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mercoledì 2 febbraio 2011

Qualcosa di dolce

Dopo poco tempo dal nostro trasferimento in Svezia, mi era stato regalato da un'amica un libro di dolci tradizionali svedesi che è ormai considerato un classico: "Sju sorters kakor", ovvero "Sette tipi di dolci". Questo titolo deriva originariamente dal fatto che nel XIX secolo era considerato d'obbligo per la padrona di casa intrattenere i propri ospiti all'ora del caffè con almeno sette tipi di dolci diversi - che lavoro !!! 
In questi giorni in cui sono a casa dal lavoro, pur non arrivando alla realizzazione contemporanea di un numero così elevato di dolci (la glicemia e il colesterolo di Gabriele e amici tutti ringraziano...),  ho avuto il tempo di sperimentare alcune ricette mai provate prima, tra cui quella della "semla", dolce tradizionale svedese che si mangia da dopo le feste natalizie fino all'inizio della quaresima. Si tratta di una pasta dolce molto lievitata con ripieno di pasta di mandorle e panna montata, nonchè una spolverizzata di zucchero a velo per completare il tutto. Ecco una foto delle semlor fatte in casa proprio ieri (per essere il primo esperimento devo dire che sono venute proprio buone !):

sabato 1 maggio 2010

La notte di Valpurga

Ieri sera grazie ai nostri amici svedesi Jan-Olof e Felicia abbiamo potuto vivere una vera tradizione svedese: la notte di Valpurga. Il 30 aprile è una festività annuale che si celebra in Estonia, Finlandia, Lettonia, Svezia, Repubblica Ceca e Germania e questa tradizione è basata sulle cerimonie pagane che si diffusero in alcune parti dell'Europa dopo la morte di Santa Valpurga nel 779 al fine di scacciare le streghe ed gli spiriti demoniaci.
In molti luoghi di Svezia e Finlandia si celebra questa festa bruciando dei falò accompagnati qualche volta anche da fuochi d'artificio. Per gli svedesi il vero significato di questa notte è celebrare l'arrivo della primavera e nei tempi antichi (ben precedenti alle tradizioni religiose): i falò servivano proprio per bruciare le cose vecchie dell'inverno e fare spazio a quelle nuove. Solo con l'avvento della cristianità in Svezia attorno all'anno 1000, i fuochi di Valpurga vennero connessi all'attuale significato.
Valpurga è stata quindi anche l'occasione per rimettere piede ancora una volta nel B&B di Jan-Olof e Felicia... e che emozione rileggere le libro degli ospiti le nostre parole datate 22 gennaio 2009...

Grazie alla loro ospitalità è stata servita una magnifica cena accompagnata da una sapiente selezione di vini (c'era anche un Valpolicella ripasso) e l'occasione è stata propizia per fare l'amicizia con una nuova coppia di 'immigrati', proveniente da Parigi. Lui ricercatore oceanografo (che ha trovato in Francia difficoltà simili a quelle che i ricercatori italiani incontrano nel Bel Paese, seppure in misura minore, a sentire le sue parole) assunto all'SMHI (siamo colleghi ora...) e lei ingegnere agrario. Storie simili le nostre...
Ho sempre detto che vivere in un paese diverso dal proprio offre diverse opportunità tra cui oggi cito quella culinaria (seppure noi non abbiamo nulla da invidiare a nessuno... nemmeno ai francesi). Eppure a volte si scoprono cose inaspettate, come quello che è successo ieri sera. Non sono mai andato matto degli asparagi in Italia - io avevo incontrato sempre e solo quelli bianchi che vengono lessati - ma a cena sul piatto c'erano degli asparagi verdi (scottati sulla padella con un filo d'olio fino a farli divenire quasi croccanti e messi su un letto di crostini) che si solo rivelati una vera leccornia !
E' ovvio però che dopo la carne sul tavolo è comparsa una selezione di formaggi che poco aveva di svedese visto che i pezzi migliori erano francesi ed italiani... ma il segreto della vita all'estero è questo: ti apre la mente a sapori e sensazioni nuove e così puoi scegliere il meglio, quello che più ti si addice, prendendo una cosa da qui e un pezzetto da là, allargando l'esperienza tutto diviene molto più godibile.
E mentre sorseggiavo uno Shiraz australiano, per un attimo sconnesso dalla discussioni della tavola, riflettevo su quanto sia piacevole sentire tante lingue diverse che si mescolano attorno ad un tavolo, francese, italiano, svedese, inglese... e ritrovarsi a capire quella strana lingua fatta di suoni e parole mescolate che inevitabilmente i nuovi arrivati si ritrovano a parlare finché non acquisiscono un ampio vocabolario svedese!

