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mercoledì 9 giugno 2010

Picnic di fine corso

E' tempo di sfoggiare il nostro nuovo cestino da picnic, di quelli che si vedono nei film, tutto in legno e con dentro la stoffa a quadratini bianchi e rossi. L'occasione è stata offerta da una festicciola di fine corso. Ebbene si, un paio di settimane fa ho concluso con successo la scuola di lingua svedese SFI guadagnandomi anche il secondo certificato; quindi dopo il livello C adesso mi sono messo in tasta anche il D. Con la scuola che ora è terminata, l'appuntamento è per fine estate quando cambierò scuola ed inizierò la SAS (Svenska som andraspråk), il secondo step nel processo di acquisizione della lingua. Sarà un corso serale, una-due volte alla settimana e la scuola si trova a due passi da casa nostra...
Per il picnic avevamo scelto uno dei più grandi parchi della città, istituito nel 1892, il Folkparken dove grazie ai suoi 20 ettari c'è proprio da perdersi. Nel parco trovano posto diverse aree attrezzate proprio per il picnic con tanto di barbecue centrale a disposizione di tutti. Durante l'ultima giornata di corso avevamo esteso l'invito a tutti i compagni di classe ma solo in pochi hanno risposto e per di più tutti strettamente europei... peccato perché sarebbe stato bello vedere le diverse abitudini di sud-orientali e iracheni nei confronti del concetto di picnic.
Tra questi europei c'erano due colleghi di lavoro, due oceanografi ricercatori, un parigino ed una ragazza tedesca di Kiel, mentre il terzo partecipante era un professore universitario di acustica, una nuova conoscenza italiana (di Napoli) presente qui in città. Per l'occasione è venuta anche Silvia visto che già conosceva il ragazzo francese che avevamo inviato a cena a casa nostra con la famiglia alcune settimane prima. Diciamo pure... pochi ma buoni ed infatti il divertimento non è mancato.

Qualcuno aveva portato tutto l'occorrente per accendere il fuoco ed ovviamente il cibo da grigliare, quello che abbiamo dovuto procurarci è stata però la legna. Ma in un grande parco non è stato difficile procurarsela e così dopo aver raccolto una buona quantità di rami e rametti caduti dagli alberi, abbiamo dato vita ad un bel fuocherello che ha contributo anche a scaldare l'atmosfera visto che la temperatura giaceva intorno ai 14-15°C. Qualche buon formaggio francese, una discreta quantità di piccoli wurstel tedeschi, dei dolcetti al cioccolato e riso soffiato preparati da Silvia, panini con salame friulano, un buon bicchiere di vino rosso e due chitarre hanno reso il tardo pomeriggio molto piacevole.

Intorno a noi coppiette a passeggio, un paio di gruppi di giovani intenti anche loro in picnic, bambini che giocavano nell'immensa area a loro dedicata, squadre di amici che si sfidavano a frisbee... pensate che nel parco c'è un vero e proprio percorso dedicato al gioco del frisbee con tanto di mappe (come nel golf...). Prima o poi dobbiamo sperimentare anche questo anche se qui tutti usano dei frisbee più piccoli di dimensione rispetto a quello che noi ci siamo portati dall'Italia... intanto indovinate a cosa serve l'oggetto che ho fotografato...

lunedì 16 novembre 2009

Come ritornare bambini

Eccoci di nuovo qui, dopo la "due giorni" particolarmente intensa dedicata ai parchi divertimento di Orlando. Che dire... beh è come ritornare bambini, entrando ed uscendo da ogni tipo di attrazione. Il viaggio organizzato a tavolino prevedeva nei due giorni la visita degli Universal Studios e dell'Island of Adventure. L'acquisto di tutti i biglietti fino ad ora è stato fatto su internet che grazie al fatto di stamparsi il biglietto da soli a casa prima di partire, ha due vantaggi: il prezzo inferiore rispetto allo sportello e l'assenza delle code. Ai parchi si fa ampio uso del lettore di impronte digitali (sia per il controllo sull'accesso, sia per il deposito delle proprie cose negli armadietti nei pressi delle attrazioni che lo richiedono).
Entrambi i parchi sono degni di nota ed ugualmente belli e ricchi di intrattenimenti. Forse la nostra preferenza ricade sull'Island of Adventure (ma per poco) per la presenza di diverse attrazioni ispirate ai personaggi della Marvel di alcuni ride sull'acqua dove si finisce ben bagnati e per i diversi roller coaster (montagne russe).

