giovedì 30 dicembre 2010

Come dentro un film

In questo nevoso inverno svedese a volte mi ritrovo a pensare all'avventura che nei mesi di maggio e giugno 2009 ha vissuto negli Stati Uniti d'America e che è stata in parte raccontata all'inizio di questo blog proprio quando Silvia aveva dovuto iniziare la sua vita in Svezia da sola mentre io mi ero unito ad un gruppo di ricercatori e scienziati americani nel più grande progetto di ricerca mai realizzato al mondo allo scopo di scovare i segreti che ancora si nascondono dietro i tornado, uno dei fenomeni più spettacolari e pericolosi della Natura.
Dopo anni trascorsi a macinare miglia e miglia sotto le ruote, dormire in motel, e vivere la quotidiana sfida con la Natura, Sean Casey un registra americano che ha dedicato cinque anni della sua vita per cercare di catturare nelle immagini della sua videocamera a formato gigante IMAX la nascita e la vita dei tornado, finalmente il 18 marzo 2011 uscirà in America il risultato di tanti sforzi. Un film che racconta la storia la sua storia e quella dei ricercatori del progetto VORTEX2, un'avventura scientifica mozzafiato.
Oggi è per me un onore presentarvi il trailer del film Tornado Alley in cui al minuto 1:15 vengo inquadrato mentre con un collega dispongo sul percorso del tornado una piattaforma con dei sensori meteorologici. Adesso aspettiamo con ansia l'uscita del film !

lunedì 27 dicembre 2010

Pranzo di Natale al lavoro

Il giorno di Natale ero di turno al lavoro... sveglia presto alle 5.10... e quando esco di casa ho con me un borsone con gli attrezzi del mestiere... uno degli acquisti che più abbiamo apprezzato in questi ultimi mesi di permanenza in terra svedese. Ma prima di svelare il mistero è d'obbligo una piccola introduzione.
Qualche giorno prima di Natale il capo ufficio ci aveva comunicato che per le festività natalizie a tutti coloro che avrebbero dovuto lavorare sarebbe stato offerto il pranzo dall'SMHI. In totale eravamo in cinque, tre del nostro settore marino e due ragazze del settore media (quello che si occupa dei rapporti con la stampa/radio/tv). Dopo una breve consultazione tra di noi e vista l'incertezza generale sul da farmi mi sono proposto come cuoco natalizio.
A parte il giorno di Julafton (la vigilia) per la quale abbiamo provveduto ad ordinare dei piatti presso l'ottimo ristorante thailandese da asporto Spicyhot, per il giorno di Natale e Santo Stefano ho lanciato la mia proposta. Una pastasciutta mediterranea e... attenzione attenzione delle pizze fatte in casa. Ovviamente gli svedesi, che apprezzano sempre la cucina italiana, hanno accettato con vivo interesse la proposta. E così è stato.
Il giorno di Natale mi sono presentato con la borsa della spesa piena fino all'orlo. Quale migliore occasione per inaugurare la nostra nuovissima cucina (ampliata e rinnovata) ! E così ho preparato un bel piatto di linguine alla puttanesca per tutti. La cosa più divertente è stato tradurre quello che viene riportato sulla pagina di wikipedia italiana relativa alle probabili origini del nome del sugo. La storiella allude ai bordelli dei quartieri spagnoli dove i clienti venivano rifocillati con una bella pasta alla puttanesca ! Ovviamente risate a più non posso.
Ma la parte più divertente è arrivata il giorno di Santo Stefano quando ho portato in ufficio il nostro magnifico forno pizza Ferrari e i panetti della pasta preparati il giorno prima. E così una dietro l'altra ho sfornato cinque pizze che ci siamo sbaffati in allegria compagnia !
Da quando abbiamo il nostro Ferrrari in cucina la mancanza di vere pizzerie italiane (a parte una) non si fa più sentire a Norrköping... gnam... ho di nuovo voglia di pizza ! Ecco il risultato in una foto scattata qui in casa qualche settimana fa (il vino invece è australiano).

giovedì 23 dicembre 2010

Il nostro regalo di Natale

Con piacere vi comunichiamo che vi faremo gli auguri in diretta su Radio 24 il giorno di Natale a partire dalle ore 10, ospiti del programma "L'altra Europa" di Federico Taddia.
La trasmissione può essere ascoltata alla Radio, in streaming internet oppure riascoltata qualche giorno dopo in Podcast. Ecco il link alla trasmissione su Radio 24.

mercoledì 22 dicembre 2010

Bianco Natale

Ormai siamo in dirittura d'arrivo... mancano pochi giorni al nostro secondo Natale in Svezia. Anche quest'anno abbiamo scelto di trascorrere le feste natalizie qui in città, vuoi perché dopo l'ultimo viaggio con mille mezzi di trasporto e i cinque Stati visitati ci meritiamo un po' di sano riposo, vuoi perché siamo di turno al lavoro entrambi a Julafton (la vigilia di Natale, che è sacra per gli svedesi) ed io anche il giorno di Natale. Ovviamente è stata una scelta oculata quella di offrirsi volontari per queste feste natalizie così possiamo goderci l'ultimo "ultimo dell'anno" da scapoli...
Però c'è da dire anche che quest'anno il tempo ha fatto la sua scaricando qui in Östergötland una montagna di neve già dalla fine di novembre regalando così al paesaggio un che di molto natalizio... in più per Natale ne è prevista ancora dell'altra e sembra anche abbastanza... in effetti i 60 cm che si sono accumulati dappertutto in città non ci bastano. 


Ieri però ci è stata regalata una splendida giornata di sole per festeggiare il solstizio e l'inizio ufficiale dell'inverno astronomico. La foto qui sopra l'ho scattata a mezzogiorno dalla finestra dell'ufficio con il Sole che aveva raggiunto la massima altezza sull'orizzonte di ben 8° (ieri era sorto alle 8.42 e tramontato alle 15:03 ma quando uscito dall'ufficio alle 15.45 non era ancora buio...). Per chi avesse in mente le solite dicerie sul buio in Svezia rimando a quanto a suo tempo avevo scritto qui.
E ieri sera grazie al cielo sereno e all'assenza di vento la temperatura è precipitata a -21°C ! Non ci rimane altro che augurare a tutti un God Jul o meglio: BUON NATALE !
Firmato: Gabriele, Silvia e ... 

domenica 12 dicembre 2010

Mutuo: istruzioni per l'uso

E´ tempo di mutuo. L'acquisto della nuova casa prevede per noi l'accensione di un mutuo presso una banca. Da diversi mesi siamo alle prese con questo nuovo obiettivo che ci ha tenuto abbastanza impegnati, piú che altro per cercare di capire come funzionano da queste parti i prestiti delle banche ai fini dell'acquisto di immobili.
All'inizio non é stato facile in quanto dai primi colloqui con amici e personale delle banche ci sfuggiva un dettaglio che rende la situazione in Svezia completamente diversa da quella italiana. La grande differenza si puó riassumere nel fatto che in generale una famiglia italiana cerca di ottimizzare il mutuo, magari facendo anche degli sforzi economici sulle rate, al fine di contenere la spesa e ridurre al minimo il numero di anni necessari al fine di completare il pagamento della casa e quindi di diventare i soli proprietari dell'immobile. In Svezia sembra invece che la preoccupazione principale non sia quella di spendere il meno possibile nel totale, ma piuttosto quello di ridurre al minimo la spesa mensile relativa alla rata. Ci é stato spiegato che si puó arrivare alla paradossale situazione in cui si pagano i soli interessi della rata, senza ammortizzare il capitale. Come é possibile? Semplice: la casa non sará mai tua, rimarrá sempre della banca ed il mutuo si protrarrá all'infinito. Ci é stato detto che non é raro accendere dei mutui a 50 anni ! In questo modo ci si puó permettere una casa piú grande, non si deve rinunciare alle vacanze e non servono piú di tanti sacrifici. E spesso la rata mensile è più bassa di quella dell'affitto di un comune appartamento.
Ovviamente questo tipo di ragionamento é in forte conflitto con il nostro modo di essere e di vedere le cose. Noi preferiamo fare alla vecchia maniera che implica un progressivo ammortamento del capitale ed una durata "limitata" del mutuo.
Ma ci sono altre differenze che hanno reso il percorso "comprensione mutuo" piú difficile. Ma andiamo con ordine. Appena entri in una banca e chiedi informazioni su un mutuo é meglio tenere a portata di mano il contratto di lavoro dove c'é scritto lo stipendio mensile. Con quello giá le cose si rendono piú semplici. Ovviamente ci sono differenze tra banche e banche. Alcune sono piú "morbide" altre piú rigide. Alcune sono in grado di fornirti risposte seduta stante, altre invece ti obbligano a compilare moduli, allegare documenti ed attendere. C'é da dire che una volta effettuato il primo colloquio e lasciati passare alcuni mesi nessuno ci é venuto a sollecitare o chiedere informazioni sulla nostra scelta che quindi non é stata influenzata da nessuno.
A parte i soliti discorsi sui tassi variabili e fissi (qui trovate un link sui tassi svedesi), quello che é importante capire quando si costruisce una casa nuova é il limite massimo di soldi che si vogliono prendere in prestito dalla banca; su quello infatti si baserá poi la promessa di credito della banca da portare al costruttore. Quando si "costruisce nuovo" o, come si dice da queste parti bygga nytt, quello che succede é che le fatture da pagare arrivano a scaglioni e quindi prima si utilizzano i propri risparmi per pagare le prime e poi é la banca che inizia a saldare le successive fino al momento in cui l'ultima fattura viene saldata. Fino a quel momento si paga un tasso di interesse forfettario per l'ammontare che di volta in volta la banca mette a disposizione per i saldi delle singole fatture, poi dal momento in cui la casa é completamente pagata, si inizia a pagare il vero e proprio mutuo secondo le condizioni che si decideranno in quel momento. La scelta anche qui é tra un tasso variabile, un tasso fisso che al massimo puó arrivare in base alla banca a 8-10 anni (quasi mai 15 anni), e un tasso misto ossia variabile con uno spread leggermente piú alto ma con un tetto massimo che l'interesse non puó superare entro 5 anni.

