appesa alla parete davanti ai nostri sedili) mentre noi ci siamo dovuti accontentare della economy class (nonostante Gabriele avesse sperato in un upgrade visto che compiva gli anni proprio a bordo). Unico problema la statura del piccolo, visto che le gambette dal ginocchio in giù erano fuori dalla "scatola".

Galileo affila i canini spuntati durante il viaggio !
Dopo esserci rifatti la piega dei capelli con il phon caldo di Doha (35 gradi ventosi alle ore 22) ed essere rimasti colpiti dagli uomini d'affari arabi con vestito tradizionale bianco e quattro-cinque mogli completamente velate nere al seguito e borse supergriffate a tracolla, siamo stati accolti da una piacevole temperatura primaverile all'arrivo a Melbourne (se confrontata con l'autunno svedese...). Per questi primi giorni siamo ospiti da cugini che abitano in un grazioso quartiere residenziale alla periferia di Melbourne, caratterizzato da saliscendi continui in mezzo al verde. Le case sono prevalentemente villette in mattoncini con piccolo giardino senza recinto, garage ed auto enorme (per le dimensioni europee) parcheggiata nel driveway, fattori che un po' ci ricordano qualche stato degli USA.

La casa di Harry Potter?
Il mio primo sbaglio è quello di aver provato a salire in auto sul sedile anteriore destro in qualità di passeggero ma ops... c'era il posto di guida ! Poi ovvio qui tutto è rovescio con la guida ma di questo avremo modo di parlare nei prossimi giorni.
Smaltite le nove ore di fuso orario (di cui parleremo sicuramente in un altro post visto la complicatezza dei fusi orari in Australia), abbiamo dedicato le prime due giornate alla visita di Melbourne. Per me ritornarci dopo sedici anni ha fatto un certo effetto: molte cose e persone erano esattamente come le ricordavo. A coronamento di tutto ciò ci è stata organizzata anche una cena-barbecue-rimpatriata con le amiche che avevo conosciuto a scuola nel lontano 1996. Chi si è sposato, chi divorziato, chi ha avuto figli... ma sembrava che fosse passato solo qualche giorno.
Ecco qualche piccola curiosità di queste due giornate tra casa e città. In cucina abbiamo trovato un sinistro oggetto onnivoro nel lavandino della cucina, dal nome inquietante di un supereroe: l' "in-sink-erator". Ovvero un potente tritatutto da 0,65 cavalli di potenza !


Le altre curiosità si incontrano a spasso per la città: i cavi dell'elettricità sono tutti sopraelevati e grossi e tutte le case sono allacciate con due-tre di questi cavi pendenti in bella vista;


le combinazioni di cartelli stradali spesso lasciano spazio a dubbie interpretazioni;


la vegetazione e la fauna sono decisamente esotiche (piante di specie e dimensioni mai viste);


i negozi di prodotti farmaceutici sono dei veri e propri supermarket ed anche le confezioni di prodotti sono sovradimensionate.



Infine è proprio vero che l'Australia è un "melting-pot": per le strade le facce sono di ogni colore e tratto somatico come anche il modo di vestire è molto eterogeneo.
Domani inizierà l'avventura vera e propria perché dell'Australia abbiamo in programma di vedere parecchio e di spostarci senza usare l'aereo. Alla prossima !

sabato 20 ottobre 2012

Vacanza !!! Eclisse di sole down under !

Esattamente un anno fa, nei miei primi giorni di paternità, iniziavo a curiosare qui e là per cercare di recuperare le prime informazioni preliminari su un progetto avventuroso e quello che sarebbe stato un sogno destinato a realizzarsi.
Le passeggiate con Galileo a suo tempo in passeggino iniziarono a produrre strane idee che piano piano si sono materializzate nelle nostre menti. Dove saremmo potuti andare prima che il pupo compisse due anni di età (in modo da non pagare troppo il biglietto aereo) sfruttando gli ancora molti giorni di vacanza che ci avanzano (visto che abbiamo lavorato sodo tutta l'estate, cosa molto poco svedese !)  ? E magari sfuggendo proprio nel mese che si dice sia uno dei più brutti da queste parti, novembre?
Il mio trascorso da astronomo e soprattutto le indimenticabili emozioni vissute durante l'unica eclisse totale di Sole che io sia riuscito a vedere in vita mia nel mese di agosto del 1999 in Ungheria mi avevano fatto venire in mente che la prossima eclisse totale di Sole visibile in luoghi più o meno accessibili (che non sia l'Antartide o l'Oceano Pacifico) avverrà proprio il 13 novembre 2012, data quanto mai perfetta per un nostro ipotetico viaggio autunnale.

