lunedì 10 giugno 2013

"Ma io mi adatto a fare qualsiasi cosa, aiutami"

Prima o poi dovevo scriverlo un post così. Mi sono sempre detto che non sarebbe servito, ma siccome la situazione sta a mio avviso diventando sempre più complicata, ho ritenuto giusto mettere nero su bianco alcuni concetti.
Vi chiederete cosa starò per dire di così drammatico. Il fatto è che oltre alle tante mail di persone che desiderano lasciare la patria e vorrebbero da noi i consigli su come arrivare in Svezia ed iniziare una nuova vita all'estero, ultimamente ho ricevuto una mail che mi ha fatto male, che mi ha fatto pensare e pensare, tanto da coinvolgere in questi pensieri tutti gli amici italiani che in questi ultimi quattro anni sono arrivati qui nell'Östergötland. La mail è stata scritta da una famiglia che si è trasferita diversi mesi fa in Svezia ma non è mai riuscita ad avere il personnummer, tanto meno un lavoro ed ora si trova a fare i conti con i soldi che stanno scarseggiando ed una vita con mille punti interrogativi. Mi chiedono un aiuto.
L'avevamo già scritto in un altro post parecchio tempo fa, che la Svezia non è il Paradiso e nemmeno il Bengodi. Tuttavia a molti può piacere, complice anche la buona reputazione che hanno i paesi scandinavi. Ma non sono qui per parlare delle cose buone o cattive che si qui possono trovare, piuttosto analizzare la decisione di lasciare il proprio paese per arrivare fino a qui.
Noi siamo immigrati a Norrköping con un contratto di lavoro a tempo indeterminato (Silvia). Questo ci ha dato la sicurezza di partire con delle basi abbastanza solide. Certo, sapevamo cosa lasciavamo e non quello che avremmo trovato (soprattutto dal punto di vista culturale) ma non rischiavamo di certo di trovarci con il sedere per terra dopo qualche mese. Non c'erano blog da leggere o persone da contattare. Abbiamo preso armi e bagagli, siamo partiti ed abbiamo girato una pagina della nostra vita. Le cose sono andate bene grazie anche ad un buona dose di coraggio e di adattamento (e non pensate che non sia stato faticoso). Il blog racconta appunto questa storia, dal nostro punto di vista.
Dietro al blog oggi ci sono centinaia di mail di persone che ogni settimana ci scrivono, forse illudendosi che iniziare una nuova vita qui sia facile. Ci scrivono a volte implorando un aiuto, come se noi potessimo disporre della bacchetta magica che risolve tutti i problemi. Mi rendo conto che la spinta ad emigrare oggi sia molto più forte di quello che poteva essere quattro anni fa, quando varcammo il Brennero con la macchina stracarica delle nostre cose e la situazione socio-economica in Italia non era al livello odierno.  Ma...
Dal 2009 ad oggi otto famiglie italiane si sono trasferite a Norrköping e Linköping. Con tutti abbiamo avuto contatti via mail e con qualcuno anche di persona prima del loro trasferimento. Per qualcuno è stato più difficile di altri e non c'è ombra di dubbio che per qualcuno ancora non sia facile. Qualcuno oggi festeggia un posto fisso dopo 3 anni dal proprio arrivo, qualcuno l'inizio di un praticantato, qualcun altro però è arrivato con un lavoro già in tasca, altri invece hanno invece mollato tutto e sono partiti senza avere grandi aspettative se non qualche soldo da parte.
Lo stato svedese ci ha messo del suo in questi quattro anni tanto che ora le regole del gioco sono cambiate. Tutti ormai sappiamo che il punto cruciale è quello di riuscire ad ottenere il famoso personnummer, senza il quale non si è praticamente nessuno: nessun permesso di soggiorno o residenza, nessun corso di lingua gratuito, nessun conto in banca, nessun documento. Oggi non basta presentarsi agli uffici dello Skatteverket implorando l'impiegato di turno per ottenere questa specie di codice fiscale. Le regole qui sono regole e la flessibilità è zero. E la regola dice che se non hai un lavoro, se non sei studente presso un'università svedese, se non sei un pensionato o non hai un'azienda in Svezia (o se non sei il marito-moglie-convivente di uno dei precedenti) il personnummer non ti sarà mai dato. C'è una sola scappatoia alla quale alcuni ultimamente hanno fatto ricorso: avere una certa somma di denaro in banca (dimostrabile con un estratto conto) che permetta di mantenersi per un determinato periodo di tempo in Svezia, ma qui bisogna avere MOLTA fortuna e a riuscire ad ottenere dall'ALS italiana il fantomatico modulo S1 che certifichi il diritto all'assicurazione sanitaria all'estero (nessuno che noi conosciamo ancora c'è riuscito).
Supponiamo che comunque si sia ottenuto questo personnummer. Il punto dolente poi è trovare un lavoro. Il lavoro in Svezia non si trova senza conoscere lo svedese, a meno che non si tratti di particolari professionalità tipo: il medico (anche se ultimamente anche in questo campo si sono riscontrate alcune difficoltà), il ricercatore, il programmatore specializzato o l'ingegnere (che a volte possono lavorare in inglese). Per tutto il resto serve lo svedese. Non basta dire "ma io mi adatto a fare qualsiasi cosa", perché ci sono comunque un buon numero di immigrati da paesi come Iraq, Siria, Somalia che sono qui da diversi anni (come rifugiati di guerra, che hanno potuto avere la residenza e accedere ai corsi di lingua gratuiti) che ormai lo svedese lo masticano e ovviamente hanno maggiori probabilità di ottenere un "qualsiasi lavoro", rispetto ad un europeo appena arrivato (per non parlare del fatto che ci sono anche un bel po' svedesi disoccupati e disposti a fare "tutto"). 
Il lavoro poi si trova nelle città. Stoccolma offre di più rispetto alle città più piccole ma costa anche molto di più. Trovare lavoro in un paesello sperduto in mezzo alla campagna o nei boschi seppure sia idilliaco, è molto, molto più difficile.
Non vogliamo tarpare le ali a nessuno, ma le nostre risposte alle mail che riceviamo sono sempre piene di punti di domanda perché cerchiamo di mettere in luce i problemi che inevitabilmente vengono al pettine una volta arrivati qui senza un piano di battaglia funzionante. La Svezia, senza un lavoro, non è il paradiso. Partire lasciando tutto con la sola certezza di avere qualche soldo da parte e con la speranza di iniziare una nuova vita felice all'estero è vivamente sconsigliato perché potrebbe trasformarsi in una lunga e costosa vacanza senza via di uscita.
Scusate lo sfogo. Mettendo nero su bianco questi concetti spero di poter far riflettere un pochino di più tutti coloro che cercano in noi una speranza, un'approvazione che non ci sentiamo e non ci possiamo permettere di dare (oltre a non avere conoscenze specifiche del mercato del lavoro svedese al fuori del nostro campo lavorativo). Pensateci non una, non dieci, ma cento volte prima di prendere una tale decisione.