Poi è arrivato il momento di vivere la tradizione dei falò e così con una breve passeggiata in compagnia dei figlioletti - due allegre bambine ed un bimbo (tutti tra i 5 e gli 8 anni) - abbiamo raggiunto il luogo prescelto per l'accensione del fuoco portato a termine dagli scouts.
L'esplosione del verde primaverile quest'anno si è fatto attendere un po' di più ma ormai è dietro l'angolo, ed è questione solo di qualche giorno ancora.

domenica 4 aprile 2010

Tra mare e frico

L’avventura italiana questa volta continua in Friuli in un sabato di Pasqua dedicato al mare e alla cucina regionale. E’ l’occasione quindi per mostrare come funzionano le autostrade italiane, il nuovo passante di Mestre e come cambia il paesaggio tra Padova o Venezia dove il verde tra un paese e l’altro è poco e le costruzioni sono molte fino alla parte orientale del Veneto ed alla Bassa Friulana dove lo spazio libero disponibile è un po’ di più ed il paesaggio forse più godibile tra viti e prati verdi.
Il pranzo viene servito a casa dei miei genitori dove è il turno del prosciutto crudo, di uno speciale culatello di Sauris (una località sui monti friulani rinomata per i salumi) e di un pasticcio di radicchio di Treviso e pancetta, accompagnato da un paio di buoni vinelli tra cui un prosecco che fa la felicità di Martin.
Nel pomeriggio in programma c’è una bella passeggiata in spiaggia a Lignano in compagnia di Alessandro ed Elisa che i nostri amici svedesi avevano conosciuto già la scorsa estate proprio in Svezia. Così c’è stato il tempo di godersi ancora un po’ di sole seduti ad assaporare un “macchiatone” sulla Terrazza a Mare di Lignano Sabbiadoro con il rumore delle onde sotto di noi e una vista che spazia fino a Trieste ed alla Croazia… come sembrano lontani la neve ed i boschi di Norrkoping !
Grazie alle conoscenze di Ale ed Elisa, per la serata abbiamo previsto qualcosa di speciale per i nostri speciali ospiti nordici: una cena tipica friulana, in un trattoria tipica, in un paesino tipico… quanti di voi hanno assaggiato il frico e il salame all’aceto friulani (i friulani non possono partecipare…)?

Penso che Anna e Martin siano stati tra i pochi svedesi al mondo a poter assaggiare questa specialità della mia regione: un sapiente mix di formaggi, patate e cipolla fritti in padella fino a formare una specie di frittata fondente… una vera chicca da non perdere che mi sono assaporato boccone dopo boccone con un gusto impareggiabile per cercare di imprimere nelle mie papille gustative un sapore che non potrò riavere per diversi mesi a venire. Che bello condividere questi momenti un po’ speciali con gli amici nuovi e con quelli di sempre…

Facciamo i turisti

Eccoci qui a fare a tutti voi i nostri più cari auguri di Buona Pasqua. Quest’anno per noi è una Pasqua speciale mezza italiana e mezza svedese. Infatti, come anticipato, siamo rientrati in Italia per una vacanza in compagnia di amici, parenti e compagni di viaggio svedesi.
Per la prima volta un nostro rientro in Italia è stata una vera e propria vacanza anche se finora piuttosto impegnativa dal punto di vista del numero di cose da fare e vedere. Come organizzato, tutto sta filando secondo i programmi… lo scopo era far conoscere da vicino e da un punto di vista personale la vita che facevamo quando vivevamo e lavoravamo in Veneto. E così la prima giornata con Anna e Martin è stata dedicata alla visita al Centro Meteo dove lavoravo con annesso pranzo sui Colli Euganei a base di piatti tipici. Nel pomeriggio invece è stata la volta della visita all’Ospedale di Padova dove Silvia lavorava. Per entrambi più o meno le stesse domande magari con diverse sfumature e velati consigli: “Tornate?”, “Quando tornate?”, “Non tornerete mica?” e via di seguito. E’ stato bello riabbracciare i compagni di lavoro e vedere che ti accolgono sempre con un sorriso…