Ungheria, agosto 1999

La corona solare dell'eclisse solare del 1999

Come più di qualcuno saprà le eclissi di Sole si possono vedere solo da una strettissima fascia di territorio larga poco meno di 200km ed a vedere la mappa dell'eclisse del prossimo novembre c'è poca scelta: Australia !!


Eccoci quindi ad un passo dalla nostra meta futura... l'Australia ! Dopo un anno di programmi e preparativi, si parte domani.  Sarà un'avventurosa vacanza on the road, che un po' ci ricorda i bei tempi delle stagioni a caccia di tornado nelle Grandi Pianure degli Stati Uniti degli anni 2007-2008-2009. Questa volta, adattando il tutto alla nuova situazione familiare, avremo un camper a noleggio che ci permetterà di girovagare in lungo e in largo down under. Chilometri previsti ? Più o meno 10.000 ma la cosa non ci spaventa affatto visto che per ciascuna stagione negli Stati Uniti abbiamo fatto qualcosa come 10.000 miglia (oltre 16.000 km). E - novità - in questo viaggio saremo in quattro ! No, non c'è un bebè in arrivo bensì si aggrega a noi la nonna globetrotter Rosetta. Come nella migliore tradizione, saremo cablati e connessi tranne in pochi luoghi remoti, quindi stay tuned e seguiteci sul blog !

domenica 15 aprile 2012

Vacanze italiane

Come avrete capito dalla nostra lunga assenza, OneWayToSweden è andato in vacanza per tre settimane, ed eccoci oggi di ritorno. Ogni anno scegliamo la primavera per la nostra abituale gita in Italia: una stagione in cui può fare ancora "freddino" in Svezia e che invece nel Bel Paese spesso può regalare delle bellissime giornate. Quest'anno il nostro abituale giro di parenti ed amici tra Veneto e Friuli ha subito una piacevole modifica: per la prima parte della vacanza avevamo scelto una meta decisamente meridionale nel panorama italiano, la Sicilia, che mai abbiamo visitato in passato. La fortuna ha voluto che proprio durante quei primi dieci giorni il Sole abbia praticamente dominato incontrastato con temperature piacevolmente intorno ai 18-22C. Così purtroppo non è continuato una volta ritornati al nord, dove il tempo nei giorni della Pasqua è stato più svedese che italiano... ;( 

Valle dei Templi ad Agrigento
Fioritura primaverile

La Sicilia è una meta molto comoda per chi vola da Skavsta, volando su Trapani. Ryanair collega tra l'altro Trapani anche con Treviso così è stata l'occasione per stare con i nonni vicentini che avevano scelto di aggregarsi alla vacanza. La meta del nostro viaggio itinerante (1.300 km in tutto) è stata la Trinacria occidentale, con auto a noleggio e guida Lonely Planet sotto braccio. Il piccolo Galileo ha ben sopportato il suo undicesimo volo (in poco più di tredici mesi), il più lungo fino ad ora, 3h30' (e non sa ancora cosa gli aspetta il futuro...) e poi ha mostrato di apprezzare la sistemazione nel sedile posteriore dell'auto a noleggio (una Peugeot 5008).

San Vito lo Capo
Segesta

La Sicilia è una bellissima terra di colori con una storia meravigliosa alle spalle. Abbiamo fatto una vera e propria scorpacciata di storia antica con la visita ai tre siti di Selinunte, Agrigento e Segesta, oltre a varie escursioni tra cui anche il giro delle Madonie (dove abbiamo trovato anche la neve). Abbiamo visitato città come Trapani, Marsala, Agrigento e Cefalù. Siamo persino riusciti a farci ammaliare dai fascino del "Satiro danzante" esposto a Mazara del Vallo, che da solo merita un viaggio. Ma oltre agli occhi anche i nostri palati sono stati accontentati, grazie al cibo genuino e alle specialità locali, assaggiate  e cercate anche grazie a delle dritte di un'amica dalle radici siciliane.

Dalla sommità di Erice
Antico e moderno

Ma non sono mancate le situazioni che possiamo tranquillamente definire tragi-comiche, quasi tutte legate appunto al mondo dei piccoli. Venendo da una Svezia che possiamo definire "a misura di bambino" l'impatto non è stato dei più semplici: di seggioloni per bambini in ristoranti e hotel nemmeno l'ombra (tranne un paio di apprezzate eccezioni), figurarsi poi i bagni con il fasciatoio, pura fantascienza. La cortesia di un custode di un museo ci ha permesso di cambiare Galileo sulla scrivania dell'ufficio con tanto di dipendenti a curiosare intorno, per il resto abbiamo dovuto far uso di tanto improvvisazione e buon spirito di adattamento. Un altro dei problemini che abbiamo avuto era connesso alle abitudini alimentari di Galileo che alla sera allo scoccare delle 19, caschi il mondo, deve mangiare. Sapete cosa significa chiedere al ristorante di mangiare alle sette di sera? Ecco... potete immaginarlo. Per fortuna che esistono anche i bar che spesso preparano tante cose buone da mangiare o i camerieri e lo chef di qualche hotel che apre la cucina per il piccolo... 
Per il resto il viaggiare con un bambino piccolo è stata una bellissima esperienza. Noi siamo dell'avviso che sia opportuno abituare i bambini a viaggiare fin da piccoli, rispettandone però le abitudini e gli orari che significa spesso qualche rinuncia in termini di "passatempi serali".