44 commenti:

CeciliaChristine ha detto...

Mi sa che questo lunedì ci siamo svegliati così in vari, io oggi pensavo allo stesso argomento, a tutti quelli che mi scrivono per venire in Spagna e che la gente, nonostante tutte le informazioni che ci sono su internet, è davvero sprovveduta ... E molti si scontrano con la dura realtà ...

Giulia ha detto...

Condivido pienamente l'invito alla cautela. Permettimi di aggiungere che persino venendo qui con una proposta di lavoro già in mano, a meno di lavori che si svolgono in lingua inglese (e sono pochi), bisogna essere in grado di imparare lo svedese molto in fretta. Sia Silvia che io abbiamo fatto la prima guardia da sole dopo due mesi dall'arrivo e lì bisogna essere già "operativi" a livello di lingua. All'inizio è molto, molto faticoso e richiede tantissimo impegno. Io credo che chiunque, studiando, possa imparare un'altra lingua, ma non è da tutti impararla in pochi mesi. Quindi secondo me chi accarezza l'idea di venire qui dovrebbe PRIMA studiare lo svedese per conto proprio, almeno fino al livello di riuscire a leggere un articolo di giornale, e POI tentare.

Anonimo ha detto...

ben detto, Arcangelo Gabriele! ;) un abbraccione, Giovanni

Anonimo ha detto...

post molto interessante. fa specie vedere come anche gli svedesi stiano chiudendo le porte in un momento di crisi relativamente blando rispetto al nostro, mentre in italia, nonostante la situazione sia a livelli quasi critici le spalanchiamo a tutti dando sussidi a destra e a manca. ma tant'è, sono i paradossi italiani.
fate benissimo a scrivere e mettere in guardia le persone, infatti rispetto a 4 anni fa le cose sono cambiate parecchio e spinti dalla disperazione molti potrebbero giocarsi la cosiddetta "ultima carta" tentando la sorte in terra svedese, con il rischio di ritrovarsi peggio di prima.
ad ogni modo volevo chiedere come funziona il discorso della "somma di denaro". il discorso può avere sfumature estremamente diverse a seconda della somma. a quanto ammona un pressapoco questa somma?
altra domandona, come potrebbe inquadrarsi uno che lavora facendo trading in borsa? non ci sono partite iva ne nulla, solo investendo i propri risparmi ogni giorno sui mercati. in teoria basta un pc e una connessione e si può vivere ovunque, e ovviamente serve una somma di denaro da parte, uno stato che mi lasci vivere tra i suoi confini (in italia mi sento straniero ormai) ma, a quanto ammonta questa somma per il governo svedese?

marco

Silvia ha detto...

@ Marco: la somma a quanto ne so è di circa 20000 euro all'anno a persona. Il problema è che senza la certificazione dell'assistenza sanitaria (modello S1) pur avendo i soldi non si ottiene la residenza e il personnummer - il Italia il modello S1 viene rilasciato solo ai pensionati o a chi viene mandato in Svezia da una ditta italiana.
Chi fa trading on line non so come si possa regolare, ma certamente per vivere in Svezia è necessario avere un conto in una banca svedese e tutti i movimenti di compravendita vengono controllati e quindi i guadagni vengono automaticamente dichiarati e tassati (la banca comunica i dati all'ufficio tasse). Non credo serva la partita iva. Credo che funzioni così ma l'informazione è sicuramente da controllare.

