A febbraio eravamo stati a Kiruna per il nostro solito viaggio a caccia di Aurore Boreali ma in quell'occasione c'era qualcuno che ci avevo seguito da vicino: un giovane regista (Giuseppe Carrieri) e un fotografo-cameramen (Giancarlo Migliore).
Visualizzazione post con etichetta Svezia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Svezia. Mostra tutti i post
giovedì 29 maggio 2014
Non capita tutti i giorni...
Un paio di giorni fa è arrivato il momento che stavamo aspettando da tre mesi oramai.
A febbraio eravamo stati a Kiruna per il nostro solito viaggio a caccia di Aurore Boreali ma in quell'occasione c'era qualcuno che ci avevo seguito da vicino: un giovane regista (Giuseppe Carrieri) e un fotografo-cameramen (Giancarlo Migliore).
A febbraio eravamo stati a Kiruna per il nostro solito viaggio a caccia di Aurore Boreali ma in quell'occasione c'era qualcuno che ci avevo seguito da vicino: un giovane regista (Giuseppe Carrieri) e un fotografo-cameramen (Giancarlo Migliore).
Durante l'intera durata del viaggio la "troupe cinematografica" ci ha seguito in ogni passo per realizzare un cortometraggio per conto di Repubblica.tv. Avrebbe dovuto rappresentare la storia di due ragazzi italiani partiti per un'avventura all'estero per il format "Italiani Fuori". E così è stato.
Oggi dopo mesi di attesa, finalmente sulla homepage di Repubblica.it è stato pubblicato il frutto di molti mesi di preparazioni, contatti, mail, telefonate, colloqui con hotel, musei, enti turistici...
Nel video si vede prima Stoccolma, con una passeggiata a Djurgården, il Nordiska Museet, il museo Vasa e il Fotografiska Museet... poi ci si sposta a Kiruna e all'Ice Hotel di Jukkasjärvi ed infine alla meta finale dei nostri viaggi: Abisko.
Molti di voi probabilmente lo avranno già visto ma è giusto riproporlo anche qui sul blog, perché rappresenta per noi un qualcosa di veramente speciale, un punto di arrivo, un regalo che ci facciamo per questi orami prossimi cinque anni in terra svedese.
Grazie a tutti coloro che in questi giorni si sono ricordati di noi, scrivendoci anche solo una parola via mail o magari su Facebook, grazie di cuore ci fate sentire più vicini !
E un grazie speciale ai nostri nuovi amici Giuseppe e Giancarlo: siete dei grandi professionisti e vi meritate un futuro di grandi soddisfazioni e successi.
Etichette:
aurore boreali,
Repubblica,
Svezia,
video
martedì 29 ottobre 2013
Aurore Boreali: il nostro video
Dopo la tempesta di vento di questa notte, ecco che torna il Sole fuori dalla finestra, un Sole in piena attivitá in questi giorni. Almeno tre esplosioni sulla sua superficie sono state di livello X (piuttosto elevato) e daranno luogo ad abbondanti aurore boreali alle alte latitudini in questo periodo.
In questi giorni siamo riusciti finalmente a terminare un video relativo ai nostri viaggi a caccia di aurore boreali nella Lapponia svedese che ogni anno organizziamo.
Quest'anno siamo giunti alla quarta edizione del viaggio di gruppo (quasi al completo) e con diverse altre date disponibili per viaggi in autonomia da inizio dicembre a fine marzo. Ecco a voi il video, meno di due minuti che speriamo vi possano emozionare. Tutte le foto sono state scattate durante le nostre esperienze artiche di questi anni.
Se lo volete vederlo in alta definizione questo é il link. Alzate il volume e lasciate che siano le immagini a parlare.
domenica 16 giugno 2013
Emigrare in Svezia for dummies
Il post precedente ha riscontrato sicuramente successo innescando discussioni sui social network e qui sul blog. Per cercare di rendere ancora più chiara la situazione abbiamo approfittato delle solite due ore di sonno pomeridiano di Galileo per realizzare qualcosa che speriamo sia utile: una guida visuale (chiamato in gergo diagramma di flusso) con la quale è possibile individuare i passi necessari per riuscire ad ottenere il diritto di residenza in Svezia e di conseguenza il famoso ed indispensabile personnummer.
Lo abbiamo chiamato "Emigrare in Svezia for dummies" proprio come quelle famose guide che cercano di semplificare al massimo argomenti anche complessi rendendoli alla portata di tutti.
Buona lettura ! Se qualcuno volesse ripubblicare questa guida sul web è libero di farlo, chiediamo solo di citare il nostro blog come fonte.
P.S. Se ci dovessero essere degli errori nella guida siete pregati di segnalarceli e provvederemo ad aggiornarla.
sabato 7 luglio 2012
Tutti a scuola (fra un po') !
Ormai il periodo del congedo parentale per Gabriele sta per volgere al termine: un altro paio di mesi scarsi di lavoro part-time (grazie ai nonni che sono venuti a farci visita e si sono offerti di fare da baysitter per un po' di ore al giorno) e poi si riprende a lavorare a tempo pieno.
Nei mesi scorsi abbiamo quindi dovuto affrontare la scelta dell'asilo (nido) per Galileo. Ecco la nostra esperienza.
In Svezia è comune che dopo il compimento di 1 anno di età - o poco più- i bambini inizino il dagis (asilo), quando i genitori tornano entrambi a lavorare. Prima dell'anno di età non c'è nessuna struttura disposta a tenere bambini piccoli (a differenza dell'Italia dove al nido vanno anche neonati di pochissimi mesi). Il termine dagis o meglio förskola non si riferisce solo all'asilo nido ma alla struttura che si occupa dei bambini piccoli per tutti quegli anni che precedono l'inizio della scuola elementare, e quindi comprende sia il nido che l'asilo vero e proprio, i quali di solito si trovano nello stesso stabile. Vi sono quindi bambini da 1 a 5-6 anni, di solito divisi in gruppi diversi in base all'età.
La scelta dell'asilo può ricadere su strutture comunali oppure private, a seconda della volontà dei genitori. Spesso le strutture private sono gestite da fondazioni o cooperative di genitori e in quest'ultimo caso i genitori contribuiscono in modo pratico alla gestione dell'asilo, per esempio facendo le pulizie ogni tanto. Il costo, sia che si scelga un asilo privato o uno pubblico, non cambia: dipende dal reddito del nucleo familiare ma in ogni caso non può superare i 130 euro al mese. In questa cifra sono compresi i pasti (a Norrköping colazione, merenda della mattina, pranzo e merenda del pomeriggio) e i pannolini (in altri comuni no). Dal momento della ricezione della richiesta di un posto all'asilo, il comune ha l'obbligo di offrire un posto entro 4 mesi. Nella maggior parte dei casi vengono assecondate le richieste della famiglia in base ad una lista-preferenze che viene fatta compilare al momento della richiesta.
L'orario della permanenza all'asilo coincide con gli orari lavorativi dei genitori, e quindi è di circa 40 ore alla settimana (la nostra struttura è aperta dalle 6:15 alle 18). Per i genitori che non lavorano la permanenza non può invece superare le 15 ore alla settimana. Se si lavora meno di 40 ore la settimana la permanenza coincide con gli orari in cui i genitori lavorano (quindi è variabile tra 15 e 40).
Nel nostro quartiere, dove abitano moltissime famiglie con bambini in età da asilo, sono presenti molti dagis comunali (5 solo nelle immediate vicinanze della nostra casa più 3 a distanza di circa 15 minuti a piedi), mentre quelli privati sono geograficamente un po' più lontani e scomodi da raggiungere.
Al momento dell'iscrizione abbiamo quindi visitato alcuni degli asili della zona, e alla fine avuto un ottimo posto in un dagis a 15 minuti a piedi da casa.