Per il resto esiste l'ipoteca sulla casa come in Italia, ma non serve alcun notaio per sottoscrivere né il mutuo né il contratto di acquisto della casa !

martedì 7 dicembre 2010

Mamme in attesa/3

Siamo di ritorno dal primo incontro per futuri genitori, organizzato gratuitamente dall'ambulatorio ostetrico. Prima del parto viene infatti offerta la possibilità di partecipare ad un paio di incontri gratuiti con un'ostetrica specializzata in travaglio e parto (che nel mio caso è anche quella che mi segue per i controlli di routine) per poter parlare di "cosa fare e cosa non fare" nonchè "a cosa bisogna pensare" quando giunge il grande giorno, e anche per porre tutte le domande che possano venire in mente. Viene anche proiettato un video dimostrativo sul reparto maternità di Norrköping e sulle attrezzature a disposizione, come anche sul personale che lavora nel reparto (per chi è curioso, ecco qui il link). 
Si è parlato molto di terapia del dolore - in particolare di epidurale: qui questo tipo di trattamento è garantito a chi lo richiede - 24 ore su 24, 7 giorni su 7. E soprattutto è gratuito. Da Norrköping a Stoccolma, da Malmö a Kiruna, in qualsiasi ospedale della Svezia.
Ora, riflettevo invece sulla situazione in Italia, dove questo trattamento è diffuso assai disomogeneamente, con alcuni ospedali che lo offrono gratuitamente a tutte le ore e in tutti i giorni della settimana, altri in cui non è proprio disponibile, altri ancora in cui è disponibile solo un anestesista reperibile a pagamento (e quando sono venuta a sapere la cifra richiesta in un qualsiasi ospedale del nordest italiano - a quattro cifre in euro - i capelli mi sono improvvisamente diventati lisci e dritti sulla testa). Ecco: che la qualità e il tipo di cure sanitarie dipenda dalla pecunia è una cosa che veramente mi fa innervosire parecchio. 
L'importanza della terapia del dolore - e non solo nel caso del parto ma in tutte le situazioni in cui è richiesta - è molto più sentita qui in Svezia che in Italia: qui non ho mai visto centellinare i farmaci più efficaci (che per inciso non sono per nulla costosi) e si concentrano parecchi sforzi affinché il paziente non abbia a soffrire. Ho l'impressione invece che in Italia l'aspetto della sofferenza fisica venga ancora considerato come parte integrante della malattia e in qualche modo "necessario ed inevitabile", probabilmente complici cultura e religione cattolica.
Con questo non dico che - nel caso del parto - ogni donna qui venga incoraggiata ad usufruire della terapia del dolore: vengono messe semplicemente davanti agli occhi le varie opzioni e poi ognuna sceglie da sé senza pressioni (e nel mio caso, credo che ne farò a meno se proprio non sarò proprio allo stremo).
E' rassicurante però sapere che in caso di bisogno ve ne sia la possibilità e che questa non dipenda dalla tasca nè dalla città in cui si vive.
Esistono anche degli incontri con uno speciale team composto da ostetrica, medico e psicologo per quelle mamme che, a causa di una paura primaria del parto o a causa di precedenti esperienze di parti traumatici, vorrebbero usufruire del cesareo in assenza di altre indicazioni mediche. E' nota invece la tendenza, in Italia, ad accontentare la paziente "a qualsiasi costo" anche se dal punto di vista strettamente medico forse non sarebbe la scelta più adatta. Questo al fine di "evitare problemi" (denunce, soprattutto), senza tralasciare ovviamente l'aspetto economico: mentre in Svezia nessuno ha da guadagnarci per un cesareo in più, in Italia vi è purtroppo un notevole giro di denaro per i cesarei effettuati in libera professione, e questo purtroppo è un ostacolo notevole ad una razionalizzazione di questi interventi.

giovedì 2 dicembre 2010

Mamme in attesa/2

Più di qualcuno mi ha chiesto da quando resterò a casa in marternità: se tutto va bene, questo avverrà dalla terza settimana di gennaio, quando mancherà più o meno un mese al grande evento. E a questo punto molti, soprattutto in Italia, hanno espresso il loro stupore chiedendomi se non avessi intenzione di farmi mettere in "maternità anticipata" in considerazione del lavoro che faccio (qualche ora in piedi, contatto con gente più o meno ammalata). E qui ho notato una delle enormi differenze con l'Italia. Ma andiamo con ordine.
In Svezia si ha diritto a restare a casa "in maternità", a propria discrezione, a partire dal penultimo mese di gravidanza (esattamente come in Italia) percependo quella che viene chiamata "föräldrarpenning" ovvero l'assegno di maternità (esattamente come in Italia). Ed esattamente come in Italia, se sopraggiungono dei problemi di salute legati alla gravidanza può succedere di dover restare a casa prima del previsto. La legge italiana concede l'astensione anticipata: a) nel caso di gravi complicanze della gestazione o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere intensificate dallo stato di gravidanza; b) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino; c) quando la lavoratrice non possa essere adibita ad altre mansioni.
L'enorme differenza sta nel cosa viene percepito come "problema di salute legato alla gravidanza" che rientri nei tre punti sovrastanti. In Italia, almeno facendo riferimento al giro delle mie conoscenze, , è molto facile ottenere la dispensa dal lavoro fin dai primissimi mesi di attesa anche per motivi oggettivamente non gravi, quando la gravidanza di per sè non presenta particolari complicazioni (a patto di avere un lavoro da dipendente con regolare contratto e tutti i diritti garantiti - altro discorso vale per le lavoratrici libero-professioniste che non si possono permettere di stare a casa molto...). 

"Faccio un lavoro stressante" (e qual è il lavoro che non implica una qualsivoglia forma di stress ? Spesso si tratta di lavoro sedentario per 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana - che quindi dal punto di vista strettamente fisico non compromette il regolare decorso della gravidanza), o ancora "devo guidare per 10 km fino al luogo di lavoro" (Embè ? Da quando in qua andare in macchina fa male ?) oppure al contrario "non ho la macchina e devo andare a piedi/con l'autobus fino al luogo di lavoro" (e ovviamente non si tratta di 10 km a piedi...). Ma poi via di viaggi verso località esotiche, vai con lo shopping di giornate intere (quanti km a piedi si fanno girando tra negozi ?!?). 
Insomma ogni scusa è buona per farsi esonerare... complice il medico (a cui magari si lascia giù una lauta cifra ogni mese per la visita privata di controllo: "e voglio bene vedere se non mi dà ragione ! Se poi succede qualcosa, si becca una denuncia !") e complice anche una certa mancanza di senso civico da parte di chi richiede questi benefici. 
In Svezia invece la concessione dell'astensione anticipata dal lavoro è molto più limitata, e riguarda quei casi in cui o la gravidanza presenta degli oggettivi e gravi problemi documentabili dal punto di vista medico o il tipo di lavoro è effettivamente ritenuto non idoneo allo stato di gravidanza. In questo secondo caso però, prima di concedere alla lavoratrice di restare del tutto a casa, è necessario che il datore di lavoro dichiari che non è possibile un temporaneo cambio di mansioni (per esempio da un lavoro fisicamente impegnativo ad uno sedentario) nell'ambito della stessa azienda. Questo sarebbe previsto anche in Italia, ma in quanti casi viene realmente applicato ?
In Östergötland per esempio la percentuale di astensioni anticipate prima della 32ma settimana di gravidanza si attesta intorno al 15% del totale e in nessuna regione questa percentuale è maggiore del 25% (fonte: Barnmorskeförbundet - Nationellt Kvalitetsregister för mödrahälsovård). Per quanto riguarda l'Italia, dopo 3 settimane (!!!) di ricerche non sono riuscita a trovare delle cifre o delle percentuali, ma "a naso" mi sentirei di dire che la percentuale di astensioni è molto più elevata. Ogni contributo a conferma o smentita della mia tesi è chiaramente il benvenuto se supportato da dati numerici sull'Italia !

martedì 30 novembre 2010

Buchi neri ed antimateria al CERN

A grande richiesta, pubblichiamo qualche informazione sul CERN, ossia l'European Organization for Nuclear Research, che abbiamo avuto la possibilità di visitare quando siamo stati a Ginevra. Fondato nel 1954 e che al giorno d'oggi vede partecipare ben 20 stati membri e dà lavoro ad oltre 2.000 persone.
In sintesi al CERN si utilizzano degli accerelatori di particelle e dei rilevatori per registrare i risultati delle collisioni tra particelle. L'ultima creazione si chiama LHC o Large Hadron Collider ed è la più complessa macchina mai realizzata dall'uomo. E' un acceleratore di particelle chiamate adroni (ioni o protoni) che vengono fatte collidere al fine di ricreare le condizioni presenti pochi attimi dopo il Big Bang. Gli scontri tra particelle vengono analizzati da diversi esperimenti chiamati con sigle "esotiche" come ALICE, ATLAS, CMS, TOTEM... Da quando l'anello di 27 km a 100 m sottoterra è stato sigillato e sono iniziati gli esperimenti la visita si svolge solo in superficie ma fortunatamente si ha la possibilità di vedere da vicino proprio il più grande di questi esperimenti: ATLAS. Su dati di ATLAS lavorano 2.900 scienziati di 37 paesi differenti ed il rilevatore è in grado di investigare diversi settori della fisica, dalla ricerca del bosone di Higgs alla materia oscura.


