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domenica 11 settembre 2011

Finalmente in vacanza in... Calcidica (Halkidiki)

Dopo un'estate molto indaffarata, soprattutto per mettere a posto la casa dopo il trasloco, per sistemare il garage e dipingere l'esterno, davvero non vedevamo l'ora di riposarci e rilassarci un po'. La meta per questa vacanza di fine estate è stata abbastanza difficile da scegliere, in quanto dovevano coincidere diversi fattori: condizioni climatiche favorevoli (da bravi neo-svedesi abbiamo infatti optato per un luogo dove ancora si senta il sapore dell'estate - ma non così caldo da essere fastidioso per il piccolo Galileo), raggiungibilità dall'aeroporto a noi più vicino e possibilità di collegamento con l'Italia al rientro (eh sì, perchè a seguito di questa breve vacanza ci sarà anche la solita tappa veneto-friulana), posizione sul mare in ambiente adatto a famiglie con bambini e infine costo abbordabile. Dopo mille ragionamenti la scelta è caduta su una destinazione credo ancora abbastanza sconosciuta al turismo italiano e anche svedese: la penisola Calcidica, in greco Halkidiki.

La tranquilla spiaggia di Agios Ioannis 
"capitelli" votivi ortodossi
La laguna di Vourvourou
Con un comodo volo dell'onnipresente Ryanair su Salonicco (che a sentire i locali merita di per sè una visita, che noi riserveremo al prossimo giro da queste parti), abbiamo noleggiato una macchina e in un'ora e poco più di strada eccoci arrivati ! Destinazione: Nikiti, sul secondo "dito" della penisola triforcuta, un paesello di 2000 abitanti direttamente sul mare. Qui ci aspettava un appartamentino con vista mare, tranquillo e poco distante dal centro del paese e a pochi chilometri dalle spiagge più belle della zona, raggiungibili in qualche minuto di auto.

You are my sunshine!
Siamo sicuri che devo proprio farlo il bagno?
Cuginetti a mollo 
Sembra che la penisola Calcidica sia una meta turistica piuttosto apprezzata dai Greci, e in questo momento popolata soprattutto da Bulgari, Serbi, Macedoni ed Albanesi, molto probabilmente in virtù della vicinanza geografica. Di italiani o scandinavi ben pochi, al contrario. Nonostante questa sia una meta prevalentemente turistica, la nostra impressione (confermataci poi anche da conoscenze greche fatte sul posto) è che gli operatori turistici non abbiano ancora molta mano con i visitatori stranieri: autonoleggio di nota catena internazionale assolutamente disorganizzato, ristoranti con personale generalmente frettoloso e poco "al servizio del cliente", paesello poco curato dall'urbanistica caotica e dall'edilizia eterogenea e spesso incompiuta.

Uno dei mille esempi di edilizia incompiuta 
Sarà la crisi ? O era così da prima ? La sensazione è di disorganizzazione generale e approssimazione diffusa... D'altra parte la natura, il clima, il mare e le spiagge sono fantastici e valgono davvero la visita. Peccato che tutto questo non sia adeguatamente valorizzato.
La nostra vacanza quindi è trascorsa in completa tranquillità e relax, tra bagni di mare, pranzi e cene all'aperto con frutta e verdura di stagione "dal terra (dietro l'angolo) alla tavola", in divertente compagnia di mia sorella e famiglia (ovvero moroso e bimba quasi coetanea di Galileo). 

GNAM!
Più tipico di così...
Moussaka e kotopoulou souvlaki 
Pescanoce XXL
I bimbi sembrano gradire, i genitori anche. Non male per questa fine estate, ci voleva davvero !

domenica 4 aprile 2010

Tra mare e frico

L’avventura italiana questa volta continua in Friuli in un sabato di Pasqua dedicato al mare e alla cucina regionale. E’ l’occasione quindi per mostrare come funzionano le autostrade italiane, il nuovo passante di Mestre e come cambia il paesaggio tra Padova o Venezia dove il verde tra un paese e l’altro è poco e le costruzioni sono molte fino alla parte orientale del Veneto ed alla Bassa Friulana dove lo spazio libero disponibile è un po’ di più ed il paesaggio forse più godibile tra viti e prati verdi.
Il pranzo viene servito a casa dei miei genitori dove è il turno del prosciutto crudo, di uno speciale culatello di Sauris (una località sui monti friulani rinomata per i salumi) e di un pasticcio di radicchio di Treviso e pancetta, accompagnato da un paio di buoni vinelli tra cui un prosecco che fa la felicità di Martin.
Nel pomeriggio in programma c’è una bella passeggiata in spiaggia a Lignano in compagnia di Alessandro ed Elisa che i nostri amici svedesi avevano conosciuto già la scorsa estate proprio in Svezia. Così c’è stato il tempo di godersi ancora un po’ di sole seduti ad assaporare un “macchiatone” sulla Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro con il rumore delle onde sotto di noi e una vista che spazia fino a Trieste ed alla Croazia… come sembrano lontani la neve ed i boschi di Norrkoping !
Grazie alle conoscenze di Ale ed Elisa, per la serata abbiamo previsto qualcosa di speciale per i nostri speciali ospiti nordici: una cena tipica friulana, in un trattoria tipica, in un paesino tipico… quanti di voi hanno assaggiato il frico e il salame all’aceto friulani (i friulani non possono partecipare…)?