![]() |
| Il "nostro" asilo "Körsbäret" (Ciliegia) |
La settimana scorsa abbiamo anche ricevuto l'invito da parte del personale a partecipare (con Galileo naturalmente) ad un incontro con tutti i genitori dei bimbi che inizieranno il 20 agosto, quando qui inizia ufficialmente l'anno scolastico. Si è cantato, fatta merenda tutti assieme, e fatta conoscenza con tutti gli altri bambini e genitor e naturalmente con le maestre. E' stata anche un'occasione per vedere meglio i locali, che si hanno lasciati piacevolmente sorpresi: stanza per la musica, stanza della lettura, stanza dell'acqua (con tanto di vasca da bagno non per lavarsi ma per giocare !), stanza del mistero, oltre naturalmente al salone comune per i pasti, alla cucina e alla stanza per la nanna. Inoltre, un bel po' di posto all'esterno dove i bimbi passano parecchio tempo al giorno, tutti i giorni (sì, nessun giorno escluso: anche in inverno, quando piove e quando nevica).
Qualche giorno fa abbiamo anche ricevuto la visita a casa di una delle maestre. Scopo della visita, quello di vedere l'ambiente dove il bambino vive e vederlo interagire nel proprio ambiente. Peccato solo che Galileo dormisse della grossa: sarà per un'altra volta. E' stata comunque un'ottima occasione per un contatto più "personale" con la maestra e il momento per esporre dubbi e domande.
Insomma, un ottimo inizio fino ad ora. Non resta che cominciare a fare shopping di vestiti adatti alle attività all'aperto: tute impermeabili e antivento, stivali di gomma e scarponcini caldi per l'autuno che verrà !
sabato 24 marzo 2012
Tempo di passeggiate !
E' primavera ! In queste ultime due settimane le temperature sono state particolarmente clementi e ci sono state regalate delle giornate di sole splendido che sarebbe stato un peccato trascorrere in casa. Già da tempo pregustavamo questo momento e, nell'attesa, ci eravamo dotati di un interessante ed utile libretto:
Lo scorso finesettimana ci siamo quindi attrezzati a dovere ed iniziato ad esplorare i sentieri più belli dell'Östergötland: meta della prima uscita il lago Glottern, appena a nord di Norrköping. L'acqua del laghetto era ancora parzialmente ghiacciata ma si poteva intuire l'inizio del risveglio della natura dal cinguettio degli uccellini e altri rumori di animali che però non abbiamo avuto la fortuna di avvistare. Galileo, dall'alto del suo zainetto da escursione, sembra abbia apprezzato la prima uscita della stagione !
Abbiamo iniziato con un percorso semplice di pochi chilometri, ma per i mesi a venire c'è proprio di tutto, fino a passeggiate di 4-5 giorni con pernottamenti intermedi: chissà se arriveremo a tanto... Abbiamo tutta l'estate per cimentarci nell'impresa e coinvolgeremo anche tutti coloro che vorranno venire a trovarci in Svezia !
Etichette:
natura,
Östergötland,
Svezia,
tempo libero
giovedì 22 marzo 2012
La religione in Svezia - parte 2
Da quando siamo qui in Svezia l'argomento "religione" è stato sollevato più volte da parenti e conoscenti rimasti in Italia: c'era chi semplicemente era curioso sulle tradizioni svedesi, chi si chiedeva se la chiesa cattolica esistesse in qualche modo anche qui, chi si domandava quale religione avremmo professato in Svezia.
Bene, per gli interessati alle tradizioni svedesi il precedente post sulla religione più diffusa in Svezia dovrebbe essere abbastanza esauriente. Si tenga conto, come ben scriveva Carin in un suo commento, che molti svedesi, pur appartenendo sulla carta alla Svenska Kyrkan, di fatto non partecipano a nessuna attività religiosa (men che meno alla messa della domenica) e in chiesa con tutta probabilità ci sono stati per il battesimo e il matrimonio (quelli che sono sposati), e ci torneranno solo per il loro funerale.
Per chi invece si ponga delle domande sulla chiesa cattolica in Svezia, questa esiste ed anche nella nostra città c'è una chiesetta dove viene celebrata la messa domenicale in varie lingue: dato che la comunità più numerosa a Norrköping è quella serbo-croata, seguita da quella polacca, viene da sè che la messa sia a volte in serbo-croato e a volte in polacco (più raramente in svedese, mai in italiano nè tantomeno in latino).
Quello che in ogni caso balza all'occhio è la diversa influenza della chiesa (protestante o cattolica che sia) nella vita del cittadino: a parte il volantino pubblicitario della Svenska Kyrkan che ci viene recapitato nella cassetta della posta tutte le settimane assieme alle offerte speciali dei vari supermercati cittadini, non abbiamo mai ricevuto altri "inviti" più o meno espliciti a partecipare alle iniziative religiose protestanti o cattoliche, nè tantomento visite del parroco o benedizioni della casa, nemmeno in corrispondenza delle ricorrenze più solenni. A scuola non esiste l'ora di religione, nè ovviamente l'"attività alternativa" per chi religione non la fa. Di catechismo come attività "regolamentare" per i bimbi svedesi non si è mai sentito parlare. Nei vari discorsi tra colleghi e amici, non vi è mai stato nulla di carattere vagamente religioso e nessuno ci ha mai chiesto a che religione apparteniamo.
Ecco, perchè è appunto questa la questione: per chi non si sente di appartenere ad alcuna religione o magari si sente cristiano ma non accetta ad occhi chiusi tutto quello che la religione cattolica impone, vivere in Svezia non fa sentire "diversi". E questa è una cosa positiva, soprattutto per i bambini.
In Italia, dove tutti "devono" andare in chiesa, a catechismo, all'ACR, e appena qualcuno esce dichiaratamente dagli schemi è considerato diverso. E nessun bambino vuol essere diverso dagli altri, per cui molti genitori accettano passivamente l'educazione cattolica "prevista" dalla scuola e "attesa" da parenti e conoscenti, semplicemente per amore del quieto vivere. Come spesso accade l'apparenza conta molto piú della sostanza.
Qui in Svezia il problema semplicemente non si pone. La scuola è del tutto laica, e nella realtà dei fatti anche la società. Non si tratta di rinnegare le proprie origini tradizioni: credo si possa credere nel Bene e metterlo in pratica senza per forza appartenere ad una delle grandi religioni, e si possono sempre insegnare ad un bambino la storia e i principi del cristianesimo che per forza di cose appartiene alla nostra cultura e alla nostra storia europea, si può coltivare la spiritualità come anche parlare di religione e spiegare come si puó conciliare il credere in un essere creatore con le evidenze e le evoluzioni continue della conoscienza e della scienza, quella stessa scienza che pervade in qualche modo ogni lato delle nostre vite (viste anche le nostre personali formazioni universitarie e situazioni lavorative).
Il fatto di vivere all'estero puó anche aiutare ad aprire gli occhi su diverse aspetti e permettere di conoscere piú da vicino altre realtá che altrimenti sarebbero rimaste completamente sconosciute. Chi in Italia conosce bene ad esempio le differenze tra cattolicesimo e protestantesimo? Eppure entrambe sono religioni cristiane...
Il far girare le rotelline nella testa, porre domande, sollevare interrogativi, dovrebbe essere considerata come una cosa positiva. E qui lo è davvero.
Qui in Svezia il problema semplicemente non si pone. La scuola è del tutto laica, e nella realtà dei fatti anche la società. Non si tratta di rinnegare le proprie origini tradizioni: credo si possa credere nel Bene e metterlo in pratica senza per forza appartenere ad una delle grandi religioni, e si possono sempre insegnare ad un bambino la storia e i principi del cristianesimo che per forza di cose appartiene alla nostra cultura e alla nostra storia europea, si può coltivare la spiritualità come anche parlare di religione e spiegare come si puó conciliare il credere in un essere creatore con le evidenze e le evoluzioni continue della conoscienza e della scienza, quella stessa scienza che pervade in qualche modo ogni lato delle nostre vite (viste anche le nostre personali formazioni universitarie e situazioni lavorative).