Il giovane fisico francese che ci ha illustrato pazientemente il funzionamento di ATLAS ha snocciolato numeri da far impazzire la mente appena ci mi mette a riflettere un attimo di più. Volete saperne alcuni?
ATLAS: 46 m di lunghezza, 25 di altezza e larghezza. Peso: 7.000 tonnellate.
Quantità di dati generati da ATLAS ogni secondo: equivalente di 100.000 CD-rom (fortunatamente viene salvata una quantità di dati "solo" pari a 27 CD-rom al minuto).
Circonferenza dell'anello in cui vengono fatti collidere i due fasci di particelle: 26,659 km.
Numero di magneti installati e necessari per far deviare le particelle lungo l'anello: 9.300. Ogni magnete viene raffreddato alla temperatura di -193°C con 10.080 tonnellate di azoto liquido e prima dell'immissione delle particelle ulteriormente raffreddati alla incredibile temperatura di -271.3°C (solo 1.9°C sopra lo zero assoluto) con 60 tonnellate di elio liquido.


Velocità delle particelle a piena potenza: 99.99% della velocità della luce che permette loro di fare in un solo secondo ben 11.245 giri dell'anello. Vengono accelerate a questa velocità grazie ad una potenza di 7TeV (teraelettronvolt). Numero di collisioni al secondo: 600 milioni. Tenete presente che su 200 miliardi di particelle coinvolte in uno scontro ci possono essere al massimo 20 collisioni ad ogni giro (tanto per dare un'idea del vuoto di cui siamo fatti..).
Le particelle collidono correndo in un vuoto ultraspinto, ad una pressione dieci volte inferiore a quella presente sulla superficie della Luna. Le temperature presenti al momento dello scontro tra particelle sono migliaia di volte superiori alla temperatura interna del Sole. Per chi fosse interessato ad approfondire ecco una bella brochure in inglese.
La visita permette di accedere ad una piccola mostra sul mondo delle particelle, un video in 3D sulla costruzione di ATLAS ma la cosa più bella era senz'ombra di dubbio la vista attraverso ampie vetrate della sala di controllo dell'acceleratore. Mega schermi a tutta parete, ogni postazione controlla un particolare strumento all'interno di ATLAS e funzionamento 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.



Tra le tante domande che i presenti nel nostro gruppo hanno posto, alla fine mi sono permesso di fare una domanda "trabocchetto" che potesse alludere alle solite notizie allarmistiche dei giornali relative ai buchi neri che qui potrebbero essere creati e che finirebbero per ingoiare l'intera Terra. E così ho chiesto: "Is there something that can really go wrong?". Intelligentemente il fisico prima ha risposto spiegando quali sono le parti degli strumenti che potrebbero subire una particolare usura o che necessitano di essere cambiati dopo un tot di tempo e poi, per completare la risposta, ha confermato che in effetti buchi neri di qualche centimetro di diametro si possono creare ma non sono rilevabili in quanto i primi rilevatori si trovano a circa dieci centimetri... a buon intenditore poche parole !
Ma veniamo ad uno degli ultimi progressi scientifici effettuati proprio qui al CERN che riguarda l'antimateria. Tutti oramai sappiamo più o meno che l'universo si è originato da un'enorme esplosione chiamata Big Bang e dalla quale si sono formate contemporaneamente la materia e l'antimateria in quantità uguali. Poi per una qualche strana ragione solo una piccola parte della materia originaria è sopravvissuta ed è esattamente quello con cui noi abbiamo a che fare ogni giorno. E questo è uno dei misteri più grandi con cui la scienza modera ha a che fare. Che cos'ha la materia di così particolare che l'antimateria non ha?
Nei primi istanti dell'universo la materia e l'antimateria si sono annichilite a vicenda. Infatti quando materia e antimateria si incontrano scompaiono in una forte esplosione. Avete visto il film "Angeli e demoni" con la storia della bomba ad antimateria? Beh sebbene l'argomento sia di forte attualità diciamo che è qualcosa di ancora impossibile da realizzare.


Tuttavia la verità è che nello scorso mese di ottobre al CERN di Ginevra un gruppo di fisici è riuscito nell'impresa di creare 38 atomi di antimateria, precisamente di atomi di anti-idrogeno, ed a tenerli intrappolati per qualche decina di secondi in un campo magnetico. Il prossimo passo sarà quello di capire se gli atomi di anti-idrogeno si comportano come i "fratelli materiali". Tra l'altro la scoperta di piccole differenze tra materia ed antimateria ha regalato il premio Nobel nel 2008 a due fisici giapponesi.
La visita al CERN si è completata poi con una mostra al Visitor Center dove viene ripercorsa un po' la storia del CERN e delle scoperte ivi realizzate e con l'installazione del Globe, una struttura a forma di globo appunto all'interno della quale viene proiettato su schermi giganti a parete e "pavimento" una breve introduzione alla fisica delle particelle e al ruolo del CERN. Curiosità finale: ma lo sapevate che internet e il www è stato inventato proprio al CERN? In mostra infatti c'è anche il primo server web:

sabato 27 novembre 2010

Det gungar och det snöar

Eccoci finalmente all’ultima parte del viaggio, quella forse più avventurosa vuoi perché il mezzo di trasporto non è di quelli che si usano più spesso, vuoi perché essendo un viaggio di lavoro per me, abbiamo avuto la possibilità di vivere i vari passaggi in nave da un punto di vista privilegiato: il ponte di comando.
Ma andiamo con ordine. Il programma prevedeva prima di tutto l’incontro con due colleghi (uno dei quali aveva con sé la moglie) e la partenza da Stoccolma con Viking Line il lunedì pomeriggio con tanto di Brontolina al seguito (per chi non ci legge da tempo, la Brontolina è la nostra auto). Pernottamento a bordo e sbarco martedì mattina ad Helsingfors (in finlandese Helsinki). Martedì in giornata viaggio di andata e ritorno in Estonia con una sosta di quattro ore a Tallin. Martedì sera trasferimento in automobile da Helsinki a Turku e pernottamento in hotel. Infine mercoledì dalla mattina a metà pomeriggio ultimo trasferimento con la Finnlines da Nådendal (vicino a Turku) a Kapellskär (a nord di Stoccolma) e rientro finale a Norrköping.


Le previsioni davano condizioni meteorologiche interessanti (dal nostro punto di vista ovviamente) con vento sui 30 nodi e onde al massimo di 3-4 metri nel tratto Finlandia-Estonia. I traghetti della Viking Lines sono piuttosto grandi a dieci piani e capaci di 2.500 persone, con a bordo tutti i confort: dal ristorante ai bar, dal night club alle aree giochi per bambini e soprattutto il Duty Free. E qui vale la pena spendere due parole in più. Appena saliti a bordo si è subito formata una discreta coda di gente davanti alle serrande sbarrate della Tax Free Area, come se i beni di consumo fossero limitati… all’apertura e nelle ore seguenti abbiamo capito il perché di tanta apprensione. I prezzi sono notevolmente più bassi che sulla terra ferma ed addirittura il viaggio da solo potrebbe valere la pena. Sul biglietto ci sono persino stampate le quantità di vino/birra/alcoolici che ognuno può acquistare. Ed anche noi (dopo un breve consulto telefonico con Marco e Giulia) abbiamo fatto la nostra parte con l’acquisto comunitario di quattro casse di birra di marca da 24 lattine ciascuna (sottolineo da 5.5%).
Per la prima sera ci siamo concessi una cena luculliana servita al tavolo con tanto di una bottiglia di Chianti Riserva del 2006 ! Ma poi per il resto del viaggio ci siamo accontentati del canonico buffet… la notte è trascorsa tranquilla grazie alle condizioni meteo piuttosto buone. Al nostro arrivo in Finlandia siamo stati accolti dalla neve che, sottile sottile, ha continuato a cadere per tutto il resto del viaggio.