Diverse attrazioni in entrambi i parchi fanno uso di molti effetti speciali sapientemente mescolati a puntino come fuoco, nuvole di fumo, spruzzi di vapore e di goccioline di acqua, laser, ologrammi, ventilatori caldi e freddi, esplosioni, oltre ovviamente al sonoro, ai personaggi in carne e ossa ed alle proiezioni video, il tutto utilizzato mentre si viene trasportati su carrelli, vagoncini simulatori o si cammina con le proprie gambe. Spesso vengono utilizzati gli occhialini polarizzati per le attrazioni che fanno uso di proiezioni in tecnologia 3D mentre in altre sono presenti enormi schermi per le proiezioni a 180°.
Tra le attrazioni che ci sono piaciute di più mettiamo: Spiderman, i Simpson, il roller coaster dell'Incredibile Hulk, Revenge of the Mummy, Fall Fear (caduta libera), MIB, Horror Makeup Show (dove personaggi in carne e ossa spiegavano i segreti del makeup nei film horror), Shrek 4-3D, Jurassic Park. In pratica a parte qualcuno, sono stati tutti super-divertenti.

Per concludere degnamente le due splendide giornate abbiamo scelto due classici americani per la cena: Red Lobster e Pizza Hut. Chi è già stato in America sicuramente li conosce. Che altro dire... il periodo che abbiamo scelto per la fuga (temporanea ovviamente) dal novembre svedese si è rivelato molto tattico perchè qui in Florida si tratta ancora di bassa stagione con conseguenti vantaggi delle scarse code, prezzi bassi e temperature da fine estate italiana! Super consigliata... e domani arriva il grande giorno: il lancio dello Shuttle da Cape Canaveral. Tutto per ora è confermato, il distacco della navetta spaziale dalla piattaforma di lancio avverrà alle 14:28 locali (20:28 in Italia) e noi saremo là ovviamente.

domenica 15 novembre 2009

Manati: sirene da 500 chili

Ancora una giornata in mezzo alla natura grazie ad un'escursione non programmata ma che si è rivelata una splendida sorpresa. Per oggi avevamo in programma il trasferimento sulla costa orientale o meglio una breve puntata sulla costa a Daytona per poi fare rotta in serata su Orlando dove ci accamperemo per le successive tre notti. Ma prima di abbandonare il Golfo del Messico grazie alla nostra inseparabile compagna di viaggio (la guida Lonely Planet della Florida) abbiamo deciso di visitare il parco statale Homosassa Springs State Wildlike Park. Lo scopo della visita era principalmente quello di vedere da vicino i manati questi strani mammiferi acquatici.

In realtà nel parco abbiamo trovato molto di più di alcuni splendidi esemplari di manati (che tra l'altro sono molto più grandi di quello che ci eravamo immaginati). I manati come stazza potrebbero assomigliare a dei grossi trichechi (sono lunghi circa tre metri e pesato almeno 500 chili ma possono arrivare anche ad una tonnellata e mezza) ed hanno una grossa pinna a mo' di sirena. Sono degli animali molto curiosi e pacifici che hanno bisogno di nuotare in acque a temperatura costante di almeno 22°C. E nel parco è caratterizzato dalla presenza di una profonda sorgente di acqua dolce (profonda 13,5 metri) che da vita al fiume Homosassa che si risale brevemente in zattera.
Una volta entrati nel cuore del parco le sorprese arrivano soprattutto dai volatili che popolano in abbondanza le diverse aree del parco, caratterizzate da un'alternanza di zone umide, boschietti di piante igrofile e corsi d'acqua. Ogni specie ha il suo habitat ma quello che sorprende di più è che questi habitat non hanno una rete come soffitto (non sono delle voliere per intenderci) ma sono piuttosto a cielo aperto. Ci siamo chiesti quindi come mai, fenicotteri, ibis, civette, pellicani, aquile dalla testa calva e chissà quanti altri volatili non scappino... forse stanno troppo bene là per cercare fortuna altrove.