Il fatto di vivere all'estero puó anche aiutare ad aprire gli occhi su diverse aspetti e permettere di conoscere piú da vicino altre realtá che altrimenti sarebbero rimaste completamente sconosciute. Chi in Italia conosce bene ad esempio le differenze tra cattolicesimo e protestantesimo? Eppure entrambe sono religioni cristiane...
Il far girare le rotelline nella testa, porre domande, sollevare interrogativi, dovrebbe essere considerata come una cosa positiva. E qui lo è davvero.
domenica 22 gennaio 2012
Considerazioni mediche - parte seconda
Questo post tratterà della medicina generale: qualche considerazione, lungi dal voler essere esaustivo. Non è (so che qualcuno lo penserà o scriverà) un post contro la medicina generale italiana, che di per sé essendo molto disomogenea per qualità e organizzazione, ha dei lati buoni e meno buoni. E' semplicemente una riflessione sull'organizzazione del sistema, sull'impiego razionale delle competenze, sulla limitazione degli sprechi e dei costi - per il sistema sanitario e per il cittadino.
La mia esperienza della medicina di base, sia in Svezia che in Italia, è da paziente e da "osservatrice" (di parenti e amici che ne usufruiscono), oltre che da persona che vi ha lavorato in Italia (sostituzioni qua e là per un bel po' di tempo - a questo proposito leggete anche qui e qui) e che vi lavora tuttora in Svezia.
Ebbene, com'è organizzata la medicina di base in Svezia ? I medici di medicina generale lavorano in poliambulatori (vårdcentral): il numero di medici per vårdcentral varia, ma il numero di pazienti/medico è più o meno costante, ovvero circa 1500 (come del resto per un medico di base massimalista in Italia). Le visite sono tutte soggette ad appuntamento telefonico, per ogni paziente vengono riservati 15 o 30 minuti a seconda del problema (a volte anche un'ora, per problemi eccezionalmente complicati o colloqui "delicati") e in caso di assenza del medico a cui il paziente di solito afferisce vi sono i colleghi a prendere in carico le questioni urgenti. So bene che in Italia sta prendendo piede la medicina di gruppo, ma solo qui e là. Inoltre l'attività dei vari medici in uno stesso vårdcentral è coordinata (ovvero: non sono vari medici che lavorano ognuno per conto proprio dandosi una mano solo quando serve, ma esiste una figura di coordinamento che stabilisce quali e quanti pazienti ogni medico si debba prendere, e coordina ferie-corsi-orari di ciascuno). In Svezia quest'organizzazione è comune ad ogni vårdcentral in tutto il Paese.
Nella struttura lavorano poi molte altre figure sanitarie: infermieri, infermieri pediatrici, infermieri specializzati in asma e in diabete, psicologi, fisioterapisti, terapisti del lavoro, personale di laboratorio, segretarie, receptionist. Sì perchè in un vårdcentral c'è anche il laboratorio analisi (alcuni esami vengono effettuati in loco con risposta immediata, altri vengono spediti al laboratorio centrale dell'ospedale con risposta in pochi giorni). I medici di base dell'Östergötland utilizzano una cartella clinica elettronica che è comune a tutto il personale sanitario della regione (quindi anche di chi lavora in ospedale e nella guardia medica) e per tutti è possibile inviare le ricette elettronicamente a tutte le farmacie della Svezia e i certificati di malattia direttamente alla Försäkringskassan (e non è così complicato come in Italia).
Nella struttura lavorano poi molte altre figure sanitarie: infermieri, infermieri pediatrici, infermieri specializzati in asma e in diabete, psicologi, fisioterapisti, terapisti del lavoro, personale di laboratorio, segretarie, receptionist. Sì perchè in un vårdcentral c'è anche il laboratorio analisi (alcuni esami vengono effettuati in loco con risposta immediata, altri vengono spediti al laboratorio centrale dell'ospedale con risposta in pochi giorni). I medici di base dell'Östergötland utilizzano una cartella clinica elettronica che è comune a tutto il personale sanitario della regione (quindi anche di chi lavora in ospedale e nella guardia medica) e per tutti è possibile inviare le ricette elettronicamente a tutte le farmacie della Svezia e i certificati di malattia direttamente alla Försäkringskassan (e non è così complicato come in Italia).
Ma veniamo a come lavorano i medici di base: qual è la differenza più grande rispetto a quelli italiani ? Fondamentalmente l'ambito di competenza. Oltre a gestire pazienti con problematiche "semplici" (pressione alta, mal di gola, ecc) presso un vårdcentral si effettuano anche numerose procedure: piccola chirurgia (asportazione di nei, biopsie cutanee, sutura di ferite, ecc), rettoscopie, visite ginecologiche, EKG, spirometria. E' inoltre a disposizione un microscopio per l'otorinolaringoiatria (diagnosi più precisa di affezioni otologiche, rimozione per aspirazione di tappi di cerume) e uno per l'oftalmologia (possibilità di effettuare un esame oculistico completo, asportazione di corpi estranei oculari).
Le risposte degli esami di laboratorio, degli esami radiologici e delle consulenze specialistiche arrivano elettronicamente a chi li ha richiesti (quindi al medico responsabile, non al paziente), il che evita il giro paziente-ritiro referti-medico di base e quindi perdite di tempo inutili, nonché evita dimenticanze (pazienti che non tornano dal medico a mostrare i propri esami) e permette di instaurare subito terapie adeguate. Come detto sopra, alcuni esami vengono analizzati direttamente sul posto con risposta in pochi minuti (per gli addetti ai lavori: emoglobina, PCR, glicemia, tampone faringeo per streptoccocco A, monospot, troponina, D-dimero, INR, esame urine, test di gravidanza).
La prima considerazione è che per effettuare tutte queste cose è necessario avere la competenza adeguata, che pochi medici di base in Italia possono vantare (chi mai è andato a farsi fare o si aspetterebbe di potersi fare una rettoscopia o una visita ginecologica dal proprio medico di base, per esempio ?) La seconda è che di conseguenza il numero di richieste di visite specialistiche per problematiche varie sono di molto inferiori a quelle effettuate dai medici di base italiani. Esistono dei criteri precisi per quali problemi possono essere inviati allo specialista, e quest'ultimo può anche rifiutare la richiesta di consulenza qualora ritenga che il medico di base non abbia effettuato una valutazione sufficientemente approfondita o messo in atto tutti i trattamenti di prima linea richiesti per una determinata patologia. Ragionando in termini economici e di risparmio di risorse, credo che le conclusioni siano abbastanza ovvie.
Ve lo immaginate in Italia ? Mi ricordo ancora l'impegnativa di un collega che inviava una paziente in Pronto Soccorso per "visita specialistica a tutti gli organi per sintomi diffusi"...
giovedì 10 novembre 2011
Esperienze dentistiche
Io sono un tipo affezionato al dentista, quella poltrona morbida che si inclina, lo specchietto, tutti quei simpatici rumorini da trapani e soci... sì, perché ci sono sempre andato mio malgrado fin da piccolo. Ma quando si lascia il proprio dentista di fiducia in Italia e si approda ad altri lidi c'é sempre un po' di timore all'inizio proprio perché non si sa bene dove sbattere la testa.
Tuttavia la mia esperienza in Svezia devo dire sia stata piú che positiva soprattutto dal punto di vista economico. La prima volta che ebbi bisogno del dentista fu nell'estate del 2009 quando arrivammo in Svezia e quella volta mi rivolsi al servizio dentistico di guardia qui in cittá per una piccola emergenza. Quel giorno scoprii che esistono anche le lastre computerizzate che utilizzano, a sentire i dentisti, una quantitá di raggi-x molto inferiori rispetto alle classiche lastre fotografiche (magari ci sono anche in Italia ma non le avevo mai viste prima).