Anche il secondo viaggio si è svolto in tranquillità anche se il vento da est ha iniziato a rinforzarsi e si sono formate le prime creste ondose. Sbarcati a Tallinn abbiamo approfittato della vicinanza del porto al centro città per scoprire a piedi la città vecchia, circondata da belle mura con tanto di torri ben conservate e costellata di negozi di artigianato dove si vendono soprattutto prodotti tessili, in legno e gioielli in ambra, la famosa ambra del Baltico. Peccato solo per il vento che aumentava sempre più…


Il terzo passaggio nave, ossia il rientro ad Helsinki, possiamo dire sia stato quello più divertente. Infatti il vento che già era teso in porto, una volta in mare aperto ha dato il meglio di sé, facendo subito ingrossare il mare. Nonostante la nave avesse una bella stazza (170 m di lunghezza con i soliti dieci piani), per un paio d’ore si è ballato parecchio, tanto che per un periodo la velocità stessa della nave è stata ridotta, per evitare che le condizioni a bordo peggiorassero ulteriormente. Io e Silvia ci siamo divertiti un mondo, ma forse non possiamo dire lo stesso degli altri passeggeri… anche il solo camminare non era impresa facile, gran parte dei passeggeri se ne stava seduta ai tavoli e ci sono state un paio di occasioni in cui alcuni bicchieri sono volati dai tavoli rompendosi inesorabilmente.


L’avventura però non è finita con l’arrivo in porto visto che una volta sbarcati ad attenderci c’era la solita bufera di neve finissima che ci ha accompagnato per gli impegnativi (per la neve) 160 km di strada che separano Helsinki da Turku. Il mercoledì mattina infine ci siamo imbarcati sull'ultima nave della Finnlines che da Nådendal arriva a Kappelskär a nord di Stoccolma. Sulla nave in pratica c'erano solo camionisti e nessun passeggero a parte noi. Siamo stati sul ponte per ben tre volte apprezzando le difficoltà di navigazione nell'arcipelago finlandese che è selva di isole, isolette, scogli e che nonostante l'autopilota necessità di un'attenzione continua specialmente nei passaggi più stretti. Abbiamo avuto anche la possibilità di assistere alle manovre di attracco dal ponte di comando curate direttamente dal capitano sotto una bufera di neve e vento... molto spännande !


Per il resto altri 260 km di autostrada sotto la neve per rientrare a Norrköping dove ci aspettavano almeno 20 cm di neve immacolata... che avventura ! 

domenica 21 novembre 2010

Tre giorni a Ginevra e...


Sono lontano dal lavoro e da casa (in Svezia) da solo una settimana ma mi sembra quasi un’eternità. Questa vacanza giramondo in Europa ci ha fatto proprio staccare immergendoci in qualcosa di completamente diverso. Dopo aver assaggiato il dolceamaro tra Milano e Vicenza, la terza tappa è Ginevra in Svizzera per la nostra vera e propria vacanza.


L’impressione che si ha vivendo in centro città è di trovarsi immersi in un ambiente che sta veramente su un altro livello anche rispetto al “dolce” di Milano. La Svizzera ordinata e precisa qui mostra il suo lato più chic… i negozi dei migliori marchi della moda si alternano alle vetrine delle cioccolaterie (anche queste di lusso), delle enoteche, dei negozi di salumi e formaggi tanto che spesso ti sorprendi con il naso appiccicato al vetro come un bambino.
A passeggio per il centro c’è sempre molta gente, un fiume ordinato di persone di diverse razze e colori che parla francese ed inglese, frammisto a qualche turista. Il traffico c’è ma è ordinato ed i mezzi pubblici si suddividono tra colorati tram moderni, filobus di una generazione precedente ed comuni autobus. Tanti parcheggi sotterranei e pochi clacson.


Ginevra rimane comunque una città per altre tasche e non serve molto per rendersi conto che sia tra le dieci città più care al mondo. Tutto è caro, dalla spesa al supermercato, al pranzo al ristorante, dallo shopping (di qualsiasi genere) al biglietto per il tram. Una bella sorpresa è stata però l’abbonamento gratuito per tutti i mezzi di trasporto che viene offerto ai turisti che soggiornano in un albergo della città.
E questa è proprio una vacanza all’insegna dei mezzi di trasporto: l’automobile per arrivare all’aeroporto di Arlanda (dove tra l’altro abbiamo scoperto un nuovo parcheggio di lunga sosta ottimamente servito da un bus navetta con costi inferiori ai soliti Alfa e Beta), l’aereo questa volta con EasyJet su Malpensa e con ritorno direttamente da Ginevra, la metro per girovagare in quel di Milano, il trio tram-filobus-bus per visitare in lungo e in largo Ginevra, il traghetto per solcare le onde (inesistenti) del lago Lemano (quello che bagna Ginevra) ed il treno per una rapida visita alla città di Vicenza. Che cosa ci manca? Ma la nave ovviamente ! Infatti non è finita qui; al nostro rientro a Stoccolma seguirà una tre giorni di viaggio-lavoro proprio su delle navi della Viking Lines tra Svezia, Finlandia ed Estonia…
Dieci giorni, nove mezzi di trasporto, cinque stati europei, tre mesi al parto… una vita dove non ci si annoia mai, ma a noi piace così !

venerdì 19 novembre 2010

Quest'Italia dolceamara

Il nostro breve soggiorno a Milano ci ha fatto vivere quello che per molti stranieri è la Dolce Vita, il sogno italiano: la sensazione di trovarsi sempre al centro degli eventi, in una città che offre tutto il possibile per ogni gusto, dove si puo' mangiare bene, vestirsi alla moda, frequentare locali famosi, magari incontrare personaggi noti, assistere ad eventi esclusivi. Insomma, dove è possibile sentirsi alla ribalta, vivere in prima persona la vita pulsante di un Paese ricco di fascino che sembra un set cinematografico. Ecco: sentirsi protagonisti, magari anche un po' famosi ed ammirati, riuscire ad avere i propri dieci minuti di visibilità, o almeno riuscire ad annusarne il dolce profumo. E' questo secondo me lo spirito che anima l'Italia di oggi e che alla fine ogni straniero un po' ci invidia: negli altri Paesi, cosi' misurati, politically correct e impeccabilmente gestiti come orologi svizzeri manca il batticuore, manca lo spettacolo, manca il pathos. Questa è l'Italia del sogno, della vacanza, o dei pochi fortunati che si possono permettere questa Dolce Vita a tempo pieno.

C'è poi un'altra Italia, quella delle persone che lavorano duro tutti i giorni, e nella quale siamo cresciuti anche noi, distante anni luce da quel mondo dorato. E nel giro di un paio d'ore di treno siamo stati catapultati in quest'altra Italia, nel Nord-Est lavoratore, alluvionato, umido, triste. Questa non è l'Italia dei sogni, qui ci si rimbocca le maniche e si vanno a prendere i sacchetti di sabbia per proteggere le case dalla piena incombente, si respira e si percepisce ovunque l'odore dell'umido e del fango, si rivedono i propri cari che nel mezzo di una notte di novembre hanno visto i ricordi di tanti anni di vita fluttuare nella melma marrone, si buttano a quintali libri ed oggetti della propria infanzia ed adolescenza (forse prima o poi sarebbe stato il momento di farlo comunque, ma questa circostanza ha un che di catartico).

Ecco: è bene non dimenticare che c'è anche questa Italia, quella che all'estero nessuno conosce, quella che è ignorata da molti anche in Patria, quella dove l'organizzazione è assente e niente sembra funzionare, quella che la Dolce Vita non lo è mai stata. E fa bene tornare: perchè, seppur lontani, anche noi ci siamo, non abbiamo dimenticato da dove veniamo, le nostre radici ed i nostri affetti piu' cari sono ancora qui. Il nostro desiderio, in fondo in fondo, sarebbe che questa Italia diventasse un po' migliore, un po' piu' simile al posto dove abitiamo ora. Ma probabilmente è utopia: in ogni spettacolo - perchè l'Italia è come la scena di un'opera - sia il lato cupo che quello brillante devono essere rappresentati. Altrimenti la piéce non ha successo.

martedì 16 novembre 2010

Italia-Svezia: fuso orario?

Un sms sul telefono italiano mi sveglia, guardo l’orologio e non mi sorprendo più di tanto vedendo che le lancette hanno oltrepassato le dieci del mattino. Mentre Silvia riesce ancora a prolungare il suo letargo notturno io cerco di attivare il cervello e trascinarmi in doccia. Sabato sera siamo atterrati a Milano ospiti di una coppia di amici d’infanzia, Marco e Silvia, e devo dire che la nostra vita si è letteralmente trasformata.
Mi ricordavo che l’Italia fosse sullo stesso fuso orario della Svezia (anche se ogni tanto sento qualcuno che mi dice “ma in Svezia quante ore di fuso orario avete?”). Ma da quando siamo arrivati in Italia devo ricredermi e adesso posso tranquillamente affermare che ci sono almeno tre-quattro ore di fuso. Non ci credete? Beh a Norrköping si cena alle 19 e alle 22 è l’orario per la nanna…mentre questo sabato e questa ci siamo seduti a tavola rispettivamente alle 23 e alle 24 e prima delle 2 del mattino non siamo andati a dormire. La sveglia? In Svezia alle 6.30-7, qui a Milano alle 9.30-10!
Non c’eravamo proprio abituati a questi ritmi “vacanzieri”… e la splendida ospitalità riservataci dai nostri amici ci ha garantito una 36 ore ad altissimo livello… sabato sera cena in casa a base di burrata, verdure fresche in pinzimonio, puntina di vitello con polentina veneta e cassatelle della gelateria “Gelati Famosi”. Domenica mattina brunch colossale al Marghera 37, domenica sera derby Inter-Milan a San Siro e cena ad ore notturne al Blitz.


