venerdì 29 gennaio 2010

"Giovani talenti" su Radio24 - l'intervista

Eccoci finalmente all'appuntamento radiofonico. Come anticipato in un altro post sabato 30 gennaio alle ore 15 è andata in onda su Radio24 una nostra intervista realizzata nell'ambito della trasmissione "Giovani Talenti". Ecco la presentazione direttamente dal sito della radio e l'audio dell'intervista.
Questo nuovo programma radiofonico vuole raccontare attraverso le parole di chi è passato attraverso questa esperienza, la storia di migliaia di giovani che ogni anno lasciano il nostro Bel Paese. Spesso sono laureati nei settori più diversi, giovani che hanno vissuto e studiato al sud e al nord del nostro paese e che oggi rappresentano un'emigrazione "speciale", molto diversa da quella che ha caratterizzato l'inizio del ventesimo secolo.
Quello che viene raccontato nelle puntate della trasmissione sono le fatiche del percorso lavorativo in Italia, le opportunità che all'estero vengono offerte, la partenza e la vita "fuori casa" con tutte le difficoltà affrontate. L'obiettivo della trasmissione, dalle parole stesse dell'autore, è proprio riuscire a capire perché tanti giovani italiani se ne vanno e cosa invece potrebbe essere fatto affinché questi possano tornare o addirittura non partire mai !
Noi (ma soprattutto Silvia) ha parlato per poco più di 15 minuti su un totale di mezz'ora che è la durata della puntata. Temi scottanti quelli affrontati, incentrati sul mondo universitario e medico in primo luogo, ma con anche un momento di gloria per la nostra casa virtuale "One Way to Sweden" e per voi nostri lettori che rappresentate il nostro stimolo quotidiano a raccontare e raccontarci. Buon ascolto.
Nel frattempo guardatevi questo spezzone tratto dal film "La meglio gioventù" suggeritoci da un nostro lettore: anche se il film è di qualche anno fa, il tema è sempre attuale.

21 commenti:

alessandro ha detto...

L'assenza di commenti è tutto dire....

striker ha detto...

Radio gia' sintonizzata, vi aspetto ;)
Per quanto riguarda il video del film, beh... e' talmente vero da far male. E ho fatto fatica a caricarlo con la mia "velocissima" connessione adsl, in un italia del 2010 (ma siamo sicuri che qui siamo nel 2010?)

alessandro ha detto...

CVD....

patrizia ha detto...

AMEN!

Anonimo ha detto...

...trepidante attesa....

Dott.Guido Tersilli e sig.ra Teresa

melamerito ha detto...

Bellissimo spezzone. Geniale! Uno dei brani migliori del film. "mio caro io sono uno dei dinosauri!!"

Giusi ha detto...

ciao caro, siamo stati anche noi su radio 24 l'anno scorso, ma per un programma diverso, in cui si parlava della svezia a livello turistico.
bella intervista! consigliamo anche noi di partire. A TUTTI!
il gioco vale sempre la candela, a prescindere dal fatto che si faccia o meno ritorno in patria.
bacioni e a presto,
g

Giusi ha detto...

p.s. slip of the finger... volevo scrivere ciao carI, ovviamente. baci!

Giusi ha detto...

e mi accorgo ora che sempra CARL... insomma CARI! DEAR... ma sarò stata chiara! ciauuu!

Silvia ha detto...

@ Giusy: grazie ! Siamo riusciti a dire un po' tutto quello che volevamo... e soprattutto non mi sono impaperata :D

Giusi ha detto...

Sì, è anche il mio terrore! Dico davvero, non avreste potuto dire meglio! :-)))

striker ha detto...

Complimenti ragazzi, a entrambi! E' stato bello dare una voce alle parole che leggo qui quasi ogni giorno ;) Parole che danno stimoli e speranza a tanti, me compreso :)

marve ha detto...

complimenti per l'intervista! storia espressa con chiarezza e senza impacci da intervista! seguo il vostro simpaticissimo blog con piacere (connazionale al "polo" come voi-medico-göteborg), con qualche anno in piú nello zainetto, ma spinto dallo stesso vento di disagio vostro. Auguri e continuate. Abbraccione

PS. avete fatto la scelta giusta con la Svezia

Stefano ha detto...

ciao, ho ascoltato la trasmissione, complimenti a tutti e due!!!mi avete fatto venire ancora più voglia di venire in Svezia.