E dopo le visite alle persone è stata la volta della visita alla città di Padova nei suoi luoghi più belli e più preziosi, per poi aspettare l’ora di cena seduti ai tavoli all’aperto di un bar del centro per riassaporare uno spritz all’Aperol. Per la cena avevamo scelto un trattoria del centro molto conosciuta dove si possono apprezzare piatti tipici della cucina veneta. Il giorno seguente, complice una splendida giornata di sole, ci siamo trasferiti in treno a Venezia dove ci siamo sbizzarriti a percorrere calli più o meno nascoste, salire e scendere per ponti grandi e piccoli. Per una volta tanto ci siamo sentiti dei veri turisti e così l’abbiamo vissuta, questa bellissima giornata. Spesso quando si vive per molto tempo in uno stesso luogo finisce che non si riesce mai a visitare qualche museo che magari invece la maggior parte dei turisti vede. E così siamo saliti sulla balconata della Basilica di San Marco per vedere da vicino la splendida quadriglia di cavalli in bronzo, il museo annesso e gettare uno sguardo dall’alto sull’interno della Basilica splendidamente decorata da milioni e milioni di micro tessere di mosaico. Ci siamo persino concessi una sosta pranzo sulla Riva degli Schiavoni con un sole che quasi quasi scottava… per la prima volta abbiamo usati gli occhiali da sole !

Una completato il tour turistico veneziano e soddisfatte le richieste informative e visive dei nostri amici, solcato il nuovo ponte di Calatrava siamo rientrati alla base. Per cena non ci siamo fatti scappare l’occasione di cucinare degli ottimi bucatini… prima però siamo passati al supermercato dove i nostri amici sono rimasti colpiti dall’elevato numero di tipi di pasta disponibili. Per loro è difficile comprendere la differenza tra pennette rigate e mezze penne o tra bucatini, spaghetti-tini o bavette, per gli svedesi spesso c’è un unico nome: pasta.
Così in serata tra un bicchiere di Tocai friulano ed una grappa li abbiamo istruiti nel perfetto metodo di cottura e nel corretto utilizzo della forchetta per “avvolgere” i bucatini e scacciare le “pessime” abitudini di spezzare la “pasta lunga” per farla entrare nella pentola o peggio ancora utilizzare il coltello per tagliare gli spaghetti sul piatto. Il resto della serata, grazie anche alla compagnia di due amici italiani vicini di casa, abbiamo riso a crepapelle, grazie al confronto dei modi di dire, delle abitudini, dei comportamenti di italiani e svedesi.
E così abbiamo scoperto delle cose divertentissime come il modo di dire che si usa in Svezia quando, magari dopo una festa si beve e beve fino a star male tanto da doversi trasferire in bagno… bene, loro dicono: “Ieri sera ho guidato il buss di Gustavsberg”. A primo acchito è incomprensibile ma poi quando scopri che i sanitari in Svezia invece di essere firmati “Dolomite” sono firmati “Gustavsberg” e così l’azione di abbracciare il water può è essere facilmente connessa con il guidare il bus di Gustavsberg ! Qualcun altro però preferisce usare un altro: “Ho usato il grande telefono bianco”…

venerdì 25 dicembre 2009

Un Natale in allegra compagnia

Quella di oggi sicuramente rimarrà una giornata ricca di ricordi soprattutto per i nostri genitori che durante queste feste ci hanno raggiunto qui in Svezia. Infatti oltre al pranzo di Natale interamente curato da me e Silvia (da noi gli ospiti sono Ospiti e non hanno diritto né di voto né di veto in cucina) e di cui tra poco vi parlerò, c'è stato anche un pomeriggio multiculturale in occasione del compleanno della nostra amica Marinella (chi si ricorda di quella coppia svedese che abita in riva al lago?); ma andiamo con ordine.
Per il pranzo odierno avevamo scelto di non esagerare ma di stare leggerini visto che nel pomeriggio era previsto quest'altro impegno. Così come antipasto abbiamo preparato salmone affumicato con dill adagiato su knäckebröd (il pane svedese), patate arroste al rosmarino, una bella insalata mista ed il piatto clou del giorno: arrosto di alce, ossia älgstek. Per la sua preparazione ci eravamo anche dotati dell'apposito termometro da infilare nel cuore del pezzo di carne per assicurarsi che la temperatura interna non superasse mai i 75°C. La parte "liquida" invece ha visto sul tavolo due bottiglie di vino italiano, un Verdicchio ed un Bardolino. Che dire, la cottura è stata perfetta e gli ospiti hanno gradito molto !