Tutto fantastico: tuttavia devo confessare che questa vita e questi ritmi non fanno per me. La vita a Milano scorre ad una velocità troppo elevata, troppo frenetica e poi ci sono alcune cose alle quali per me è impossibile abituarmi, come il numero di automobili in movimento e/o parcheggiate ovunque compresi i marciapiedi (e non solo le solite Smart ma anche automobili di dimensioni normali), le cacche dei cani sui marciapiedi (ne ho anche pestata una…) e… il colore predominante: il grigio.

domenica 14 novembre 2010

Team working a Boda Borg

Alla fine è arrivato il giorno di Boda Borg. Scommetto che non sapete che cosa nascondano queste due semplici parole. Non è il Bunga Bunga. Dopo le avventure nei due giorni di formazione trascorsi a Vadstena con tanto di idromassaggio alle sette del mattino nel albergo-convento, qualche giorno fa era arrivato il momento della giornata relativa al team-working. L’appuntamento era per le otto del mattino alla reception dell’SMHI (il mio posto di lavoro). La meta era Öxelosund, circa un’ottantina di chilometri in direzione di Stoccolma, un paesello sulla costa ad una manciata di chilometri dall’aeroporto di Skavsta.
Il mio pensiero la sera precedente era se presentarmi all’apputamento con la mia auto o fidarmi della guida dei colleghi visto che era prevista anche neve. La prima sorpresa arriva quando ci ritroviamo tutti pronti per partire e vengono estratte le chiavi di due Volvo V-70 nuove di zecca, fresche di noleggio che ci aspettano nel parcheggio. Non perdo l’occasione per eleggermi volontario alla guida e così mi impossesso del macchinone sotto una fitta nevicata iniziata alle prime luci dell’alba. Ed io che mi aspettavo di dover usare le nostre macchine… che ingenuo!
Boda Borg possiamo definirlo prima di tutto un luogo di divertimento. Il programma prevedeva oltre alle solite immancabili fika (ovunque si vada ma molto apprezzate durante il giorno visto l’impegno fisico richiesto) anche un pranzo a buffet ed una cena presso un bel ristorante della città. In cambio quello che ci veniva richiesto era di valutare, nei momenti di pausa, delle proposte concrete su come poter migliorare l’organizzazione e l’efficienza del nostro lavoro.


Ma la parte più divertente è stata quanto è in grado di offrire in realtà Boda Borg. Si tratta di una struttura a tre piani dove sono ricreate 21 differenti “sfide” di gruppo dove vengono stimolati intelligenza, intuito, coordinazione, improvvisazione, fisicità ma soprattutto lavoro di squadra. Ogni sfida è rappresentata concretamente da una o più stanze collegate tra di loro alle quali si può accedere in sequenza dopo aver risolto i vari “quesiti”  proposti. Al primo passo falso si accende la luce rossa e bisogna uscire e iniziare  daccapo tentando con un’altra soluzione o con un’altra idea. Le sfide sono suddivise in gruppi: verdi quelle dove è richiesto più il cervello, rosse quelle più facili da dove iniziare ad approcciare il concetto di sfida e le modalità di risoluzione e quelle nere dove la fisicità è la parte più importante.
Gli istruttori sul posto ci avevano spiegato che per venire a capo delle sfide più semplici occorrono in genere meno di dieci tentativi, per quelle più difficili si può arrivare anche a 20-30 tentativi. Suddivisi in gruppi di tre (visto che è il numero minimo per poter affrontare le singole sfide) ci siamo lanciati all’opera.


All’inizio siamo partiti un po’ titubanti ma poi, presa confidenza con il sistema, il divertimento è sopraggiunto subito e la sfida è iniziata. Alla fine della giornata, delle 21 sfide, eravamo riusciti a risolverne 11 abbandonandone solo una. Quella che ha richiesto più tentativi? Una di quelle nere, quelle cattive, a cui siamo venuti a capo dopo circa 15 tentativi. Spesso occorre muoversi furtivi, arrampicarsi agilmente o strisciare in silenzio senza far rumore. Fotocellule e microfoni controllano i movimenti e generano gli allarmi che producono il fallimento alla prima mossa falsa.
Qualche sfida è anche un po’ truculenta al limite del film dell’orrore ma i cartelli di avviso e di istruzioni (in svedese ed inglese) all’entrata sono sempre chiari e facilitano la scelta. Altre invece impongono la “spremitura delle meningi” prima di agire. In alcune ci si muove al buio, in altre è il tatto a rappresentare la chiave vincente… quasi sempre però l’incognito di quello che si cela dietro le porte è l’incentivo maggiore ad aprirle e lanciarsi nella sfida!


Per tutti coloro che abitano in Svezia o magari decidono di farsi una vacanza di una settimana può essere una bella idea per passare una giornata diversa dal solito. A conti fatti alla fine della giornata (circa 4 ore impiegati nelle sfide), la mia squadra ha portato a casa un punteggio di 30 punti che è risultato il più alto tra quelli delle nostre tre squadre. Come primo premio avevamo la possibilità di scegliere una t-shirt ma tutti hanno ricevuto un ricordo… vincenti e perdenti… perché tutti devono essere felici alla fine (in stile svedese ovviamente).
Il resto è stato una succulenta cena a tre portate seduti al tavolo (cosa che non sempre succede in Svezia essendo abbastanza comuni i buffet) alla quale purtroppo ho dovuto astenermi da qualsiasi tipo di alcool (vino e birra) in quanto autista di turno. Alle otto e mezza di sera eravamo di nuovo nel parcheggio dell’SMHI imbiancato da 10 cm di neve, stanchi ma contenti. Sicuramente è stato un modo per saldare i rapporti con i colleghi, per parlare in libertà senza il fiato sul collo dei capi, per capire meglio la psicologia delle persone che senz’altro al di fuori dell’ambiente di lavoro si concedono e si aprono di più.

giovedì 11 novembre 2010

Voglio vivere così

Un'intervista rilasciata da Silvia al sito web "Voglio vivere così" è stata pubblicata qualche giorno fa. E' una vasta panoramica sulla vita e sul mondo del lavoro in Svezia, non dal punto di vista della capitale ma da un punto di vista di una città di provincia che sta raggiungendo i 130.000 abitanti, Norrköping. Buona lettura !

domenica 7 novembre 2010

Come cercare un lavoro in Svezia

Sono tante le mail che riceviamo dai nostri lettori, qualche volta non riusciamo nemmeno a rispondere a tutti soprattutto per la mancanza di tempo visti tutti i progetti che abbiamo in piedi (vedi casa, pupo, lavori vari...).
In questi giorni quindi mi sono messo al lavoro ed ho deciso di prendere il toro per le corna e cercare di scrivere un post che possa fornire una risposta a tutti i quesiti (o perlomeno a molti di questi) che ci vengono posti nelle mail e che si possono riassumere nella fatidica frase "come cercare e magari anche trovare un lavoro in Svezia".
In Svezia c'è un apposito ufficio statale che rappresenta da solo una fonte inestimabile di informazioni e risorse da cui partire. Il nome di questi uffici disponibili in tutte le città è quasi impossibile da pronunciare correttamente per coloro che sono alle prime armi con la lingua svedese è "Arbetsförmedlingen" (quasi al pari del famoso "sjuksköterska - infermiera" !

Ma prima di addentrarci a parlare dell'Arbetsförmedlingen consiglio la visione di (per chi non l'avesse ancora visto) questo video carino disponibile su YouTube dal titolo "Living and working in Sweden" che qui di sotto ripropongo.


C'è anche una brochure che descrive il mondo del lavoro in Svezia.

Ma veniamo adesso al sito web dell'Arbetsförmedlingen che a mio parere è fatto molto bene e contiene oltre a degli strumenti molto pratici di ricerca dei posti di lavoro disponibili anche delle guide che spiegano molti argomenti correlati con il mondo del lavoro in Svezia. Ovviamente il sito non è solo in svedese, ma sono disponibili moltissime altre lingue alcune veramente esotiche come ad esempio il mongolo o il "tigriska" una lingua che si parla in Etiopia. Cosa curiosa manca l'italiano !
Eccoci quindi al primo "punto dolente". La condizione che secondo me è "quasi" indispensabile per trovare un lavoro in Svezia è la conoscenza dell'inglese almeno ad un livello da poter comprendere quello che c'è scritto su un testo. Senza l'inglese e senza ovviamente lo svedese, le cose si complicano.
Ma supponiamo che l'inglese faccia parte del nostro bagaglio culturale in un modo o nell'altro.