Scala dei Turchi
Galileo esploratore contento

Purtroppo però non possiamo esimerci dall'evidenziare come in Sicilia oltre a cose molto belle, abbiamo trovato anche diverse cose che non ci sono piaciute. In primis le città. A parte le pochissime vie dei centri storici, nel resto non si può fare a meno di notare i cumuli di immondizia, che a volte diventano delle vere e proprie piramidi che sovrastano quei poveri tre o quattro cassonetti messi a disposizione di un numero di case che sembra veramente sproporzionato. La seconda cosa che ci ha colpito in maniera negativa, in ordine di negatività, sono state le abitudini alla guida dei "nativi" e il traffico. Non voglio dilungarmi su questa dolente questione, ma alla fine siamo arrivati a contare il numero di infrazioni del codice stradale che qualche impavido riusciva a commettere in un unica manovra, cose da non credere. Devo tuttavia riconoscere che la fantasia alla guida non manca davvero da quelle parti. La terza nota negativa è l'abusivismo edilizio. Pensate che una guida turistica ad un museo ha anche simpaticamente cercato di giustificarlo, spiegandoci la storia dei capi famiglia che devono costruire e regalare a tutte le figlie una casa/appartamento con costi spesso elevati e con quindi relative modalità più o meno lecite per riuscire a contenere le spese...

Che ne dite di una bella casetta in riva al mare?

La Sicilia è una terra bellissima con delle ricchezze inestimabili e potrebbe essere gestita molto meglio, basti pensare solo a come qui in Svezia, con quattro pietre o il relitto di una nave si costruiscono splendidi musei... e il Mediterraneo e le terre di Sicilia chissà solo quanti tesori ancora nascondono. 

martedì 4 ottobre 2011

Borta bra men hemma bäst

Eccoci di nuovo qui, di ritorno da cinque settimane di pereginazioni vacanziere, tra Grecia e le nostre due città natali in Veneto e Friuli. Ne sono successe tante in questa vacanza: dai meravigliosi giorni al mare al viaggio della speranza per tornare in Italia, dalla prima tappa vicentina dove tutta l'allegra brontofamigliola si è ammalata in contemporanea (con malanni diversi l'uno dall'altro) e non ha sfruttato a dovere i giorni disponibili per fare cose e vedere gente, alla seconda tappa friulana dove ci si è sostanzialmente riposati e si è goduto di un clima settembrino inaspettatamente caldo e soleggiato.
Un mese è davvero volato e - disavventure a parte (fisiologico che ci siano in una vacanza così lunga) - è stato come al solito bello tornare da turisti in patria. E no, personalmente la sensazione che ho avuto è che non ci tornerei a vivere.


Alla fine avevo proprio voglia di tornarmene a casa, perchè sì, in vacanza siamo stati bene, ma la nostra vita è qui ed è proprio vero quello che dicono gli svedesi: "borta bra men hemma bäst". Ora ci aspettano un autunno ed un inverno pieni di eventi: in primo luogo la Blogfesten (accorrete numerosi, voi che leggete !), ed a seguire il mio rientro al lavoro all'inizio di novembre, per poi concludere con una serie di visite di parenti ed amici sotto Natale che culminerà con il viaggio Northern Lights a Kiruna. Insomma, non c'è da annoiarsi !

sabato 17 settembre 2011

Perchè le parolacce sono così poche in Svezia?

Avvertenza: questo post a qualcuno non piacerà.... ma non potevo non scriverlo. Non vorrei scrivere queste cose ma il tacere non è meglio e fare finta che tutto sia normale non la ritengo un'opzione valida. Ormai l'opinione del singolo non conta più, nessuno ti ascolta. Per fortuna si può ancora scrivere quello che si pensa. Mi chiedo se prima fosse tutto davvero così e vivendoci dentro mi ero in qualche modo abituato e rassegnato... il fatto è che io non ci sto più. Due anni di Svezia mi hanno modificato dentro, il mio modo di vedere le cose e di comportarmi non è più lo stesso di prima e mi chiedo come sarebbe se tornassi indietro. Non riuscirei più a sopportarlo, sarei un pesce fuor d'acqua. La Svezia non è il paradiso e non è il paese perfetto ma il nuotare in quel mare adesso mi fa star bene.