Mel Katt ha detto...

Concordo a pieno con il pensarci un'infinita' di volte, perche' la scelta non e' facile e non sempre si puo' realizzare. Ma io sono l'eccezione alla regola. Mi sono trasferita in Svezia poco piu' di 2 anni fa, con i miei animali, comprando una fattoria e senza avere un lavoro in terra svedese. Ma solo presentando il "conto in banca". Quindi nessun problema ad ottenere il personnummer. Ho studiato lo svedese prima da sola poi sfi, dopo pochi mesi lo parlava.Qui tutti parlano solo svedese! ;) in meno di un anno ho iniziato a lavorare. Dopo solo un anno e mezzo che vivevo in Svezia ho iniziato il gymnasium svedese che sto per finire. Senza aiuti di lingua e senza nemmeno un italiano che conosco qui nella zona. Vivo in un piccolo paesino sperduto e il lavoro eccezionalmente non manca!
Io penso che tutto dipenda da quello che si vuole e da quello che si e' disposti a fare per ottenerlo. :) e fortuna, ovvio.

Silvia ha detto...

@ Mel: da quando sei arrivata tu le regole per ottenere il personnummer sono cambiate...

Anonimo ha detto...

Io invece mi sono trasferita ad Asker,in Norvegia,e non ho problemi di nessun tipo. Da quant'é che siete residenti in Svezia?

NorthernLights ha detto...

Bellissimo post e simile ad uno che avrei voluto scrivere io per quanto riguarda il Regno Unito ma che ancora non ho avuto tempo di fare. Anche qui ci sono gli stessi problemi col Nin (national insurance number) ed ora stanno stringendo le maglie anche con gli europei per tutto, cosa che tra l'altro e' un sacrosanto diritto e l'approvo.
Sono arrivata al vostro blog tramite segnalazione di ItaliansInFuga. Posso citare il link con il vostro blog e post sul mio blog? Grazie mille e ancora complimenti per la vostra avventura e i vostri articoli informativi sul blog :)

Anonimo ha detto...

ad ogni modo il discorso di gabriele non fa una piega: se mi adatto a fare qualsiasi cosa, probabilmente ci sarà anche uno svedese che si adatta e che avrà la precedenza. il discorso del trading online è controverso persino in italia e anche i commercialisti non sanno bene come funziona, figuriamoci in svezia. se le cose sono cambiate suppongo sia dura. ma da quando sono cambiate le cose? c'è stato un momento preciso in cui è diventato quasi impossibile avere questo personnummer? da come avete descritto la situazione di punto in bianco la svezia sembra diventata simile gli stati uniti, ovvero non puoi entrare se non sei un lavoratore specializzato che ti offre un lavoro e garantisce per te. solo che qui siamo in UE e in teoria ci dovrebbe essere la libera circolazione di beni e persone. poi non so, di burocrazia non sono certo un esperto (è un eufemismo, la burocrazia la rifuggo), ma mi sembra che ci sia stato lo stravolgimento totale di una mentalità.

marco

Anonimo ha detto...

Cara Silvia,complimenti per il tuo blog. Sono una tua fedele lettrice,non abito in Italia,ma neanche in Svezia,abito alla periferia di Oslo. Mi chiamo Isabella,e mi sono trasferita ad Oslo per lavoro,dove qui,io è mio marito abbiamo messo su famiglia. Abbiamo 2 figlie di 7 e 9 anni, e frequentano la scuola elementare di Asker. Loro parlano norvegese al 90%, il restante l'italiano. Anche tu hai un figlio,mi puoi dire come si chiama,quante lingue perla ecc..?

Anonimo ha detto...

Hai fatto bene di scrivere questo "sfogo". Infatti potevi permetterti pure delle parole piu forti per aprire gli occhi a molti.

Anonimo ha detto...

grazie

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti

effettivamente il post e' "bang on" sul problema.
Io vivo in Canada da 5 anni, prima ho vissuto per 3 anni negli USA. Mi trovo spesso a ricevere domande da persone che vogliono emigrare in Canada, e spesso le domande mi lasciano di stucco, del tipo " Serve il passaporto?", "se vengo in vacanza lo trovo un lavoro pagato bene?"!!!!
Ora dico: di questi tempi con internet e' facilissimo informarsi sul minimo di burocrazia necessaria. E mi riferisco a giovani che usano facebook, twitters etc. ed hanno una minima capacita' a googlare. Ma e' piu' facile lanciare la domanda ed aspettare la risposta, senza fare troppa fatica (ci pensera qualcuno ad indicarmi la strada.....). Fatica che invece e' BASILARE quando si vuole emigrare. Di emigranti ne ho conosciuti tantissimi, di successo o meno (dipende da cosa si intende per successo) e partire col piede sbagliato alla rinfusaporta inevitabilmente al disastro. Anche perche' non c'e' una strada sicura da percorrere quando si va in un paese nuovo.

