martedì 2 febbraio 2010

Gli stereotipi non valgono sempre

Qualche sera fa abbiamo avuto il privilegio di partecipare ad una festa di compleanno speciale, una festa privata su invito dove noi eravamo gli unici "non svedesi" presenti. Spesso ci si sente dire che gli svedesi sono freddini, non sono persone da pacca sulla spalle e "vecchio amico mio", caratteristica invece tipica dei popoli mediterranei. Qualcuno sostiene addirittura che uno svedese non esca sul pianerottolo di casa senza prima essersi accertato attraverso lo spioncino che non ci sia nessuno già là fuori. Difficile attaccare bottone sull'autobus o in ascensore dicono.
Ma la nostra presenza alla festa di compleanno di Felicia, che assieme al marito Jan Olof gestisce l'ormai famoso Bed&Breakfast "Västra Station" qui in città, è stata la dimostrazione che non sempre gli stereotipi sono validi, ma rappresentano spesso e per forza di cose una generalizzazione frutto di una valutazione media e magari un po' superficiale.
Dovete sapere che il B&B "Västra Station" ha rappresentato per noi il primo punto di contatto con la città di Norrköping quando, quella che ora è la nostra città, era solo un nome su una carta geografica (piccolo spot pubblicitario: qui il link al loro sito internet per chi fosse interessato - qui invece un video in svedese, ma interessante anche per chi non parla la lingua, su come una vecchia stazione sia stata trasformata in un B&B pieno di charme). Vi abbiamo soggiornato un anno fa, quando a gennaio 2009, terminata la specializzazione di Silvia, partimmo da soli e "senza agganci" di sorta, per un'esplorazione preventiva di un Paese che per noi era ancora completamente sconosciuto. Da allora Felicia e Jan Olof e la loro ospitalità hanno rappresentato per noi un punto di appoggio, e ci hanno aiutato anche ad affrontare le prima difficoltà burocratiche e di ambientazione. Quando arrivammo ad aprile con la macchina stracarica delle nostre cose passammo ancora da loro la prima notte da emigrati in suolo svedese proprio il giorno prima di entrare nell'appartamento in cui ora viviamo.
Non possiamo nascondere che per noi questa amicizia è motivo di orgoglio e rappresenta un esempio di integrazione. E questa famiglia svedese non è l'unica con cui abbiamo stretto rapporti di amicizia: ci sono naturalmente tra gli altri anche Anna e Martin (i nostri amici di Linköping) ! In questo, vivere in una città di provincia in Svezia, ti offre maggiori occasioni di integrazione, occasioni per vivere la vera Svezia un po' più da dentro. Forse da questo punto di vista la grande città come Stoccolma, non facilita questo genere di contatti; è inevitabile che quando si vive in una città dove ci sono tanti connazionali, si tende a fraternizzare di più con loro. Norrköping, da questo punto di vista (visto che gli italiani si contano in due mani se va bene), per noi rappresenta per ora l'optimum e ci permette di allacciare rapporti con tante persone diverse.

14 commenti:

Daniela ha detto...

vi leggo ogni volta che pubblicate un nuovo post, sono affascinata da sempre dai paesi scandinavi e con le vostre avventure fate sentire un po' "svedese" anche me.
Buona giornata da una Milano finalmente assolata (la rima non era premeditata....ops eccone un'altra! :-P)


p.s. ehm....mi duole essere pedante, però si chiamano "stereotipi"
ciaooooo ;-))

alessandro ha detto...

Per il momento gli italiani si contano sulle dita di due mani... per il momento....

Silvia ha detto...

@ Daniela: eheh ogni tanto qualche erroruccio di ortografia ci scappa ;-)

TopGun ha detto...

se volete che gli italiani lì da voi, continuino a contarsi sulle dita di una mano....parlate malissimo della Svezia :P

Amalia ha detto...

Seguo ogni giorno il Vs blog e devo dire che mi fa sentire più vicina alla Svezia che spero prima o poi di raggiungere! Grazie

rapman85 ha detto...

ciao,
ho scoperto questo blog per puro caso e devo dire che per me è stato veramente un gran colpo di....fortuna. Non essendo forse questo il "luogo" più adatto, vorrei sapere se fosse possibile avere un indirizzo mail perchè avrei da chiedervi diverse cosette. In caso contrario potrei scrivere anche tutto qui, ma, essendo una cosa abbastanza lunga, rischierei enormemente di "ingolfare" tutto.

Aspetto fiducioso di una vostra risposta, anche negativa!

Grazie

Raffaele

Silvia ha detto...

@ Raffaele: il nostro indirizzo mail lo trovi sotto "presentazione degli autori", a destra sotto la renna. Clicca su Silvia o su Gabriele !

Daniela ha detto...

Hey Silvia, sai una cosa? Preferisco gli "stereoTOPI", mi immagino dei topolini che al posto delle orecchie hanno delle picole casse dello stereo.

;-))))

Daniela ha detto...

ecco, la vendetta degli stereotOpi: ho scritto "picole", con una c....
Squittendo me ne vo....
ciaooooooooo :-))))

franco ha detto...