Ecco qualche esempio che ha solleticato il mio panorama di parolacce italiane in questi giorni...
Vodafone: nella nostra vacanza in Grecia ho effettuato delle chiamate con tariffa Passport verso l'Italia che dovrebbero essere tutte tariffate ad 1 euro o poco più l'una. Per scrupolo al rientro in Italia controllo il traffico effettuato e mi ritrovo con delle tariffe completamente inspiegabili alcune ad 1 euro e altre ber più alte. Mi armo di pazienza (durata non più di 5 minuti) e chiamo il 190. Riesco a districarmi tra i vari tasti da premere e riesco a parlare con un operatore. Cerco di spiegargli il problema evidenziando la completa incongruità degli addebiti. Pensate che addirittura siamo arrivati ad avere due chiamate allo stesso numero una di quasi 7 minuti addebitata ad 1 euro ed una di 5 minuti addebitata ad 2,3 euro. Il tipo si arrampica sugli specchi per spiegarmi le varie tariffe e poi messo davanti all'evidenza di quest'ultima incongruità cosa fa... riattacca !! Impreco in italiano e me la metto via. Se potessi farne a meno di banche e numeri di telefono italiani...
Durante un pomeriggio mi capita sotto mano la "rivista" Panorama e mi leggo un paio di articoli: uno sui ricchi in Italia che risultano essere un qualche decina di migliaia (mentre di ville, barche, macchinoni ce ne sono a milioni...) e il secondo è sui braccialetti elettronici di uso comune in Svezia ed altri paesi ma quasi mai usati in Italia e la cui sperimentazione è ancora in atto e costati di solo canone Telecom (altra buona...) 100 milioni di euro !!
A cena parliamo di come stanno andando le cose... un'amica mi dice di aver visto Matrix dove uno studio riportava nel 75% la percentuale di evasori delle tasse al sud italia e 25% (se non ricordo male) in Veneto con un recupero crediti in qualche proporzione accettabile nella regione del nord e quasi inesistente al sud. Parlo con un altro paio di amici seduti al tavolo e questi mi dicono che è la prassi fare preventivi per gli artigiani senza IVA tanto è SCONTATO che nessuno la mette in conto... "mica vorrà la fattura?". Ed io cosa mi ritrovo nella cassetta delle lettere: una bella lettera di Equitalia con una multa di 170 euro da pagare perché nel 2007 (quando avevo la partita iva) avevo versato una rata con qualche giorno di ritardo!! 170 euro??? E per quelli che non pagano quale sarà mai la multa???? Ma fatemi il piacere...
L'altra coppia ci racconta delle loro agognate vacanze a Vasto, 600 km in auto per un mare che non sia il brodo dell'alto Adriatico. Arrivano là e trovano un mare stranamente sporco (ma il mare al sud non era bello?) tanto che la visibilità era azzerata a pochi centimetri, prendono il pattino/moscone e si portano al largo e trovano sacchetti di plastica, immondizia galleggiante... tornano a casa disperati, cercano su Google e scoprono che la fognatura si era rotta per uno smottamento e che tutti i liquami erano finiti in mare...
Ma continuiamo con ordine sparso... nel pomeriggio precedente vado in esercizio commerciale per un servizio, pago e non ricevo alcuna ricevuta (non si trattava di scontrino...) come se tutto fosse normale (nemmeno mi viene chiesto se poteva...)... torno a casa e una persona mi racconta di quando è andato a pagare il pane e lo scontrino riportava un importo fittizzio (tipo 1 euro invece di 5) e alla sua osservazione si è beccato anche "ma quanto fiscale è lei !"
In Svezia abbiamo costruito una casa e tutti, dico tutti gli artigiani che hanno lavorato da noi, ci hanno mandato la loro fattura con il dettaglio dei lavori e con gli estremi del pagamento, IVA al 25% INCLUSA.
La Telia (analogo della Telecom  in Svezia) ci ha consegnato l'accesso ad internet in fibra ottica con quasi un mese di ritardo e nella prima bolletta abbiamo avuto un accredito di 800 kr (quasi 90 euro) come compensazione per il disguido.
Siamo a Montegrotto e percorriamo una strada a doppia corsia che in prossimità delle rotonde si stringe ad una sola; sono quasi arrivato alla rotonda, davanti a me lascio uno spazio dalla macchina precedente e (già con la corsia ridotta) mi vedo piombare una Y10 sulla sinistra a velocità folle che mi taglia la strada e si infila nel poco spazio davanti a me, freno bruscamente e mi fermo a 10 cm dal suo paraurti, scarica di adrenalina e mi appoggio sul clacson per segnalare la pazzia alla ragazza al volante... tempo 5 secondi ed arriva il "vendicatore", un terzo automobilista da dietro quasi sopra il cordolo sinistro mi supera e si affianca alla tipa e con il finestrino abbassato la riempie di parole e gestacci... siamo nel Far West?
Io mi sento un pesce fuor d'acqua quando mi aggiro tra i luoghi natii... è bello rivedere parenti ed amici, mangiare una pizza come si deve, godere di un'estate che è ancora quasi troppo calda, ma il divertimento dura poco, il tempo di leggere il giornale, accendere la tv, parlare con le persone, girare in auto per le strade... quanto mi fa incazzare tutto questo! Il passatempo rimane sempre quello: tu freghi me... ed io frego te in un altro modo... tanto c'è sempre qualcuno in fondo alla piramide che paga per tutti.
In Svezia il panorama delle parolacce è piuttosto ridotto, mentre in Italia siamo dei professionisti del settore... chissà perchè ! Välkommen till Italien.