Saluti e complimenti per il blog

Enzo

Anonimo ha detto...

Tra poco mi trasferisco a Uppsala con le mie 2 figlie,e dato che non sanno lo svedese non so come fare! Loro hanno 13 e 14 anni. Come faranno ad imparare lo svedese? E come funziona la scuola in Svezia? Margherita

Anonimo ha detto...

Questo modello S1 è una novità recente? E' la prima volta che ne sento parlare (seguo quotidianamente le notizie da almeno tre anni) e mi preoccupa non poco.

Siccome, ecco, io non sono il tipo che fa le cose a caso, sto lavorando da anni per provare a trasferirmi, non solo approfondendo il mio settore di lavoro ma anche studiando la lingua, investendoci tempo, energie, denaro e attenzione. Perché, chiaramente, secondo me non ha senso andare in un paese senza parlare una parola.
Ma considerando che la ditta per cui lavoro io è composta da tre persone, è sempre in rosso, è un miracolo se mi paga lo stipendio, figuriamoci se mi disloca in un paese europeo... Di solito si tratta di ditte grandi e dipendenti ben collocati: il precario specializzato a 600 € di stipendio serve qui, non lo manderebbero mai all'estero.

Anonimo ha detto...

Beh, ragazzi, però è anche un po' colpa vostra che aprite il blog e raccontate i fatti vostri a tutti...
Se la gente vi contatta per chiedervi aiuto è solo una conseguenza del vostro modo di agire, peraltro assolutamente non in linea col modo di pensare scandinavo.
Il bello è che vi credete pure integrati...
Tanti auguri
Ale

P.S. Certo che la Svezia assomiglia agli USA. È la prima cosa che si studia ad etnologia... Magari qualche lettura vi farebbe bene, invece di parlare solo di voi e di quanto siete bravi.
Un po' di umiltà non sarebbe male avercela, soprattutto quando leggo frasi del tipo "imparare lo svedese in pochi mesi non è da tutti". Ah, perché una lingua si impara in pochi mesi? Questa non la sapevo!

Silvia ha detto...

@ Northern Lights: ok se vuoi citare l'articolo

@ Anonimo che vive in Norvegia: noi siamo qui da un po' più di 4 anni. Galileo ha 2 anni e 4 mesi e parla 50% italiano e 50% svedese (distingue bene le due lingue e ne separa l'utilizzo a seconda di quando è a casa o all'asilo).

@ Margherita: scrivimi in privato se vuoi

@ Anonimo: la questione del modello S1 a quando ne sappiamo è venuta fuori da un annetto.

@ Ale: il fatto che raccontiamo molto di quello che facciamo dovrebbe al contrario far capire come funzionano le cose qui. Molti forse leggono gli articoli del blog che interessano ma a ben vedere ci sono anche i racconti delle difficoltà che abbiamo incontrato, ecc. E proprio quelli che conoscono come siamo arrivati qui e i presupposti per il trasferimento dovrebbero (con un minimo di giudizio) saperlo distiguere dal partire all'avventura senza prospettive.
Noi un aiuto lo diamo volentieri, il problema è che nel caso citato è ben difficile fare qualcosa, anche volendo.
Integrati ? Credo di sì. Che è diverso da diventare 100% svedesi (che non è neppure quello che vogliamo)
Questione lingua: io non sapevo una parola di svedese fino a gennaio 2009. Ad inizio maggio 2009 ho iniziato a lavorare (in svedese e in affiancamento), a fine giugno 2009 ero completamente autonoma. Magari allora non parlavo con estrema correttezza ma l'essenziale c'era e nessuno si è mai lamentato.

PaoloIT86 ha detto...

Senza offese per nessuno e senza politicizzare troppo purtroppo devo dirlo...mi spiace dirlo ma cosa vi aspettavate dall'Italiano medio?
Non che brilliamo per intelligenza cultura nè tantomeno perspicacia visto le persone che abbiamo eletto negli ultimi 20 anni.

E purtroppo manca anche il concetto di REALISMO!! Quante possibilità ho in Italia? Poche
Quantè possibilità ho in un paese straniero se non parlo la lingua e non ho una laurea o una qualificazione molto ricercata? MENO DI ZERO

Bisogna essere crudeli e realistici purtroppo. Io mi sto facendo un bel mazzo per studiare lo svedese prima di cercare lavoro, visto che sarò anche medico anche se non specializzato, ma qui se non hai un BUON-ALTO livello di svedese non ti prende nessuno!!
Detto questo non sono ancora che riuscirò nel mio intento e mi tengo sempre un'ancora di salvataggio, non si sai mai cosa preservà il futuro....

PS: un mio compagno di corso di Svedese, anche lui Italiano, con 30mila euro ha chiesto il PN alcuni mesi fa. Rifiutato senza modulo S1 che la sua AUSL manco sa cosa sia e di certo non rilascia....detto questo se si ha una qualificazione meglio studiare svedese e poi trovare un lavoro, il PN seguirà sa sè....
Siamo già fortunati ad essere europei e poter venire qui in Svezia per i corsi di lingua anche solo con la carta d'identità (ma poi vi servirà comunque il passaporto)

Alessandro ha detto...