Consiglio n. 1: prima di tutto guardarsi con calma i video introduttivi su quello che l'Arbetsförmedlingen è in grado di offrire: la ricerca dei posti liberi, i corsi di studio ed i seminari disponibili, come registrarsi, che tipo di assistenza è possibile ricevere se si hanno delle capacità di lavoro ridotte a causa di un incidente o una disabilità, come ottenere un job-coach (una persona dedicata che può fornire consigli e aiuti nello scrivere un CV o una lettera di presentazione) oltre ad altri consigli molto pratici su come scrivere un CV o come poter venire in contatto con gli uffici. I video sono disponibili qui. Se ovviamente lo svedese è impossibile da capire meglio scegliere l'inglese o lo spagnolo (non penso che l'arabo e il persiano siano di grande aiuto).

Consiglio n. 2: nel sito web ci sono anche molte informazioni specifiche che relazionano le singole professionalità al mondo del lavoro con informazioni pratiche sul tipo di lavoro, sugli studi/abilitazioni richieste e sulle previsioni future di impiego. Ecco il link alle varie categorie di professionalità (Yrke och framtid). Tutte queste info sono in svedese ma utilizzando Google Translate magari dallo svedese all'inglese (che funziona meglio che dallo svedese all'italiano) si riesce a capire molto di più di quello che ci si potrebbe aspettare. Nelle sottopagine specifiche per singolo lavoro ci sono anche i link diretti a tutti i posti di lavoro connessi alla professionalità prescelta (a solo titolo di esempio vedi Programmerare ossia programmatore).

Consiglio n. 3: ossia come cercare quali e quanti posti di lavoro sono disponibili. Si tratta di un'enorme banca data, Platsbanken appunto, dove è possibile impostare la ricerca secondo diversi criteri come il tipo di lavoro (Yrkesvis), l'area geografica (Arbetsort), una ricerca libera secondo un testo (Fritext) ed una più dettagliata (Detalierad sökning). Familiarizzare con i primi due metodi in modo da rendersi conto della dimensione dell'offerta e soprattutto delle zone geografiche in cui si concentrano le maggiori possibilità è un buon punto di inizio. Oltre alla ricerca classica c'è anche una nuova funzione di ricerca estremamente utile che permette di cercare i posti di lavoro secondo criteri multipli come: area geografica, durata dell'impiego da 10 giorni a tempo indeterminato (Varaktighet), orario di lavoro tempo pieno/parziale (Arbetstid) ed esperienza (Erfarenhet). Si tratta di unno strumento in più per trovare un lavoretto magari temporaneo (come postino, spalaneve, cameriere, ecc.) in attesa di qualcosa di più attinente alle proprie capacità.


Consiglio n. 4: preparare il proprio CV secondo il modello europeo scaricabile dal sito del Europass. Ovviamente è meglio scaricare il modello in inglese (oppure quello in svedese per chi vuole iniziare a dilettarsi con la lingua...). Nella stessa pagina web c'è anche un altro documento che è utile per l'autovalutazione della propria conoscenza delle lingue straniere che si chiama Passaporto delle lingue. Nel sito dell'Europass assieme ai moduli ci sono anche tutte le istruzioni su una corretta compilazione del CV.


Consiglio n. 5: perché non registrarsi sul sito dell'Arbetsförmedlingen ed inserire il proprio curriculum appena scritto? Si possono anche ricevere nella propria posta elettronica gli annunci dei posti disponibili relativi alla propria formazione professionale.

Consiglio n. 6: prima di partire alla volta della Svezia è bene aver convertito i propri certificati di studi e/o le proprie abilitazioni professionali. Qui si possono trovare delle informazioni dettagliate sulle professionalità regolamentate in Svezia e su quello che c'è da fare. In questa brochure invece si parla proprio del riconoscimento della propria qualifica professionale con un ottimo diagramma di flusso (tipicamente svedese) che illustra la strada da percorrere.


Consiglio n. 7: oltre a cercare nell'immensa lista dei posti di lavoro disponibili è utile dare un'occhiata anche al giornale che viene pubblicato settimanalmente con tutti gli annunci di lavoro. Questa è la pagina del giornale "Platsjournalen" dove ci sono i link all'ultimo numero (Läs senaste numret) e a tutti i numeri precedenti (Tidigare nummer).

C'è da dire che esiste una possibilità anche per coloro che non conoscono nemmeno una parola di inglese: infatti l'Arbetsförmedlingen può mettere a disposizione un traduttore per una migliore assistenza in loco. Per coloro che invece volessero andare di persona ad un ufficio locale dell'Arbetsförmedlingen è bene essere preparati e recarsi con un documento di identità valido (spesso viene richiesto il passaporto) e tutti i propri certificati di studio e di abilitazione professionale propriamente convertiti.

Che altro dire...  in bocca al lupo e... lycka till !

venerdì 5 novembre 2010

Un corso ad Uppsala: qualche riflessione

Sono di ritorno da ad Uppsala dove sono stata con Giulia per un corso di formazione di 4 giorni. Tema del corso: approfondimento di neurologia d'urgenza. Target del corso: medici che nella loro attività quotidiana hanno a che fare con  tali problemi, siano questi medici semplici tirocinanti, specializzandi o già specialisti.
Il corso era molto ben fatto e fin dalla prima lezione ci sono stati forniti molti spunti concreti e subito applicabili alla pratica quotidiana (ovviamente presupponendo che la teoria sia già nota, come appunto dovrebbe essere).
Dimenticavo una cosa: il corso - compresi l'alloggio e il viaggio per venire fin qui - è stato interamente pagato dalle rispettive aziende sanitarie dove ognuno di noi partecipanti lavora (da Kiruna a Malmö).
E il mio pensiero non può che tornare al periodo della nostra formazione da specializzande, non molto tempo fa a Padova: durante i 5 anni di formazione, solo lezioni estremamente teoriche e con pochi riscontri applicativi, nessun corso pagato dalla scuola di specializzazione (alla quale in cambio lasciavamo poco meno di due migliaia di euro all'anno di tasse, oltre a lavorare - ma dove andavano questi soldi, ci si può chiedere), e la costante necessità di "far da sè" per raggiungere quelle competenze richieste nel lavoro di tutti giorni (con conseguenti dubbi amletici: "ma sarà proprio così ? Non ho nessuno a cui chiedere... non ci sono mai delle direttive chiare e univoche..." che oggi cerchiamo in tutti i modi di lasciarci alle spalle).  
E il pensiero va anche ad un articolo pubblicato qualche tempo fa su un'edizione locale del Corriere della Sera: una delegazione svedese si è recata non molto tempo fa in Italia - a Pavia - per reclutare medici da assumere con contratti a tempo indeterminato nel sistema sanitario svedese. Oltre a lavoro vero e proprio, vengono offerti anche aiuto per la sistemazione abitativa e corsi di lingua svedese. Nonché uno stipendio assolutamente lontano da quello che l'Italia può offrire: anche se la cifra citata nell´articolo - a buon senso - dovrebbe quella lorda - a meno che il lavoro non sia nell'estremo nord del Paese dove lo svantaggio climatico e la distanza non indifferente dal resto del Paese con conseguenti difficoltà di spostamento vengono compensati in vile denaro.
Il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia pavese metteva allora in guardia di fronte alla previsione della penuria di medici che l'Italia si troverà ad affrontare a partire dal 2015, quando la generazione sanitaria formatasi negli anni '70 andrà in pensione: sembra che l'Italia tra qualche anno si troverà ad affrontare una situazione che la Svezia sta già vivendo da anni, e forse ci sarà la necessità di reclutare medici dall'estero. Ma siamo proprio sicuri che questi medici stranieri vogliano venire a lavorare in Italia piuttosto che in altri Paesi ? Che tipo di formazione o di condizioni lavorative saprà offrire il nostro Paese a quel punto ? Saranno competenti e ben formati i medici del futuro in Italia ? Quanto competitivo sarà il nostro Paese per quanto riguarda la formazione e l´aggiornamento continuo del personale ? La speranza è che non si continui a fare affidamento sulla buona volontà e sul senso del dovere di ognuno, ma che si inizi ad investire sulla formazione un po' di più dall'alto.