Nel pomeriggio, come anticipato, ci siamo trasferiti tutti e sei nella casa in riva al lago di Marinella che proprio oggi compiva gli anni. Ad aspettarci c'erano già parecchie persone, da una bellissima bimba di meno di due anni fino alla bisnonna di quasi novanta, passando da genitori, figli, mogli, mariti, compagne... quattro generazioni di persone. Alla fine attorno alla grande tavolata imbandita c'erano ben diciannove (19) invitati !!!
Così da una parte gli italiani e Marinella (che parla un ottimo italiano), in mezzo gli svedesi e dall'altro capo del tavolo un ragazzo neozelandese, passando per la bisnonna finlandese. Anche la tavola rispecchiava questa multiculturalità con piatti tipici di varie zone, dall'agnello sapientemente preparato dal figlio di Marinella, a dei contorni di verdure finlandesi, al salmone tipicamente svedese ma preparato in tre modi diversi (ci siamo anche appuntati un paio di ricette), fino ai dolci dove facevano bella mostra di sé una variante neozelandese della "trifle" inglese (la meglio nota zuppa inglese), dei micro dolcetti di cioccolato molto gustosi, un mega treccione a corona (tipico dolce natalizio svedese) ed i nostri rotolini di pasta brisé dolce alla marmellata di arance (preparati dalla Rosetta, la mamma di Silvia).

Mi è dispiaciuto solo rimanere astemio visto che dovevo riportare la Brontomacchina ed i suoi sei occupanti a casa; mi sono concesso solo l'assaggio di un po' di Glögg in versione alcolica all'arrivo (bevanda tipica natalizia). E' stato un pomeriggio veramente piacevole, dove tra un assaggio e l'altro si mescolavano perfettamente svedese, italiano, un po' di friulano, veneto ed inglese. Abbiamo persino assistito, su richiesta, ad un'esibizione di una danza tipica del popolo Maori, la Haka, resa famosa dagli All Blacks, la nazionale di rugby della Nuova Zelanda.
Per i nostri (ma anche per noi) è stato un genuino contatto con la vita privata di una bella e colorata famiglia svedese. Che bello avere degli amici così !

sabato 12 settembre 2009

...e per iniziare un bel brindisi sul lago

Quello che stiamo vivendo è l'ennesimo weekend all'insegna della vita all'aria aperta. Finalmente sono arrivati Alessandro ed Elisa, novelli sposini e così non ci siamo persi l'occasione di far loro vivere un fine settimana da veri svedesi.


Grazie ai nostri amici svedesi "di vecchia data" (si tratta della prima coppia che qui abbiamo conosciuto) abbiamo potuto vivere un inizio di weekend diciamo pure "al naturale". Nel pomeriggio da Norrköping ci siamo spostati a Linköping (la città gemella che dista circa 45 km in direzione ovest) ed abbiamo atteso Anna e Martin (gli amici svedesi) nei pressi dello Kinda Kanal (un canale artificiale che collega il lago Roxen ad altri laghi più verso sud) che puntualmente sono arrivati a bordo della "Loke", la loro imbarcazione dedicata proprio alla navigazione in canale.
Saliti a bordo, gli abili naviganti (dovete sapere che Anna e Martin nel 2004 hanno preso un anno di aspettativa dal lavoro per solcare in barca a vela l'Atlantico, andata e ritorno dalla Svezia ai Caraibi - qui trovate le foto del loro viaggio) hanno portato la barca sul lago Roxen dove, nelle luci del tramonto, estratta una bottiglia di spumante ed i calici abbiamo brindato cullati da un piacevole dondolio dell'acqua.


Cosa si può avere di più dalla vita? Un brindisi in mezzo al lago con nessuno intorno, solo qualche oca in volo sopra le nostre teste e dei gabbiani che volando a pelo d'acqua cercano l'antipasto della cena. E pensare che solo un anno prima, ad inizio settembre 2008, avevo appena incontrato Anna ad un convegno di meteorologia a Darmstadt in Germania che là mi parlò per la prima volta della Svezia (e figuratevi che Silvia non sapeva che neppure esistesse una città di nome Norrköping...).
Tramontato il sole, parcheggiamo la barca al molo e mentre io, Anna, Elisa ed Alessandro con la "brontomacchina" (il mio Discovery) ci avviamo verso la loro casa che si trova quasi in riva al lago sulla sponda occidentale qualche chilometro più a nord, Martin e Silvia rientrano via acqua con una micro motoscafo.
E' venerdì sera, la serata migliore del weekend e così tutti ci mettiamo a dare una mano sotto la sapiente guida dei nostri amici che ci preparano una cena tipica svedese in onore di Ale ed Elisa per la prima volta in Svezia. Così c'è chi spela le patate, chi prepara il vino, chi appallottola le kötbullar (le palle di carne) e chi si mette ai fornelli.


Tra un bicchiere di Chianti ed uno di Barric spagnolo, ci siamo gustati uno spettacolare puré di patate, dei funghetti simili ai finferli e le kötbullar, il tutto condito dall'immancabile salsa di lingonberry (mirtilli rossi). Tra un discorso e l'altro siamo infine arrivati a "sbafarci" tutta la torta al cioccolato preparata dalla Silvia accompagnata da uno spettacolare "Porto".
Come inizio di weekend non è male davvero !