Ciao a tutti, senza voler sminuire le difficolta' di un trasferimento all'estero che richiede una buona dose di adattabilita' ovunque si decida di andare, vorrei precisare un paio di cose (premetto che vivo a Kalmar da piu' di 5 anni con moglie, anzi "sambo", e figlio di 5 anni e mezzo, tutti e 3 con passaporto italiano).
Essendo sia Italia che Svezia entrambi paesi aderenti al trattato di Schengen, non e' necessario alcun permesso di soggiorno, e' sufficiente informare le autorita' che si risiede sul territorio nazionale entro 3 mesi dall'arrivo (io l'ho fatto dopo 1 anno e nessuno si e' lamentato); paragonare Svezia a UK, Canada e USA in termini di adempimenti burocratici ha poco senso. Inoltre la legislazione sull'immigrazione entro l'area Schengen non e' definita a livello nazionale per cui le prossime elezioni poco hanno a che vedere con la questione. Sul PN, ne so poco perche' sia io che la mia sambo l'abbiamo ottenuto subito e senza difficolta' 5 anni fa (io avevo un lavoro, la mia sambo era in maternita' ma senza lavoro in Svezia). L'importanza della lingua dipende da professione e luogo. Conta invece moltissimo crearsi subito una buona rete di contatti, soprattutto nelle piccole citta'. Le raccomandazioni e referenze in Svezia sono fondamentali, piu' che in Italia. Insomma, per vivere in Svezia non si deve essere supereroi, semplicemente darsi da fare, rimanere open minded e non aver paura del cambiamento. La vita in Svezia con i suoi pro e contro e' diversa da quella a cui si e' abituati in Italia ma non facciamo la cosa piu' grande di quello che e'!!

Bad Grass ha detto...

Adesso qualche diffidente penserà che avete scritto questo articolo perché "volete tenervi la Svezia tutta per voi"! :-D
Vi dò ragione un po' su tutto, anche se non mi risulta affatto che in Svezia la burocrazia è a "flessibilità zero": io direi il contrario! Ciò non toglie che il personnummer è diventato molto più difficile da ottenere e che, come dite, senza non si è nessuno.
Mi permetto di aggiungere anche che il concetto "io mi adatto a fare tutto" non è solitamente ben visto dagli Svedesi. Magari un giorno scriverò anche io due righe sul mio blog per spiegarmi meglio.
Ha det bra!

Bad Grass ha detto...

...Mannaggia, ho sbagliato tutti i congiuntivi.

Gabriele ha detto...

@Alessandro: oggi purtroppo le regole sono cambiate e non é come 5 anni fa. Adesso quando si richiede il Personnummer lo Skatteverket vuole vedere il permesso di soggiorno del Migrasionverket. Ed é quello che é difficile senza avere un contratto di lavoro in tasca.

Silvia ha detto...

@ Alessandro: altra piccola precisazione: é vero che i cittadini EU/ESS non hanno bisogno del permesso di soggiorno ma dell´attestazione del "diritto di residenza" (uppehållsrätt) má in pratica é la stessa cosa. Bisogna dimostrare di avere un lavoro o di potersi mantenere e avere l´assicurazione sanitaria. Senza il certificato di uppehållsrätt il personnummer non lo danno.

Anonimo ha detto...

Cara Silvia,quando hai risposto ad Ale hai scritto che non sapevi una parola di svedese da gennaio 2009,almeno l'alfabeto lo sapevi? Se non sapevi quello avrai dovuto faticare molto ad impararlo. Ti seguo sempre molto volentieri. Anna

Anonimo ha detto...

Senza le rientranze di capoverso é illeggibile.
/A

Alessandro ha detto...

Circa la storia del "permesso di residenza" che permesso in effetti non e'...
Work- For EU citizens working in Sweden

As an EU citizen, you are entitled to work in Sweden without a work permit. If you plan to stay longer than three months, you must register your right of residence with the Migration Board.When entering Sweden, you need a valid passport or ID card showing your citizenship.

Registering after you have entered Sweden

As an EU citizen, you can move to Sweden without applying for any kind of permit. If you are planning to stay for more than three months, you must register your right of residence. You cannot register before coming to Sweden.

Right to work immediately

As an EU citizen, you are entitled to start working as soon as you enter Sweden. You do not have to wait until you have registered or received approval of registration.

Looking for a job in Sweden

You have the right to come to Sweden in order to look for a job. If you are a jobseeker, you do not have to register after having been in Sweden for three months. If you have not obtained a job within six months, the Migration Board can demand proof that you are actively looking for work and that you have a good chance of finding it. You need to have enough money to support yourself while looking for work, for example through unemployment benefits from your country of origin.

Alessandro

Silvia ha detto...

@Alessandro: https://www.migrationsverket.se/download/18.56e4f4801246221d25680002507/blur_140011_sv.pdf

Prova a fare la domanda per "persona con mezzo propri" in cerca di lavoro...in assenza del certificato dell'assicurazione sanitaria non c'e' possibilita'...