Nel pomeriggio abbiamo attraversato la foresta di più meridionale degli interi Stati Uniti, l'Ocala National Forest per cercare di raggiungere in tempo prima del calar del sole la spiaggia di Daytona Beach dove è possibile scorazzare in auto. Silvia alla guida per gran parte della giornata sognava già di mettere le ruote sulla sabbia bianca ma purtroppo, una volta arrivati in riva all'oceano atlantico proprio al tramonto, la presenza dell'alta marea ha impedito l'escursione tanto desiderata. Peccato ! Poi non ci è rimasto altro che fare rotta verso Orlando, non prima di aver fatto un salto da Walmart per l'acquisto di qualche genere di prima necessità (tra l'altro ci siamo ricordati di comprare i tappi per le orecchie perchè andremo a vedere le prove di qualificazione dell'ultima gara di campionato 2009 NASCAR e la gara dei pickup che si terrà nell'anello di Homestead vicino a Miami venerdì prossimo!).

mercoledì 11 novembre 2009

Alligator adventure

Con la giornata di oggi abbiamo lasciato le isole, e siamo tornati sui nostri passi risalendo verso nord-ovest per iniziare una due-giorni di visita al parco nazionale delle Everglades, in pratica un enorme acquitrino popolato da numerosissime specie di animali e in cui è possibile scegliere tra diversi percorsi naturalistici a piedi, in bici o addirittura in canoa/kayak.

Anche se la sottoscritta propendeva per quest’ultima possibilità, abbiamo alla fine deciso di dedicarci ad attività più “convenzionali”, ovvero 5 passeggiate per esplorare altrettanti diversi scenari naturali della palude. Gli animali che abbiamo potuto vedere, anche oggi, sono stati numerosi: da enormi aironi bianchi, a numerosi altri volatili – anche vistosamente colorati - che si dimostravano assai poco turbati dalla presenza umana, per non parlare dei sempre presenti alligatori…

E mentre stavo allegramente e scherzosamente osservando due begli esemplari che si stavano sollazzando mezzi fuori dall’acqua, Gabriele mi ha fatto notare che un altro loro compagnuccio stava nascosto a meno di un metro alle nostre spalle… A me è venuto un mezzo infarto pensando al fatto che certo, ci trovavamo su una piattaforma rialzata di circa 40 cm, ma che il sonnecchioso animale avrebbe con tutta probabilità potuto saltare su… fortunatamente non era affamato, o forse eravamo noi a non essere molto appetibili. Ad ogni modo, che fifa ! Gabriele invece afferma di non avere mai avuto paura… mah !

domenica 13 settembre 2009

Animali e bambini

E poi arrivò il sabato. Avevamo atteso tutta l'estate per riuscire finalmente ad andare a visitare Kolmården, il più grande parco-zoo della Scandinavia che si trova a nemmeno mezz'ora di auto da Norrköping.
Il parco è veramente grande e comprende diverse attrazioni dal safari al delfinario. Chi è stato al parco Natura Viva sul Garda dove c'è anche là un safari, potrà rendersi conto della grandezza pensando che il Kolmården ha un'estensione che più di quattro volte superiore a quella del parco veronese.
Anche se gli animali sono comunque all'interno di un recinto, la ricchezza dell'ambiente circostante e lo spazio a loro riservato, rendono i confini molto meno visibili. Spesso abbiamo visto diversi cuccioli nati da pochi mesi ma persino animali di grossa taglia come le tigri giocare in allegria (mentre spesso negli zoo le vedi passeggiare nervosamente su e giù davanti al vetro...).