Poi feci la scelta del dentista privato per essere seguito piú da vicino, grazie ad incontro fatto in occasione di una festa prima di Natale del 2009 a casa dei nostri amici del B&B. E con il mio dentista di fiducia feci altre scoperte come i rimborsi della Forsäkringkassa per le cure e visite odontoiatriche.
Ultimamente dovró affrontare la prima sostituzione di un piccolo pezzo del mio corpo (non posso dire che i 40 anni mi abbiamo portato fortuna....). Si tratta di un dente che verrá sostituito da un impianto. Quando ho sentito la parola "impianto" mi sono subito cadute le braccia mentre ancora il dentista mi spiegava le possibili soluzioni con tanto di disegni su blocco di carta A4. Conosco il prezzo di questo genere di cure in Italia e si parla di migliaia di euro; per questo nulla faceva sperare bene per le economie del mio portafoglio. Ma poi quando le spiegazioni tecniche sono state corredate dai relativi costi mi sono sentito leggermente meglio... ed ho fatto la scelta migliore. Non mi posso dire sollevato, ma almeno contento di trovarmi in questa situazione proprio qui "in quella che adesso é casa", qui in Svezia.
E' quindi giunto il momento di spiegare come funzionano le cose da queste parti. Esistono delle regole relative ai rimborsi statali che si basano su una base temporale annua, ossia di dodici mesi. A prescindere da queste regole é importante sottolineare che tutti i controlli e tutte le cure per i bambini ed i giovani fino a 20 anni sono GRATUITI (avete letto bene). Mi verrebbe voglia di fare i conti di quante lire i miei poveri genitori hanno dovuto spendere nella mia gioventú!
Poi da quando si superano i 20 anni, si entra a far parte del sistema che prevede due cose in sintesi: un contributo una tantum a perdere ed una protezione verso gli alti costi odontoiatrici. Cosa significa in pratica?
Il contributo una tantum pari a 300kr all'anno (12 mesi) per chi ha dai 20 ai 29 anni, di 150kr per chi ha dai 30 ai 74 anni e di 300kr di nuovo quando si sono superati i 75 anni, puó essere utilizzato in qualsiasi momento per diminuire i costi di un controllo o di una cura e puó essere anche "risparmiato" per essere utilizzato l'anno successivo.
La protezione verso gli alti costi odontoiatrici é nel mio caso una cosa molto ma molto importante quasi impossibile da credere abituati come siamo ai costi "stratosferici" dei dentisti italiani. Fino a 3.000kr (circa 330 euro) si paga tutto. Per i costi compresi tra 3.001 e 15.000kr (fino a circa 1.650 euro) si paga solo il 50% ma attenzione attenzione, oltre le 15.000kr lo stato rimborsa l'85% dei costi. GULP !
Questi costi si riferiscono ad un listino standard approvato dalla Tandvårds och Läkemedelsförmånsverket (ossia l'Agenzia governativa che decide quali medicinali e cure possono essere incluse nel supporto economico statale). Certo che dentista privato puó fare i suoi prezzi che possono essere allineati, piú alti ma anche piú bassi, ma in generale questi non si discostano molto dal listino standard. Gli interessati possono consultarlo qui: http://www.tlv.se/tandvard/referensprislista/.
Inutile sottolineare che il singolo cittadino non deve fare nulla, ossia non deve compilare né spedire moduli particolari ma il dentista é collegato in tempo reale alla FK (Försäkringkassa) e puó controllare in qualsiasi momento il bidrag (ossia la deduzione che spetta). Il mio dentista lo ha fatto direttamente dal computer presente nella saletta quando ancora sedevo sulla poltrona e dallo stesso computer l'infermiera fissava direttamente i nuovi appuntamenti.
Una cosa che ho notato (ma non posso confermare che sia sempre cosí) é che il mio dentista é sempre attento ai costi ai quali andró incontro ed anzi l'ultima volta mi ha anche detto che non mi fará pagare i costi della cura canalare visto che adesso dobbiamo fare un impianto (cosa che inizialmente non era prevista). Dopo due anni e mezzo trovo ancora qualcosa che mi riesce a sorprendere... positivamente...
domenica 6 novembre 2011
Il medico di campagna
Bene: lunedì scorso arrivava il mio primo giorno di lavoro nel posto nuovo, un vårdcentral di campagna. Le mie prime tre settimane sono dedicate ad un po' di introduzione, visto che non ho esperienza diretta della medicina di base in Svezia, e visto che questa presenta molte differenze con la sua controparte italiana. Quindi, in questo periodo iniziale non farò ambulatorio. Invece seguirò come un'ombra colleghi medici e tutto il personale (infermieri, fisioterapisti, personale del laboratorio, segretarie, receptionist) per capire come funziona lì. Sì, perchè le conoscenze strettamente mediche sono importanti, ma altrettanto lo è sapere come muoversi, a chi chiedere in caso di bisogno. E serve anche a conoscere meglio le persone con cui si lavorerà e a farsi conoscere, ad instaurare un buon rapporto fin dall'inizio. Quindi, dopo il primo giorno dedicato a questioni amministrative, il secondo giorno si esce: in giro per visite domiciliari con l'auto di servizio in compagnia di una delle infermiere di distretto, nella campagna di Vikbolandet, tra boschetti e strade sterrate (dubito che alcune di queste siano segnate sulle cartine stradali). Il territorio che afferisce al vårdcentral è molto vasto, e per girarlo è necessario avere una buona conoscenza della zona: la persona con cui lavoro è cresciuta da queste parti e conosce le strade come le proprie tasche, mentre il mio orientamento è in tilt dopo un paio di visite. I pazienti sono gentili e accoglienti: alcuni di loro ricevono la visita domiciliare quotidianamente o quasi da parecchi anni e ormai considerano il personale sanitario come "di famiglia". E così faccio la conoscenza della coppia anziana ultraottantenne ancora arzilla, della vecchia signora novantenne che coltiva frutta e verdura nella serra, di pazienti più giovani che vivono nel bosco in deliziose case di legno massiccio... il tutto è decisamente diverso dal tipo di pazienti che si vedono in città !
Insomma, una giornata davvero istruttiva, uno sguardo sulla vita delle persone che vivono qui da decenni ed hanno molto da raccontare, che abitano in case con arredamento d'altri tempi dove si vedono talvolta esposti premi vinti in occasione di gare sportive degli anni '50 e '60...
Insomma uno sguardo su una Svezia allo stesso tempo attuale e d'altri tempi, e un modo meno impersonale di vivere la medicina: mi piace ! La mia prima settimana lavorativa finiva con mercoledì ma domani mi attendono altre novità: ogni giorno qui è una scoperta.
Nota tecnica: le visite domiciliari effettuate dal medico sono una rarità qui in Svezia, e la mia presenza in questa occasione aveva uno scopo puramente didattico. Se un paziente sta male, va con le proprie gambe o adeguato mezzo di trasporto al proprio vårdcentral (o alla guardia medica, o al pronto socccorso). Le visite domiciliari sono qui effettuate da un'infermiera specializzata il cui compito è quello di somministrare terapie croniche parenterali, eseguire medicazioni di piaghe croniche, ecc. per pazienti che per età e/o condizioni cliniche non riescono oggettivamente a recarsi da soli in ambulatorio.
Etichette:
lavoro,
medici,
medicina di base,
Svezia
domenica 23 ottobre 2011
Come sará il prossimo inverno?
La domanda che piú di qualcuno si fa da queste parti é: ma dopo due inverni come quelli passati (2009-2010 e 2010-2011) cosa ci aspetta la prossima stagione invernale? Ci si puó affidare al detto "non c'é due senza tre"? In realtá le cose non sono cosí semplici e come molti (spero) sapranno la meteorologia o meglio la climatologia é una scienza molto complessa dove i parametri in gioco sono tantissimi e spesso non completamente compressi appieno.