Anonimo ha detto...

Cara Silvia, per ottenere la cittadinanza svedese come posso fare? Sposare un uomo svedese,forse? O ci sono altre possibilità? Arianna

Giulia ha detto...

@ Ale: il Foreign Service Institute, sul cui testo ho iniziato a studiare lo svedese, inserisce la lingua svedese tra quelle più facili, il cui apprendimento richiede in media 23-24 settimane di studio intensivo, per una persona di madrelingua inglese. Quindi meno di 6 mesi, anche se per un madrelingua italiano è ragionevole aspettarsi qualcosa di più, visto che c'è meno somiglianza tra italiano e svedese che tra inglese e svedese. Poi ovviamente quella è una media, ci possono essere grandi variazioni individuali: proprio per questo invito alla cautela e a studiare per bene da soli prima di lanciarsi all'avventura. Inoltre, chiaramente bisogna vedere cosa intendi per "imparare una lingua": qui si sta parlando di imparare la lingua *per lavorare* e vivere nel paese, quindi ad un buon livello di efficienza comunicativa ma non necessariamente tale da parlare in modo perfetto, leggere la letteratura o conoscere tutte le sfumature. Quelle sono cose che si perfezionano con il tempo e con la voglia di farlo.

Alessandro ha detto...

Infatti "if you are a jobseeker, you do NOT have to register after having been in Sweden for three months. If you have not obtained a job within six months, the Migration Board can demand proof that you are actively looking for work and that you have a good chance of finding it".

Detto questo e parlando di situazioni improbabili, l'espulsione di un cittadino europeo da paesi di area Schengen e' cosa veramente rara e legata a situazioni di condanna per atti criminali... da questo punto di vista le regole che valgono in Italia valgono anche in Svezia.

Il punto e' piuttosto quanto facile sia trovare un lavoro in Svezia in un arco di tempo ragionevole e questo dipende da professionalita' e luogo di residenza scelto.

unitalianoinsvezia.com ha detto...

Gran bell'articolo! Aggiungo solo una piccola cosa a quanto scritto: è vero che il lavoro si trova nelle città e che Stoccolma è quella che offre più opportunità, ma è anche vero che, spesso, nei piccoli comuni, cercano figure professionali che hanno difficoltà a reperire.
Io, quando ero disoccupato, sono stato a fiere organizzate del lavoro in cui venivano da tutta la Svezia a offrire lavoro a gente di Stoccolma, offrendosi anche di dare una mano con il trasferimento (ovviamente per la mia figura professionale nisba :-P)
Io, a chi viene qui facendo il salto nel buio consiglio sempre di scegliere la città preferita per iniziare, ma di tenere la valigia pronta...

Anonimo ha detto...

Facendo riferimento al post della signora, consiglio anche io di partire dall'Italia gia con un lavoro in tasca. Certo non e' assolutamente facile ma io cosi ho fatto e mi son trasferito. Se non si conosce lo svedese almeno almeno l'inglese. Se vi fate assumere da una compagnia svedese il gioco e' gia fatto, il permesso e' automatico. Andare cosi allo sbaraglio lo sconsiglio altamente. Rischierete di tornare in italia con amarezza e con odio. E' poi e' vero il "qualsiasi cosa e' buona" non funziona perche' appunto qui ci sono molti rifugiati provenienti da paesi in guerra che sono molto piu favoriti dal governo svedese in confronto ad un europeo che proviene da un paese uno stato di pace.. Buona fortuna a tutti.

Franco Fazio ha detto...

Propio così la Svezia non è il paradiso perchè non appena ci metti piede inizia una sequenza di battaglie mica da ridere: la casa, il lavoro (se non ce l’hai già), prendere dimestichezza con lo svedese (intendo come lingua), capire a chi ti devi rivolgere anche per le cose più banali tipo (barbiere, dentista, medico ecc ecc).

È anche vero che quando ti sarai ”integrato” verrai ricompensato a piene mani, però prima devi farti il ”culo” dando anima e corpo, sacrificando alla Svezia i tuoi anni migliori, altro che arietta fresca, e neve romantica.

E per il fattore linguistico lo svedese è essenziale, e non è una lingua facile come scrive Giulia, direi che è facile all`inzio ma diventerà molto complicata quando la dovrete perfezionare. E ricordatevi che senza una conoscenza dell’inglese di un certo livello come dice Alex (mi sembra..) i datori di lavori storceranno il naso anche se parlate lo svedese con l`accento di Stoccolma…

Ecco lingua e mentalità sono due muri di cemento armato dove inevitabilmente “cozzerete” con il vostro bel “capoccione”.

Allora vi siete fatti un`idea del mazzo che uno si deve fare per avere il “paradiso”. Ricordatevi che il paradiso in terra non esiste, (se non emigrate a Santo Diomingo, con un bel gruzzolo in tasca.)

Però la Svezia è un posto bellissimo, dove se le soluzioni non sono troppo impssibili, vale veramente la pena di vivere questa grande avventura. Sempre mantenendo i nervi saldi però. Senza accettare: “di fare qualsiasi cosa pur di restare” e vedrete che infine il numero personale (personnummer) ve lo daranno.

