mercoledì 28 aprile 2010

Gerarchia: questa sconosciuta

Come promesso eccomi di nuovo qui per proseguire con il racconto di questi primi giorni di lavoro. Ieri ci eravamo lasciati con la promessa di spiegarvi meglio cosa è successo il secondo giorno. Da queste parti è molto evidente il fatto che la gerarchia non esiste ed a testimonianza di ciò vi porto tre esempi abbastanza evidenti.
Faccio una doverosa premessa: io sono stato assunto come meteorologo nel settore "navigazione marina" di un grosso dipartimento che si occupa di "business & media". Per chi fosse curioso c'è anche una piccola presentazione in inglese sul sito web del SMHI.
Veniamo ora al dunque con il primo esempio: a pranzo lunedì mi ritrovo con alcuni colleghi d'ufficio ed un responsabile del settore vendite (SMHI si autofinanzia in pratica da solo senza più aiuti da parte del governo, vendendo i propri servizi), un tipo abbastanza chiaccherone e molto simpatico. Venuto a sapere che era il mio primo giorno di lavoro, subito propone al mio capo di farmi partecipare ad un seminario/workshop che ogni anno loro tengono a favore di un partner commerciale al fine di presentare meglio dal punto di vista tecnico quello che poi i vari manager dovranno cercare di vendere alle compagnie di navigazione di tutto il mondo. Secondo lui sarebbe stata un'ottima occasione per darmi subito una visione a 360° sui prodotti con i quali avrei dovuto in seguito lavorare e per comprendere fin da subito le necessità dei clienti. Detto... fatto. Così martedì mi ritrovo in compagnia di vari marketing manager della GAC, società leader mondiale nella fornitura di servizi logistici e non connessi con la navigazione marittima, responsabili del mercato europeo ed asiatico. Io sono al secondo giorno di lavoro eppure a fianco a me ci sono degli autentici volponi che vengono chi dall'Inghilterra, chi dalla Grecia, chi dalla Norvegia o dal Portogallo. La lingua ufficiale è l'inglese e dopo la full immersion di svedese del primo giorno, oggi devo già "switchare" all'inglese, mi sa tanto che ci dovrò fare l'abitudine. Ovviamente è inutile sottolineare che per ho pranzato con loro, saletta privata e pranzo offerto ! Ma io solo l'ultimo arrivato !!! Ahhhh....
Esempio numero due: usciamo dal ristorante e l'allegro gruppetto incontra il Direttore Generale del SMHI che era appena rientrato da un viaggio. Ci sono le dovute presentazioni di alto profilo ed io timidamente mi metto in disparte... ma ai saluti vengo prontamente chiamato in causa dai colleghi che mi presentano come nuovo assunto al Mega Direttore Galattico (mi sentivo come Fantozzi in una dei suoi epici momenti in azienda...)... e Lui cos'è capace di dirmi: "Ehi... sono appena rientrato dall'Italia, sono andato a giocare a golf; proprio stamattina ho siglato il tuo contratto... benvenuto a bordo !" il tutto accompagnato da una dolce pacca sulla spalla. Faccio uno smagliante sorriso, scambio due battute in swinglish ed incasso con mascella che a momenti sta per cadere.

Esempio tre: durante il seminario mi invitano a prendere parte alla cena che verrà offerta in uno dei ristoranti migliori della città... declino gentilmente l'invito (a malincuore) per un impegno già precedentemente preso e per il fatto che il giorno dopo iniziavo il turno alle 6.
Se non avessi avuto questi "paletti" mi ci sarei buttato volentieri... ho imparato che non bisogna mai tirarsi indietro, anche se la "strizza" (vedi paura) a volte ti spingerebbe a fare altrimenti.
Gli esempi sono stati abbastanza calzanti ?

6 commenti:

Silvia ha detto...

Ah.. è beh sì mi sembra proprio che in Italia le cose vadano allo stesso modo.. Anzi non posso proprio non dirti "ma chi te l ha fatto fare di andare in Svezia quando in Italia si stà così bene?!!!!!!!" Meno male che siete fuggiti, avete (suppongo dai vostri post) trovato tutto quello che desideravate e ve lo stra meritate anche solo per il coraggio che dimostrate in ogni situazione (tipo i pranzi e le cene in anglo-svedese)

patrizia ha detto...

E' sempre piacevole leggervi!!!!
Forza e coraggio... e al lavoro!!!!
Ogni volta che guardo le previsioni europee e vedo la Svezia vi penso!!
Un abbraccio
pat

alessandro ha detto...

Bene, bene, bene....da domani quindi inizia la scalata....

Olga ha detto...

Anch'io ho lavorato in Svezia e ho avuto un'esperienza simile, anche se mi è sembrato di notare che i rapporti tra colleghi (di pari e di diverso livello) tendano a diventare molto distaccati una volta che si è entrati nella routine del lavoro. Non che sia una cosa negativa (anzi, in certi casi meglio così!), intendo solo dire che è una cosa che stupisce un po' dopo la calorosa (e alquanto ritualizzata) accoglienza iniziale.
In generale da parte mia posso dire che l'ambiente di lavoro che ho trovato in Svezia, tra pregi e difetti, mi ha lasciato molto soddisfatta :) perchè i diritti dei lavoratori lassù sono considerati sa-cro-san-ti.
Buon lavoro dunque!!!

Serena ha detto...

In bocca al lupo a Gabriele per la sua meritatissima conquista lavorativa e un abbraccio a entrambi per il vostro coraggio e capacità di mettervi in gioco

TopGun ha detto...

bhe l'esempio due...essere presentati al presidente mega galattico, che ti accoglie dicendo "ho appena firmato il tuo contratto".....

già da solo basterebbe :)