E' ovvio che pensando al prossimo inverno non possiamo pensare di affidarci alle previsioni tradizionali visto che con quelle, se va bene e in certe particolari situazioni, ci si puó spingere al massimo a 10-15 giorni. In questi casi un po' di aiuto puó venire dalla climatologia e dalla statistica. Ma vediamo di spiegarlo in parole semplici.
La climatologia in Europa per cercare di trovare delle correlazioni sostenibili si affida a quella che viene chiamata NAO, Northern Atlantic Oscillation, che non é altro che una misura della differenza di pressione atmosferica tra l'Islanda e le Azzorre. Se questa differenza é piccola l'indice risulta negativo, se la differenza é grande, l'indice diventa positivo. Con una differenza piccola le basse pressioni che si formano in Atlantico si spostano verso est lungo un percorso che le porta sull'Europa centrale evitando quindi la Scandinavia e lasciando quindi aperta la porta per l'arrivo di aria fredda dalla Russia o dall'Artico, quindi se l'indice basso significa inverni freddi sulla Svezia.
Durante il freddo inverno 2009-2010 si é registrato un valore NAO molto negativo, diciamo pure il valore piú basso dagli anni ´50. L'inverno scorso invece é stato per certi versi ancora piú freddo del precedente in alcuni luoghi, ma non dappertutto e l'indice NAO non era cosí basso come l'anno precedente. Purtroppo peró ci sono altri fattori che possono portare ad inverni freddi, come ad esempio forti alte pressioni di blocco che si instaurano nel Nord Atlantico o sulla Scandiavia ne é un esempio.
Purtroppo peró non si possono fare previsioni dell'indice NAO piú lunghe di alcune settimane, quindi non si ha alcun'idea su come potranno essere effettivamente i prossimi mesi.
E la statistica cosa dice? In quante occasioni ci sono stati tre inverni particolarmente freddi uno dietro l'altro? Non molti in effetti. L'ultima volta é stato nel 1985-1987. (Anche in Italia nevicó molto come piú di qualcuno che legge si ricorderá visto che a quel tempo almeno io ero ancora un ragazzino). Per ritrovare la precedente tripletta bisogna risalire al periodo 1940-1942. Ma a credere al detto popolare "non c'é due senza tre" si rischia di cadere nell'assurda spirale che tutti gli inverni da qui all'eterno saranno freddi !
Forse é meglio allora andare a spulciare nelle vecchie serie storiche come ad esempio quella delle temperature misurate a Stoccolma che risale al 1756. Se prendiamo in considerazione gli inverni in cui la temperature media é stata di 2 gradi inferiore al valore medio 1756-2010 troviamo 11 casi in cui si sono avuti due anni di fila con inverni cosí freddi. Di questi undici, 7 sono stati seguiti da un terzo inverno freddo che poi in quattro casi si é rivelato il piú freddo della terna?
Che si fa allora? Ci buttiamo sulla statistica o teniamo e piedi per terra e viviamo alla giornata? Ad ognuno le sue scelte, ce n'é per tutti i gusti, sia per i freddofili/nevofili sia per chi non ama il freddo intenso.
mercoledì 13 luglio 2011
Ancora qualche riflessione sulla medicina in Svezia e in Italia
Ne abbiamo parlato spesso, io e Giulia, della differenza abissale tra la formazione medica in Italia e in Svezia. Veniamo da una formazione medica avvenuta negli stessi anni e nello stesso posto, e quindi condivido appieno il suo bellissimo post, che trovate qui. Novanta minuti di applausi e standing ovation !
sabato 18 giugno 2011
Ma lo sapevate che la cassetta della posta è un ambiente di lavoro?
Da qualche giorno la nostra nuova cassetta della posta è in pieno servizio ed inizia ovviamente a riempirsi. Ieri nella quotidiana visita alla casa aprendo la cassetta abbiamo trovato un biglietto particolare delle poste che suggerisce come installare la propria cassetta della posta.
All'inizio ci sembrava quasi uno scherzo ma poi pensandoci bene è una piccola attenzione che facilita il lavoro degli altri. Sul biglietto c'è scritto questo:
"La tua cassetta della posta - il mio ambiente di lavoro".
Ogni giorno io consegno la posta in diverse centinaia di casette nel vicinato. Per una parte di loro devo dire che è abbastanza complicato raggiungerle. Tutti gli allungamenti che sono costretto a fare implicano un'usura e della schiena e delle articolazioni.
Oltre al fatto di non mettere la macchina, i bidoni della spazzatura o qualcos'altro davanti o nelle immediate vicinanze della cassetta della posta anche i seguenti consigli possono essermi di grande aiuto:
- installa la cassetta sul confine del giardino, con l'apertura verso la strada;
- l'apertura a circa 1 metro di altezza;
- con il nome e l'indirizzo sul lato anteriore-
Grazie per migliorare il mio ambiente di lavoro !
Cordiali saluti, il postino".
Ma lo sapete per quale motivo vengono richieste tutte queste attenzioni nel posizionamento della cassetta della posta? Beh, guardate la foto qui sotto e ditemi cosa vedete di strano.
Per chi non se ne fosse accorto le auto utilizzate dai postini per la consegna della posta hanno la guida a destra in modo tale che il postino possa consegnare la posta senza scendere dall'auto semplicemente accostandosi alla cassetta della posta correttamente installata.
Le auto vengono utilizzate nei quartieri dove le distanze da coprire sono più grandi mentre per il centro la consegna viene effettuata rigorosamente in bicicletta con qualsiasi condizione meteorologica o climatica (anche in pieno inverno).
martedì 14 giugno 2011
Paese che vai, hobby che trovi
Già l'avevamo scritto in uno dei nostri primissimi post: l'hobby preferito degli svedesi, soprattutto nella bella stagione, è il fai-da-te. Che si tratti di sistemare la barca per la stagione estiva o di fare qualsiasi lavoretto in giardino, il fine settimana svedese è all'insegna dei lavori manuali. Altro che "vasca" in centro, pomeriggio di shopping o aperitivo alcolico seduti in piazza !
Sarà la casa nuova, o sarà che ci stiamo pian piano "svedesizzando", ma ultimamente con questa cosa del fai-da-te ci stiamo prendendo gusto. Anch'io, che con i miei 160 cm scarsi e minuti, non ho certamente il fisico dell'incredibile Hulk.
Anziché lasciar fare all'impresa costruttrice, ci siamo quindi lanciati nella costruzione di (nell'ordine): mobile da scarpe, scaffalatura in legno ad angolo per un ampio sottoscala, nonché tre armadi dell'altezza di 240 cm e della larghezza rispettiva di 3 m, 2 m e 1.5 m. Oltre ovviamente al posizionamento del numero civico e della cassetta della posta (queste ultime due cose non sono state particolarmente difficili, naturalmente).
La prossima tappa sarà l'isolamento del garage, che è già stato parzialmente effettuato (gratis) ma che completeremo da soli con materiale isolante, pareti interne di cartongesso e un bel po' di colore per finire il tutto. E a questo proposito, al posto dei giri alla ricerca di scarpe e borse, sono diventata assidua frequentatrice di negozi per il fai-da-te, come Bauhaus, o Byggmax, dove proprio ieri c'era un'enorme fila di macchine con carrello rimorchio in attesa di caricare le travi di legno necessarie per la costruzione dell'altan, ovvero una pedana in legno accostata alla casa che viene utilizzata per grigliare e mangiare all'aperto o semplicemente per disporvi le sdraio da esterno. E se quasi tutti gli svedesi se la costruiscono da soli, perchè noi dovremmo essere da meno ? Nel nostro caso sarebbe posizionata sul lato corto posteriore della casa (quello, per intenderci, rivolto verso il giardino) e in un futuro non troppo lontano potrebbe essere "richiudibile" con una veranda.