Vicio ha detto...

Complimenti ragazzi! Nelle ultime 2 settimane ho letto il vostro blog e oggi ho sentito la vostra voce. Siete grandi! Anche a me vien voglia di partire per la Svezia. Quasi quasi....

Francesca ha detto...

Complimenti per l'intervista, è stato bello dar voce alle parole che ogni giorno leggo!
Comlimenti,siete stati bravissimi ed esaustivi!

Morgaine le Fée ha detto...

Finalmente sono riuscita ad ascoltarla tutta. Bellissima intervista, complimenti :)

Robe ha detto...

Complimenti ragazzi, avete fatto dei discorsi davvero interessanti e piacevoli da ascoltare.
Vi seguo sempre in strepitante attesa di vedere un nuovo messaggio :)

Ideandro ha detto...

"Quella che state ascoltando è la storia di Silvia Mainardi..."

Accidenti... sembra di leggere un libro... ma è tutto vero!

Sempre in gamba ragazzi, bravi!

franco ha detto...

Non c'è dubbio che l'emigrazione intellettuale rappresenta la più grave perdita di ricchezze, la sciagura peggiore che possa capitare ad una comunità, poiché questa è costretta a rinunciare alle sue personalità migliori, alle intelligenze più pronte e vivaci, a privarsi dei suoi figli più capaci e brillanti, quindi delle risorse più preziose.

Ebbene, la nuova emigrazione italiana rivela aspetti che prima erano assolutamente inediti e sconosciuti, trattandosi di una fuga in massa di cervelli, ossia di un’emigrazione giovanile di tipo intellettuale, quasi un esodo massiccio con elevate percentuali e livelli di scolarità.
Infatti, i giovani più intelligenti, colti e preparati fuggono dal luogo in cui sono nati, cresciuti e dove hanno studiato, anche perché non intendono (giustamente) soggiacere e piegarsi al ricatto clientelare imposto dai notabili politici locali che li costringono a mendicare la concessione di un lavoro che invece è un sacrosanto diritto che spetta ad ogni cittadino. Ma si sa che da noi...
la "cittadinanza" rappresenta un lusso riservato a pochi eletti e privilegiati, ai "figli di papà".

Invece, i "figli del popolo", della povera gente, sono condannati ad elemosinare continuamente favori, elargiti attraverso un metodo arcaico che è probabilmente un antico retaggio del feudalesimo. Una prassi comune applicata sia per ricevere un misero lavoro (oltretutto a tempo determinato, mal pagato, senza diritti e tutele), sia per ottenere qualsiasi altra cosa, anche la più banale richiesta di un certificato, scambiando e svendendo i diritti come volgari concessioni in cambio del voto a vita.

Questo è purtroppo un (mal)costume insito nella “normalità” della vita quotidiana, una situazione quasi “naturale ed ineluttabile”, un elemento immodificabile insito in un’ipotetica e immaginaria legge di natura, che in realtà non esiste. Infatti, la legge naturale non è applicabile alla dialettica storica, che invece è caratterizzata e determinata da tendenze e controtendenze, sempre mutevoli, in stretto rapporto di interazione e reciproca influenza, per cui nulla è davvero eterno ed immutabile nella realtà storico-sociale, come è confermato, ad esempio, dalle rivoluzioni epocali che in passato hanno abolito i privilegi aristocratico-feudali, lo sfruttamento della servitù della gleba e della schiavitù. Fenomeni che per secoli, se non millenni, gli uomini hanno accettato quali condizioni assolutamente “giuste”, in quanto definite come “naturali e inevitabili”.

Silvia ha detto...

@ Franco: sì la citazione di Lucio Garofalo che hai riportato è purtroppo molto vera... il problema è come fare a cambiare ??