domenica 11 settembre 2011

Finalmente in vacanza in... Calcidica (Halkidiki)

Dopo un'estate molto indaffarata, soprattutto per mettere a posto la casa dopo il trasloco, per sistemare il garage e dipingere l'esterno, davvero non vedevamo l'ora di riposarci e rilassarci un po'. La meta per questa vacanza di fine estate è stata abbastanza difficile da scegliere, in quanto dovevano coincidere diversi fattori: condizioni climatiche favorevoli (da bravi neo-svedesi abbiamo infatti optato per un luogo dove ancora si senta il sapore dell'estate - ma non così caldo da essere fastidioso per il piccolo Galileo), raggiungibilità dall'aeroporto a noi più vicino e possibilità di collegamento con l'Italia al rientro (eh sì, perchè a seguito di questa breve vacanza ci sarà anche la solita tappa veneto-friulana), posizione sul mare in ambiente adatto a famiglie con bambini e infine costo abbordabile. Dopo mille ragionamenti la scelta è caduta su una destinazione credo ancora abbastanza sconosciuta al turismo italiano e anche svedese: la penisola Calcidica, in greco Halkidiki.

La tranquilla spiaggia di Agios Ioannis 
"capitelli" votivi ortodossi
La laguna di Vourvourou
Con un comodo volo dell'onnipresente Ryanair su Salonicco (che a sentire i locali merita di per sè una visita, che noi riserveremo al prossimo giro da queste parti), abbiamo noleggiato una macchina e in un'ora e poco più di strada eccoci arrivati ! Destinazione: Nikiti, sul secondo "dito" della penisola triforcuta, un paesello di 2000 abitanti direttamente sul mare. Qui ci aspettava un appartamentino con vista mare, tranquillo e poco distante dal centro del paese e a pochi chilometri dalle spiagge più belle della zona, raggiungibili in qualche minuto di auto.

You are my sunshine!
Siamo sicuri che devo proprio farlo il bagno?
Cuginetti a mollo 
Sembra che la penisola Calcidica sia una meta turistica piuttosto apprezzata dai Greci, e in questo momento popolata soprattutto da Bulgari, Serbi, Macedoni ed Albanesi, molto probabilmente in virtù della vicinanza geografica. Di italiani o scandinavi ben pochi, al contrario. Nonostante questa sia una meta prevalentemente turistica, la nostra impressione (confermataci poi anche da conoscenze greche fatte sul posto) è che gli operatori turistici non abbiano ancora molta mano con i visitatori stranieri: autonoleggio di nota catena internazionale assolutamente disorganizzato, ristoranti con personale generalmente frettoloso e poco "al servizio del cliente", paesello poco curato dall'urbanistica caotica e dall'edilizia eterogenea e spesso incompiuta.

Uno dei mille esempi di edilizia incompiuta 
Sarà la crisi ? O era così da prima ? La sensazione è di disorganizzazione generale e approssimazione diffusa... D'altra parte la natura, il clima, il mare e le spiagge sono fantastici e valgono davvero la visita. Peccato che tutto questo non sia adeguatamente valorizzato.
La nostra vacanza quindi è trascorsa in completa tranquillità e relax, tra bagni di mare, pranzi e cene all'aperto con frutta e verdura di stagione "dal terra (dietro l'angolo) alla tavola", in divertente compagnia di mia sorella e famiglia (ovvero moroso e bimba quasi coetanea di Galileo). 