In tutto questo noi siamo ancora al livello base: i nostri vicini si stanno costruendo da soli addirittura la piscina in giardino (con tanto di bordo-piscina in legno tutt'attorno) e vederli armeggiare in costume da bagno durante tutto il fine settimana per poi godersi un aperitivo sulla sdraio all'ombra di una palma appena piantata ci ha fatto - a dire il vero - un po' sorridere.
Etichette:
casa,
fai-da-te,
hobby,
Svezia,
vicini di casa
martedì 24 maggio 2011
Quando si trasloca
Ormai mancano meno di tre settimane alla data prevista per la consegna della casa nuova: il 10 giugno. I giorni scorrono intensamente tra inscatolamento delle nostre cose (in due anni ne abbiamo accumulate davvero tante !) e giri per negozi vari per decidere gli ultimi acquisti per l'arredamento di camere e salotto. Il trasloco si svolgerà in varie fasi che comprendono prima l'acquisto degli armadi e di qualche altro mobile indispensabile, che verranno trasportati nella casa da noi con furgoncino a noleggio e successivamente montati sul posto, e successivamente lo spostamento di tutto quanto è presente nel vecchio appartamento (che quindi troverà posto nei suddetti armadi & co.)
Già da qualche settimana abbiamo dato la disdetta del nostro attuale appartamento e dovremo lasciarlo entro fine giugno... un po' dispiace perchè ogni nostra casa l'abbiamo sentita "nostra", compresa questa, ma ovviamente siamo molto contenti di vedere la fine della costruzione della casa nuova, che abbiamo modellato a nostro gusto e piacere.
Da fine giugno avremo dunque un nuovo indirizzo: ed è proprio di questo che volevo scrivere due righe oggi. In Italia ho traslocato 4 volte, e ogni volta si poneva il problema di come recuperare la posta che arrivava al vecchio indirizzo. Fortunatamente tutte le mie vecchie case non sono mai state eccessivamente lontane l'una dall'altra e quindi era fattibile fare un giro ogni tanto per vedere se fosse arrivato qualcosa. Ma c'era sempre il rischio che qualche lettera tornasse al mittente...soprattutto quando il nome veniva tolto dalla porta e dalla cassetta della posta (questo qui avviene nel giorno stesso in cui si trasloca).
Qui abbiamo scoperto un servizio chiamato Adressändring ("cambio di indirizzo"), che rende il cambio di indirizzo molto facile evitando problemi di smarrimento della posta. A fronte di un costo modesto (430 kr) il nuovo indirizzo viene comunicato automaticamente all'ufficio tasse, a tutti gli uffici pubblici e nello stesso tempo alle poste di modo che la posta venga rigirata direttamente al nuovo indirizzo - per un anno. Il servizio viene attivato e pagato via internet grazie alla firma elettronica - semplice semplice, in tre click è tutto a posto !
Non solo: esiste anche la possibilità di comunicare un secondo indirizzo nel caso in cui si risieda temporaneamente (massimo 6 mesi) in un altro posto, in modo da ricevere la posta pur mantenendo la residenza iniziale. E se si trasloca all'estero (come fanno molti pensionati svedesi) il servizio funziona lo stesso e la posta arriva in qualsiasi località del mondo.
sabato 9 aprile 2011
I nuovi nati di Norrköping
Riconoscete qualcuno tra queste foto?
Il giornale di Norrköping ogni sabato pubblica le foto dei nuovi nati e tutti hanno l'usanza di inviare la propria foto o farsi fotografare appositamente a tal scopo.
Qual'è la prima cosa che vi viene in mente mentre guardate queste foto? Beh a me è saltato subito all'occhio il numero di bambini presenti in ogni singola famiglia...
Se siete curiosi e volete vedere gli scatti delle altre settimane questo è il link.
Il giornale di Norrköping ogni sabato pubblica le foto dei nuovi nati e tutti hanno l'usanza di inviare la propria foto o farsi fotografare appositamente a tal scopo.
Qual'è la prima cosa che vi viene in mente mentre guardate queste foto? Beh a me è saltato subito all'occhio il numero di bambini presenti in ogni singola famiglia...
Se siete curiosi e volete vedere gli scatti delle altre settimane questo è il link.
mercoledì 6 aprile 2011
Dottorandi cercasi in Svezia
Visto che il nostro blog é letto da diverse persone che sono interessate per un verso o per l'altro alla vita all'estero ho pensato bene di utilizzare queste nostre pagine per dare un'informazione che potrebbe magari interessare a qualcuno.
L'università di Stoccolma é alla ricerca di ben 68 dottorandi in diverse rami della ricerca scientifica. Si va dall'astronomia alla fisica, dalla fisiologia all'immunologia, dalla geologia alla chimica organica, dalla biochimia alla marina alla matematica, dalla gestione delle risorse naturali all'ecologia animale e molto altro.
La scadenza entro quale la domanda va inviata é il 2 maggio 2011, questo é l'annuncio in inglese.
mercoledì 9 marzo 2011
Partorire in Svezia - il punto di vista della mamma
Finalmente, dopo 11 giorni, riesco a trovare il tempo per scrivere qualcosa anch'io... e come già preannunciato si tratta di alcune osservazioni sul tipo di assistenza al parto e sulle cure post-natali che abbiamo ricevuto qui all'ospedale di Norrköping dov'è nato Galileo.
Già positiva era stata l'esperienza con i controlli effettuati durante la gravidanza presso l'ambulatorio ostetrico ospedaliero, e molto positiva è stata anche l'esperienza di partorire qui - ovviamente il parto in sè non è una passeggiata ma l'impressione che abbiamo avuto è di aver ricevuto un'assistenza di ottimo livello e le cure migliori per iniziare al meglio la nostra avventura a tre.
Tutto il travaglio e il parto si sono svolti in un reparto dedicato, dove ci avevano assegnato un'ampia e luminosa stanza singola con bagno (non esistono stanze doppie nel reparto travaglio/parto), attrezzata di tutto ciò che occorre fino alla nascita del bambino e nelle successive prime ore. Lì si è assistiti da un'équipe formata da un'ostetrica e un'operatrice sanitaria, mentre il medico ginecologo viene chiamato in caso di bisogno - e questo per fortuna non è stato il nostro caso. Vengono offerte varie possibilità di controllo del dolore: dalla doccia calda/vasca con acqua calda, al gas esilarante (una cosa di cui ho sentito parlare per la prima volta qui in Svezia, e che è stata per me un'esperienza indimenticabile con la sensazione indescrivibile di una "sbronza" colossale - senza però gli effetti collaterali successivi !), all'epidurale garantita e gratuita 24/7. Ci sarebbe stata anche la possibilità di sperimentare l'agopuntura, visto che tutte le ostetriche del reparto sono abilitate a praticarla, ma nel pieno della notte e con un bel po' di tensione addosso non ci è nemmeno venuto in mente di chiederla. Il personale ci è sembrato molto competente, efficiente e disponibile, insomma: 10 e lode !
Dopo il parto, una volta espletati velocemente i controlli di routine, la nuova famiglia viene lasciata in pace per qualche ora, per riposare e iniziare a conoscere il nuovo arrivato: e per festeggiare viene offerto anche un vassoio con un drink di sidro analcolico e gustosi panini per mamma e papà che devono riprendersi dallo sforzo (eh sì, anche il papà !).
Quando la mamma si è ripresa e rimessa in ordine, si viene trasferiti in un altro reparto detto BB - ovvero la nostra "maternità". A noi era stata assegnata una stanza doppia, e al papà viene data la possibilità di restare per la notte con la mamma e il bimbo potendo noleggiare un letto pieghevole e potendo usufruire di colazione e cena leggera in reparto a fronte di un costo di 250 corone/notte.
In Svezia si pratica ormai da lungo tempo il rooming-in, e non esiste quindi la nursery: mamma e bimbo sono assieme 24 ore al giorno e ai neo-genitori spetta il compito di prendersi cura in tutto e per tutto del neonato: dal cambio pannolini, all'allattamento, ecc. Il personale è solamente a disposizione nel caso in cui vi siano problemi, domande, dubbi. A noi genitori alla prima esperienza è stata poi data la possibilità di partecipare ad una breve lezione con consigli su allattamento e cura del neonato, con tanto di libro illustrato da prendere in prestito durante il soggiorno in reparto.