BUONA FORTUNA!!!

Antonietta ha detto...

Bel post, ben dettagliato. Aggiungo solo un paio di considerazioni tratte dalla mia esperienza.

Sono una di quelle partita allo sbaraglio per la Svezia, mi è andata bene solo perché all'inizio del 2011 non chiedevano ancora l'S1, dopo qualche mese ho avuto il PN e ho potuto frequentare tutti i corsi di svedese (dopo l'SFI ci sono SAS G, A e B che ora sono 1, 2, 3) per potermi rendere più appetibile sul mercato del lavoro (=i soldi dichiarati al MV servono davvero per sopravvivere durante lo studio!).

È stato un percorso piuttosto in salita, perché oltre alla ricerca del lavoro spesso si è affiancata la ricerca di un'abitazione (problema vero nelle grandi città e qui ad Uppsala). Il lavoro poi l'ho avuto, grazie al network di contatti svedesi (ma, almeno da noi, sappiatelo: gli stranieri, per quanto competenti, vengono preferibilmente ignorati a favore di un autoctono). Non è un lavoro full-time e nemmeno a tempo indeterminato, ma inaspettatamente pare che gli insegnanti di musica (strumento) manchino in zona. E se mi iscrivessi all'università per completare gli studi pedagogici, potrei avere un lavoro full-time piuttosto facilmente. Dipende da tempo e denaro di cui si dispone. NON È QUALCOSA DI IMMEDIATO, bisogna lavorarci su (investimento).

Infine: bisogna tenere conto delle differenze culturali, che CI SONO. Gli svedesi sono persone gentili e accoglienti, ma hanno modi di fare (sul lavoro e fuori) molto diversi dai nostri. Dimostrarsi disposti a capire per integrarsi (lingua in primis) genera fiducia nei nostri confronti. Mi sembra corretto, no? E noi italiani, col nostro carattere, siamo disposti a vivere in una società palesemente diversa dalla nostra? Non lo darei per scontato, conosco molti pentiti che ritornerebbero in patria solo per questo.

Grazie, Gabriele e Silvia, per lo schema! E in bocca al lupo a tutti...

Fabfabry67 ha detto...

A HA !!!! Finalmente leggo un post che mi piace per cio' che dice sulla Svezia, e cioe' che NON E' IL PARADISO IN TERRA. Tutto vero cio' che riguarda il personalnummer...
Io e Famiglia, quendo ci trasferimmo in quel di Stoccolma , rientravamo ancora nel "vecchio periodo" e quindi il personalnummer ci e' stato rilasciato a tutto il nucleo familiare in 1 settimana.
Poi pero', col passare di 3 anni circa, per altri motivi ci siamo resi conto che l'adattabilita' in un paese come la svezia, e tutti i paesi nord europei, deve essere moltiplicata per 10 rispetto a tutto il resto del mondo !!!
INFATTI, ce ne siamo tornati in italia, MOLTO MA MOLTO FELICI DI AVERLO FATTO........

virginiamanda ha detto...

Questo è un post che condivido appieno! Prima della Svezia ho abitato in altri Paesi e, saranno stati altri tempi, ma nessuno (se non pochi sporadici conoscenti faccia a faccia) veniva mai a chiedermi consigli su come espatriare. Ora invece ricevo mail addirittura con il cv allegato. Rimango sempre perplessa, perché mi chiedo cosa spinga una persona a inviare cv a sconosciuti che scrivono su un blog e a chiedere loro consigli come se questi potessero davvero aiutarli. Quando il fenomeno è diventato quotidiano ho scritto questo: http://virginiamanda.wordpress.com/2013/02/04/leggere-bene-non-si-assume-personale/ perché a quanto pare tante persone non vogliono/sanno cercare le informazioni presso i siti istituzionali e competenti.
Il mio rimane un punto interrogativo in fronte!
In bocca al lupo a tutti e complimenti per il blog :)

unitalianoinsvezia.com ha detto...

@virginamanda: per me la situazione è migliorata parecchio quando ho aggiunto un disclaimer con "leggete le FAQ prima di contattarmi". E nelle FAQ ho scritto che le richieste di aiuto per lavoro o casa saranno cestinate...

Daniela Palma ha detto...

Salve. Mi chiamo Daniela, sono una ragazza di 22 anni che si sta per laureare alla triennale e vorrebbe fare un master in Svezia. Premettendo che ho letto il vostro blog e devo dire che ho trovato tanti consigli utili, vi ringrazio per questo. Vorrei porvi delle domande se è possibile, una volta inviata la richiesta di ammissione all'università, potrei trasferirmi prima in Svezia in cerca di un lavoretto per sostenermi economicamente? dovrei compilare la domanda di permesso temporaneo chiedendo di poter studiare anche se in realtà sto anche lavorando? grazie mille anticipatamente.

Suma ha detto...