Penso che Anna e Martin siano stati tra i pochi svedesi al mondo a poter assaggiare questa specialità della mia regione: un sapiente mix di formaggi, patate e cipolla fritti in padella fino a formare una specie di frittata fondente… una vera chicca da non perdere che mi sono assaporato boccone dopo boccone con un gusto impareggiabile per cercare di imprimere nelle mie papille gustative un sapore che non potrò riavere per diversi mesi a venire. Che bello condividere questi momenti un po’ speciali con gli amici nuovi e con quelli di sempre…

lunedì 10 agosto 2009

Un weekend tra santi e re

Una splendida giornata d'estate all'insegna di cultura e natura alla scoperta dell'Östergötaland, in compagnia di Alessandra e Giovanni, ospiti per un paio di settimane: ecco in poche parole il nostro weekend. In due giorni abbiamo percorso quasi 400 chilometri spingendoci sabato ad est verso il mare e domenica ad ovest verso il lago Vättern. Il sole e le temperature intorno ai 26-28 gradi ci hanno riempito di energia, accompagnandoci costantemente nel nostro peregrinare a destra e a sinistra.
Sabato l'intento era quello di visitare il promontorio che si estende a partire da Norrköping verso est per circa 40 chilometri fino a raggiungere il mare aperto nella località di Arkösund. Un luogo costellato da una miriade di isole e isolotti, molti dei quali riserve naturali ed ai quali in determinati periodi dell'anno non è possibile nemmeno avvicinarsi. Ad Arkösund eravamo determinati a noleggiare dei kayak per poter visitare nel modo migliore quel paradiso di isolotti; purtroppo però bisognava prenotare in anticipo i mezzi di trasporto e così ci siamo dovuti accontentare di un pic-nic in riva al mare appollaiati come gli svedesi su massi e scogli. Qualche temerario locale si rinfrescava pure dalla "calura" tuffandosi in mare, nuotando in mezzo alle anatre e ad altri pennuti.

C'è da dire che qui in Svezia, anche quando si arriva in un luogo "gettonato" non c'è mai la ressa alla quale si è abituati sulle spiagge dell'Adriatico, non devi mai lottare fianco a fianco con il vicino per stendere l'asciugamano o per guadagnarti uno spazio vitale.
Nel pomeriggio di sabato abbiamo percorso lunghi tratti tra boschi e campagne in un continuo dolci saliscendi, finendo a mostrare il funzionamento delle chiuse sullo Göta Kanal ai nostri amici nei pressi di Norsholm.
Per domenica invece il programma prevedeva la visita della bella cittadina di Vadstena sul lago Vättern. Anche se oggigiorno per "città" in Svezia si intendono località con almeno 10.000 abitanti, l'appellativo le era stato donato nel 1400 in quanto località molto importante per il tempo. Infatti Vadstena è famosa per due costruzioni che ivi si trovano ancor oggi. Il monastero di Santa Brigitta del 1350 circa, protettrice di Svezia e dell'Europa ed il castello di Vadstena appunto, uno dei meglio conservati e fatto costruire non meno che dal Re Gustav Vasa nel XVI secolo.

Visitando il museo del monastero e la imponente chiesa in riva al lago, grazie alla splendida ricostruzione storica ci si addentra nel XIV secolo alla scoperta della storia di questa santa e della vita monastica del tempo. Brigitta una donna che, dopo aver partorito otto figli ed in seguito alla morte del marito, si dedicò interamente alla vita religiosa percorrendo in lungo mezza Europa nel suo peregrinare. Morì a Roma nel 1373 dopo aver ottenuto il permesso da Papa Urbano V di fondare un ordine di suore, le brigittine e di costruire un monastero. Una delle sue figlie ne fu la prima badessa. Nel 1999 Papa Giovanni Paolo II elesse Santa Brigida a protettrice d'Europa.

Di tutt'altro genere invece la storia che sta dietro la costruzione del castello Vadstena voluto dal Re Gustav I Vasa per difendere i territori svedesi dagli attacchi danesi. L'abile guida del castello, una ragazza svedese con tanto di vestito tipico, ci ha fatto strada nelle immense stanze del castello coinvolgendoci con le storie del tempo riguardo al Vasa, re che diede inizio alla scissione della chiesa, confiscandone tutti i beni. Un Re che ha avuto tre mogli ed undici figli.
In particolare dopo la morte della seconda moglie, dalla quale aveva avuto 10 figli in soli 13 anni, Re Gustav ormai quasi sessantenne sposò la terza moglie, una ragazza di 19 anni e di 40 anni più giovane di lui. Le nozze si tennero il 22 agosto 1552 proprio al castello Vadstena dove la giovane sposa arrivò attraversando il lago Vättern in barca. Il suo abito completamente rosso contrastava con l'abito completamente bianco del Re Vasa che, andando incontro alla futura sposa a cavallo percorrendo un viale completamente cosparso di rose cercava, invano, di sembrare più giovane.


Nel resto della giornata abbiamo immerso i piedi nel lago Vättern con l'acqua alla temperatura di 18°C (mentre qualche svedese faceva tranquillamente il bagno), visitato un sito preistorico contraddistinto da una grande ellisse di enormi pietre conficcate a simboleggiare una nave per rientrare infine a Norrköping percorrendo il lato nord del lago Roxen, lo stesso lago che qualche giorno prima avevamo fiancheggiato in bicicletta !