L'unico controllo che viene effettuato è quello da parte del pediatra subito prima della dimissione, che può avvenire anche molto presto (anche dopo sole 6 ore dal parto) se i genitori lo desiderano. In tal caso viene offerto un contatto telefonico quotidiano con il reparto, per controllare che tutto proceda bene una volta effettuato il rientro a casa.
Dal punto di vista logistico, i locali sono ampi e luminosi: in particolare la sala da pranzo/soggiorno, attrezzata da una parte con tavoli rotondi per i pasti vicino a grandi finestre con vista sul boschetto che confina con l'ospedale, e frigo/freezer/microonde a disposizione delle mamme e anche dei papà, dall'altra con una "zona relax" provvista di poltrone, tavolini, giochi per bambini (i fratelli/sorelle del neonato - così come il papà - hanno libero accesso al reparto a qualsiasi ora), televisione, riviste.
Le visite da parte di altre persone oltre al papà e ad eventuali fratelli/sorelle del neonato non sono ammesse, per permettere alla nuova famiglia di adattarsi al cambiamento in tutta tranquillità: dopotutto la dimissione avviene in tempi molto brevi (48-72 ore al massimo) e quindi si presume che parenti/amici possano aspettare almeno un paio di giorni...
Infine, in reparto si viene riforniti all'occorenza di tutto ciò di cui si possa avere bisogno durante la degenza: vestiti per il neonato, pannolini, asciugamani, biancheria per la mamma, ecc. Oltre a questo, vengono regalati due borsoni ripieni di campioni di prodotti per la cura del neonato: si tratta certo di pubblicità, ma sicuramente sono cose utili per i primi giorni a casa (anche se ovviamente noi ci eravamo riforniti comunque).
Alla dimissione viene fissato un appuntamento per un ulteriore controllo del piccolo dopo un paio di giorni nello stesso reparto, si riceve un appuntamento per lo screening uditivo e si viene successivamente contattati telefonicamente per la prima visita al "Barnavårdcentralen", ovvero dal pediatra di base - dove siamo stati oggi: il Brontopiccolo cresce bene (mangia davvero come un brontosaurino !) e dovrà tornare per un altro controllo tra due settimane.
Etichette:
Brontopiccolo,
maternità,
sanità,
Svezia
domenica 6 febbraio 2011
In diretta dalla Svezia
Oggi lunedì 7 febbraio è arrivata la nostra nuova casa in Svezia ! Grazie ad una fotocamera e ad un portatile posizionati nella casa dei vicini (che ringraziamo per l'ospitalità) è stato possibile seguire in diretta via internet quello che per noi è un vero e proprio evento. Le foto sono state pubblicate sul blog ogni minuto a partire dalla sera precedente.
E' incredibile pensare che alle 7 del mattino ancora non c'era ancora praticamente nulla ed alle 17 di questa sera la casa era bella che tirata su fino al tetto ! Dieci ore di lavoro... non riesco ancora a capacitarmi.
Nel corso della giornata siamo stati a vedere i lavori dal vivo ben tre volte tanto era l'emozione e la voglia di essere presenti. Una volta ci hanno accompagnato Michele, Tiziana e bimbe (che ringraziamo per averci prestato la seconda fotocamera necessaria per realizzare le foto dal vivo) ed un'altra volta Anna, Martin e il piccolo Viktor assieme ai quali siamo stati ripresi dalla stessa webcam che ci immortala proprio davanti alla casa.
Ore 06:30: arriva la gru e si inizia a lavorare !
Ore 08:00: la parete con tre finestre in volo sopra la casa...
Ore 10:45: il piano inferiore è sistemato e anche il solaio...
Ore 11:10: si inizia a lavorare al piano superiore...
Ore 11:35: una vista dall'altro lato nel primo sopralluogo della giornata...
Ore 11:50: si inizia a montare il tetto...
Ore 12:35: il tetto prende forma...
Ore 14:15: è la volta del garage...
Ore 16:50: la giornata di lavoro volge al termine e si prepara il tetto per la notte...
mercoledì 2 febbraio 2011
Qualcosa di dolce
Dopo poco tempo dal nostro trasferimento in Svezia, mi era stato regalato da un'amica un libro di dolci tradizionali svedesi che è ormai considerato un classico: "Sju sorters kakor", ovvero "Sette tipi di dolci". Questo titolo deriva originariamente dal fatto che nel XIX secolo era considerato d'obbligo per la padrona di casa intrattenere i propri ospiti all'ora del caffè con almeno sette tipi di dolci diversi - che lavoro !!!
In questi giorni in cui sono a casa dal lavoro, pur non arrivando alla realizzazione contemporanea di un numero così elevato di dolci (la glicemia e il colesterolo di Gabriele e amici tutti ringraziano...), ho avuto il tempo di sperimentare alcune ricette mai provate prima, tra cui quella della "semla", dolce tradizionale svedese che si mangia da dopo le feste natalizie fino all'inizio della quaresima. Si tratta di una pasta dolce molto lievitata con ripieno di pasta di mandorle e panna montata, nonchè una spolverizzata di zucchero a velo per completare il tutto. Ecco una foto delle semlor fatte in casa proprio ieri (per essere il primo esperimento devo dire che sono venute proprio buone !):
mercoledì 26 gennaio 2011
Ferrovie svedesi
Anche le ferrovie svedesi (SJ) hanno i loro problemini.
Ecco ! - diranno con soddisfazione coloro che non vedono l'ora che scriviamo qualcosa di negativo sulla Svezia - tutto il mondo è paese !
Ecco ! - diranno con soddisfazione coloro che non vedono l'ora che scriviamo qualcosa di negativo sulla Svezia - tutto il mondo è paese !
Effettivamente gli ultimi due inverni, caratterizzati da condizioni meteo "eccezionali" anche per la Svezia (molta neve e temperature ben al di sotto della media) non sono stati particolarmente brillanti per SJ, investita da dure critiche per i forti ritardi e le cancellazioni di molti treni, con ovvi disagi per i passeggeri più o meno abituali. Ma in questo post non è mia intenzione scrivere di quanto male abbiano funzionato le ferrovie qui in Svezia (non potrei dare un giudizio corretto visto che ci spostiamo poco in treno), ma di come il problema sia stato gestito e di come sia stato gestito anche il rapporto con il cliente.
Già l'anno scorso, in occasione di una delle giornate più nere per il traffico ferroviario, l'amministratore delegato di SJ aveva presentato le proprie sentite scuse in diretta televisiva a tutto il Paese (ve lo vedete Moretti a fare una cosa del genere in Italia nonostante i diffusi disservizi che durano tutto l'anno indipendentemente dalle condizioni meteorologiche ???) e successivamente erano stati decisi tutta una serie di interventi alla linea ferroviaria e un aumento delle garanzie per i passeggeri in caso di disservizio. Quest'anno le cose sono andate leggermente meglio anche alla luce dell'esperienza dell'anno passato, nonostante ci siano stati comunque parecchi problemi.
Ma quello che voglio qui raccontare è la mia personale esperienza dei pochi viaggi effettuati finora con le ferrovie svedesi - e del servizio ricevuto come cliente. Il tutto con la memoria ai miei numerosi anni da pendolare in Italia sulla tratta Vicenza-Padova, sui famosi convogli-bestiame la cui puntualità era un'utopia e per i cui disservizi ho ricevuto in un'unica occasione uno sconto di pochi euro sul rinnovo dell'abbonamento.
Ebbene, questa mia personale esperienza riguarda qualche viaggio di andata/ritorno da Stoccolma su treni regionali e in alcune occasioni anche su treni ad alta velocità, più un viaggio "a lunga percorrenza" fatto di recente da Norrköping a Copenhagen e ritorno, durante le vacanze di Natale (e quindi nel periodo più brutto per le ferrovie viste le continue nevicate e le temperature costantemente molto rigide).