GNAM!
Più tipico di così...
Moussaka e kotopoulou souvlaki 
Pescanoce XXL
I bimbi sembrano gradire, i genitori anche. Non male per questa fine estate, ci voleva davvero !

domenica 5 giugno 2011

Due giorni d'estate a Stoccolma

Finesettimana lungo, qui in Svezia: la vicinanza temporale di più ricorrenze (Ascensione, il 2 giugno, e festa nazionale, il 6 giugno) intervallate da sabato e domenica permettono di riposarsi e di poter organizzare una piccola vacanza. Inoltre per questi primi giorni di giugno la Svezia ci ha voluto regalare delle temperature e un sole veramente mediterranei: la colonnina di mercurio ha segnato 29°C - temperatura ideale per fare qualcosa all'aria aperta - e volentieri ci si veste in maniche corte, pantaloncini e sandali.
Per noi sono gli ultimi giorni di tranquillità prima del trasloco, e quindi approfittiamo: poi ci sarà da lavorare, e anche parecchio ! 
E quindi via: si parte in treno per Stoccolma, per una due-giorni intensa ma non di corsa. L'importante è rilassarsi oltre che fare e vedere qualcosa di interessante. 
Il primo giorno è dedicato al Tekniska Museet, dov'eravamo già stati un paio di anni fa. Questa volta però c'è qualcosa di nuovo da scoprire: una mostra dedicata alla storia dell'esplorazione dello spazio, la nostra passione di sempre. Galileo, sempre con noi, si guarda in giro attento: chissà che anche lui non si appassioni a quello che piace ai suoi genitori ! 
Futuro astronauta ?
L'esposizione non è particolarmente grande e in un paio d'ore siamo fuori, giusto in tempo per una lunga passeggiata a piedi nel verde lungo Lidovägen per attraversare poi il ponte che porta all'isola di Djurgården, dove moltissimi come noi hanno deciso di approfittare della splendida giornata, per un picnic, un po' di sole in costume, un giro in barca nelle acque tutt'attorno. E' un tripudio della natura: verde ovunque, il cielo  azzurrissimo senza una nuvola, la luce intensa che fa brillare ancor più i colori dei fiori che con il loro profumo ci inebriano i sensi. Insomma è la natura al suo apice, nel giorno perfetto per ammirarla. 
Tutti al sole a Djurgården !
E il giorno successivo facciamo il bis, in piacevole compagnia di amici: meta questa volta lo Skansen, con i suoi animali e le riproduzioni di edifici tipici svedesi. Si cammina tutta la giornata, con solo qualche breve pausa per rifocillarci e naturalmente cambiare Galileo, che nel frattempo alterna periodi di sonno beato a momenti di curiosità per ciò che lo circonda.
Rientriamo in treno soddisfatti della gita: Stoccolma ci piace molto, è una città internazionale in cui non ci si può mai annoiare, un posto dove si può avere la sensazione di essere nella natura anche in pieno centro. Ma torniamo volentieri nella "nostra" Norrköping dove fra meno di una settimana potremo finalmente entrare nella nostra - definitiva - casa nuova !

martedì 16 novembre 2010

Italia-Svezia: fuso orario?

Un sms sul telefono italiano mi sveglia, guardo l’orologio e non mi sorprendo più di tanto vedendo che le lancette hanno oltrepassato le dieci del mattino. Mentre Silvia riesce ancora a prolungare il suo letargo notturno io cerco di attivare il cervello e trascinarmi in doccia. Sabato sera siamo atterrati a Milano ospiti di una coppia di amici d’infanzia, Marco e Silvia, e devo dire che la nostra vita si è letteralmente trasformata.
Mi ricordavo che l’Italia fosse sullo stesso fuso orario della Svezia (anche se ogni tanto sento qualcuno che mi dice “ma in Svezia quante ore di fuso orario avete?”). Ma da quando siamo arrivati in Italia devo ricredermi e adesso posso tranquillamente affermare che ci sono almeno tre-quattro ore di fuso. Non ci credete? Beh a Norrköping si cena alle 19 e alle 22 è l’orario per la nanna…mentre questo sabato e questa ci siamo seduti a tavola rispettivamente alle 23 e alle 24 e prima delle 2 del mattino non siamo andati a dormire. La sveglia? In Svezia alle 6.30-7, qui a Milano alle 9.30-10!
Non c’eravamo proprio abituati a questi ritmi “vacanzieri”… e la splendida ospitalità riservataci dai nostri amici ci ha garantito una 36 ore ad altissimo livello… sabato sera cena in casa a base di burrata, verdure fresche in pinzimonio, puntina di vitello con polentina veneta e cassatelle della gelateria “Gelati Famosi”. Domenica mattina brunch colossale al Marghera 37, domenica sera derby Inter-Milan a San Siro e cena ad ore notturne al Blitz.


