mercoledì 5 agosto 2009

Il paziente svedese

Il paziente svedese va in ospedale solo se sta veramente molto male. Non usa il pronto soccorso come la succursale del medico di base per risparmiare tempo. Anche perchè lo rispedirebbero indietro.

Il paziente svedese, d'altra parte, non ha paura dell'ospedale: sa che lì si prenderanno cura di lui, e sa di essere in buone mani.

Il paziente svedese, anche piuttosto anziano, conosce a menadito tutti i farmaci che prende, e il relativo motivo per cui li prende. 

Il paziente svedese non conosce a menadito tutti gli effetti collaterali elencati nel bugiardino dei farmaci. E soprattutto, non è convinto di soffrire di persona almeno della metà di questi.

Il paziente svedese non ha paura dei prelievi del sangue, nè è terrorizzato da altri esami invasivi. Semplicemente, se sono stati prescritti ci sarà stato pure un motivo. 

Il paziente svedese non ha la febbre se la temperatura corporea non arriva almeno a 38°C. 

Il paziente svedese, di fronte ad una diagnosi grave, non reagisce: annuisce, e razionalmente chiede spiegazioni, come se la cosa riguardasse qualcun altro. E questo un po' mi spiazza.

Il paziente svedese si fida dell'organizzazione sanitaria pubblica: non deve muovere un muscolo, non deve affannarsi a ritirare referti e a trasportarli da un medico all'altro nè da un ospedale all'altro, e non si imbarca in viaggi della speranza. Al paziente svedese pensa il personale sanitario. 

Il paziente svedese, soprattutto, si fida dei medici, li rispetta, ed è rispettato. Cosa ormai di altri tempi.






7 commenti:

Andrea Montali Photography ha detto...

Forse è da lì che vorremmo venire, noi lettori di questo blog..
Da un'altro tempo .. io pure da un'altro spazio ! Hej !

Giulia ha detto...

e i familiari del paziente svedese?

Silvia ha detto...

@ Giulia: eh i familiari sono come i pazienti ! Perloppiù molto tranquilli !!

alessandro ha detto...

tutto questo si riassume in una sola parola: fiducia! evidentemente giustificata e ricambiata...

luca ha detto...

Salve, prima di tutto vorrei farvi i miei complimenti per il blog e specialmente per la vostra scelta di vita. Mi piacerebbe poter approfondire con lei il discorso sanità svedese per confrontarla con quella italiana, in merito ad una mia situazione personale. Questo è il mio indirizzo di posta royks@libero.it, le sarei molto grato se potesse darmi qualche informazione al riguardo. Cordiali saluti, Luca.

thebfive ha detto...

non nella sanità. ma a volte ho notato che dietro questi comportamenti c'è imbarazzo nel avere un esternazione/espressione. E noi li vediamo come gente fredda tutta di un pezzo! :-)

gattosolitario ha detto...

Appunto, thebfive quando ci entri in confidenza gli svedesi sono molto critici verso la loro sanitá. Ovviamente non te lo diranno mai in faccia. É nella loro mentalitá di accettare le decisioni dall'alto senza parlare, anche se poi lo fanno nel loro intimo a casa. Per fortuna le cose stanno cambiando nelle giovani generazioni, che hanno viaggiato e visto cose diverse.