Una prima osservazione riguarda la pulizia ed il decoro dei treni, anche quelli della categoria più bassa: lo standard è davvero alto e assolutamente non confrontabile a quello italiano (se penso all'ultimo viaggio su un "Freccia Rossa" in Italia nello scorso novembre, tra porte rotte e sbattenti e controllori maleducati, mi vengono i capelli dritti...), e non è una questione di prezzo: un viaggio da Norrköping a Stoccolma (170 km) con un treno veloce costa più o meno quanto un Vicenza-Milano (200 km) in Eurostar.
Una seconda osservazione riguarda l'attenzione al cliente da parte del personale di bordo: in ogni occasione, anche durante i viaggi più "sfortunati", le informazioni sulle cause dei ritardi erano sempre aggiornate periodicamente con annunci in altoparlante e chi si trovava nella sfortunata situazione di aver perso una coincidenza veniva personalmente informato dal personale di bordo (sempre molto gentile) sulle alternative possibili (con tanto di dettagli sul binario da cui sarebbe partito il treno successivo...).
E veniamo al terzo punto: ovvero la compensazione (ebbene sì, il vile denaro !) in caso di ritardo o soppressione del treno. La regola qui prevede il rimborso del 50% per ritardi da 30 a 59 minuti, del 100% per ritardi oltre i 60 minuti indipendentemente dalla causa (!), e tale rimborso può essere goduto in contanti oppure in un buono ferroviario da spendere in occasione di altri viaggi. Nel nostro caso, visto che il ritardo nell'ultimo viaggio era stato consistente (un'ora e mezzo per la tratta Norrköping-Copenhagen), è arrivato un rimborso totale. La richiesta è stata fatta su internet inserendo il numero del biglietto in un'apposita pagina, e il rimborso è arrivato esattamente 3 settimane dopo, via mail.
Avete presente le italiche cassette gialle dove bisogna imbucare il modulo di rimborso compilato, allegando il biglietto in originale nonchè la prova della prenotazione del posto (eh già, perchè altrimenti la richiesta di rimborso non vale...) ? Ricordo che l'unica occasione in cui presentai un reclamo, non mi arrivò mai risposta...
Ma la cosa più significativa secondo me è il MODO di porsi di fronte al cliente, che in fin dei conti è qualcuno che paga per un servizio e suo malgrado deve fare i conti con la mancanza di concorrenza nel settore ferroviario (tanto in Svezia quanto in Italia).
Riporto qui uno stralcio della breve mail ricevuta da SJ: "... Siamo dispiaciuti che il suo viaggio abbia subito un ritardo e apprezziamo che Lei abbia impiegato parte del Suo tempo per richiederci un rimborso..." Che differenza rispetto a "... non si risponde di eventuali ritardi o soppressioni dovuti a cause non imputabili a Trenitalia..." (leggere qui tutte le condizioni di rimborso per constatare quante eccezioni vi siano) !
E' proprio vero che, al di là della questione materiale, lo stile non ha prezzo...
Già l'anno scorso, in occasione di una delle giornate più nere per il traffico ferroviario, l'amministratore delegato di SJ aveva presentato le proprie sentite scuse in diretta televisiva a tutto il Paese (ve lo vedete Moretti a fare una cosa del genere in Italia nonostante i diffusi disservizi che durano tutto l'anno indipendentemente dalle condizioni meteorologiche ???) e successivamente erano stati decisi tutta una serie di interventi alla linea ferroviaria e un aumento delle garanzie per i passeggeri in caso di disservizio. Quest'anno le cose sono andate leggermente meglio anche alla luce dell'esperienza dell'anno passato, nonostante ci siano stati comunque parecchi problemi.
Ma quello che voglio qui raccontare è la mia personale esperienza dei pochi viaggi effettuati finora con le ferrovie svedesi - e del servizio ricevuto come cliente. Il tutto con la memoria ai miei numerosi anni da pendolare in Italia sulla tratta Vicenza-Padova, sui famosi convogli-bestiame la cui puntualità era un'utopia e per i cui disservizi ho ricevuto in un'unica occasione uno sconto di pochi euro sul rinnovo dell'abbonamento.
Ebbene, questa mia personale esperienza riguarda qualche viaggio di andata/ritorno da Stoccolma su treni regionali e in alcune occasioni anche su treni ad alta velocità, più un viaggio "a lunga percorrenza" fatto di recente da Norrköping a Copenhagen e ritorno, durante le vacanze di Natale (e quindi nel periodo più brutto per le ferrovie viste le continue nevicate e le temperature costantemente molto rigide).
Una prima osservazione riguarda la pulizia ed il decoro dei treni, anche quelli della categoria più bassa: lo standard è davvero alto e assolutamente non confrontabile a quello italiano (se penso all'ultimo viaggio su un "Freccia Rossa" in Italia nello scorso novembre, tra porte rotte e sbattenti e controllori maleducati, mi vengono i capelli dritti...), e non è una questione di prezzo: un viaggio da Norrköping a Stoccolma (170 km) con un treno veloce costa più o meno quanto un Vicenza-Milano (200 km) in Eurostar.
Treno regionale italiano
Una seconda osservazione riguarda l'attenzione al cliente da parte del personale di bordo: in ogni occasione, anche durante i viaggi più "sfortunati", le informazioni sulle cause dei ritardi erano sempre aggiornate periodicamente con annunci in altoparlante e chi si trovava nella sfortunata situazione di aver perso una coincidenza veniva personalmente informato dal personale di bordo (sempre molto gentile) sulle alternative possibili (con tanto di dettagli sul binario da cui sarebbe partito il treno successivo...).
E veniamo al terzo punto: ovvero la compensazione (ebbene sì, il vile denaro !) in caso di ritardo o soppressione del treno. La regola qui prevede il rimborso del 50% per ritardi da 30 a 59 minuti, del 100% per ritardi oltre i 60 minuti indipendentemente dalla causa (!), e tale rimborso può essere goduto in contanti oppure in un buono ferroviario da spendere in occasione di altri viaggi. Nel nostro caso, visto che il ritardo nell'ultimo viaggio era stato consistente (un'ora e mezzo per la tratta Norrköping-Copenhagen), è arrivato un rimborso totale. La richiesta è stata fatta su internet inserendo il numero del biglietto in un'apposita pagina, e il rimborso è arrivato esattamente 3 settimane dopo, via mail.
Avete presente le italiche cassette gialle dove bisogna imbucare il modulo di rimborso compilato, allegando il biglietto in originale nonchè la prova della prenotazione del posto (eh già, perchè altrimenti la richiesta di rimborso non vale...) ? Ricordo che l'unica occasione in cui presentai un reclamo, non mi arrivò mai risposta...
Fulgido esempio di bonus italico (notare l'importo... forse costa di più la carta utilizzata...)
Ma la cosa più significativa secondo me è il MODO di porsi di fronte al cliente, che in fin dei conti è qualcuno che paga per un servizio e suo malgrado deve fare i conti con la mancanza di concorrenza nel settore ferroviario (tanto in Svezia quanto in Italia).
Riporto qui uno stralcio della breve mail ricevuta da SJ: "... Siamo dispiaciuti che il suo viaggio abbia subito un ritardo e apprezziamo che Lei abbia impiegato parte del Suo tempo per richiederci un rimborso..." Che differenza rispetto a "... non si risponde di eventuali ritardi o soppressioni dovuti a cause non imputabili a Trenitalia..." (leggere qui tutte le condizioni di rimborso per constatare quante eccezioni vi siano) !
E' proprio vero che, al di là della questione materiale, lo stile non ha prezzo...
Iscriviti a:
Post (Atom)






