Ma la curiosità che ha suscitato il nostro maggior stupore è stato vedere la straordinaria quantità di bambini con mamma e papà in giro per il parco.
Passeggini, carrozzine, carretti porta-tutto, da ogni parte dove si poteva volgere lo sguardo e coppie di giovani e meno giovani con minimo un bimbo, più spesso due e perché no, uno in arrivo a giudicare dalla generosa dimensione del pancione delle mamme.
Alla fine della giornata, a lasciare il segno non sono stati i parecchi chilometri accumulati sotto le suole delle scarpe su e giù per le colline, fuori e dentro dai boschi, ma proprio questa immensa folla di famiglie numerose, ma mai rumorose...


Insomma un giorno che ci ha riempito di gioia, in cui siamo ritornati bambini per un po' d'ore, divertendo un sacco tra gli animali di cui siamo molto amanti.
Pensate che Silvia ieri sembrava la persona più felice del mondo quando ha realizzato uno dei suoi tanti sogni: accarezzare un maialino !

lunedì 17 agosto 2009

Un affollato weekend

Un altro weekend è alle spalle. Ieri abbiamo avuto visite, diciamo pure "le prime" di amici che venivano direttamente dall'Italia in macchina. E le ho definite non a caso le prime perché martedì prossimo, grazie a questo blog, conosceremo una coppia di ragazzi padovani che durante la loro programmazione delle vacanze estive nel nord Europa, hanno deciso proprio di fermarsi una notte qui a Norrköping per incontrarci. Ovviamente questo ci fa molto piacere e li aspettiamo con trepidazione, per ascoltare i loro racconti di viaggio e le impressioni sul grande nord.
Nel frattempo con la piacevole visita della cugina di Silvia con il marito e due figli al seguito (anche loro impegnativi in una vacanza on-the-road nel nord Europa, di quelle che piacciono tanto anche a noi), nella giornata di ieri abbiamo avuto la possibilità di mostrare la nostra città con una piacevole passeggiata in centro e pranzare a Soderköping, la piccola cittadina sullo Göta Kanal a quindici minuti di auto da casa.
Una delle cose più simpatiche della giornata di ieri è stata la sorpresa che ci ha colti, quando seduti a tavola in un bel ristorante con ampio parco, il cameriere, un signor sulla sessantina ci ha offerto i menù in perfetto accento napoletano che ci ha lasciati stupefatti. A fine pranzo stavamo già parlando della sua vita in Svezia (arrivà nel 1984) e della nostra avventura iniziata da qualche mese. Enzo, questo il suo nome, abita anche lui a Norrköping e si lamentava del fatto che non c'erano più persone in città in grado di insegnare l'italiano ai figli loro e delle altre famiglie di italiani che qui hanno dato alla luce la loro prole... che quel paio di insegnanti che c'erano una volta ora sono troppo vecchi... c'è bisogno di forze fresche !
Rientrati in città nel pomeriggio abbiamo "recuperato" alla stazione del treno gli amici che per due settimane sono ospiti da noi (Giovanni ed Alessandra) e che nel frattempo avevano trascorso un periodo a Stoccolma. Tutti assieme non abbiamo perso l'occasione di andare a vedere le seconda più vasta collezione di graffiti sulla roccia della Svezia che risale all'era del bronzo (1800 a.C.).

Si tratta di circa 7000 incisioni rupestri nella roccia dei quali la concentrazione più elevata (1600 circa) si trova ad Himmelstalund, in un grande parco della città di Norrköping disposto lungo il fiume, il sogno di grandi e piccoli. Ieri lo abbiamo percorso per la metà, giocando a pallone con il più piccolo della compagnia, mentre le poche presenza umane si perdevano all'orizzonte, chi provando qualche colpo di golf, chi facendo jogging e nella sua grandezza il parco ci è sembrato veramente grande: infatti è un lungo rettangolo di erba con i lati di 1 km x 400 metri !