martedì 2 novembre 2010

Semafori intelligenti e taxisti folli

Era da un po' che aspettavo di trovare il momento giusto per fare questo filmato. L'occasione è arrivata un paio di giorni fa quando al mattino presto ho riaccompagnato il mio amico Marc (nonché compagno di stanza per diversi anni all'Università a Padova) alla stazione da dove avrebbe poi preso l'autobus per l'aeroporto di Svaksta a da lì a Parigi.
Al ritorno in automobile non c'era granché traffico e così impugnato li telefonino sono riuscito a riprendere quello che io chiamo "il miracolo dei semafori". Il filmato è stato girato lungo la strada che costeggia il centro città lungo la quale sono disseminati diversi semafori e qualche rotonda. Generalmente quando non c'è nessuno agli incroci di default tutti i semafori sono rossi ma al sopraggiungere della prima autovettura, grazie ad un sensore che rileva la luce dei fari, scatta magicamente il verde. Il tutto ovviamente se dall'altra parte non c'è nessun'altra macchina.
E' chiaro che in presenza di normale traffico entrano in gioco altri fattori come le priorità, le prenotazioni dei passaggi pedonali, ecc. Il bello è che quando si gira in auto con poco traffico in pratica non c'è mai da aspettare in quanto il rosso del semaforo all'approssimarsi dell'auto muta in giallo e poi verde.
Adesso però voglio raccontarvi anche quanto accaduto quest'inverno. In occasione di un nostro rientro in Italia dovevamo prendere l'autobus per l'aeroporto alle 4.30 del mattino e così ci siamo affidati ad un taxi. Qui i taxi sono in buona parte guidati da persone del medio oriente o da egiziani che, quando ne hanno la possibilità (come appunto al mattino presto), guidano come se si trovassero lungo le strade de Il Cairo a velocità folli indipendentemente dal fatto che ci sia fretta o no, oppure che ci sia la neve o il ghiaccio al suolo.
Fatto sta che il taxista dopo averci fatto salire ha iniziato la sua folle corsa lungo il centro cittadino completamente deserto con tanto di derapate e controsterzi nelle curve (visto che era tutto innevato) ed uso spropositato dei fari abbaglianti per sollecitare il semaforo a diventare verde prima del solito. Tutto è filato liscio fintantoché ad uno degli ultimi semafori la presenza di un'altra automobile dall'altra parte dell'incrocio non ha permesso al giochetto degli abbaglianti di funzionare; come risultato una frenatona con tanto di gomme chiodate e taxi che si ferma ben oltre la riga ed il semaforo steso... cose da non credere.
Ad ogni modo a parte lo strano utilizzo dei semafori da parte di alcuni taxisti, i semafori intelligenti devo dire sono una grande cosa. Inoltre la presenza del giallo anche prima del verde (oltre ovviamente prima del rosso...) azzera lo stress connesso all'attesa al semaforo in prima fila. Ecco quindi a voi il video incriminato:  

mercoledì 27 ottobre 2010

Full immersion a Vadstena...

Eccomi di nuovo a casa dopo due giorni di formazione trascorsi assieme a colleghi a Vadstena. Si tratta dell'appuntamento annuale relativo al nostro dipartimento "Företag-Media" in cui si ha l'occasione di incontrare tutti i colleghi che lavorano anche nelle altre sedi di Göteborg, Malmö, Stoccolma e Sundsvall. Martedì mattina, nell'apprestarmi a raggiungere l'ufficio da dove una corriera ci avrebbe portato a destinazione, ero un po' perplesso ma tuttavia molto curioso di tutto quello che mi avrebbe aspettato.
Oggi appena rientrato non posso che dire che è stata un'esperienza molto interessante trascorsa in un ambiente di "lusso", al Klosterhotellet di Vadstena, in pratica nelle strutture che erano connesse e servivano al convento di Santa Brigitta.


Il programma era fitto ma grazie alla tipica organizzazione svedese tutto è filato liscio, nessun ritardo e tutti i tempi sono stati rispettati. Ma la cosa che più di tutte mi ha colpito è stato il modo in cui il tutto si è svolto. Le presentazioni in PowerPoint sono state alternate a momenti formativi di lavoro in gruppo a diverse ed abbondanti pause fika (quella del martedì pomeriggio addirittura con birra Åbro con gradazione alcoolica 6° e gustosi paninetti imbottiti). I pranzi a buffet si sono alternati a una cena luculliana servita al tavolo con tanto di tovaglia, servizio di tre bicchieri, vini e liquori a volontà. Ovviamente come buona abitudine durante la cena si alternavano brindisi a canti tipici (alcune delle canzoni le avevamo già cantate a Midsommar e quindi non mi erano nuove...).
Nonostante i contenuti del corso siano stati molto interessanti, visto che c'è stata la possibilità di conoscere più da vicino il lavoro degli altri, nonché tutti i risvolti economici/finanziari e le previsioni/sviluppi per il prossimo anno, quello su cui voglio spendere due parole in più rientra nella categoria "intrattenimento".
Non ci crederete ma nel pomeriggio di martedì terminate le "lezioni" in aula, siamo stati divisi in due gruppi: il primo si è cimentato in un'avventura misteriosa mentre le persone del secondo si sfidavano in giochi medievali. Volete sapere di cosa si è trattato in pratica? Come qualcuno forse si ricorderà (ne avevamo già parlato in un post estivo) a Vadstena c'è il famoso convento di Santa Brigitta con museo annesso. Nel buio della sera siamo stati guidati alla luce di una fiaccola da due monaci in costume all'interno del convento dove tutte le luci erano state spente. Una volta infilato il saio del monaco, legata le cordicella alla vita e presa in mano una piccola lampada ci sono state spiegate le istruzioni del gioco.


In pratica bisognava con l'aiuto di dieci bigliettini ed altrettanti indovinelli/giochi di parole/indizi disseminati all'interno del museo/convento cercare di ritrovare la soluzione del mistero della rosa e dell'anello. Vi immaginate girovagare tutti al buio dentro al convento (con tutta la schiera di grandi capi inclusi) alla ricerca dell'anello perduto? Beh lascio i commenti a voi... nonostante la mia non padronanza dello svedese, con un po' di intuito e logica ho potuto dare il mio contributo alla mia squadra. Ma prima di questa esperienza c'è stata quella dei giochi medievali. Armati di cuffie, berretti e guanti tutti fuori all'aperto a sfidarsi in squadre al tiro con l'arco, con la balestra, a contare triangoli, ad una specie di scarabeo dove si doveva formare la parola più lunga possibile e in prove di abilità e coordinazione motoria !


Devo confessare che mi sono divertito e se avessi saputo lo svedese un po' meglio penso che il divertimento sarebbe stato ancora maggiore !
L'altra cosa su cui vorrei spendere altre due parole è la location. L'hotel e le strutture annesse si possono definire di standard molto elevato, diciamo pure di lusso... arredamento curato nei minimi particolari, angoli e salette di tutti i tipi e camere personalizzate. La mia, sarà stato magari che sono tra i neo assunti, sarà stato che il nostro settore (Ocean Routing) ha avuto i risultati economici migliori negli ultimi due anni, era una camera con vista sul chiostro del convento e con tanto di vasca idromassaggio in bagno.


Purtroppo il martedì sera la cena e il dopo cena sono terminati piuttosto tardi a mezzanotte passata e nulla si poteva pensare o fare, ma stamattina avevo puntato la sveglia alle sette perché non volevo perdermi il bagno in vasca. E così è stato ! 


Non potete immaginare cosa vuole dire farsi un bel idrommassaggio bollente alle sette e mezzo del mattino e poi tuffarsi in una colazione da leccarsi le dita con tanto di brioche dolci alla marmellata e cioccolato. Mmmhhh... Come ultima cosa ovviamente la mia colazione "dolce" ha lasciato esterrefatti i miei commensali... l'incredulità però è sempre reciproca... anche loro non scherzavano con salame, formaggio e peperoni alle 8 di mattina. Su questo non transigo e mantengo le mie buone abitudini mediterranee.

martedì 19 ottobre 2010

Neve in arrivo?

Ormai ci siamo... era da domenica che l'avevo annusata la cosa.... ero di turno al lavoro e già c'erano le prime avvisaglie che qualcosa sarebbe potuto succedere a metà settimana. Di cosa stiamo parlando? Ma della neve ovviamente! Qui in Svezia ormai l'estate è alle spalle, le maniche corte si usano solo in casa e ormai fuori dalle calde mura casalinghe, è tempo di berretti e guanti.
Una piccola bassa pressione il cui centro nelle prossime ore si sposterà dalla Svezia centro-occidentale a quella sud-orientale orami sembra abbastanza probabile riesca a portare proprio sulla nostra regione la prima spruzzata di neve della stagione invernale 2010-2011. Anche se c'è da dire che in queste situazioni con basse pressioni di media intensità con traiettorie un po' strane non c'è mai da stare sicuri, questa volta il fatto che tra domenica ed oggi la previsione sia più o meno la stessa mi fa "ben" sperare. Domani infatti, se tutto va come da copione, la bassa pressione dovrebbe tirarsi dietro aria fredda da nord e la pioggia che cadrà al mattino si dovrebbe trasformare in nevischio nella notte...