Ho 39 anni e sono un consulente informatico, un programmatore, apprezzato e con i miei clienti che mi rendono uno stipendio decente, mia moglie ha un posto di lavoro a tempo indeterminato e , tra virgolette, stiamo bene. La spinta a "cambiare" viene dal voler dare una possibilità in più a nostra figlia e per la sentita necessità di preparaci a un piano B. Ma io sto studiando svedese, con estrema fatica perchè lo sto facendo in Italia, ma vorrei alemno avere lo swedex prima di propormi per un lavoro in Svezia. Intanto questa estate abbiamo fatto un bel giro in roulotte passando per Vimmerby e Kalmar, un giro esplorativo con visita a Pippi calzelunghe e al parco delle Alci. Ovviamente ci siamo trovati benissimo e la mia bimba di 2 anni ancora salta di felicità appena gli ricordiamo o vede le foto del viaggio, per me è uno dei più bei posti di Europa, e di Km in roulotte ne abbiamo fatti parecchi e posti ne abbiamo visitati. Può darsi che un giorno Vi chieda consigli seri, ma questo vostro post conferma ancor di più quello che pensavo, va fatto con calma e con la testa sul collo. A presto e non smettete di scrivere, siete un punto di riferimento importante e prezioso.

Hafid Nadif ha detto...

Scusate ma un asicorazione sanitaria privata potrebbe andare bene al posto del certificato s1????

Anonimo ha detto...

Buonasera,
Vivo a Stoccolma da sei mesi, a Hornstull. Non avrei mai pensato di emigrare in vita mia, specie ora, a 40 anni. Tant'e', ho lasciato il mio lavoro di designer (contratto a tempo indeterminato pagato mooolto bene) e mi sono messo in proprio, nel mondo delle consulenze.
La proposta di collaborazione arrivava proprio da una azienda svedese, un brand molto conosciuto, che mi proponeva un contratto part time. A questa si e' aggiunta una azienda Egiziana, molto ben organizzata. I Clienti sono contenti e mi lasciano la liberta' di lavorare dove voglio, basta attendere i meeting periodici e presenziare agli incontri coi clienti in tutto il mondo. Io e mia moglie (cittadina americana in Italia da 7 anni e stufa del sessismo, della burocrazia, del razzismo e dell'indolenza italiana) decidiamo di trasferirci. Qui. Al gelo. Non abbiamo ancora deciso se traslocare definitivamente oppure provare qualcosa d'altro. Per adesso ci godiamo i 18 mesi di affitto, poi si vedrà.
Mi ritengo un uomo fortunato, anche se comunque me la sono cercata, la fortuna!! Ho un diploma dell ITIS, e oggi sono un professionista stimato.

Sembra il racconto del solito sbruffoncello, fanfarone, ma vi assicuro che ho lavorato tanto per arrivare ad essere indipendente. Viaggiare e vedere nuovi posti e' carino, ma emigrare...se si ha famiglia e per di più dei figli e' da incoscienti partire all'avventura senza le spalle coperte.
Essere disposti a fare un qualsiasi lavoro significa che non si hanno competenze spendibili e quindi tanto vale fare un qualsiasi lavoro in Italia. Almeno li si mangia meglio e la vita e' meno cara! Sono sempre più convinto che tutto il mondo e' paese, pregi e difetti si equiparano ovunque nel mondo. Pur essendo un posto magnifico tutta questa idealizzazione della Svezia e' davvero ridicola. Almeno per me.
Valerio.

Luciano ha detto...

Strano che come primo esempio citi un medico: ma i medici non dovrebbero essere i primi a parlare perfettamente la lingua del posto? In Germania vogliono un C1 solo per l'abilitazione!

Maur ha detto...

Secondo me avete scritto un mucchio di stronxate con l'intenzione di abbattere psicologicamente chi vuole emigrare in Svezia. La Svezia è ancora "un paradiso". Diversamente dal modo che la dipingete voi volontariamente. Trovare lavoro in Svezia è ancora facile...ancora di più in Norvegia. Ho sempre lavorato come operaio, impiegato...senza specialzizazioni particolari e dall'Italia ho già trovato un impiego vicino a Stoccolma..e volendo un altro vicino ad Ostersund. Livello di svedese ? A1. CONSIGLIO ? fate le valigie e trasferitevi in Svezia.... dove magari non dopo una settimana ma 1,2,3, ...5 mesi trovate un lavoro fisso. ALLA FINE...qui in Italia..cosa avete da perdere ?? qua c'è la fame...e nesusno vi aiuta.... in Svezia anche per chi non ha mai lavorato ed è straniero (europeo) ci sono sono dei sussidi. Italiani che conosco hanno ricevutto sussidio dopo 6 mesi che erano li e non trovavano lavoro. A CHI CREDE ALLE FESSERIE DETTE IN QUESTO BLOG PER ABBATTERE PSICOLOGICAMENTE CHI SI VUOLE TRASFERIRE DICO SOLO: SVEGLIAAAAA !! In Itala esiste comunque una situazione ancora piu' brutta, negativa, estrema..cosi come in Grecia. In Italia non c'è piu' niente...se non per qualcuno la possibilità di fare le valigie.