Uno sguardo ironico e fuori dai luoghi comuni…? Sui nostri vicini di casa svedesi e su una città Stoccolma che meriterebbe molto,molto di più….
Ebbene si! Abbiamo un bel lamentarci anche noi Italiani degli stereotipi che ci appiccicano addosso gli svedesi, il fatto è che anche loro, poveretti sono vittime di denigrazioni altrettanto ingiustificate da parte nostra, alzi la mano chi in tutta coscienza, sente di poter dire che non li immagina tutti tristi e noiosi come i personaggi delle bergmaniane «Scene da un matrimonio».

Poi arrivi all'aeroporto di Stoccolma e scopri che - a tua conoscenza - è l'unico scalo al mondo dove sia previsto uno spazio per giocare a campana. Sarebbe per i bambini…Sarebbe... Poi basta bighellonare lì intorno qualche minuto per sorprendere qualche uomo d'affari che, nella sua inappuntabile grisaglia, si mette a saltare da un riquadro all'altro stringendo la ventiquattr'ore.
Piccola cosa forse, questa dell'area destinata allo scatenamento del fanciullino che alberga in ogni manager.

Altro luogo comune mediterraneo riguardante le terre iperboreali: d'estate va tutto bene, con le giornate interminabili, le notti bianche e via dicendo; ma nella irredimibile tenebra invernale non vi può essere spazio per levità di cuori. Errore ciclopico. Proprio questo è in realtà uno dei momenti in cui meglio si può fare esperienza del buonumore di cui sono capaci i discendenti dei Vichinghi.

L'inverno quassù è di sicuro la stagione dalle giornate che, dipendesse dal sole, non comincerebbero mai davvero: passi dal buio a una cosa che non sai bene come chiamare perché non ha ancora finito di essere alba ed è già tramonto.
Ma, nell'atmosfera vagamente irreale delle giornate in cui a mezzogiorno le ombre si proiettano lunghissime sulla neve che la luce calda tinge di giallo, gli svedesi
e primi fra tutti gli abitanti di Stoccolma, si sanno perfettamente organizzare per divertirsi, anche con pubbliche occasioni di festa. (Sankta Lucia. Julafton i mercatini di natale a Skansen).

Mi piace ricordare un altro genere di celebrazioni: il 10 dicembre è il giorno della cerimonia di consegna del premio dei premi, il Nobel, ai ricercatori (forza Gatto…)che di volta in volta meglio si siano distinti nello sforzo di migliorare la conoscenza del mondo attraverso le scienze, ai medici (forza Silvia, forza Giulia…) che abbiano dato un contributo rilevante alla riduzione delle sofferenze che affliggono l'umanità, agli economisti che più a fondo abbiano esplorato i meccanismi reconditi della creazione della ricchezza, nonché a quello ritenuto più rappresentativo fra quei medici dell'anima che sono i poeti e i narratori (forza Morgaine le Fée…)

… ma perbacco!!! direbbe il grande Totò ne abbiamo contati giá 4 di Italiani in Svezia.ci vorranno sicuramente più di due mani per contarli tutti…io sono propio sicuro di si!
Che nazione fortunata è stà `Svezia… (Non ti preoccupare! TopGun gli italiani sono molto ben visti in Svezia chissà perchè poi… booo…)

Ma torniamo a noi:
Certo un pò ”rosico…” quando penso che la cerimonia e il sontuoso banchetto che la chiude sono riservate a una selezionatissima lista di invitati e benefattori, ma la presenza in città dei campioni dell'umanità si fa sentire per tutta la settimana e finisce per coinvolgere anche i comuni mortali (come me) che non hanno accesso alla sala…

Però mi sento felice quando penso che la stessa sala sarà decorata dai quintali di fiori donati ogni anno dal comune di San Remo a ricordo del fatto che lì, sulla Riviera ligure nella nostra BELLA ITALIA, il signor Nobel scelse di trascorrere gli ultimi anni della sua esistenza itinerante.

(Beato lui…il signor Nobel intendo).

Giorgio ha detto...

Gli "stereotipi" riguardano la riservatezza degli svedesi e il fatto che e' difficile attaccare bottone in contesti informali (bar, autobus, condominio, etc) con persone sconosciute. Al contrario l'ospitalita' e il valore dell'amicizia che caratterizza gli scandinavi, che e' quello che voi in realta' avete descritto, e' risaputo ma e' una cosa completamente differente dalla prima.

Anonimo ha detto...

ciao
ho letto con piacere il Vostro resoconto e adesso sono qui, a chiedervi un paio di cose, sempre se potete aiutarmi. Da agosto ho maturato l'idea di lasciare l'italia, senza fare esperimenti, senza tastare prima il terreno altrove. Dopo vani tentativi di controllare gli annunci su eures, ho capito che l'unica e' trasferirsi e basdta. Vorrei saperecome avete fatto voi , primo: con la lingua, secondo con le professioni più abbordabili senza uno svedese fluently.... io ho una laurea in lingue, lett. tedesca, francese...remote remote conoscenze di svenska...ma... è facile ugualmente? posso lasciarvi mia mail? florencecorner@libero.it

Daniela ha detto...

@franco: sei un poeta! ;-))

@anonimo, sono nella tua condizione. Ma uguale anche nella laurea e relative lingue eh.....

ciao a tutti e in primis a Silvia e Gabriele, ovviamente :-)

Hans Halmsson ha detto...

gli italiani sono pochi ma ci sono tanti somali ed eritrei che parlano italiano