Questa immagine rappresenta la situazione prevista sulla Scandinavia meridionale domani sera mercoledì 20 ottobre alle ore 20. Nonostante si tratti di un'immagine per addetti ai lavori, vi spiego perché parla abbastanza chiaro: la vedete la parte tratteggiata con strisce celesti oblique che è presente proprio sopra la nostra zona, dove c'è anche il punto nero che rappresenta Norrköping? Bene quella è neve... nulla di trascendentale si intende... visto che poi le temperature diurne dovrebbero riportarsi sopra lo zero... c'è quindi da aspettarsi un andirivieni di nevischio e pioggia in questa settimana con temperature diurne positive e quelle notturne di qualche grado sotto lo zero. 
Intanto giusto per buttare uno sguardo un po' più a nord... ecco come oggi si presenta la situazione questo pomeriggio a Kiruna dove tra due mesi e mezzo ad inizio gennaio ci trasferiremo per una quattro giorni dedicata alle Aurore Boreali !

sabato 16 ottobre 2010

IFK Norrköping ritorna in Allsvenskan

In una fredda giornata d'autunno si gioca la penultima giornata di campionato della "serie B" svedese, la Superettan. L'IFK Norrköping guida ancora la classifica ma gli inseguitori sono agguerriti, specie i giallorossi del Syrianska, la squadra di Södertälje, un comune ai confini con la capitale Stoccolma.
L'ultima giornata di campionato si giocherà in casa sabato prossimo, proprio nella giornata della Blogfesten e proprio con la terza in classifica, il GIF Sundsvall. Mentre mi gusto la partita in tv (ogni sabato viene trasmessa una partita gratuitamente), penso al fatto che sabato prossimo non potrò essere in città per festeggiare l'eventuale promozione.
Eh sì... perché fino a quindici minuti dalla fine il Norrköping perde uno a zero fuori casa e tutto sembra rimandato all'ultima giornata... mai poi l'insistenza e il tocco di un diciassettenne svedese mettono la parola fine alla passione. Il Norrköping vince 2-1 e conclude con una giornata di anticipo la cavalcata verso la "serie A" svedese, l'Allsvenskan, dove viene promosso dopo due anni nella serie cadetta. Una cavalcata che ha visto la squadra sempre in testa al campionato, dalla prima all'ultima giornata, ma che non ha risparmiato vere e proprio giornate di passione ed emozione.


Dal prossimo anno nello stadio NyaParken capace di 18.000 spettatori a soli 200 metri da casa si giocheranno le partite dell'Allsvenskan e sarà proprio un altro vedere con parecchi più spettatori e squadre decisamente più titolate... intanto nell'Allsvenskan a quattro giornate dalla fine la vittoria del campionato è ormai una storia tra Malmö e Helsinborg, mentre nelle retrovie due delle tre squadre di Stoccolma rischiano la retrocessione, in particolare l'AIK vincitore del campionato 2009... intanto evviva l'IFK Norrköping !

giovedì 14 ottobre 2010

Blogfesten 2011: dettagli pratici

La Blogfesten 2010 ha raccolto un numero di adesioni molto al di sopra alle aspettative!

Ci saranno molte delle persone presenti l’anno scorso alla prima edizione, e altrettante novità, non solo da Stoccolma, ma da altre parti della Svezia e anche dall’Italia. La maggioranza delle persone ha dato disponibilità nello stesso giorno ed orario, per cui è ora di dare l’annuncio ufficiale:

 
Sabato 23 Ottobre

a partire dalle ore 11:00

al Cafè Panorama,

al 5° piano della Kulturuset in Sergelstorg

Grazie all’aiuto di Giusi abbiamo prenotato i tavoli vicino alla finestra, e potremo passare il resto della giornata in compagnia, chiacchierando e approfittando del bar / ristorante. I posti non sono contati, per cui potete unirvi anche all’ultimo momento! Non c’è un programma definito, e molto probabilmente il tutto andrà avanti fino all’orario di chiusura del caffè (le 18) per poi proseguire oltre, magari fino al giorno dopo per chi avrà tempo.
Per favore passate parola sul vostro blog !
Grazie ancora anche a Mauro per l´organizzazione :-)

martedì 12 ottobre 2010

Mamme in attesa/1

Vivere l'esperienza di una gravidanza all'estero - tanto più se si tratta della prima, dove tutto è ignoto e da scoprire - è qualcosa che potrebbe destare più di qualche preoccupazione: avere a che fare con persone che parlano una lingua di cui non si ha la completa padronanza, essere presi in carico da un sistema sanitario che funziona in modo diverso da come si è abituati in Italia, impegnarsi a capire le regole della maternità/paternità per i genitori che lavorano, e alla fine far nascere un bambino in un ambiente già di per sé poco familiare (l'ospedale) e per di più straniero. 
Per quanto mi riguarda, parto da una posizione piuttosto privilegiata: l'ospedale dove mi faccio seguire è quello dove lavoro (con l'ulteriore vantaggio di non dover spostarmi di molto per raggiungere l'ambulatorio ostetrico); dopo un anno e mezzo qui ho capito come funziona il sistema sanitario e degli standard a cui si fa riferimento; infine con la lingua non mi sento più a disagio. 
I controlli in gravidanza vengono effettuati nella stragrande maggioranza dei casi in ambito pubblico, e sono del tutto gratuiti. Esistono poi in quasi tutte le città di medie-grandi dimensioni (e quindi anche qui a Norrköping) anche degli ambulatori privati che offrono gli stessi controlli fatti in ospedale, con le stesse scadenze, anche qui gratuitamente, ricevendo una sovvenzione dallo stato.
Alla prima visita viene fornito gratuitamente un sostanzioso "pacchetto informativo" che comprende due libri che spiegano in dettaglio le varie fasi della gravidanza e del puerperio (molto ben fatti, a mio parere), e una serie di altri opuscoli che tra l'altro illustrano i controlli previsti durante i 9 mesi (soprattutto il significato dei controlli ecografici) e le regole vigenti per il congedo di maternità/parternità.
Il programma "standard", per chi non ha problemi particolari durante la gravidanza, consiste in una serie di controlli con annessi esami del sangue e delle urine effettuati da un'ostetrica a scadenze predeterminate (rispettivamente alla 9a - 25a - 29a - 32a - 35a - 37a e 39a settimana di gravidanza) più due ecografie (una prima tra la 11a e la 13a settimana, abbinata a specifici esami del sangue per valutare il rischio di cromosomopatie, e una seconda tra la 18a e la 20a settimana - la cosiddetta "morfologica").
E qui arriva la prima osservazione: a meno di particolari problemi, se tutto procede come deve e gli esami sono normali, non c'è bisogno di fare la visita da un medico. Dopotutto, per misurare la pressione e interpretare gli esami del sangue standard, non c'è bisogno di una competenza superspecialistica, o no ? Le ostetriche sono d'altra parte preparate e se sorge qualche problema o complicazione l'aiuto del medico è dietro l'angolo. Anche le ecografie non vengono effettuate da un medico, ma da un'ostetrica specializzata in ecografia.
Altra differenza sostanziale: gli esami effettuati qui sono estremamente basilari, ma totalmente gratuiti. E  vi è la garanzia che tutte le donne vengano seguite nei tempi stabiliti.
 Il principio vigente è quello che solo ciò che è strettamente necessario viene previsto dai controlli, mentre il superfluo non viene effettuato. Qualche esempio pratico:
- il sesso del nascituro non viene indagato (si perde tempo durante l'ecografia nel cercare di identificarlo correttamente, meglio limitarsi a guardare quello che è veramente importante; poi ci possono essere problemi con pazienti che non vogliono figli di un sesso o dell'altro - ricordiamo che l'aborto in Svezia è legale e ottenibile senza dover addurre spiegazioni fino alla 18ma settimana).
- 2 ecografie bastano: a meno di problemi particolari (la cui possibile insorgenza viene monitorata con controlli diversi dall'ecografia), è importante sapere solo se si tratta di uno o più bimbi, se c'è il sospetto di cromosomopatie o se vi sono grossolane malformazioni e se la placenta è posizionata correttamente. Punto. Quindi niente "un'ecografia al mese" come spesso accade in Italia.
- gli esami del sangue sono ridotti allo stretto indispensabile (niente test per citomegalovirus o toxoplasmosi o fibrosi cistica: può suonare barbaro - ed è la prima cosa che ho pensato anch'io - ma ragionandoci sopra ha il suo perchè).
- le indagini "invasive" (amniocentesi o villocentesi) vengono effettuate solo su stretta indicazione, e non su richiesta della paziente (nemmeno a pagamento !).
- la percentuale di parti cesarei è molto più bassa che in Italia dal momento che vengono anche questi effettuati su stretta indicazione medica; nonostante questo la mortalità materno-infantile correlata al parto è di molto inferiore a quella registrata in Italia (e qui il pensiero va alle ultime notizie di cronaca...)
Insomma l'impressione è che qui la gravidanza venga considerata in modo molto più naturale e molto meno medicalizzato che in Italia.
Bene, queste le prime impressioni a cui ne seguiranno altre a mano a mano che il nostro viaggio procede !

lunedì 4 ottobre 2010

OneWayToSweden cresce

No, non stiamo parlando di un nuovo sito, nè di ampliare il blog, e neppure di iniziare a collaborare con programmi radio/TV o di scrivere libri.
La bella notizia che vorremmo condividere con tutti voi oggi riguarda invece il fatto che nel 2011 la famiglia Formentini - Mainardi, oltre a trasferirsi in una nuova e più grande casa, crescerà numericamente con l'arrivo di un pupetto/a, previsto per febbraio ! Ormai è il momento di dirlo: la pancia non lascia più dubbi :-)
Maschio o femmina ? Non lo sappiamo e ci terremo la curiosità fino alla fine... Nascerà in Italia o in Svezia ? Qui, nella nostra patria di adozione. Nome ? Italiano come noi. 


Nella fervente attesa, ci diletteremo con un po' di post sulla maternità/paternità qui in Svezia ! A presto !