Tutto fantastico: tuttavia devo confessare che questa vita e questi ritmi non fanno per me. La vita a Milano scorre ad una velocità troppo elevata, troppo frenetica e poi ci sono alcune cose alle quali per me è impossibile abituarmi, come il numero di automobili in movimento e/o parcheggiate ovunque compresi i marciapiedi (e non solo le solite Smart ma anche automobili di dimensioni normali), le cacche dei cani sui marciapiedi (ne ho anche pestata una…) e… il colore predominante: il grigio.

lunedì 9 agosto 2010

Non solo scienza...

Questa vacanza-studio in terra lappone, oltre ad avere uno scopo principale (il corso di studi spaziali) e uno scopo secondario (esplorazione della zona, anche in vista del prossimo viaggio invernale a caccia di aurore boreali), si sta rivelando interessante anche per i rapporti interpersonali e sta diventando spunto per qualche riflessione "antropologica". Ovvero: che cosa accomuna 35 persone che scelgono di fare questo corso ? E come socializzano tra di loro ? 
La risposta ovvia alla prima domanda sarebbe che la maggioranza dei partecipanti è rappresentata da studenti di ingegneria aerospaziale, i quali naturalmente sono interessati alla materia. Questa appunto è la riflessione più superficiale. Il corso in realtà (e grazie al cielo) è molto poco tecnico rispetto ad un qualsiasi corso di ingegneria o di fisica/meccanica del volo, ed in sé non dà "punti di vantaggio" per l'accesso ad eventuali altri corsi. 
La caratteristica comune di tutti i partecipanti è invece la curiosità, non solo nei confronti della materia principale, ma del "pacchetto-corso" in generale: curiosità di fare qualcosa che si discosti dal "solito" (insomma, 3 settimane nella Lapponia svedese non sono quanto di più comune ci sia per passare il mese di agosto), di saperne di più (oltre alle mere nozioni di fisica qui ne stiamo sentendo di tutti i colori, dalle aurore boreali, alla storia di Kiruna, e molto altro), di sentire più punti di vista (con più di 10 nazionalità diverse sarebbe strano il contrario), di sognare al di là di quella che è la realtà a portata di mano qui ed ora (e qui, l'argomento "esplorazione spaziale" lascia ampio spazio alla fantasia...). Insomma si tratta soprattutto di persone aperte e curiose, e in generale socievoli e predisposte al lavoro di gruppo. Eh sì, perché una parte della valutazione finale si baserà su un progetto di gruppo, e i gruppetti che si sono formati non sono assolutamente mononazionali.
E' poi interessante scoprire giorno per giorno queste persone attraverso le piccole cose, come per esempio i pranzi e le chiacchierate in comune: dal folto gruppo di portoghesi che la sera cucina delizie del palato e rallegra l'atmosfera con il calore mediterraneo, ai nordeuropei che non tengono molto in considerazione la questione culinaria - gli inglesi che già dal primo giorno hanno acquistato fish and chips surgelati a quintalate e subito sono stati attratti dall'offerta alcolica del Systembolaget, il pallidissimo finlandese che mangia unicamente (dal giorno in cui ha messo piede a Kiruna) fiskbullar in scatoletta che apre sempre con il coltellino svizzero appeso alla cintura e beve dalla borraccia anch'essa appesa alla cintura dall'altra parte, l'olandese che invece è abbonato - ogni santo giorno - al pane e Nutella per pranzo (!!!). 
E poi i meticolosi, silenziosi e riservati russi che cercano di spremere ogni goccia di scienza da questo corso sapendo che è per loro un'opportunità da cui trarre il massimo, l'indiano i cui ragionamenti sanno molto di spirituale e molto poco di pratico, gli organizzatissimi scandinavi con matlåda di ordinanza e incrollabile predilezione per il "möte" organizzativo preliminare a qualsiasi attività, e la mia ormai affiatatissima compagna di avventura velata che al di là di ogni possibile pregiudizio si è rivelata oltremodo piena di interessi ed iniziativa, lungimirante e di aperte vedute (alla faccia della questione religiosa...).

In ogni caso, al di là delle differenze ed abitudini nazionali, sono persone che pensano in modo aperto e positivo. E io che ero scettica temendo un'interminabile noia in compagnia di pischelli ventenni...

sabato 7 agosto 2010

Gita ad Abisko

Giunto il fine settimana, è arrivata anche l'ora di una gita fuori porta per approfittare del bel tempo e dei due giorni liberi da impegni scolastici. In un gruppetto di 10 persone siamo partiti stamattina di buon'ora dalla stazione ferroviaria di Kiruna in direzione "sempre più a nord", ovvero Abisko, micropaesello a pochi kilometri dal confine con la Norvegia. Scopo della gita: una passeggiata in compagnia con pranzo a picnic, per ammirare le montagne e i laghi della zona. Complice una meravigliosa giornata di sole con temperature oltre i 20 gradi, abbiamo instancabilmente camminato per ore attraverso boschi, costeggiando torrenti, per alcuni degli itinerari segnalati dalla cartina escursionistica della zona. Abbiamo avuto anche modo di sperimentare, nostro malgrado, una "deviazione" non voluta (ok... ci eravamo quasi persi...), inzuppandoci fino alle caviglie nell'attraversare le zone paludose e muschiose del sottobosco lappone dove crescono le bacche polari (in svedese hjortron, in inglese cloudberry), che tuttavia non abbiamo potuto nè vedere nè cogliere dal momento che la maturazione avviene verso la fine di agosto/tutto settembre. 
Questa zona della Svezia, di per sè molto poco abitata, è tuttavia importante meta turistica durante l'estate (ovviamente anche d'inverno per altri motivi - tra cui le aurore boreali e gli sport invernali), ed in questa stagione è specialmente gettonata dagli amanti del trekking e delle vacanze in totale libertà nella natura (molto comune è il campeggio libero, visto che la legge svedese lo permette praticamente ovunque). Inoltre, come da tradizione svedese diffusa anche nel resto dal Paese durante tutta l'estate, anche qui vengono organizzate gare podistiche, di corsa, di escursionismo, della durata anche di più giorni. E proprio in una di queste manifestazioni ci siamo imbattuti oggi, all'arrivo alla stazione turistica di Abisko (sede non solo dell'ufficio informazioni ma anche di un albergo e di un punto di ristoro): la FjällRäven classic, ovvero una competizione di più giorni su un percorso di 110 km. Proprio oggi abbiamo assistito all'arrivo degli stremati concorrenti, ed incredibile alle nostre orecchie è stato il tempo del primo arrivato: poco più di 14 ore ! 
Per quanto ci riguarda, ci siamo invece accontentati di qualcosa di molto meno estremo, ed eccoci qui per la meritata sosta al bordo di una spettacolare cascata immersa nel verde !

venerdì 9 aprile 2010

Fika a colazione: l’Italia è questo e altro

Eccoci qui, quasi alla fine della nostra vacanza: dopo una Pasqua trascorsa in compagnia dei nostri cari e con gli amici svedesi, e una Pasquetta al lago, con sole e clima davvero primaverile, tra una paio di giorni ce ne torneremo in Svezia.
Anna e Martin, alla loro prima esperienza in Veneto, hanno avuto modo di vivere in prima persona la vita quotidiana in una qualsiasi famiglia italiana, con i suoi lati anche buffi e particolari: qualche perplessità per la colazione dolce (“ma qui si fa fika a colazione ???”) che comunque sembrano aver apprezzato, per l’abitudine di non togliersi le scarpe in casa, per la facilità con cui si aquistano - e bevono - alcolici, e non da ultimo per la combinazione di molto charme e basso costo di un aperitivo al bar, con stuzzichini vari e il sole ormai estivo che scalda il viso. E ancora: la bellezza dei paesaggi e dell’arte, la vicinanza di mari e monti (dal B&B dove abbiamo pernottato la notte di Pasquetta si potevano vedere contemporaneamente Prealpi ed Appennini, nonché ammirare la pianura tra sconfinate distese di alberi di pesco e kiwi e altrettanti numerosi vigneti).
Ma hanno avuto anche modo di sperimentare la folla con la confusione che ne deriva, il traffico estremo, l’inquinamento di aria e acqua, i prezzi spesso gonfiati in alcuni settori, il gran numero di venditori ambulanti stranieri dalla dubbia regolarità, i racconti delle vicissitudini politiche italiote… insomma anche i lati poco attraenti che magari non colpiscono immediatamente il turista frettoloso che non pensa alla differenza tra visitare un Paese per vacanza e invece sceglierlo come propria residenza.
Ed è questo, alla fine, che volevamo far vedere loro: un’Italia non per turisti, non quella idilliaca di “Drömmen om Italien”, ma quella della gente che ci lavora, che ci vive, con i suoi lati positivi e quelli negativi.
E a noi, che effetto ha fatto tornare indietro ancora una volta ? Personalmente un po’ di nostalgia per la gente che conosciamo, per il clima (ormai qui in Veneto le temperature hanno toccato i 20°C, mentre in Svezia le massime sono attorno ai 10°C) con la natura che è ormai in piena esplosione primaverile, e per il cibo, con tutte le possibili variazioni e specialità da regione a regione, da città a città, da borgo a borgo. Ma il capitolo nostalgia è breve e finisce qui.
Insomma, contenti della vacanza, ce ne torniamo a casa nostra, dove ci aspettano nuovi progetti e nuove avventure, e possiamo in questo momento dire: “borta bra, men hemma bäst”, ovvero in da qualche altra parte si sta bene, ma a casa propria (in Svezia) si sta meglio.